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ITALYAN, RUM CASUSU ÇIKTI
(LP/MC/CD 1992)

PER GLI ARGOMENTI TRATTATI E IL LINGUAGGIO UTILIZZATO QUESTO PRODOTTO POTREBBE RISULTARE SCONVENIENTE E OFFENSIVO. L'ASCOLTO È SCONSIGLIATO AI SOGGETTI PIÙ SENSIBILI



Italyan, rum casusu cikti


Rum casusu
Servi della gleba?
SERVI DELLA GLEBA
ARRIVA ELIO
UOMINI COL BORSELLO (Ragazza che limoni sola)
Giorgio e Piero
IL VITELLO DAI PIEDI DI BALSA
CARTONI ANIMATI GIAPPONESI
CINQUECENTO
SUPERGIOVANE
Amore al telefono
ESSERE DONNA OGGI
Rochenrol pam pam
PORK & CINDY
Rochenrol pam pam reprise
PIPPPERO®
introducing...
IL VITELLO DAI PIEDI DI BALSA REPRISE
URNA
ARRIVEDERCI
La Barzelletta del Fantasma Formaggino
LA VENDETTA DEL FANTASMA FORMAGGINO
Ghost track


Che dire... è il mio album preferito!
Perché? Perché è BELLO.
Fine della recensione tecnica.

Ed ora, un po' di congetture.
Iniziamo dal titolo: Italyan, Rum Casusu Çikti.
Il valente Manuel Giorgini mi rivela che, in lingua cipriota, vuol dire esattamente: "Si è scoperto che l'italiano era una spia greca!"
L'italiano di cui si parla è un bell'uomo chiamato Massimo Rana... avete presente quello dei tortellini? Ecco, l'altro.
Bene, Massimo Rana un bel giorno è andato a Cipro... e lo hanno MESSO DENTRO.
Motivo? Aveva una faccia colpevole.
E così i titoli dei principali giornali di Cipro, nell'estate del 1991, recitavano: "Italyan, Rum Casusu Çikti".
Alla fine, per pietà, Massimo Rana lo hanno rilasciato... senza sapere che un giorno sarebbe diventato il fotografo di un album chiamato "Italyan, Rum Casusu Çikti". I casi della vita.

L'immagine di copertina è proprio di Massimo Rana, con la collaborazione di Emanuele Sardella e l'ispirazione di Atom Heart Mother dei Pink Floyd. L'idea ispirerà anche l'album Lather di Frank Zappa (tnx Lozzo).

Il buon Ugo Coppola ci segnala un divertente paradosso riguardo a "Top Secret", il mitico film demenziale firmato da Abrahams & Zucker (quelli de "L'aereo più pazzo del mondo" per intenderci...). Vi ricordate la scena del film in cui ci sono tre tizi che si travestono da mucca per andare a spiare una base militare? Be', la mucca che si vede nel film è autentica, ma ha gli stivali di gomma... nella copertina di Italyan Rum invece la mucca è fasulla, ma i piedi sono umani.
Le gambe sarebbero dovute essere di Elio, ma il cantante ha un difetto: è peloso. Così, le hanno sostituite con quelle di Giancarlo Bozzo, il papà di Zelig, non a caso soprannominato "Pulpacc" (tnx Matt D). Nell'album successivo gli hanno anche dedicato una canzone... avrà sicuramente gradito.
I piedi invece sono di Faso.
La grafica è di Studio Vertigo e l'elaborazione elettonica dell'immagine è di Alex Koban/Imagic.

Da notare la terzultima pagina del libretto, "vagamente" ispirata al retrocopertina dell'album "Matto come un gatto" di Gino Paoli, come potete osservare confrontando le due immagini messeci a disposizione dall'autistico Grumo!

Matto come un gatto - Gino Paoli Italyan Rum Casusu Cikti - libretto


Le correzioni a biro rossa sulla EelST Version sono probabilmente da attribuirsi al cantautore nonché professore di italiano Roberto Vecchioni (tnx Don Diego).

Il disco è dedicato a Paola Tovaglia, alias Peev Agliato, che aveva collaborato nel precedente disco come voce di Enzo in Piattaforma e della donna d'Erba in Cateto.

L'album, uscito nel 1992, è poi stato ristampato in varie edizioni, ognuna delle quali può vantare errori diversi:
  • Su tutte le stampe digitali c'è scritto "Çikti" sul libretto e "Çikty" sul cd.
  • Sulla ristampa del 1998 (inclusa nel cofanetto Perle ai Porci) due pagine del libretto sono invertite.
  • Sulla ristampa del 2000, oltre alle due pagine che ovviamente sono rimaste invertite, c'è anche scritto Italya invece di Italyan in copertina e, cosa ben più grave, la divisione in tracce è imprecisa e singhiozzante, come se avessero scaricato tutte le tracce separate dal master e le avessero appiccicate in malo modo sul cd... neanche nel terzo mondo.
    Però hanno aggiunto una traccia dati con lo splendido video di "Servi della gleba"... in un assurdo formato ".mov" (è a bassissima risoluzione, ma pesa come se fosse in full hd).
  • E poi, dulcis in fundo, nell'edizione su cassetta "il Vitello reprise" è spostato subito dopo Supergiovane, mentre la sua intro è rimasta dopo "Pork & Cindy", con il risultato che non si capisce assolutamente un cazzo.
 Rum Casusu 

Piccolo frammento tratto dal film Rocky V, in cui Sylvester Stallone, doppiato da Ferruccio Amendola, cita davvero quella frase... "compromettente".
La frase incriminata compare anche in una puntata dei Robinson, pronunciata dalla viva voce di Bill Cosby e doppiata, guardacaso, dal buon Ferruccio Amendola! (tnx Marco Spagnolli)



Sì... una famiglia...
"Hey fusto, la vuoi sentire una nuova?"
"Sì, perché no?"
"Toc, toc"
"Chi è?"
"Un merlo che fa me!"
"Come un merlo che fa me?!"
"Eh, scusa, se la mucca fa mu allora il merlo deve fare per forza me!"
"Ah ah ah, chi te l'ha raccontata?"





 Servi della gleba? 

Prima apparizione di Les mysteres des voix bulgares, il mitico Coro delle Voci Bulgare che ci terrà compagnia durante il Pipppero!
Il brano originale si chiama "Pilentze Pee" (tnx Matteo)

NB: questa traccia non contiene l'intro di Servi della Gleba: "Introservi" compare solo come Ghost Track, pur essendo trascritta sul libretto. Per sentirla "in chiaro" dovremo aspettare l'album Del Meglio Del Nostro Meglio Vol.1.
Il titolo con il punto interrogativo ("Servi della gleba?") è quasi sicuramente ripreso da The Wall dei Pink Floyd ("In The Flesh?") (tnx Don Diego).



Eliiiiiiooo e le Storie... Elio e le Storie Teeeseee!





 SERVI DELLA GLEBA 

È noto fin dai tempi del feudalesimo come l'amore per una giovane donna possa trasformare un giovane uomo in un Servo della Gleba.
Riportiamo qui di seguito le principali fasi di tale trasformazione.

FASE 1: il presagio.
Il giovane racconta agli amici di aver conosciuto una ragazza carina, simpatica ma specialmente intelligente con la quale parla bene. Non si dimostra interessato sessualmente.

FASE 2: lesso.
Il giovane è convinto di aver trovato la donna della sua vita; si interessa perniciosamente ai racconti delle di lei vacanze; modifica le proprie abitudini e i propri gusti (alimentazione, musica, abbigliamento, cinema) nel tentativo di compiacerla. I numerosi pacchi agli amici sono sintomatici del passaggio alla successiva

FASE 3: Servo della Gleba.
È il momento decisivo della mutazione.
Se il SdG idealizza l'amata a tal punto da non ritenersene degno (APPROCCIO NEGATIVO) entra nella sottofase vegetal: osserva apaticamente il mondo che lo circonda ed entra in rapporto simbiotico-umorale con l'amata (es. lei è felice perchè sta con uno figo -> anche lui è felice; ricordiamo infatti che il SdG vive generalmente una condizione di sudditanza amorosa, e non un reale rapporto di coppia).
Se il SdG opta per una dichiarazione (APPROCCIO POSITIVO) si hanno due possibilità.
a)ottiene un sì: viene accolto nel Nirvana, conosce tutti gli dei e si muove leggermente sollevato da terra. Perde ogni contatto con gli amici.
b)ottiene un due di picche: entra nel limbo, indossa una corona di spine e soffre di una forma collaterale di pessimismo affettivo che si manifesta con frasi del tipo: "Non troverò mai la persona giusta" e ancora "Sono io ad essere sbagliato".
Dopo qualche tempo ricontatta gli amici giustificando mesi di silenzio con la frase: "Ho avuto un casino di robe da fare".
Un SdG che collezioni 10 o più 2 di picche assurge allo status di Gran Maestro dei Glebas, vive in eremitaggio e diventa meta di pellegrinaggio per altri SdG ai quali legge il futuro servendosi di un mazzo di 2 di picche.

Fiati: KALLIOPE.
Giancarlo Porro: sax contralto
Claudio Allifranchini: sax tenore
Fernando Brusco: tromba
Mauro Parodi: trombone.

Questo è uno dei brani con cui il complessino è riuscito a vergare con pennarone indelebile le candide pagine della lingua e della cultura italiana, creando neologismi e figure mitologiche che sarebbero rimaste per sempre nell'immaginario collettivo, a prescindere dalla conoscenza o meno di Elio e le Storie Tese.

La prima è proprio l'espressione "servo della gleba".
Ad idearla è stato il batterista Christian Meyer (che infatti è quello meno ringraziato in assoluto), dopo l'ascolto di un'interminabile telefonata tra Faso e una tipa. Vi risparmio i dettagli.

La seconda è "due di picche", che prima voleva semplicemente dire "carta che non vale un cazzo", nel senso di "fallimento"... mentre oggi sottointende sempre una figura femminile che dice fankulo.

E poi abbiamo la "scopa nel culo"... credo di non dover aggiungere ulteriori spiegazioni.

La diffusione di queste espressioni è stata aiutata soprattutto dal videoclip, che è andato in rotazione ininterrotta su Videomusic per tutta l'estate, ma anche le radio avevano fatto la loro parte.

Il groove del brano è simile a quello di "Rosanna" dei Toto (tnx JazzTom).
"Una serata tra amici, una chitarra e uno spinello" è una chiara citazione di "Una storia disonesta" di Stefano Rosso (tnx Lelevez).



"Allora, com'è andata con la tipa?"
"Ma, devo dire bene, bene!"
"Hai pucciato il biscotto, o almeno hai limonato?"
"No, ragazzi, non scherziamo.
Lei non è come tutte le altre!"
"Bll b b bll parlaci di lei!"
"Ah, guardate, questa qui è una tipa
veramente simpaticissima, in gambissima.
Mi ha raccontato delle cose sulle sue ferie
divertentissime, ma tipo che lei era andata
là con un sacco di creme dopo sole,
poi ha preso un casino di sole, si è bruc..."
"Le hai mostrato il poparuolo?"
"No, ma ho buone possibilità!"
"Allora ci vediamo questa sera?
Una serata fra amici, una chitarra e uno spinello!"
"Eh, amici, purtroppo no. Questa sera sono invitato
a casa sua per vedere le diapositive
del mare delle sue ferie,
poi subito dopo devo accompagnare
i suoi genitori che devono prendere il treno
perché sono rimasti senza macchina,
l'hanno distrutta, era mia!"

Siamo tutti servi della gleba
PAM!
e abbiamo dentro al cuore una canzone triste:

Servi della gleba a testa alta
verso il triangolino che ci esalta.
Niente marijuana né pasticche:
noi si assume solo il due di picche.
Servi della gleba in una stanza
anestetizzati da una stronza,
come dei simbolici Big Jim:
schiacci il tasto ed esce lo sfaccimme.

"Ehi, guardate un po' chi si rivede!"
"Hue, ciao ragazzi!"
"Hai la faccia di legno, dove cazzo eri finito?"
"Ma no, niente, è che c'ho un esame in ballo
e poi non son stato molto bene!"
"Dicci cosa hai avuto di preciso!"
"Mah, m'ha detto il medico
c'ho le papille gustative interrotte!"
"Eh?"
"Sì, poi c'ho un gomito, mi fa contatto col piede..."
"Cosa?"
"Mio padre che è rimasto chiuso nell'autolavaggio..."
"Prego?"
"No, no, è che ho delle storiacce con la tipa..."
"Aaaah! Lei ti ha dato il due di picche!"
"Ma no, che cosa dite? Lei mi è molto affezionata,
solo che ha delle storie col suo tipo che la rendono infelice,
e siccome a lei ci tengo più che a me,
ho parlato al suo ragazzo
e l'ho convinto a ritornare da lei..."
"Ma non starai mica piangendo?"
"No, è che mi è entrata una bruschetta nell'occhio!"

L'occhio spento e il viso di cemento,
lei è il mio piccione e io il suo monumento.

Servi della gleba a tutta birra
carichi di ettolitri di sburra;
cuore in fiamme e maschera di ghiaccio,
noi col nostro carico di sfaccio.
Servi della gleba planetaria
schiavi della ghiandola mammaria.
Come dei simbolici Big Jimme:
schiacci er tasto ed esce lo sfaccimme.
Lassame cantà 'sto stornelletto.

"Pronto... ciao! Senti, hai 5 minuti? Perché volevo dirti due cose... Va bè, senti, guarda, si-sinceramente va-vado al dunque subito, ci sono rimasto molto male perché ho saputo che sei uscita con Tafano ieri sera, e... eh, perché? Scusa, ti ho telefonato a cena, ti ho detto: 'ci vediamo?' Tu hai detto: 'no, devo studiare!'. E va bé, se poi esci con lui... cioè, perché non me lo devi dire? Pensi che sia un problema per me accettare che tu hai una storia, hai un uomo, vedi qualcuno? No, non è un problema, perché io ti voglio bene veramente e non ti chiedo nulla, anzi, mag-magari sono qui a dirti: se hai bisogno di qualcuno io ci sono. E no, e allora? Che cosa devo fare? Mi vuoi mettere una scopa in culo così ti ramazzo la stanza?"






 Arriva Elio 

Frammento degli esordi di EelST, era la storica intro che apriva i concerti del tour 1986, andando a sostituire Yes I love you. Sarà a sua volta sostituita con la più famosa Ùnanimi.



Aaahh, ah, ah, ah, ah!
Arriva Elio
- Eccomi qua! -
il grande Elio
- Ah ah ah ah! -
direttamente qui dal varietà.
Irresistibile, irrefrenabile,
chissà che cosa ci racconterà?
- Mah?!? -
Stasera è qui fra noi, a ruota libera,
per farci divertire a più non posso,
arriva Elio
- Eccomi! -
con la sua orchestra
- Eccoci! -
per trasformar la sera in una festra,
in una festra, in una festra...

- Ehi, ragazzi, sentite qua: Prrr!!! -
Ah ah ah ah.
Irresistibile, irrefrenabile,
tu sì della risata sei il campione.
Arriva Elio
- sono qua -
col suo furgone
- brum brum, brum, brum, ah ah ah! -
ripieno di allegria e di felicità
- e ne ho in serbo altre fortissime! -
felicità, felicità, felicità...





 UOMINI COL BORSELLO (Ragazza che limoni sola) 

"Al principio dei tempi il dio Budello decise di far dono ad ogni uomo ed ogni donna di borselli e chiavi di borsello in numero eguale: borselli agli uomini, chiavi di borsello alle donne. Fece tuttavia in modo che ad ogni borsello corrispondesse una sola chiave e viceversa, poi li confuse gettandoli sulla terra: da allora gli esseri umani di sesso opposto si cercano senza posa, nella speranza di trovare colui, o colei, che il fato destinò a essere loro compagno per la vita." (Leggenda iberica, XVII sec.)

Guest stars:
  • Riccardo Fogli
  • The Chieftains:
    Paddy Moloney: Uiellean Pipes, Tinwhistle.
    Derek Bell: Harp, Dulcimer.
    Kevin Connegg: Vocal, Drum. (sarebbe Kevin Conneff! - tnx Don Diego)
    Sean Keane: Fiddle.
    Martin Fay: Fiddle.
    Matt Molloy: Flute
  • Sir Oliver Skardy dei mai troppo rimpianti Pitura Freska (bella la citazione finale a "Pin Floi"... lo sapete che Ciuke era il loro bassista, vero?)
L'assolo iniziale dei Chieftains è tratto da un brano tradizionale irlandese, chiamato "The Primrose Lass" (tnx Lelevez).

Il "Parco Capello" ovviamente non esiste, era un tormentone giovanile degli Elii: capitava spesso che Faso telefonasse a Elio e gli dicesse: "Cercano una band per un concerto! Domani! E sai dove? Al PARCO CAPELLO! Ahahahah!". Loro sì che si sapevano divertire.
Per la cronaca, quando gli Elii hanno pubblicato il loro primo disco live, Made in Japan, l'hanno sottotitolato: "Live at Parco Capello". Io dico che, prima o poi, da qualche parte nel mondo, un Parco Capello salterà fuori... forse quando tutti gli Elii saranno pelati.

Riccardo Fogli nella sua parte parlata ("Ragazza che limoni sola, fermati un momento e ascolta..." ecc...) cita se stesso in Piccola Katy dei Pooh (1968): "Piccola Katy, fermati un momento e ascolta. Ti ricordi quel ragazzo ieri alla festa che ti guardava negli occhi senza parlare e che ti ha accompagnato mano per mano..." ecc... (tnx Fabio)

"Finto finto finto" è identico al ritornello "Toffee Toffee Toffee" del brano Toffee di Vasco Rossi (tnx Jonesy_L)

Nella seconda parte dell'assolo, Curt Cress e Cesareo citano I want it all dei Queen (tnx Meemmow)

Grazie ai prodi NestoRe, Lelevez ed Alexandros per le trascrizioni del testo veneziano!
Dopo anni di rotture di marroni, ho deciso di pubblicare anche la traduzione (che in realtà è triste come la spiegazione di una barzelletta... ma tant'è...). Ecco qua.

O tu, "figliola", menatela da sola,
fa' vedere a tutti che sei "disinibita",
giù al Parco Capello son sempre a tracolla,
il mio "ripieno" ti fa gola,
aprimi con la chiave che porti nel cuore,
fumati uno spinello, fammi fare l'amore,
l'amore sfacciato che nessuno ti ha dato,
sopra ho un cartello, con scritto "sono il più bello"!
Ciuke se la cava perché "ci sa fare",
io sono qui con Elio distrutto,
e mi faccio un cannone.



Come, xà finìa?
- One two three four -
I xe sa imbriaghi marsi de matina bonora!

Ragazza che limoni sola,
denoti spigliatezza.
Tant'é che c'è
chi invidioso ti sussurra così:
"Bea mona!"
(che in veneziano vuol dire
che se te guanto te scaveso in quatro tochi
che se no ti me la cali (= se non me la dai)
che no ti capissi un casso etc...)
Vai, Riccardo!

Il ragazzo spigliato col borsello
che tal può definirsi,
lui lo sa che il borsello contiene
quel bisogno d'amore
che hai tu, ragazzina spigliata
che limoni da sola.

C'è un amore in ogni borsello.
Se il tuo è proprio in quello che sfoggia lui
raggiungi il Parco Capello col Tuttocittà:
lì trovi un drappello di uomini col borsello,
ma lui reggerà un cartello con scritto:
"SONGHE IE".

Ragazza che limoni sola,
fermati un momento e ascolta.
Ti ricordi quel ragazzo, ieri al Parco Capello,
che ti guardava negli occhi senza parlare?
Quel ragazzo songhe ie!

Ragazza che limoni sola,
limona con fierezza.
Sento che tu, dio bonino,
puoi fare breccia
nel cuore di un innamorato
con gli occhi di Ben Turpin:
lui per te ha progettato un borsello
di vero budello.
Frena quel tuo mulinello. Yes.
Ragazzina, io ti vedo già donna:
sarà l'effetto del budello.

C'è un amore in ogni borsello.
Se il tuo è proprio in quello che sfoggia lui,
ritorna al Parco Capello, lo troverai là.
Ma in quel capannello di uomini col borsello
lui solo lo avrà in budello e gli altri
in finto bue. In finto bue, in finto bue,
in finto finto finto finto finto bue.

O ti fia menitea da soa,
faghe veder tuti che ti se sgagioa;
so al Parco Capeo, so sempre a tracoa,
el me ripien te fa goa;
versime co a ciave che ti ga in cuor,
fumite un spineo, fame fa l'amor,
l'amor sfacià che nisuni te ga dà,
sora go un carteo con scrito so el più beo.
Ciuke va dee bone parché se un furegon,
mi so qua co Elio scavesà
e me faso un trombon.
Ooooo iiiiii.





 Giorgio e Piero 

Primo divertente capitolo dell'avvicente saga dei giovani Giorgio e Piero, due dei personaggi letterari scaturiti dalla fantasia letteraria di Uguccione della Fagiola che ci terranno compagnia nella serie televisiva "Vite Bruciacchiate" e nell'album "Del Meglio Del Nostro Meglio".
La voce recitante è quella dell'ottimo Victor, alias Vittorio Cosma!

In molti mi avete chiesto lumi sulla BASE che si sente come sottofondo del parlato di Giorgio e Piero.
È il frammento di un'opera teatrale cinese citata nel film "Madama Butterfly" di David Cronenberg.
Volete vedere com'è la scena del film?
Scaricatevela! 1.1 Mb di standard mpeg e simpatia vi aspettano!
(tnx Ezio Ciuspiont per la segnalazione)



Era un luminoso pomeriggio d'aprile e i due giovani Giorgio e Piero si incontrarono nella radura di Sherwood.
I ragazzi subito incrociarono i loro peni in segno di reciproca stima, quando sui loro visi stupefatti si dipinse lo stupore: uno dopo l'altro scoprirono di avere dietro di loro Lady Marian.
La ragazza emise un squassante e forte peto.
Quando cominciò a correre, rossa in volto, i due ragazzi udirono un peto dietro l'altro, sempre più potenti, e capirono di essere caduti in una trappola





 IL VITELLO DAI PIEDI DI BALSA 

Tutti noi abbiamo, o abbiamo avuto, un luogo fantastico dove rifugiarci sognando ad occhi aperti, lontano dalla gravità delle cose materiali: con la forza dell'immaginazione, la stanza dei giochi si trasforma in castello incantato, la piccola aiuola diventa il magico giardino di Foieiaux.
A questo punto i miei piccoli lettori si chiederanno: "Ma, e il luogo fantastico di Elio e le Storie Tese? Eh? Dov'è il luogo fantastico di Elio e le Storie Tese? Dov'è? Eh? Sì, sì, ci dite dov'è il luogo fantastico di Elio e le Storie Tese? No, a parte gli scherzi, dov'è? Ehi tipo, cagaci, dov'è? Nel senso, dov'è il luogo fantastico di Elio e le Storie Tese?".
Il curioso è premiato con questa rivelazione: il luogo fantastico di Elio e le Storie Tese è nel boschetto della mia fantasia.
In esso vivono molti animali, quattro.
Essi sono tutti vitelli, apparentemente identici; in realtà si differenziano per i piedi, che sono - a seconda del genere di vitello - piedi di balsa, piedi di cobalto, piedi di spugna e piedi tonnati.
Tutto sembra andare per il meglio, nel boschetto della mia fantasia; finché un brutto giorno...


Ecco i nostri eroi:
Vitello dai piedi di balsa e orsetto ricchione: ELIO
Vitello dai piedi di cobalto: ENRICO RUGGERI
Vitello dai piedi di spugna: MANGONI
Vitello dai piedi tonnati: STING (ma potrebbe pure essere mi' zio, è muto...)
Colpi, washboard: PLANIBEL, coadiuvato da CHRISTIAN MEYER
Compare per la prima volta il clarino, suonato da: GIANCARLO PORRO (anche il clarino basso)
Pena aggiuntiva per questo reato: THE LOS SRI LANKA PARAKRAMABAHU BROTHERS

Curiosità:
Il "vitello tonnato" è ovviamente un piatto tipico piemontese... lo scrivo per disperazione, perché altrimenti continuate a segnalarmelo tutti.
I primi 4 tasti di piano sono identici a quelli iniziali di "Carry that weight" dei Beatles, dall'album "Abbey Road". NB: Gli stessi accordi sono da alcuni attribuiti alla traccia successiva di Abbey road, ovvero "Golden Slumbers", perché, essendo un medley, è difficile stabilire il confine netto tra l'uno e l'altro brano. Però, ricordano anche l'intro di un altro pezzo dei Beatles: "The Fool on the hill" (tnx Gowno/Anthony Padula/Marcello).
Il motivetto fischiettato all'inizio del brano ricorda (molto vagamente) l'accenno di flauto introduttivo di "Thick as a brick" dei Jethro Tull (tnx Meemmow).
Le due note di piano (plin plin) che seguono "mi fanno ridere quando sono triste" sono le stesse di "Lazing on a sunday afternoon" dei Queen, subito dopo "bicycling on every wednesday evening" (plin plin), solo che... sono al contrario (tnx Max il bYOndo).
Il sound della sezione iniziale invece può ricordare (ancora più vagamente) "Willow Farm", dalla suite "Supper's Ready" del disco Foxtrot dei Genesis (1972), brano nel cui testo, tra l'altro, si parla di un'immaginaria fattoria popolata da strane creature della fantasia (tnx Daniele C.).
Mentre Elio canta "Sostiene che i tuoi piedi non sono di vero cobalto...", Rocco Tanica accenna con l'organo un pezzo dell'intro strumentale della canzone dei Dik Dik "Senza luce", versione italiana di "A whiter shade of pale", nonché tormentone di Cordialmente (tnx Samantola78).
La prima parte cantata da Ruggeri ("Mio caro vitello...") è eseguita sul tema di "Love Story", famoso filmone strappalacrime con Ali McGraw e Ryan O'Neal del 1970, per la regia di Arthur Miller (tnx Meemmow).
Subito dopo, "...così ha scoperto che tu, solo tu, sempre tu, anche tu, nient'altro che tu, proprio tu", per gli argomenti trattati ed il linguaggio utilizzato, potrebbe essere un omaggio a "Stinkfoot" di Frank Zappa: "...It doesn't and you can't, I won't and it don't, it hasn't, it isn't, it even ain't, and it shouldn't it couldn't..." (tnx Gianluca).
Al minuto 1:50 c'è un richiamo a "The great gig in the sky" dei Pink Floyd (tnx cloud7/Luca Bertoldo)
Al minuto 2:57, il trillo ed il successivo glissato del clarinetto che introducono l'arrivo dell'orsetto ricchione sono una citazione dell'incipit della "Rapsodia in blu" di Gershwin (tnx Fabio).

Infine, segni particolari: almeno fino ad oggi, , questo è l'UNICO brano di Elio e le Storie Tese ad essere stato reinciso in studio dall'ospite in studio! Enrico Ruggeri ha infatti pubblicato la sua versione nell'album "L'isola dei tesori". Tra l'altro, è una cover molto bella, anche perché l'ascolto forzato è "Polvere", dello stesso Ruggeri, ricantata da Mangoni... però alla fine dice "Ti inculco!". Peccato.



Nel boschetto della mia fantasia
c'è un fottio di animaletti un po' matti
inventati da me,
che mi fanno ridere quando sono triste,
mi fanno ridere quando sono felice,
mi fanno ridere quando sono medio;
in pratica mi fanno ridere sempre,
quel fottio di animaletti inventati da me.

C'è il vitello con i piedi di balsa,
il vitello con i piedi di spugna
e indovina chi c'è?
C'è pure il vitello coi piedi di cobalto,
c'è il vitello coi piedi tonnati,
quattro ne ho inventati,
sono gli animali della mia e della tua fantasia.

Ma un giorno il vitello dai piedi di balsa
si recò dal vitello coi piedi di cobalto.
Gli disse: "C'è il vitello coi piedi tonnati
che parla molto male di te:
sostiene che i tuoi piedi
non sono di vero cobalto,
ma sono in effetti quattro piedi di pane
ricoperti da un sottile strato di cobalto".

"Mio caro vitello dai piedi di balsa,
la tua storia è falsa!
L'amico vitello dai piedi di spugna
mi ha svelato la verità:
egli ha nascosto una microspia
nei tuoi piedi di balsa e nei piedi tonnati,
così ha scoperto che tu, solo tu,
sempre tu, anche tu, nient'altro che tu,
proprio tu

Sei il vitello dai piedi di balsa,
l'inventore di una storia falsa.
Accusavi il vitello dai piedi tonnati
e per questo i tuoi piedi
saranno asportati!".

Ma la legge prevede una pena aggiuntiva,
per questo reato: l'ascolto forzato di...

"Pulun vage sudu raula digay..."
"MUUUUUU!"

Nel boschetto della mia fantasia
ora c'è un vitello
senza più i piedi
che invoca pietà,
quand'ecco che un piccolo amico
si avvicina:

"Mi presento, son l'orsetto ricchione
e come avrai intuito adesso ti inculo".





 CARTONI ANIMATI GIAPPONESI 

Dal diario di bordo: "Milano, addì 3 maggio 1992. È l'ultimo giorno utile per la consegna in tipografia dei testi definitivi di Italyan, rum casusu çikti. A tutt'oggi, "Cartoni animati giapponesi" non ha un testo definitivo. Come si può dedurre dal titolo, l'ipotesi di partenza (Aprile 1991) era quella di parlare dei cartoni animati giapponesi, da cui l'iniziativa di far eseguire da Le Mystère des voix bulgares un frammento che recita "Cartoni animati giapponesi, cartoni animati bulgari". Dato l'ottimo livello della performance vocale, il collettivo aziendale Casusu delibera di includere il frammento medesimo nella versione definitiva, qualunque sia l'evoluzione della parte letteraria. Una seconda stesura (luglio 1991) precede un repentino cambio di direzione: l'ubertosa cittadina di Camogli (GE) si rivela galeotta per il simpatico complessino, che in villeggiatura compone "Cartoni animati giapponesi"; a dispetto del titolo, il brano tratta dell'educazione sentimentale di un giovane che si affaccia sul mondo dell'amore e ne conosce gli aspetti più contraddittori (busen, extra busen, anal, pregnant, faustfick, spritzende, rasierte). Ma, al grido di "Oltre! Oltre", Elio e le Storie Tese decidono di osare l'inosato: nel mese di dicembre dello stesso anno danno vita alla quarta versione di "Cartoni animati giapponesi". Questa volta l'argomento, svincolato dai binari stilistici dell'inconsueto, viene affrontato con l'usuale carica di simpatia e calore umano (si parla dei cartoni animati giapponesi). Durante i mesi di marzo - aprile 1992, la ripetuta visione notturna delle vendite televisive di gioielli della SM di Valenza Po (AL) rivela ai nostri l'esistenza - all'interno dell'azienda - di alcune figure carismatiche: Sergio, Davide, il dottor Nino, ma specialmente il fratello di Sergio, Antonio. L'avvenimento e la composizione di "Cartoni animati giapponesi" sono un tutt'uno. È il capolavoro. Elio e le Storie Tese tuttavia temporeggiano e, come da perizia notarile depositata in data odierna, non possiedono ancora la versione definitiva di "Cartoni animati giapponesi" (sono tuttavia in grado di fornire, al magistrato inquirente o comunque agli aventi titolo, copia fotostatica del lavoro precedente a riprova del fatto che non stanno mica lì a grattarsi i coglioni). Cartoni animati 1? 2? 4? Uni misto di 1, 2 e 4? Educazione sentimentale? Figure carismatiche aziendali? Cartoni animati giapponesi strumentale? Scopriamolo insieme nel seguito di questa fantastica avventura".

Coro di voci bulgare: Le Mystere Des Voix Bulgares
Voci campionate: Vittorio Cosma, Marco Masini (per la precisione, il finale in cui gli Elii hanno campionato e cortizzato la voce di Masini per fargli dire "sperma" deriva da "Malinconoia" (tnx Dj Laurenz).

"Teenage Animal", "Baby Busen" e "Contemplo" sono ovviamente parodie di titoli di riviste porno (busen in tedesco vuol dire tette).
Per "bondaggio" e "rasierte" vi rimandiamo all'apposito dizionario.
"Fermo Posta" è un noto film di Tinto Brass, ma è anche una rivista di annunci erotici ed il titolo di una canzone di Renato Zero, contenuta nell'album "EroZero" (tnx Fabiano e Il_Diego).

Poi ci sono un po' di cartoni animati traslitterati dalla fantasia del buon Victor: "Ha la barba spaziata", per "Alabarda spaziale", "Maglia fessurata" per "Maglio perforante" (belli tutti e bravi tutti, per carità, ma questa fa un po' cagare), "Actaluso" per "Actarus" (da "Ufo Robot") e "Capitan Arlocchio" da "Capitan Harlock".

Poi ci sono Marisa Sannia, una cantautrice, e Mario Pastore, un giornalista.
Ed infine, le "Fave di Fuca"... in altre parole, noi!
E tutti quelli che, come noi, fanno almeno un po' cagare.



Sono un ragazzo e mi alleno come un pazzo
con le ragazze di tutte le stazze.
Pratico l'anal e l'arte del bondaggio
come si vede nel mio cortometraggio.

Viva il rasierte che è pratico e diverte,
tanto il peloso quanto il non peloso.
Geme lo schiavo, si astiene il perditempo.
Non più barriere ma amore a tutto campo.

Anal il bondaggio
per rasierte - no peloso,
poi ragazzo come pazzo
perditempo e schiavo geme.

Ma, se parliamo d'amore,
so quant'è importante limonare.
Mille maniere d'amare
con gli amici puoi sperimentare
ma bada c'è uno scoglio d'affrontare:
prima è necessario limonare.

"Ma chi sono?
Sono quei matti di Elio e le Storie Tese
con dopo essere stati a casa
hanno dedicato una musichina."

Viva il contatto tra lingue differenti,
viva il contagio che genera i degenti,
viva limone che è frutto prelibato,
viva l'imene che è brutto lacerato.

Docce chiare, docce scure,
Teenage Animal contemplo,
Baby Busen, Fermo Posta
più un barile di vasella.

Ma se parliamo d'amore
so quant'è importante limonare.
Mille maniere d'amare
con gli amici puoi sperimentare,
ma è tempo di cartoni giapponesi.

Cartoni animati giapponesi,
cartoni animati bulgari.

"Ha la barba spaziata!"
Vado ai ristoranti giapponesi,
cago molta sburra giapponese,
mangiamo una tenda giapponese
"Maglia fessurata!"

Voglio i miei cartoni di bondaggio,
Actaluso e Capitan Arlocchio
Cartoni animati giapponesi
Voglio un'alabarda giapponese
fatta di mercurio giapponese.
Cartoni animati.

"Marisa Sannia!"
"Fave di fuca!"
giapponesi
AAAaa ooohh iiiihh
"Mario Pastore!"
OOohhh ooohi iih ooh oh oohh eehh
iihh aaahhh neeel spermaaa, spermaaa...





 CINQUECENTO 

Il brano riprende un vecchissimo spot della Cinquecento ed è la prima prestazione vocale del chitarrista Cesareo (la seconda sarebbe arrivata solo nel 1999... con quale pezzo? documentatevi! :D), introdotto magistralmente dalla voce narrante di Vittorio Cosma.

In questo brano nessuno suona il proprio strumento. Troviamo Tanica e Meyer alle chitarre, Faso alla batteria, Elio al basso e Cesareo alla voce.
Come in Cateto, è stata usata la tecnica del "varispeed", cioè del nastro fatto scorrere a una certa velocità per ottenere una tonalità diversa. In questo caso la base è stata fatta girare velocissima e Cesareo doveva prenderla molto alta, per cui nel risultato finale si può notare la sua immane fatica nel raggiungere note semplicissime (tnx Don Diego/Mapo Sae).
Nelle rarissime esecuzioni dal vivo di questo brano (per il reperimento delle quali dobbiamo ringraziare il buon Tracca) Cesareo cantava metà canzone trasposto due toni sotto e metà due toni sopra... il risultato era fantastico!

Il brano ricorda nella linea melodica "Una lunga storia d'amore" di Gino Paoli, già sbeffeggiato nel libretto. Sarà forse un caso (quindi no) ma Gino, che è un amico e salutiamo, giusto nel 1991 aveva dedicato una canzone alla 500 (tnx Daniele).

Il finale, inoltre, richiama "Il mondo" di Jimmy Fontana, 1965 (tnx Jacopo/Michele).

Una leggenda metropolitana vorrebbe che i versi "500 bei milioni, 500 voti alle elezioni" si riferiscano alla tangente di 500 milioni in cui era implicato Claudio Martelli (PSI), appena prima delle elezioni del '92. Che dire... sarebbe bello... ma la canzone l'hanno fatta prima. È vero che gli Elii sono avanti... ma non così tanto! (tnx Pastor)

L'idea è di Maurizio Stanzani.



Elio e le Storie Tese dedicano questa canzone alla Fiat 500.

Come faranno
4 elefanti a stare in una Cinquecento?
Due davanti e due di dietro.
Come farò
a far l'amore in Cinquecento?
Con te davanti e il cambio dietro,
turbato dal presentimento
di cinquecento casse integrazioni,
cinquecento bei milioni,
cinquecento voti alle elezioni?

Cinquecento,
coi tuoi problemi di avviamento,
- Elio e le Storie Tese dedicano
questa bellissima canzone alla Fiat 500,
e sono cinquantamila di bocca e centomila scopa -

sei la vettura del momento.
Cinquecento, brum bruuuuuuum.

Cinquecento,
in camporella Cinquecento.
E il posteggio è facilitato.

Elio e le Storie Tese hanno dedicato
questa simpaticissima canzone
alla Fiat Cinquecento.






 SUPERGIOVANE 

"Come è noto, il nemico n. 1 dei giovani è il governo, alleato coi matusa per impedire ai giovani di essere tali. I pochi giovani che osano opporsi al governo fanno una brutta fine: vengono ibernati fino alla maggiore età dopodiché disibernati ma allora è troppo tardi: infatti a quel punto non sono più giovani. Ma un bel giorno i giovani vengono vendicati da un nuovo supereroe - Supergiovane - che dà la caccia al governo con armi progettate da un pool di tecnici balistici giovani (miccette, raudi, bombette puzzolenti, gavettoni, jaguarmatic, sbiancate, l'allegro chirurgo, il piccolo chimico etc.) fino ad affrontarlo nello scontro finale. Ci sono però anche le armi incruente (si tratta comunque di armi giovani) che sono la sua vera forza: la simpatia, l'umorismo, la gioia di vivere e l'argento vivo addosso. Un'arma terribile, usata solo quando non se ne può fare a meno, è "Figlio di puttana": se prnunciata all'indirizzo del governo, lo fa piangere (a volte il governo cerca di difendersi con "Lascia stare mia madre", ma non funziona). La sua tattica mimetica consiste nel nascondersi sotto il tavolo del governo e coprirsi gli occhi (a volte con la frangia di capelli ossigenati). Il governo - genralmente - cerca di fermarlo scatenandogli contro un'avanguardia di matusa rimproveratori e di secchioni. L'unica sostanza pericolosa per SG è la minestra, che il governo riesce a propinargli attraverso una mamma al soldo dei matusa ma infiltrata nell'entourage di SG. Il veicolo di SG è un motorino elaborato Pinasco con marmitta a espansione, cilindrata non dichiarata, stereo, cartolina tenuta con la molletta fra i raggi per fare crrr, ma privo della ruota davanti (la quale costituisce un peso inutile dato che SG è in impennata perenne). Una stecca di malboro sotto la manica della maglietta a maniche corte arrotolate costituisce un ulteriore elemento distintivo e intimidatorio."

Guest stars (in ordine di apparizione):
Diego Abatantuono: un matusa
Mangoni: Supergiovane
Feiez, Giampi Alpiani, Mino Vergnaghi, Lola Faraday, Manuela Pedratti, Michele Tadini, Bulio, Marco Costa(bravo)ntini: giovani in coro
Fiati: Kalliope (Giancarlo Porro: sax contralto, Claudio Allifranchini: sax tenore, Fernando Brusco: tromba, Mauro Parodi: trombone)

Il "gergo" usato da Supergiovane non è mai appartenuto a nessuna generazione. È inventato di sana pianta, saccheggiando termini (all'apparenza) casuali, nati in epoche, luoghi e contesti diversi.
Questa scelta ha un precedente famoso: il Nadsat di Arancia Meccanica, dove gli improbabili neologismi come "Devočka" o "Gulliver" servivano a far sembrare il linguaggio "eternamente giovane", perché non saranno mai stati usati prima.
Nel brano di Elio l'effetto è l'esatto opposto: il linguaggio di Supergiovane sembra ETERNAMENTE VECCHIO. Soprattutto, i termini "misteriosi" appaiono violenti e trasgressivi... ma basta avere un po' di pazienza per scoprire che il significato reale è tutt'altro:
  • "Argento vivo" è un'espressione che si usava nel dopoguerra per definire i bambini troppo vivaci: "hai l'argento vivo addosso". Attualmente, il primo risultato che appare con google è l'Argentovivo Spa, una cooperativa di RSA (Residenze Sanitarie per Anziani).
  • "Sbiancate", che ricorre anche in altri brani del complessino, è un modo di dire che si usava un tempo a Milano per dire "figure di merda".
  • "Figu" non è niente di porno: si tratta delle "figurine" (ma lo dicevano al limite i bambini, di sicuro nessun giovane ha mai usato questa parola con quel significato!)
  • Le "Oklaoma" (senza l'h) erano delle armi giocattolo ad aria compressa degli anni 70 (tnx Don Diego)
  • "Paciugo" (che al nord è sinonimo di "casino") è stato in realtà un gelato della ditta Tanara (tnx Mat Faz/Selidori)
  • "Garelli" è una marca di motorini, di proprietà di Berlusconi
  • Infine, "Dighel" è semplice dialetto milanese, vuol dire "diglielo". Per questo, la bestemmia edulcorata "porco dighel" è diffusa ancora oggi a Milano, equivale un po' al "porco due" del resto d'Italia.
Le citazioni proseguono nel corso del brano.
  • Il parlato di Abatantuono "Ma raga', io lavoro tutto il giorno ecc..." è un'ovvia rievocazione dei mitici indimenticabili classici trash dei primi anni 80, come Eccezzziunale veramente o Attila flagello di Dio. In sottofondo, a volume basso, Mangoni ricorda l'ultima visita a Codroipo del Dio Anubi (tnx Jacopo).
  • Sandro Giacobbe era un cantante famoso negli anni 70.
  • Matusa è un termine degli anni 60, voleva dire "vecchio rincoglionito" (derivato da Matusalemme).
  • "Motociclo o motocarrozzetta" è un verso fortemente evocativo: l'unica occasione in cui si sente un'espressione del genere è all'esame della patente, che si fa tipicamente a 18 anni. Per questo, "fa giovane".
  • Lo stile della voce fuori campo, "narrativa", ricorda molto il jazz parlato di Paolo Conte, in particolare in Via con me (tnx Selidori).
  • "Go-go-go-go-governo" potrebbe essere un'autocitazione del secondo 0:56 della versione "Saturday Night Strage" di "Born to be Abramo" (tnx Patrizio95).
  • "Cingomma" è dialetto romagnolo e vuol dire "chewing gum" (è l'equivalente del "cicles" piemontese/spagnolo o del "masticante" friulano).
  • "Analcolico biondo", ancora oggi, è il Crodino (in questo caso, perché dovrebbe fare "giovane" lo sanno solo gli Elii...).
  • "Giamburrasca" negli anni 60 voleva dire "monello". L'origine risale al "Giornalino di Gian Burrasca", una serie televisiva andata in onda tra il 1964 ed il 1965 ed ispirata all'omonimo libro di Vamba (1907), che aveva per protagonista un "monello", chiamato Gian Burrasca.
  • "Vaffancuore", così come "Vaffanbagno", erano le parolacce edulcorate che usavano alcuni bambini non troppo intelligenti, fino agli anni 80.
  • "Derapa" deriva da "derapare", che nel gergo dei motociclisti significa "far scivolare la gomma posteriore sull'asfalto".
  • Il "Catoblepa" è un animale immaginario dell'antica Grecia (per info leggete la relativa scheda nel dizionario).
  • Quando il Catoblepa muore (3.19), in sottofondo si sente una serie di rullanti in crescendo, che ricorda un po' il "Bolero" di Ravel (in parecchie versioni live diventa identico). La stessa marcia verrà ripresa nella intro di Shpalman (tnx Selidori).
  • Le "Tepa" erano calzature di moda negli anni '70.
  • "Lando" è una rivista a fumetti degli anni 60 schifata persino da Wikipedia (per i dettagli continuate ad insultarvi tra voi nella relativa scheda del dizionario)!
  • "È allegria, è Bulgaria, è sciatalgia!" è di nuovo una citazione dei vecchi spot del Crodino: "È allegria, è fantasia, è simpatia!"
Infine, secondo un nostro attento lettore, gli Elii dovrebbero prendere ripetizioni di geografia: Elio chiede "Cosa c'è in Friuli" ed il coro risponde "Trieste ed Udine"... ma in realtà le province del Friuli sono Udine, Pordenone, Gorizia. Trieste fa parte della Venezia Giulia (tnx Edox1999)!

Prima di lasciarci, una curiosità: il Mino Vergnaghi che compare tra i coristi vinse un'orrenda edizione del Festival di Sanremo (1979) interpretando in salopette il brano "Amare", che scimmiottava palesemente lo stile di Drupi. Dopo aver venduto la bellezza di circa 64 copie, decise di trasferirsi in Inghilterra. A trascinarlo fuori dall'anonimato pare sia stato Zucchero, che l'ha invitato a partecipare ai cori del suo album "Miserere" e ha scritto con lui alcuni brani di successo. Ma... essendo "Miserere" e "Italyan..." usciti praticamente nello stesso periodo, in quale dei due dischi Mino ha cantato prima? Lo scopriremo solo vivendo! (tnx Don Diego)



"Argento vivo, sbiancate,
figu, Oklaoma, sigarette,
puttano, paciugo, garelli,
smarmittare, figa, figa pelosa,
figlio di puttana, porco dighel..."

"Ma raga', io lavoro tutto il giorno,
tiro il carrello, scarico la frutta
dentro nel verziere,
mi arriva il primo fesso
con la moto a scurreggetta
e mi sveglia?

Chi è quel giovanotto indisponente
con la Vespa scoppiettante
che disturba la mia pubblica quiete?
Vedo un qualchecosa sul giubbotto,
poi c'è scritto... che c'è scritto?
S.G... che vor dì, che è, Sandro Giacobbe?
Impossibile, Sandro non ha lo spessore,
e poi c'ha il mantellino, minimo dev'essere,
che so, un illusionista, un contorsionista.
No, ma è un supereroe!"

"Hai indovinato, matusa. Sono Supergiovane!"
"Eh, ma ditele prima le cose, no?"

Sfreccia, impenna, esclama porco dito,
io rimango abbrustolito
dalle fiamme espulse dalla petomarmitta;
motociclo o motocarrozzetta,
sgomma, inchioda, va a manetta
e fa cagare addosso i matusa e il governo.
Gogogogogogogoverno.

Lui li stordisce con le fiale puzzolenti,
poi li subissa di cingomma nei capelli
e li finisce sputazzando il riso
con la penna bic.

Mi piace quel ragazzo. Perché?
Sto diventando forse ricchione?
Ma ditemi in sostanza se c'è
qualcuno che affronti il governo e i matusa
con grinta e simpatica verve
come quel matto di Supergiovane.
Supergiovane.

Sburra, pizzette, giornali di donne nude.

Subdolo il governo si avvicina
travestito da piscina
traboccante di analcolico biondo.
Un giovane si tuffa nella vasca
come un vero Giamburrasca,
ma a contatto con il liquido esclama:
"Ma vaffancuore, questo è il terribile analcolico moro.
Aiuto, Supergiovane!"


Scatta Supergiovane e derapa,
soccorrendo il il l l Capotel il Canopeta
il Capotel il Catop
il Catoblepa, Catoblepa!
Superdgr e derapa soccorrendo il Catoblepa,
che purtroppo sta tirando le cuoia.

"Addio, Supergiovane. Per me ormai è finita".
"No!"
"L'analcolico moro è entrato in circolo".
"Non dire così, amico Catoblepa. Ecco, prendi questo!"
"No, ma.. cosa...?"
"Ah!"
"Ah! Ah!"
"Ah!"
"Ah h h... h..."
"Catoblepa?! Catoblepa. No!
Assassini! No!!! Governo bastardo!!!"

Catoblepa Catoblepa,
io ti dono le mie Tepa
per il viaggio che conduce all'aldilà.

Catoblepa, Catoblepa, Catoblepa, Catoblepà.
Catoblepa, tu mio amico morto,
io vendicherotti, tu.

Ed ora la mia arma finale!

E Supergiovane dà fuoco a uno spinello
col quale affumica il governo
che, all'istante, passa all'uso di eroina
e muore pieno di overdose.

Mi piace quel ragazzo. Perché?
Sto diventando forse ricchione?
Ma ditemi in sostanza se c'è
qualcuno che affronti il governo e i matusa
con grinta e simpatica verve
come quel matto di Supergiovane.
Come quel matto di Supergiovane.
Supergiovane.

In un tripudio di miccette
il governo esplode e i suoi brandelli in cielo
compongono la scritta ZIO CANTANTE,
che sta a significare lo scorno dei matusa
mentre i giovani limonano felici
esaminando giornali tipo Lando,
che ritornano alla luce
dopo un'era di arbitrario oscuramento,
grazie al provido intervento
che operò quel sacramento di...

Supergiovane, Supergiovane,
salva il giovane, libera la giovane.
Super, super, supergiovane.
Cantiamo la nostra gratitudine
- gratitudine gratitudine -
a questo raro esempio di - rettitudine -
perché siamo una - moltitudine -
Super, super, super, super, supergiovane.

E ora cantiamo la nostra - longitudine -
latitudine - latitudine -
Cosa c'è nel mare? - La torpedine -
Cosa c'è in Friuli? - Trieste e Udine -
Bravi - Grazie -
Prego - Bravo -
Grazie - Tenchius -
Tenchius - Fenchius -
Fenchius - Tenchius supermuch -

E non è finita:
per festeggiare offro Coca Cola con aspirina a tutti!
- Yeh! -
E fra dieci minuti voglio vedervi tutti in acido.
- Yeh! -

E ricordate:
ovunque ci sia un giovane in difficoltà,
ovunque ci siano persone, cose, animali,
città, fiumi, governi, marche di automobili
che cerchino di limitare la vostra gioventù,
là ci sarà lui con le sue miccette sempre accese.
Perché Supergiovane è allegria più,
Bulgaria più, sciatalgia più più più.

Fave, fave, fuca, fuca.
Stappa stappa stappa stappa stappa dai.
Stappa stappa stappa stappa stappa dai.
È allegria, è Bulgaria, è sciatalgia.

Siamo forse secchioni? No.
Siamo forse matusa? No.
Siamo forse governi? No.
Siamo forse checchineris? No.
Siamo forse bulicci? Iarrusi? Buhi?
Puppi? Posapiano? Orecchioni?
Mangiatori di fave? Orrendi? Rammendati?
Giuisci? Meiusi? Magutti? Fenderi?
Finestrati? Oietti? Samanettati? Rautiti?
Semeiuti? No.
Aperitaviti? No.
Aperitivi? Sì.





 Amore al telefono 

Primo assaggio della segreteria telefonica del buon Rocco Tanica, che tante delizie ci riserverà nei prossimi album!



Salve, lasciate se volete un messaggio dopo il bip:

"Voglio avvisarvi che le ragazze di Bologna
che domani verranno a Milano sono tutte minorenne,
perciò non vorrei che ti trovassi qualche sorpresa.
Regòlat... regolati!"





 ESSERE DONNA OGGI 

"Secoli di pregiudizi e disinformazione hanno messo in cattiva luce il fenomeno mestruale presso il grosso pubblico. Troppo spesso la donna colpita da questa bizzarra quanto innocua patologia ha sofferto dell'ostilità dei conoscenti, quanto del discredito che certa cattiva stampa ha gettato sul simpatico sciacquone (evento peraltro abbastanza diffuso presso certe popolazioni). Ecco che Elio e le Storie Tese dicono 'basta' a questa criminalizzazione, e si propongono come ideali continuatori di un'usanza - il ciclo mensile appunto - che si perde nella notte dei tempi e rischiava di scomparire a causa dell'insensibilità dei più; quella stessa insensibilità che aveva generato negli anni 50 il binomio 'mestruazioni - disagio' e che cede il passo oggi ad una visione più completa e rassicurante, in virtù della quale "quei giorni" vengono vissuti come un momento di fantasia, gioia, intimità, colore."

Coro di voci bulgare: Le Mystere Des Voix Bulgares
Fonemi: Grazia Verasani (non Versani come scritto sul libretto - tnx Fabio)
Voce recitante: Donatella Lustra (o Sturla? - tnx Don Diego)
Percussioni: Naco
Chitarra alto addizionale: Feser (dovrebbe essere Feiez)

L'effetto "pioggia" iniziale è probabilmente una citazione da "Perché lo fai?" di Marco Masini, ma in fondo anche un po' da "Riders on the Storm" dei Doors.
L'inizio sembra riprendere "Life on Mars" di David Bowie, come testimonia questo divertente mix (tnx The_Jonesy):



(skaricate l'mp3, 128kbps 400k)


"Morbidi, teneri, fradici" potrebbe nascondere un'allusione a "vivono, parlano, amano" di Bruno Martino in "E la chiamano estate" (tnx Pasquale).
Poco dopo, compare un affettuoso tributo alle pubblicità della Nuvenia di quegli anni, rese famose anche dalle storiche parodie della Finocchiaro nella "TV delle ragazze" (tnx Cecilia).

"Shh. Dormi adesso. È tutto finito" è una probabile citazione dal film Ritorno al futuro (1985, Zemeckis), in particolare la scena in cui il protagonista, Marty McFly (M.J. Fox), si sveglia convinto di aver sognato il suo viaggio nel passato, nel buio sente la voce della madre che lo rassicura, ma poi si rende conto che la madre è ragazzina e che si trova davvero nel 1955. Anche la musica di sottofondo è uguale alla colonna sonora del film... (tnx Tchodi)

Loretta Goggi è una cantante italiana, famosa soprattutto per la hit "Maledetta Primavera", ma anche per la sua interpretazione in La freccia nera, uno sceneggiato televisivo del 1968.

Marangona ("di un clitoride mai domo") è il femminile di marangone, uccello che recupera le sue prede in acqua. Per estensione dunque è l'uomo che recupera i relitti in mare e per ultraestensione è il "falegname" o colui che intaglia legno, ebano o clitoridi a piacimento. Il vocabolo è diffuso nei dialetti della pianura padana, soprattutto in emiliano ed in lombardo, ma anche il dizionario italiano lo accetta... seppure bollandolo come termine antico.
Inoltre, in turco e in albanese, "falegname" si dice "marangòz", in greco moderno "marankòs" (tnx Alberto Daguanno e Pietro).

La terza parte, nella linea melodica, ricorda un po' "More than a feeling" dei Boston (tnx Byondo).
"Piccole donne" potrebbe essere un riferimento all'omonimo romanzo di Louisa May Alcott e "Piccolo uomo" potrebbe citare "Piccolo Uomo" di Mia Martini (tnx Mapo_Sae).
Lo stupendo assolo finale invece ricorda molto l'assolo di Frank Zappa del brano "Any Downers?", dall'album "You Are What You Is".
Pochi sanno però che in Essere Donna Oggi è stato improvvisato al momento da Cesareo, utilizzando un amplificatore settato da Feiez smanettando a caso sugli effetti. Lo rivela il Civas nell'intervista pubblicata sulla newsletter n.3 del Faveclub: "Indimenticabile Paolone che mentre riascoltavamo il finale "Protagonista del tuo tempo..." mi dice: -Civas perché non ci spari un "solo" dopo il cantato?- Ok, dissi. E lui, senza fermare il nastro, schizza nella saletta dove c'era una testata con una cassa, vi infila il cavo della mia chitarra, accende l'ampli, imposta un suono a caso smanettando sui vari controlli, torna in regia portandomi la chitarra e mi dice: "Ti dico io dove. Entri e lo fai alla prima!" E fu così!" (tnx Fabio e Gòwno)



Tu, cinque giorni di tristezza
e poi corri incontro alla vita.
Tu - io? - col tuo paracadute,
ti getti in volo e vai - 'zo vuoi?
Atterri nel giardino di casa,
poi ti muovi sicura e fresca
come in un mattino di primavera.

Nella tua cameretta
c'è un signore che aziona la pressa
suoi tuoi piccoli amici di ovatta
che invocano aiuto,
ma lui te li ruba e va via.
Tu piangi e insegui i tuoi
morbidi, teneri, fradici
tappi per la figa pelosa.

E da oggi i tuoi tappi per la figa pelosa
li trovi anche in confezione magnum
da ottanta pezzi;
i suoi bei sigaroni morbidoni.

Ma vorrei farti una domanda:
ti sei accorta che io sono un ometto?
E vorrei fartene un'altra: hai le mestruazioni?

Shh. Dormi adesso. È tutto finito.

Protagonista del mio tempo,
protagonista della mia sessualità.

Essere donna oggi,
vivere il prodigio del tuo ciclo mensile
ostentando sicumera.

Essere donna oggi,
aspirare al ruolo che la storia ti deve:
quello di simpatica,
paciosa, imprevedibile
nocchiero di un veliero proiettato
verso il mare del duemila
al grido di "Cazzo, subito!".

Hey, I catch you in the way,
sing oh hey, shandu hays, uidisais,
the faith in the form before you yaps.

Essere donna oggi,
non più cagafigli, bensì dolce
e caparbia cagatrice dei tuoi figli.
Come Loretta Goggi nella Freccia Nera,
o in Maledetta Primavera mente autonoma.

Donna, roccaforte
quando il flusso è più copioso,
sbarazzina quando è il caso
o marangona di un clitoride mai domo,
al grido di "Hah ggh ggh aaaa ssiiii!".

Ma vorrei farti una domanda:
ti sei accorta che io sono un ometto?
E vorrei fartene un'altra:
hai le mestruazioni?

Protagonista del tuo tempo,
protagonista della tua sessualità.
Protagonista del tuo tempo,
protagonista della tua sessualità.
Piccole donne, grandi labbra;
piccolo uomo grandi labbra apprezzerà.
Probabilmente non mi accoppio,
ma le tue trombe di Falloppio suonerò.
Protagonista del tuo würstel di cotone.
Nananananananananananananaaaa.





 Rochenrol Pam Pam 

"Pork & Cindy" è uno dei primi brani del complessino.
La prima versione "in studio" di cui si abbia memoria è quella "delirante" della compilation "Elementi" (1987), ma era in scaletta già nel mitico live al Riverside dell'11/1/1985.
Forse, è anche per questo che gli Elii hanno pensato a questa buffa introduzione come "tributo" ai loro esordi!
Ovviamente non poteva mancare il clima di catastrofica rassegnazione ed il "basta con questi Elio e le Storie Tese" che va a completare la saga iniziata su "Elio Samaga", quando ancora "giocavano a figu".
Anche qua c'è il simpatico "effetto gggiovane" con le vocine accelerate/trasposte.

"Alla fiera dell'Est" e "L'angelo azzurro" erano semplicemente due delle canzoni più gettonate dagli adolescenti chitarristi melodici dei primi anni 90... mentre gli amici volevano sempre i Led e i Deep.
E alla fine c'è "Smoke on the water" che mette d'accordo tutti.

Prima però, notate gli accordi di sottofondo di "Stairway to Heaven" dei Led Zeppelin. (tnx Meemmow)



(voci accelerate)
"Dai, senti, adesso basta con questi Elio e le Storie Tese, facci qualcos'altro!"
"Cazzo, vi ho già fatto Alla fiera dell'Est, L'angelo azzurro, cazzo vuoi?"
"Ma Paolo, facci i Led!"
"Cambia genere, dai!"
"Eh, vi sparo i Deep!"
- accordi di "Smoke on the water" -
"Cazzo, è un..."
"Fiiiiiiiga!"
"Cazzo credevi pirla?"

(voci a velocità normale)
"A chi pirla?"
"Va be', ma adesso non si può..."
"Suona e taci!"
"Dai, vai, via!"
"Dai, vai, attacca, non mi fate girare!"
"One, two!"

ROCKENROL PAM PAM GAPSTEI ABUDAAAA

"No, fermo! Ma Sergio, ma Sergio, ma te l'ho detto mille volte, con quelle batterie cerca di essere più entusiasta, più entusiasmo. Tu cerca di essere più puntuale con gli arpeggi!"
"Se la mena sempre!"
"E Nikki, suona meglio, ma dai, con quella scala!"
"Ma cazzo vuoi?"
"Le modulazioni, falle bene, no?"
"Dai, il crescendo!"
"Dai, prova il crescendo ancora!"





 PORK & CINDY 

"Una storia dei nostri giorni, un fatto vero. Un crudo spaccato di realtà analizzato lucidamente da noi. L'ascoltatore distratto potrebbe intravedere una mancanza di partecipazione emotiva da parte nostra. Ciò è falso, ma questo all'ascoltatore distratto non importa molto; non a caso il popolare detto popolare recita: "Ascoltatore distratto = figlio di puttana".
Gargarismi corali: Bulio e Feiez."


Il titolo della canzone deriva ovviamente da "Mork & Mindy", però attenzione: non la serie tv, ma il gioco da tavola!
Proprio così: un bel giorno, in casa Conforti, Elio e Rocco hanno aperto un armadio... ed è saltata fuori l'ispirazione.

E poi nell'album Marchin' already degli Ocean Color Scene (1997) c’è una ballata che si chiama "Spark And Cindy"... che cosa c'entra? Niente (tnx Peppo).

Il "Vai-v-va-vai v-vai v-vai" e la melodia stessa della canzone, ricordano moltissimo C'è degli Stadio, che era una hit negli anni in cui Pork & Cindy è stata scritta (tnx Il Diego).
Lo stesso "Vai-v-va-vai v-vai v-vai" era però già stato usato da Adriano Celentano in Una carezza in un pugno (tnx Gianpaolo).
L'assolo di batteria è un omaggio dichiarato ai Led Zeppelin di Moby Dick, ma in fondo anche all'intro di Black Night dei Deep Purple (tnx Meemmow).

Infine, curiosità: c'è una piccola ghost all'interno della canzone... il che non fa notizia, conoscendo gli Elii. L'ho trascritta (la trovate in corsivo, in mezzo al testo) e la cosa che colpisce non è tanto la sborra, gli stronzi o la merda, quanto il Luigi: è la prima volta che compare questo nome nella storia di Elio e le Storie Tese. D'ora in avanti, comparirà SEMPRE, fino alla nausea.



Rochenrol pam pam gapstei abudà. A u.

Rochenrol pam pam gapstei abudà.
Ladies and gentlemen please welcome with hurrah
Elio, the king of the fave of the fuke.

Lui si chiama Pork
e guida una Ford gialla del '56,
con i Turbo ai finestrini placidi
e le tendine parasole
sul lunotto posteriore,
e ogni sera lui tornerà da lei.

Lei, oh yes, si chiama Cindy
e incassa tanti dindi,
e Pork lo sa perciò la sfrutta
placido. Le dice:
"Vai sulla tua strada,
Cindy, vai sulla tua strada.
Cindy vai, e Cindy vai vai.

Vai-v-vai v-vai v-vai-vai,
- Cindy vai vai -
vai-v-va-vai v-vai v-vai.
Ma non prendermi la Ford
- no no no -
perché ha le ruote in lega
e l'albero a basso momento di inerzia,
e ho paura - paura -
che me la rovinerai,
che me la rovineraieaou!".

"Vaffanghiulo tu, tu, vai a,
vado a segnare il mio telefono, stronzo,
vado a risponderti sborra,
poiché più o meno tutti
sborriamo nel bus del cu,
always I've given it,
ok va bene sto con don Luigi,
oh ah ah io moiooo,
oh senti chiamami Luigi,
Luigi, sì o no?
A maggio stronzi misti a merda."


Lui si chiama Pork
e al suono della sveglia
si alza controvoglia,
si lava i denti,
fa colazione placido,
poi prende la sua Ford,
esce dal garage,
saluta la sua Cindy,
le requisisce i dindi;
lei è un pò debilitata
perché ha la figa spanata.

Assolo di batteria come Moby Dick dei Seppelin

Vai vai vai vo vai vo vai vo vai vvo vai vo vai vi vo vaiv.
Nai-n-nai n-nai-n-nai-n-nai-n-nai n-na-nai n-nai n-naii.
Rochenrol pam pam gapstei abudà A u.





 Rochenrol pam pam reprise 

Simpatico siparietto in cui una voce contraffatta con uno spiccato accento irlandese racconta la sua prima "esperienza" con Elione.
Tutto ciò parrebbe legato all'introduzione di "Birdland" nella versione di Quincy Jones tratta dall'album "Back on the block" (1989), dove Dizzy Gillespie racconta del suo primo incontro con Charlie "Bird" Parker e della sgridata che quest'ultimo gli dette quando vide come poneva la sua bocca sull'afflato della tromba (tnx Vinnie).

Per la cronaca "gap standing" vuol dire "rimanere a bocca aperta".



And... and I remember,
I really was... I was recording
Elio's third album called Rochenrol pam pam,
and... and Elio was trying to convince me
s... of singing on myself, on myself,
for the first time of my life:
singing with sfacimm on my mouth!

And you know it's really strange
when it's... it's the real first time
you do it, but I did it, you know.
And for the first time in my life
I was really gap stand, and you know
when you are really gap standing,
your whole life is gap standed.





 PIPPPERO® 

"La stereotipata Bulgaria dei luoghi comuni produce yoghurt, rose e virus informatici; tutto questo, tuttavia, non corrisponde a completa verità o perlomeno non dà un'idea sufficientemente chiara di una nazione leader nel settore. Non a caso, Elio e le Storie Tese si sono rivolti ai loro colleghi balcanici - rappresentati in questo frangente dal Coro femminile di Stato della Radio e Televisione bulgara - per un ideale gemellaggio che avvicinasse due culture, differenti nella forma ma affini nella sostanza, sotto l'egidia dell'Istituto Superiore di Musicologia Loren di Sofia e l'alto patrocinio del Ministero degli Esteri della Repubblica Italiana. Accantonate le spiacevoli incomprensioni del periodo Antonov - Agğa, ecco il PIPPPERO®, il ballo più umano e più vero, che si può ballare seduti, che favorisce il dialogo, che riavvicina finalmente due popoli rimasti separati troppo a lungo."

Prima di avventurarci oltre, una premessa importante: il "Coro Femminile di Stato della Radio e Televisione bulgara" non è una supercazzola: è la traduzione di "Bulgarian State Television Female Vocal Choir" e si tratta di un gruppo di giovani donne bulgare (anche dette "Le Mystere Des Voix Bulgares"), che fanno i cori in tutto il brano.
A quanto pare, erano convinte di cantare una libera traduzione di "Dyulmano, dyulbero" (una canzone tradizionale bulgara, presente anche nel loro album "Mystere")... e poi è uscito fuori il Pipppero. Quando capiranno che cos'è successo, saranno contente.

A voler essere pignoli, la traslitterazione "Dyulmano, dyulbero" è sbagliata: dovrebbe essere "Dilmano, Dilbero" perché in cirillico si scrive "Дилмано, Дилберо" (in bulgaro la L non è netta come la nostra: è più simile alla L polacca, quindi ad una W).
Ma soprattutto, in bulgaro non esistono le doppie: non dicono "pippero" ma "pipero"... che può voler dire sia peperone che peperoncino. Per il resto, il motivo per il quale gli Elii siano così ossessionati dal peperone (quello in "Piattaforma" faceva "PAM!") rimarrà un mistero... sta' a vedere che, semplicemente, gli piace il cazzo (tnx QiQQo).
In ogni caso, anche Дилмано, Дилберо ha il suo perché: fa parte della tradizione folkloristica bulgara, soprattutto della zona di Sofia, e la traduzione (con traslitterazione) è più o meno questa:

Dilmano, dilbero:O bella Dilmano
Kaži mi kak se sadi pipero:Dimmi come si semina il peperone
Da căfne, da vărže, da bereš, bereš, bereš, kak sakaš:Prima fioriscono, poi danno i frutti, frutti che puoi raccogliere quando vuoi
Pomuni go, pobutsni go:Infilalo nel terreno e spingi un po'
Teta kak se sadi pipero:Ecco come si semina il peperone.

La canzone ha una chiara connotazione sessuale: in sostanza è una versione bulgara della storiella dell'ape e del fiori, della cicogna, del cavolo! Insomma, alla bella Dilmano si chiede come nascono i bambini... e lei risponde così (tnx QiQQo/Filippo).

Il Pipppero è stato pubblicato varie volte e in più versioni, tra cui un paio in inglese (su Pipppero English Version nel 1992 e su E.L.I.O. nel 1998), ed una in italiano ma completa di introduzione sul maxi-single Pipppero, sempre nel 1992.

Molto bello anche il video, a cui hanno partecipato il ballerino Vittorio Cosma, il giornalista Claudio Bisio, il reggitore di cartelli Paolo Costa e la spia bulgara Mangoni.
A proposito... quando Elio canta "Amici servizi segreti bulgari, non sparate più al Papa, ma dedicatevi al PIPPPERO!", è chiaro il riferimento all'attentato a Papa Giovanni Paolo II del 13/5/1981, da parte del bulgaro Mehmet Ali Ağca (cioè, era chiaro per noi che ascoltavamo negli anni '90... le minorenni d'oggi una cosa del genere la studiano in STORIA).
Alla luce della precedente considerazione, siamo sicuri che "Le falangi" che dovremmo unire coi bulgari... siano quelle delle dita? Potrebbero essere quelle... ARMATE! Paura eh?

Infine, ultime precisazioni sul tormentone finale "Miàhki snàc"!
  • È una lettera dell'alfabeto cirillico e significa "segno morbido"
  • Assomiglia ad un apostrofo nella trascrizione scientifica, in cirillico invece si scrive Ь ed è nota genericamente come "jer molle"
  • In cirillico è "мягкий знак" ed in latino "mjagkij znak"
  • È valido per il russo e non per il bulgaro, come si potrebbe pensare. In bulgaro infatti la stessa lettera è chiamata "ер малак" (er malak). Si usa anche in altre lingue ed ognuna la trascrive in maniera diversa.
  • In russo serve ad addolcire la consonante precedente, mentre in bulgaro serve ad indicare la iotizzazione della o!
(tnx QiQQo/Ugo Coppola/Pierre D'Olony)

E adesso, addentriamoci nell'ORGIA di citazioni musicali. Questi "titoli di coda" forse in voi non susciteranno particolari emozioni... beh, tranquilli: al mio primo ascolto di Pipppero, non ne conoscevo NESSUNO, salvo poi scoprire che gli Oliver Onions avevano firmato parecchie colonne sonore dei film di Bud Spencer & Terence Hill.

Attenzione, però: pensare che gli Elii volessero paccare i servizi segreti bulgari con dischi sconosciuti fa ridere ma... è molto sbagliato!
Questi titoli, di cui ormai nessuno ha memoria (a meno che non sia un cultore del genere o non abbia quarant'anni), sono stati probabilmente la colonna sonora dell'adolescenza di Elio e le Storie Tese (ricordiamo che sono nati negli anni '60) e, anzi, ci tenevano parecchio: nelle versioni live del '92, il finale "parlato" del Pipppero dava origine ad un medley spettacolare, in cui gli Elii improvvisavano gli assoli corrispondenti mano a mano che venivano letti i nomi... ed era bellissimo!!! Però... c'era un problema: i pezzi originali erano noti agli Elii... e BASTA! L'indice di gradimento del pubblico rock, ahimé, rasentava il medio. Un po' come se citaste la colonna sonora delle vostre prime vacanze a qualcuno che in quegli anni stava nascendo (parlo delle hit che hanno caratterizzato l'anno, tipo: "Rapput", "Sotto questo sole" o "Breathe" di Midge Ure)... il risultato è molto sconfortante, credetemi.
Ed è così che, da allora, il fantastico medley finale del Pipppero non è stato improvvisato mai più. Peccato.



(coro delle voci bulgare)

Zdraveite! Nie sme zagadkata na bulgarskite glasove. Predstavyame vi Elio e le Storie Tese.

Zdraveite! Nie sme zagadkata na bulgarskite glasove.
Predstavyame vi Elio e le Storie Tese.
Ha ha ha ha ha ha.

Grazie... Grazie al Coro Femminile di Stato
della Radio e Televisione bulgara
che ha portato in Italia finalmente
un ballo a misura d'uomo,
più umano, più vero.
Più umano, più vero.
Un ballo sincero.
È un ballo sincero.

Eh, certo, vista la situazione internazionale
noi abbiamo dovuto promettergli Ramaya (Ramaya)
però amici vi assicuro
che ne è valsa la pena.

Diù diù diù diù diù diù,diù diù diù diù diù diù. Iù.
Diù diù diù diù diù diù, PIPPPERO
diù diù diù diù diù diù. ZIEOUNG.
Diù diù diù diù diù diù, diù diù diù diù diù diù. Iù.
Atinc tinc tinc tinc tinc tinc tinc tinc tinc tinc tinc tinc tinc. PIPPPERO.

Evviva l'Italia, evviva la Bulgaria
che ci ha fatto dono del PIPPPERO;
ruotiamo le dita e uniamo le falangi,
questo è il ballo del PIPPPERO;
amici servizi segreti bulgari,
non sparate più al papa
ma dedicatevi al PIPPPERO.
Popolo bulgaro - iù - Popolo italiano.
Servizi segreti bulgari e italiani, via.
Sentite come pompa il PIPPPERO.

Diù.
Ruotate le dita. Unite le falangi.
Bene, ora ripetete con me
più umano più vero.
- Più umano più vero -
È un ballo straniero.
- È un ballo straniero -
Qui l'atmosfera sa di PIPPPERO.
- Qui l'atmosfera sa di PIPPPERO -
Se in discuteca balli u Pippperupippero.
- Se in discuteca balli u Pippperupippero -
Molto bene, ora da sole.

Più umano più vero.
È un ballo sincero.
E la tua estate sa di PIPPPERO - molto bene -
Non senti come pompa il PIPPPERO?
Pompa. Pompa. Pompa. Pompa. A tinc etc.
Dio bono come pompa il PIPPPERO.

Diù. Più umano, più vero.
È un ballo sincero.
A ba ba ba, a ba ba ba.
Più umano, più vero.

State ruotando le dita? State unendo le falangi?
State stringendo amicizia con persone
che hanno il colore della pelle diverso dal vostro?
Bravi. Ora è il momento di cantare a squarciagola:
Ramaya, Ramaya, Ramaya rarrà.

Il PIPPPERO è un ballo che io e te balliamo se
l'amore c'è, e l'amore c'è se guardi me.
Bugiardo io, bulgaro in te, bugiardi noi,
sperando che l'amore c'è se ballo in te.
Tu balla in me e saremo okay.
Più umano, più vero.
È un ballo sincero.

Ehi, coro delle voci bulgare, io posso offrirvi
qualcosa di molto meglio di un semplice Ramaya:
potrei darvi Kung Fu Fighting di Carl Douglas. Miàhki snàc.
Fly robin fly? Non vi interessa? Miàhki snàc.
Voi forse preferite il meglio dei Tavares? Miàhki snàc.
Ali shuffle? Niente? Miàhki snàc.
Disco Inferno? Miàhki snàc.
Qualcosa di Cerrone? Miàhki snàc.
Oppure Boney M. Miàh.
Tipo Ma Baker, Daddy Cool, Rasputin. Miàhki snàc.
Niente? Disco Duck? No Miàhki snàc.
Gimme Some? Miàhki snàc.
Qualcosa degli Oliver Onions,
tipo Sandokan, Orzowei? Niente?
Cuba dei Gibson Brothers, dai!





 Il vitello dai piedi di balsa reprise - intro 

Come nel primo album, anche qua il buon Claudio Bisio intervista il complessino, sottoponendogli l'interrogativo che un po' tutti ci poniamo a questo punto: ma che fine avrà fatto il vitello dai piedi di balsa?!
La musica di sottofondo è "Let's all chant", della Michael Zager Band.



"Dai, Cuba dei Gibson Brothers!"
"Dai, sì sì, va bene!"
"Ma dopo! Bravo Elio, bravo Fogli, bravi Chieftains,
belli tutti, bravo il budello, eccetera,
belle le sonorità!"
"Sì!"
"Molto..."
"Eh, cavolo!"
"Com'erano..."
"Sì, sì, sì... intense..."
"Come l'altra volta, mi piace.
Sai cosa non m'è piaciuto? Posso dirtelo?
Dai, tu sai che siamo..."
"Dimmi, dimmi!"
"Come no?"
"Dimmi, dimmi, dimmi!"
"Eh, il finale del vitello!"
"Sì?"
"Cioè, bello il vitello, bello il finale,
però questo orsetto che arriva e dice...
posso dire la parola..."
"Sì..."
"Ti inculo!"
"Eh..."
"No, tu l'hai detta!"
"E allora?"
"Perché? Cioè, cosa succede..."
"Ehhh"
"...dopo?"
"Dopo!"
"Ehhh"





 IL VITELLO DAI PIEDI DI BALSA REPRISE 

Avevamo lasciato lo sventurato vitello dagli ex piedi di balsa, riconosciuto colpevole di calunnia dal Sinedrio Bovino, alle prese con l'intraprendente orsetto ricchione. Quella che segue è la cronaca dei fatti successivi, raccontati un pò per bocca dello stesso vitello colpevole, un po' attraverso i commenti del severo vitello dai piedi di cobalto e del saggio vitello dai piedi di spugna. Ma alla fine è l'amore che vince.



Amico orsacchiotto, ti vedo barzotto
e sento uno spinotto.
- Non avere paura mai -
Se questa avventura da un lato mi attira,
dall'altro mi spaventa un pò.
- Del tuo giovane corpo -
Ma questa in fondo è la vita mia
- Bovino -
e io vivo con gioia
- Corpo nato per l'amore -
questa mia condizione di vitello busone
perché ho capito che io,
solo io, sempre io, anche io,
nient'altro che io, proprio io

Ero il vitello dai piedi di balsa
inventore di una storia falsa,
ma tu mi hai trasformato in vitello busone,
e quel buso marone
che bello sapere che c'è.
Il vitello dai piedi di balsa,
ba ba ba ba ba ba ba ba balsa,
il vitello dai piedi di balsa
ha composto una canzone salsa.





 URNA 

"La morte suole arrivare silenziosa come un'alce, così come è usa separarci dai vivi con il taglio di un utensile (spesso una falce). È altresì un evento ricorrente, che secondo studi statistici di un certo rilievo può verificarsi nelle condizioni più diverse ed imprevedibili (una nota curiosa in merito: "...Alcuni fra coloro che si pongono all'ascolto di questo brano decederanno durante lo svolgimento del medesimo". [B. Walsh, "Life and Science Today", Ed. Athena/Barthes, Agosto 1989])"

Una doverosa premessa: per la nostra civiltà, si può prendere per il culo tutto e tutti, cani, porci, puttane, handicappati, re, papi, santi e persino divinità... ma c'è una cosa che è ancora tabù (rumore di tuoni). LA MORTE. Ecco perché gli Elii hanno deciso di farci una canzone.

La scelta è stata fatta agli albori della loro carriera (compare già nei bootleg dell'85) e, come possiamo vedere, NON gli ha portato male. Certo, l'arrangiamento originale era un po' diverso... ma giusto un pelino... ecco, diciamo che la canzone di partenza era fusion ed è diventata thrash metal.
La scelta è assolutamente azzeccata, perché è il genere musicale in cui più si parla di morte, e cantarci sopra i cartoni animati e Foscolo è pura poesia.
Il bassista Faso però ha sempre detestato questo remake e, nel corso degli anni, ha rotto i coglioni a tal punto da imporre che venisse pubblicata anche la vecchia versione, sull'album Peerla, del 1998.
Vale comunque la pena citare una sua intervista del 1994 al Culto del Monociglione (che salutiamo): "Urna mi fa schifo al cazzo! Lo voglio dire anche ai componenti del mio gruppo che secondo me non capiscono un cazzo. URNA MI FA SCHIFO AL CAZZO!! Perché ne esisteva una versione strepitosa che è stata suonata una volta sola, una sera ad un soundcheck, che aveva un arrangiamento stranissimo, sembrava un po' Earth Wind & Fire. Invece hanno spinto per 'sto cazzo di versione heavy metal o thrash metal che mi fa schifo. È UNA MERDA."

Nei versi: "non si può morire dentro, no" "ho nel corpo una scoria" "come dice Gianni Bella", ci potrebbe essere un doppio riferimento incrociato. Il primo, più palese, è a Non si può morire dentro di Gianni Bella. Il secondo, più interessante e sottile, potrebbe essere proprio alla "scoria" che Elio avrebbe dentro... in altre parole, a Verso l'Ignoto (parodia dell'omonima di Gianni Bella)! Non a caso, nella versione di Urna precedente a "Verso l'ignoto" (che trovate in Peerla) questa frase non c'è (tnx Pietro/Teo).

Anche qua abbiamo il coro delle voci bulgare, ovvero Le Mystere Des Voix Bulgares.
Sotto il testo "ma mentre parlo/tu non mi ascolti" compare una raffinata citazione musicale del brano Le feuilles mortes, su poesia di Jacques Prévert e musica di Joseph Kosma (tnx ErlKoniG).
A proposito dei numeri finali... ricordiamo che nel gioco del lotto il 96 non esiste! Inoltre Mauro Bellugi, nato a Buonconvento (SI) il 7/2/1950, ha compiuto 64 anni il 7 febbraio 2014. Gli avete fatto gli auguri?



Urna, urna, uuh,
mettimi nell'urna, urna, uuh.
Urna cineraria, mettimi nell'urna funeraria,
urna elettorale, mettimi nell'urna patatosa.

68: asino cotto.
47: la morte
viene, silenziosa come un'alce,
dai vivi ci separa con il taglio di una falce;
viene, silenziosa come un'alce,
separa, con il taglio di una falce.

Lo disse Foscolo, lo ribadisco:
della vita il fulcro è il sepolcro;
fulcro, sepolcro,
fulcro, ribadisco che è un sepolcro.

E c'è qualcosa nell'aria
che mi dice che io perirò.
O presto o tardi lo so che accadrà,
ma la cosa non mi turba,
ho un solo desiderio:

Voglio una degna sepoltura
quando la morte verrà e mi ghermirà,
una tomba linda e duratura
che mi preserverà dall'umidità.
Ghermirà. Hu hu hu hu.

Seguono per i più colti
alcuni brani tratti da I sepolcri di Ugo Foscolo:
"Sol chi non lascia eredità d'affetti
poca gioia ha dell'urna".
Urna urna uuh, uuh;
mettimi nell'urna urna uuh.

E c'è qualcosa nell'aria
- qualcosa nell'aria -
che mi dice che io morirò
- non si può morire dentro, no-
ho nel corpo una scoria
- come dice Gianni Bella -
nell'intestino crasso,
nel tenue e nel duodeno.
- Padre Luca -
Sento nel mio corpo delle scorie che mi minano.
- Baby Fuca -
Odo l'uomo del Giappone
che mi dice: "Ufo Robot, Ufo Robot!"

Si trasforma in un razzo missile
con circuiti di mille valvole,
tra le stelle sprinta e va
- tra le stelle sprinta e va -
Mangia libri di matematica,
insalate di cibernetica e ripete:
sedici, il culo - Il culo -

Ma mentre parlo tu non mi ascolti.
I casi sono due: o non mi ami più o sei morta.
Propenderei per la seconda ipotesi
perché emani un fetore nauseabondo.
E allora penso che tu voglia una...

Degna, degna, degna sepoltura
- perché la morte è arrivata e ti ha ghermita -
Una tomba linda e duratura
- che ti preserverà dall'umidità -

Urna, urna, uuh,
Mettimi nell'urna, urna, uuh.
Urna, urna, uuh,
Mettimi nell'urna, urna, uuh.
Urna cineraria,
mettimi nell'urna funeraria,
urna elettorale,
mettimi nell'urna patatosa.
Amore, amore, aaa,
Ciao, aaaaaa,
sì devi mettermi nell'urna,
miettime, miettime nell'urna.

77, tette tette: le gambe delle donne.
23 uah oh ooh: un tram. Aaaaaah
24: un altro tram.
96: l'autobus ha ha ha ha ha, hu hu hu hu.
15: l'amore perpetuo che unisce la coppia per molti anni infiniti.
64: gli anni di Bellugi.
Ha ha ha ha. He he he he.





 ARRIVEDERCI 

Se il secondo brano dell'album è Arriva Elio, il penultimo non può che essere Arrivederci, ovvero il brano di chiusura dei concerti degli anni 80, che in realtà introduceva il bis Alfieri.



Arrivederci - Ciao amici! -
arrivederci,
fra poco questo disco finirà.
Ma siam sicuri che
la nostra ilarità
per lungo tempo vi accompagnerà.
Ridere, ridere, ma che gran vivere,
la gioia di noi giovani si sa
è saltare, frasare, fornire, forgiare,
irrompere in un bagno a Cagliari.

Ma la gioia di noi giovani
è anche sapere che fra una settimana
sarà ancora sabato
e noi potremo stare fuori fino a tardi,
tipo fino a mezzanotte e mezza!
O all'una!

È ancora sabato, e poi domenica,
i giorni in settimana sono sette;
noi siamo cinque, lor sono sette
e cinque più sette fa
dodici, dodici, dodici.





 La Barzelletta Del Fantasma Formaggino 

Chi di voi non ha mai sentito questa barzelletta? Fortunati...
Ma non sarete più tali, perché Elio e le Storie Tese ve l'hanno messa nel cd! Ahahah!

Nelle esibizioni dal vivo, il narratore Claudio Bisio viene "disturbato" attraverso atroci torture cinesi per impedirgli di portare a termine la barzelletta... purtroppo senza risultato!



La barzelletta del fantasma Formaggino.
C'è un italiano, un francese e un inglese che devono stare una notte... la gara, devono fare una gara, devono stare una notte dentro un castello dove ci vive il fantasma Formaggino.
Allora tutti dicono: oh, non ce la fai, non ce la fai, a tutti gli altri due. E fa: "Eh, va be', vediamo se non ce la faccio!"
Inizia l'inglese e dice... sta lì così... poi a mezzanotte arriva e dice: "Sono il fantasma Formaggino!"
E lui: "Aahhh!" Scappa e se ne va via perché s'é spaventato.
Poi arriva il francese il giorno dopo e a mezzanotte dice: "Sono il fantasma Formaggino!"
E il francese si spaventa moltissimo e scappa via perché s'é spaventato.
Al terzo giorno arriva l'italiano e fa, eh, figurati se, come, arriva l'italiano, a mezzanotte si sente: "Sono il fantasma Formaggino!"
E l'italiano: "E io ti spalmo sul panino!!"

Ah ah ah! Hai capito?
Cioè, è perché, è simpatico.
"A me è piaciuta!"
"E poi com'è che finisce?"
No, è finita. Cioè dice: "Ti spa..."
perché si chiama Formaggino..."
"Ah..."





 LA VENDETTA DEL FANTASMA FORMAGGINO 

La barzelletta l'abbiamo sentita... ma... la storia come andrà a finire? L'italiano riuscirà davvero a vincere oppure se la prenderà proprio là dove non batte il sole e la schiena perde il suo riverito nome?
Ce lo svela Elione che, mentre vaga in macchina, incappa in una falla spazio-temporale (come nel mitico "Non ci resta che piangere" di Benigni/Troisi) ed incontra l'inglese ed il francese della barzelletta.
Prontamente si allea con loro e, al fine di punire il vanaglorioso italiano, i tre organizzano una beffa ai suoi danni. Gli effetti dell'iniziativa si rivelano, ahimè, incontrollabili.

Anche questo è un brano storico degli EelST: la prima esecuzione dal vivo arrivata fino a noi è quella del mitico live al Magia di Milano del 1987.
La parte di archi introduttiva potrebbe essere una citazione da un fraseggio di trombe di "Prisencolinesinanciusol" di Adriano Celentano (tnx Hammer).
L'inizio "Ciunga ciun ciunga ciunga ciun ciunga ciun" è chiaramente un richiamo a Gianni Morandi. Però, in caso di malattia mentale acuta, può anche far venire in mente Frank Zappa: ciunga = Chunga, vendetta = Revenge -> "Chunga's revenge" (tnx Aqualung... ora però prendi le medicine!).
Sono evidenti citazioni di Gianni Morandi anche le successive "Stavo andando a cento all'ora per trovar la bimba mia" (da "Andavo a cento all'ora") e "Sei forte Papalli", (da "sei forte Papà").
"Papalli", tra l'altro, era uno dei mille soprannomi che Elio assumeva sul palco nel periodo papillotico dei live di fine anni 80 (tnx Don Diego).

"Hai messo l'antigelo col freddo che fa?" cita il già celebre "spot Paraflù".
"Hai visto se il livello è fra min e max?" è un tormentone degli esami per la patente, tanto cari ai giovani di tutte le età.
"La cera che non c'era" è un ovvia citazione dal celebre spot della cera Emulsio, il cui slogan recitava: "la céra che non c'èra". L'effetto comico delle due "e" accentate in modo diverso, a causa della colorita parlata toscana, aveva fatto diventare quello spot un tormentone presso il pubblico giovane e rock. Il 13/9/2006 è arrivata la centesima vostra email che ribadisce che in italiano è giusto così (the winner is: Serlon).

Gli accenti spostati delle strofe successive ("barzèllette", "l'inglese e il francese perdòno", "mi risposero quando avrò voglia io mi risposerò però adesso no" ecc...) sarebbero potuti essere un omaggio ai tre quarti dei testi di Max Pezzali (es: "da mercòledi non ti si vede più"...), se non fosse per il fatto che la canzone era già così nell'87. Però grazie a tutti quelli che continuano a segnalarmelo.

Quando Elio canta: "Quella dove un orologio vien gettato da una torre e si fa a gara a chi lo prende prima ch'esso tocchi terra spaccandosi", la melodia è l'esercizio numero due per basso di Jaco Pastorius. Se per miracolo non viene eliminato, abbiamo anche il video dell'intera lezione: "Jaco Pastorius Modern Electric Bass", minuto 11:25 (tnx Giovanni).

"Merendero" è una citazione dal ritornello del vecchio Carosello "Miguel son mi", che Elio in epoca moderna ricanterà su Rai Due, nel corso dello special su Carosello del 98.
"Tu non arrossire" è un probabile richiamo a "Non arrossire" di Giorgio Gaber (tnx Anovex).
Testo e musica della serie numerica che segue ("uno", "due", "tre" ecc...) sono una chiara citazione da Un mondo d'amore di Gianni Morandi ("Uno non tradirla mai, ha fede in te/Due non la deludere, lei crede in te/Tre non farla piangere, vive per te/Quattro non l'abbandonare, ti mancherà")
"Treno dell'amore" potrebbe anche essere una citazione dalla canzone Binario di Claudio Villa (tnx Cloud7).
"Cinque inate il fiume", cioè "c'inquinate il fiume", era un chiaro riferimento ad un fatto di cronaca degli anni 80, quando si diffuse la voce che industrie svizzere scaricavano rifiuti tossici nei fiumi che confluivano nel lago maggiore, andando quindi ad inquinare le acque italiane. Tuttavia, si adatta perfettamente all'attualità di ogni periodo storico (tnx Taro).
Il "Sei" che arriva subito dopo è un campionamento da "Sei bellissima" di Loredana Berté ed è seguito da una sequenza di autocampionamenti da Ang Ang Ang del primo album.
Sotto il verso "e con lui vince l'Italia intera" si sentono le prime 6-7 note del ritornello dell'inno nazionale italiano (tnx Boyakki).
La musica delle strofe successive è tratta dal musical "Jesus Christ Superstar" ("A Jesus must die" diventa "giammai, non lo spalmerai!").
"I' te vurria vasà" cita l'omonima di Russo/Di Capua.
Se ascoltate con attenzione, sentirete anche una citazione seminascosta, al limite del subliminale, di "una terra promessa" di Eros Ramazzotti.
Più avanti viene citato il grande "Gino Bramieri", che non ha bisogno di presentazioni.
L'ultimo personaggio, il Dio pugliese della barzelletta (nonché pernacchiatore finale), è il mitico Diego Abatantuono, che naturalmente cita se stesso ed i leggendari personaggi che l'hanno reso famoso (ricordiamo, tra tutti, i tre protagonisti "Eccezzziunale veramente" impersonati tutti da lui).

Il compagno d'avventura di Elio, nonché secondo narratore ("fine della prima parte ecc...") è Mangoni. Il primo narratore ("che non c'era") nonché "cateto vivente" è Andrea Musa. Lo svizzero è Planibel coadiuvato da Christian Meyer, l'italiano è Stefano Nosei, Caifa è Feiez, gli amici di Caifa sono Banana, Massimo Riva, Luca Belisari e Cozette Roché.



Ciunga ciun ciunga ciunga ciun ciunga ciun
lalalalalalalalala ciun ciunga ciun ciunga.

Stavo andando a cento all'ora
per trovar la bimba mia che non c'era,
ma il motore si è bruciato
nel bel mezzo della via.
Hai messo l'antigelo col freddo che fa?
L'hai messo quello là? Sì.
Hai visto se il livello è fra min e max? Sì.
Ma il mio vano motore
è troppo vano e poco motore;
lo illuminerò - sei forte Papalli -
con una candela di cera - va bene -
che non c'era -

Decidetti perciò
di inoltrarmi in mezzo al bosco,
ma non c'era un sentiero già battuto
e la nebbia già saliva.
A un tratto vidi due corpi stesi
che mi sembravano inanimati,
ma che morti non eran.
- erano l'inglese e il francese delle barzellette -

Fu allora che scivolai su qualcosa
che mi sembrava un pezzo di merda
ma che merda non era.
- era una fetta di pane sulla quale
era stato spalmato un formaggino -

Sdraiato sopra il prato
mi domandai dove fossi capitato,
e allora mi risposi così:
sono capitato sopra un prato
dove mi son domandato:
"Dove sono capitato"?
Ecco la risposta al mio quesito:
sono capitato sopra un prato
dove sono scivolato.
Aiuto. Mi sono bloccato.
Sono in un circolo vizioso.
Sono socio.
So ciò!

Ero nel mondo delle barzèllette
e stavo assistendo al finale della barzelletta
del Fantasma Formaggino, dove
l'italiano vincé mentre l'inglese
e il francese perdòno.

Al risveglio di costoro
chiesi dove fosse l'italiano che non c'era;
mi risposero quando avrò voglia
io mi risposerò però adesso no,
mi tengo la moglie che ho,
la moglie che ho.

- Fine della prima parte,
inizio della seconda parte -

In effetti l'italiano
era andato dentro un'altra barzelletta,
quella dove un orologio
vien gettato da una torre
e si fa a gara a chi lo prende
prima ch'esso tocchi terra
spaccandosi.

E allora l'italiano
te lo porta un'ora indietro,
poi raggiunge il marciapiede
sottostante in largo anticipo,
raccoglie al volo l'orologio
ed in sostanza vince, vince,
sì, l'italiano vince,
e con lui vince l'Italia intera.

E se uno svizzero ti dice:
"Italiano pizza, spaghetti, mandolino, mamma,
mamma lo sai chi c'è?
È arrivato il Merendero!"
tu non arrossire e non abbassare il capo,
ma digli:

Primo, tu non prendi parte neanche a una barzelletta.
Due,
treno dell'amore portami con te,
qua trovi la gioia, cinque inate il fiume,
sei.

Questo era un esempio dell'arguzia
che ci permette di spopolare nelle barzellette.
Non è soltanto l'amor che regna
nella nostra splendida terrà,
ma torniamo nel bosco.

I due uomini nel bosco
nel frattempo avevan deciso
che era giunta
l'ora della riscossa nei
confrontì dell'italiano.

Mi fecero così travestiré
da Fantasmà Formagginò
per trarre in inganno l'italiano.
- 'a pizz' -

Quest'ultimo credette
di trovarsi a tu per tu
con il fantasma del Fantasma Formaggino.

A quel punto pronunciai
le fatidiche parole:
"Sono il Fantasma Formaggino io!".

"Impossibile" - disse lui - "ti ho appena spalmato"
"Evidentemente no - dissi io - se no non sarei qui!"

"Ma io ti spalmerò ancora,
e già pregustò il tuo sapore sul pànino".
"No no, non ci riuscirai!" "Perché?"
"Perché del coltello buon uso non fai!
Per mano di inglese stavolta cadrai,
per man di francese scherzato verrai.
Permani pure della tua opinione,
ma su quel panino non mi spalmerai!"

Giammai, giammai, non lo spalmerai.
Su questo panino non lo spalmerai.
Giammai, giammai, non lo spalmerai.
Su questo panino non mi spalme,
mi spalme, miss Palme.

I' te vurria vasà
I' te vurria,
una terra promessa,
un mondo diverso
dove crescere i nostri...

E l'italiano cantava, cantava,
e alla fine le disperate invocazioni
giunsero alle orecchie del suo divino protettore,
il Dio della Barzelletta, che disse:

"Tu, tu hai osato modificare
il finale della barzelletta di Fantasma Formaggino,
ed io che di mestiere faccio il Dio
non posso assolutamente soprassedere
a questo vizio di forma"
.

"Gino Bramieri è molto più indulgente.
Ti prego, sii accondiscendente,
concedimi l'amnistia!"

"L'amnistia? Uuuuh! Eh, no!
Tu morirai della stessa morte che toccò al tuo predecessore,
cioé il Formaggino, diciamo,
e fra le risate a profusione
verrai spalmato su quel panone
con un coltellino.
Té, beccati questa. Prrr".


E questa è la descrizione,
la descrizione
della mia morte.

PRRRRRRRRRRRRRRRR





 Ghost Track (IntroServi) 

Dopo qualche timido accenno nei precedenti, questo è il primo album di Elio e le Storie Tese in cui compare una VERA ghost track, ovvero un INTERO BRANO CRIPTATO da ascoltare grabbando, decelerando, girando al contrario e anche shakerando un pochino la traccia che la contiene.
Trattasi della romantica intro di Servi della Gleba, che trovate trascritta sul libretto.
Sul cd è al fondo dell'ultima traccia, per la precisione a 7:58; per sentirla dovete girarla al contrario e settare il playback rate a 2860hz (che, in termini di velocità, corrisponde all'incirca al 6.48%).
Per voi che siete Nerd e vivete nell'epoca digitale tutto ciò risulta essere una minchiata, per me che nel 1992 non ero ancora tanto Nerd e vivevo nell'epoca anal-logica sentirmi sta cazzo di traccia nascosta è stato un enorme bordello: ero partito da una CASSETTA... e neanche originale!
In compenso, tutta la mia fatica è stata perfettamente inutile, perché poi hanno risuonato e ripubblicato il brano in chiaro sull'album Del meglio del nostro meglio. Sono soddisfazioni.
Comunque... se volete sentire com'era l'originale, potete scaricarla già decriptata in formato wave cliccando qua col vostro bel mouse (tasto destro e poi salva, se usate explorer). Oppure, ascoltatevi l'mp3:



La qualità audio è ovviamente da TERZO MONDO, perché 2949hz è la metà della qualità di un telefonino.
Piccola nota: il Furio Terzapi di cui parla l'intro diventerà Fulvio su Del meglio del nostro meglio, e voci di corridoio sostengono che il suo personaggio sia ispirato ad un compagno di liceo di Elio (e quindi anche di Mangoni) che frequentava la Terza P: da qui il cognome Terzapi.
Per le altre spigolature, vi rimandiamo qua.



Bravo, ce l'hai fatta!
Eccoti l'introduzione di Servi della Gleba!

Lei è bella dentro,
lei è sensibile;
più dolce di uno sfacciottino
di papà Barzotti.
Cammina a una spanna da terra
come un hovercraft d'amore;
io l'accompagno alla mostra del Pinturetto
anche se in realtà
preferisco di gran lunga il Tinturicchio,
poi torno a casa e - con un cuscino sulla faccia -
penso a lei ascoltando al buio F. De Gregori
e, dato che lei salutandomi
mi ha baciato nelle vicinanze
dell'angolo esterno della bocca,
ritengo a ragione di avere delle possibilità.
Poi la osservo dalla mia finestra
muoversi leggera come un gavettone di idrogeno
in direzione del mio amico Furio Terzapi
e infilargli in bocca due metri di lingua,
la lingua dell'amore,
ma io - caro diario - mi sento in una botte di ferro
perché lei mi ha assicurato che non lo ama.
Anzi,
mi dispiace per lui
perché magari poveretto
si fa delle idee.

Se vi vengono in mente particolari da aggiungere, cose simpatiche e cervellotiche da scrivere su questo disco, o anche se avete trovato degli errori... segnalatelo nel Buko!
Ed anche la pheega se ne accorgerà.