
Elio e le Storie Tese
|
Storico brano di apertura del tour del 1987
(quello di Borgomanero per intenderci!),
e riproposto nel corso del tour teatrale del 2000
(voi che vivete nel futuro, avete presente The Lugano Tapes?). L'inizio ricorda vagamente Mr Sandman delle Chordettes, del lontano 1954 (tnx Andrea S). Il testo è dubbio: siccome le voci degli Elii sono sovrapposte, è difficile cogliere tutte le parolacce che pronunciano nelle strofe... io ci provo perché per me ogni parolaccia è sacra, ma se sapete come colmare i puntini... ! E vi ricordo che "sbor" in polacco vuol dire coro (tnx Don Diego ed Elia)! |
|
Simpatico brano che si apre all'insegna del '68 e della gioventù,
e prosegue con l'orchite. Mah... strana la vita. Come la più recente Indianata, è un brano di musica "gezz", cioè ha il testo improvvisato. Raramente eseguita dal vivo, la ritroviamo in versione antiBerlusconiana nel Playmobil Tour (1994) e in qualche data del 1996 e 1999. È stato realizzato un video "in studio" di questo brano, con la regia di Alex Orlowski e Alessandra Pescetta, poi pubblicato nella vhs OscarRafone. |
|
Si dice che la verdura stimoli il rapporto di coppia
(non lo sapevate? Strano, è una minchiata che ho inventato
in questo istante...), nel caso di questa infelice coppia
provoca invece seri disagi... ma come nelle fiabe
a trionfare sarà l'amore! Bella anche la chiusura alla Popeye. Ai cori troviamo Mike Francis. |
Un attimo di pausa perché... questi pezzi che avevamo scritto quando eravamo giovani, eravamo in grado di farli quand'eravamo giovani, invece adesso abbiamo un po' perso quello smalto diciamo che però ce n'è sempre un po' come sulle unghie delle donne, quelle che non si pitturano bene che resta quello smalto vecchio, siamo un po' così diciamo, come quelle unghie lì.
|
Lo sapevate che è il primo brano mai inciso su disco da Elio e le Storie Tese?
Sapevatelo! Correva l'anno 1985 e correva la compilation di artisti emergenti
Musica Metropolitana! Ai cori Alex Baroni. Doveroso citare la spiegazione che il gruppo diede del "cha-CHA-cha" conclusivo nella leggendaria musicassetta allegata a Comix: "Perché questo cha-CHA-cha e non un più comune cha-cha-CHA?" chiedeva Elio. "Perché siamo tutti matti!" rispondeva il bel René. (tnx to Don Diego) |
L'unica cosa certa è che il... il tema di questo pezzo è la triste vita di un venditore di cacciaviti in laminati pl, in la-laminato plastico però, cioé.. sono cacciaviti... costruiti con laminato pla... no, no, assolutamente non ho cannato, cioè volevo dire questo, era una merda, però io giuro che volevo dire questo.
|
È uno dei pezzi che ha dato origine alla tradizione
delle cover *uguali* all'originale perché anche sforzandosi
era impossibile fare di meglio
(vi ricordate In te?). L'idea nacque nel 1987 al teatro Magia di Milano, quando gli Elii fecero ascoltare una loro esecuzione di Cadavere Spaziale e, subito dopo, l'originale della canzone, di Ritz Samaritano. Nessuno credeva che il pezzo esistesse davvero... e invece rieccolo qua, duettato nientepopdimenoché con... Ritz Samaritano!!! |
Elio: Noi stiamo per cantare un pezzo che tra le altre cose è stato inciso esattamente trent'anni fa in questo studio.
Con la canzone Cadavere Spaziale di Finestra Trombetta, signori ecco a voi Ritz Samaritano!
Ritz Samaritano!
Ritz: Grazie a tutti, grazie, grazie, grazie, grazie!
|
Ghiotto tuffo nei dolci ricordi dello Zelig, lo storico cabaret
di Milano dove gli Elii avevano iniziato la propria carriera.
Zelig era davvero stato ideato come sigla di apertura e chiusura
degli spettacoli, in competizione con quella di Bruno Lauzi
di cui abbiamo una diapositiva: Vieni allo Zelig se vuoi far festa, dimenticare i guai! Perché se vieni allo Zelig fuori di testa tu ti ritroverai! Se cerchi quel non so che, è questo il tuo cabaret! Vieni allo Zelig e ti divertirai! Chiaramente non c'era gara. però non vi sembra che gli Elii l'abbiano suonata in modo un po' strano? E ti credo: Rocco Tanica alla chitarra acustica, Cesareo al flauto traverso, Faso al sassofono contralto, e per non far torto a nessuno Elione si dimentica le parole. Va già bene che non è esploso lo Zelig... Chissà perché hanno preferito Bruno Lauzi... mah. Comunque, è sempre un piacere sentire Elione parlare il milanese con la stessa disinvoltura con la quale parla l'inglese! Curiosità: "Israele che spacca le braccia" si riferisce ad un fatto di cronaca degli anni 80: alcuni soldati dell'esercito israeliano avevano beccato un ragazzino palestinese che tirava sassi e, per spiegargli che era un gioco pericoloso e che ci si poteva fare male, gli avevano spaccato le braccia a pietrate. Che bricconi! Inoltre, il titolo "la cunesiùn del pulpacc" (ovvero la connessione del polpaccio) è in realtà una dedica al signor Zelig, al secolo Giancarlo Bozzo, anche noto come "Billo", "Connessione" o "Polpaccio" per una parte del corpo dalle dimensioni esagerate su cui però sorvoliamo. |
Yeah, adesso c'è una canzone veramente forte. Niente è una canzone in milanese che abbiamo scritto noi un... quanti anni fa tipo? Un cinquanta ... mila, cinquantamila anni fa abbiamo scritto noi come sigla dello Zelig di viale Monza in gara con Bruno Lauzi e hanno fatto vincere lui, e non ci hanno preso questa nostra invece splendida zigla, zigla... per lo Selig che andava a pescare proprio nella tradizione milanese quella più pura, immaginatevi quella pura, quella più pura ancora, noi pescavamo lì! Oh sono arrivati dei rompicoglioni e ci hanno portato via tutto.
Vai! Andiamo allora con la sigla dello Zelig quando abbiamo voglia noi perché stiamo incidendo...
"Manca... manca il pazzo, il pazzo!"
"Va be', lo tengo su così..."
"No..."
"No, no, no, no, lo tengo su, sono capace..."
"Sì va bene..."
"OK..."
"Cazzo dici?"
"Aspetta!"
|
Anche questo è un brano "gezz", cioè il testo è improvvisato
(indimenticabile la "Rodomonti edition" del 98 al teatro lirico di Milano). Filo conduttore le tristi vicende familiari del giovane Addolorato, che per riscattarsi fonda i Joy Division e ciula come un cammello. Tromba e arrangiamento fiati del bibaiolo Demo Morselli. Il "tristissimo blues" è un sentito omaggio a Steamroller di James Taylor. |
Andiamo avanti con il nostro pezzo forte, diciamo con il vero mattone di questa sera,
ed è un pezzo che parla di un giovane, della tristissima vita di un giovane,
chiamato Addolorato, che però è addolorato proprio, diciamo, perché...
diciamo "homo homini lupus" ecco... tanto per intenderci.
Addolorato che è l'ultimo figlio di una serie di dieci figli avuti da due coniugi,
chiamiamoli X, due coniugi X...
- È una storia vera?! -
Sì sì è un fatto vero,
stiamo incidendo un disco e tu m'interrompi mentre io spiego? Che poveretto...
E questi coniugi X c'hanno dieci figli di cui uno è questo Addolorato poveretto
e gli altri nove sono nove gemelli che hanno vent'anni in più di Addolorato
e, pensate, non vi ho ancora detto la parte più comica, che si chiamano
Cino, Dino, Gino, Lino, Mino, Nino, Pino, Rino e Tino, pensate...
risate veramente grasse qui su questo palco...
E niente, quindi lui si trova a vivere insieme a questi nove mostri
che lo martellano tutto il giorno di scherzi, botte, liquidi anche organici,
glieli buttano addosso tutto il giorno;
questo qui poveretto è tutto umido ed è tristissimo.
Il titolo di questo brano quindi è La Saga di Addolorato.
Insomma, questo povero Addolorato vive una vita tristissima,
infernale quasi.
Lui abita all'interno della casa dei coniugi X, diciamo
che ci sono delle camere grandissime, come dei mini appartamenti:
uno per ognuno degli altri nove figli.
C'è un mini appartamento con la lettera C sulla porta, e quello lì sarà
il miniappartamento di Cino.
Su un'altra porta invece c'è la lettera D,
quello lì sarà il miniappartamento di Dino.
"Mini" poi: son delle robe enormi, tipo dei quattordicinali,
cioè 140 metri quadri per ogni... per ogni miniappartamento,
ma non ci interessa: andiamo invece nella povera casa di Addolorato.
Addolorato abita in un terrapieno sotto questa casa qui,
sessanta metri sotto, c'è una cameretta grande, diciamo,
mezzo metro quadro, così, dove lui è dentro, al buio,
con una porta che non si apre perché è nel terrapieno.
Gli hanno fatto no... gliel'hanno fatta 'sta... 'sta porta qui ma è una finta,
tanto per dargli quell'impressione lì, no?
"C'hai anche una porta, cosa rompi le balle?".
E lui poveretto, abita qui, ed è collegato a tutto il mondo esterno
come da un cordone ombelicale, proprio vero,
hanno preso quello di un... di un... di un elefante:
che è lungo 60 metri e largo così
e gliel'hanno collegato al tetto di questa cameretta.
E con dei metodi empirici gli fanno arrivare tutto,
solo che glielo fanno arrivare tutto sciolto, tutto...
tipo che gli mandano giù un cornetto, un cono, dall'alto,
glielo infilano dentro 'sto cordone ombelicale dell'elefante
e si blocca lì, non arriva un cazzo.
Insomma diciamo che l'unica cosa che riesce a arrivargli giù
sono solo liquidi.
Gli buttan giù dell'acqua, della coca cola.
Arriva giù tutto mischiato al sangue dell'elefante
perché... c'è in mezzo c'è... quello schifo lì, no,
poi insomma 'sto cordone ombelicale gliel'han messo su qualche mese fa,
adesso puzza un po', insomma, si sta...
Vabbé, comunque lui, lui non ha mai detto niente,
si accontenta, vive, a lui basta quello che gli danno,
non ha mai chiesto niente,
non ha mai chiesto nulla... certo, lui cova un po',
ma è che lui è proprio molto, molto triste,
lui ha pitturato tutta questa cameretta qui con del colore grigio.
Non... non lo vede perché è completamente buio dentro lì,
ma a lui basta pensare che i muri della cameretta siano tutti grigi per esser triste,
e questa qui è la condizione che lui preferisce fra tutte quante
perché all'interno di questo stato d'animo riesce a concepire
delle poesie bellissime che ha scritto tutte, nella sua mente però,
perché è un povero illuso,
è un incapace e non sa fare un cazzo!
Oh, un bel giorno è talmente triste che dice:
"Sono costretto a prorompere in un tristissimo blues"
E lui pensa di prorompere in un tristissimo blues,
ma in realtà non fa un cazzo.
Terza parte nella quale Addolorato tenta il suicidio, non ce la fa, però fonda i Joy Division.
|
Ecco un'altra triste storia d'amore, e questa volta la colpa
è legata alle disfunzioni di un "cavo" che non fa il suo dovere...
chissà cosa ne direbbe Freud! :D Qualche citazione musicale da Vasco Rossi, Adriano Celentano e Dik Dik. Inoltre il finale ("non...dis...sal...") ricorda molto La fisarmonica ("la...fi...sar...") di Gianni Morandi. La stessa citazione ricorre anche più avanti, in "Faro" ("ri...cor...do...") (tnx to Don Diego). Il chitarrista acustico è il largo factotum Feiez. |
Questo qui è un altro pezzo nostro, sempre col testo inventato, che parla però... che ha come tema questo... molto bello... di uno che ama una, no?
Allora lui cerca di farsi amare anche da questa tipa attraverso delle serenate accompagnandosi con una chitarra elettrica.
Solo che usa sempre un unico cavo che gli hanno saldato male, quindi quando lui suona si sente quell'effetto: "Ehi ciao come sta.." "...ialo" eccetera diciamo ades...
Quindi già lei non lo caga proprio diciamo, in più lui arriva e fa il pagliaccio con questa roba qui allora lei lo... lo odia.
Niente, questo brano qui è intitolato Cavo della mia chitarra, basato su un fatto vero.
|
Bellissimo brano partorito nel periodo "Martesana Jazz Sex-Tet",
1989 o giù di lì. Grazie alla sua vocazione prettamente ecologica, nel 2000 sarà inserito in una compilation chiamata "Canzoni per l'ambiente" (e il bello è che è vero!) Musicisti ospiti: Demo Morselli (tromba), Herman ovvero Daniele Comoglio (sassofono contralto), ed Airman ovvero Davide Ghidoni (tromba), Letizia Hermann (sassofono contralto), arrangiamento fiati di Faso. "Entra in scena una ditta" è una probabile autocitazione dal brano "Carro", composto l'anno prima... oppure entrambe si ispirano a qualcosa che noi non conosciamo! :D (tnx Pietro) |
|
Gran bel pezzo punk-rock mischiato ad intermezzi reggae.
Partorito nei primi anni di vita del complessino,
qui è pubblicato con un testo rinnovato ma col nemico di sempre,
ovvero il perfido e lussurioso Brother Punene! Per l'occasione Feiez suona la pianola reggae, Elio il flauto. Ma quando Elio canta "Devi fare molta attenzione" si sente anche il flauto. E quindi? Quando dicevano che non c'erano sovraincisioni ci scherzavano? Sì! :) (tnx to Don Diego) Il riff di ocio ocio sembra una citazione del riff di Burn dei Deep Purple, mentre il verso "Ahahahahahahaha, sì sì, oggi godi, ma un domani soffrirai!" è probabilmente una citazione del musical My fair lady, e più precisamente della canzone "Mr higgins" (tnx to Marco P. e Strason). |
|
Primo capitolo delle vicende amorose
che vedranno protagonisti Elio ed il buon tastierista Rocco
e che daranno vita alla celebre Cara ti amo. La base di questo brano, ovvero "Aria sulla quarta corda", è stata appositamente scritta per Elio e le Storie Tese da un certo Bacchi, alias J.Sebastian Bach, un compositore nato nel 1685 a Eisenach (Thuringia), si dice che un tempo fosse molto famoso. Per gentile concessione del complessino, la stessa base compare anche come sigla del programma televisivo Quark di Piero Angela. |
Grazie, adesso noi andiamo avanti con una ballata tenerissima, veramente dolcissima
sempre con testo... testo nostro inventato.
Per la musica invece ci siam fatti aiutare da un nostro amico,
Bacchi, si chiama, è un nostro amico.
E questo brano parla di una tenerissima storia che era nata inizialmente
proprio nell'83/84 fra me e il tastierista e cantante Rocco Tanica,
perché inizialmente lui credeva che io fossi gay,
io credevo che lui fosse gay, in realtà non eravamo gay
però per far credere all'altro che eravamo gay
ci siam messi insieme per un giorno, non è que... va be'...
e in questo giorno, e in quest'ult... quest'unico giorno
in cui siamo stati assieme abbiamo composto questa ballata
veramente tenerissima nella quale io dico a lui "Ti amo!"
e lui mi dice "Ti amo!".
|
Piccolo angolo dello sponsor, alias
"Mandingo,
il segreto dei pornostar",
un prodotto afrodisiaco che prometteva prestazioni miracolose
e il cui spot imperversava nelle tv private dei prmi anni 90,
tra un pornazzo e l'altro (come faccio a saperlo? beh...) Nel tour del 1994, AÜ dava luogo ad un ghiotto siparietto in cui due sfigati venivano presi dal pubblico e costetti a ballare il tip tap. Nel disco fanno la stessa cosa Elio e Faso, mentre il basso è suonato da Paolone Feiez. Il successore di Mandingo invece sarà Luigi, il tonico di chi ama. Chitarrista basso: largo factotum Feiez |
|
In ogni verso si respira rara poesia, ma io amo tantissimo la "rima mancata": "La neve di Maggio rimbalzava supERBA, mentre io ramingo giostravo sul PRATO". Il sax ricorda un brano di Daniele Pace chiamato, pensate un po', "Vaffanculo" (tnx Anovex). IL motivo delle strofe, invece, è una chiara citazione di Autumn Leaves di Nat King Cole (tnx Rixus). Il finale non esisteva nella versione originale degli anni 80, ma è stato aggiunto solo ora, probabilmente per dare un senso al titolo "Faro"! Se cercate una bella versione live, consiglio il Magia 1986. |
...è intitolata Faro. Grazie.
Diciamo che è un pezzo del 1984, 83/84 suppergiù...
suppergiù di quando abbiamo fatto
Mosche, pressappoco.
I nostri pezzi iniziano tutti così...
non so se avete capito, quelli vecchi.
|
Struggente dedica all'essere aborto,
duettata con Tonino Cripezzi dei Camaleonti,
tromba ed arrangiamento fiati di Demo Morselli. È stato realizzato un video "in studio" di questo brano, con la regia di Alex Orlowski e Alessandra Pescetta, poi pubblicato nella vhs OscarRafone. La frase "Il più fico aborto" riprende "Il più fico amico è chi resisterà" di tal Renato Fiacchini ("Amico", 1980 - tnx to Don Diego). Il brano non è tratto dal repertorio "storico" del complessino, ma è di composizione più recente (tnx Pietro). |
Grazie, adesso c'è un altro pezzo veramente forte,
è un brano che lui ha ascoltato già,
infatti è un pezzo che parla dell'aborto,
ma dell'aborto non quello lì diciamo brutto,
quello vero, dell'aborto visto come un'entità astratta.
Cioè immaginatevi con uno... con uno sforzo che esista,
perché c'è poi, un aborto, un'entità no?
Come fosse un amico.
Oppure come se fosse un... non un Dio ma come se fosse un...
un ideale... l'aborto.
Immaginatevelo.
E questo nostro pezzo parla infatti della nostra vita
gomito a gomito con l'aborto,
e il titolo di questo brano è proprio
Gomito a Gomito con l'Aborto, pensate!
|
Delirante pezzo che, nei vecchi concerti al Magia, Elio amava introdurre come
"il più brutto brano che sia stato fatto mai,
fino al 1986 e probabilmente anche dopo!" La storia l'avrebbe clamorosamente smentito. Ritmicamente molto complesso, anche questo è di genere "gezz", cioè il testo viene improvvisato ad ogni esecuzione dal vivo e, nei concerti, la performance vocale di Paolone alla Freddie Mercury (Living On My Own ecc...) è assolutamente grandiosa! I cori nel finale ricordano moltissimo anche l'immortale So Lonely dei Police (tnx Duccio/Shake7). Il titolo "Nè carne nè pesce" è una probabile citazione di Squonk dei Genesis: "not flesh, not fish, not bane" (tnx Giuppi). Il sottotitolo "Scharpe" deriva, naturalmente, da "Pesc carn! Peshcar! Peshcarpeshcarpe!" (tnx to Don Diego) Elio suona il flauto, tromba e arrangiamento fiati di Demo Morselli. |
Né carne né pesce la mia angoscia non è decresciuta neanche oggi ascoltando gli Elio e le Storie Tese in questo concertino che ha visto ancora una volta la partecipazione alle tastiere e alla voce del tastierista e cantante Rocco Tanica.
Alla chitarra abbiamo poi avuto il chitarrista Davidino Cesareo Gorrini.
Da non trascurare poi la prestazione alla batteria del batterista Christian Energia Pura Gorrini... i fratelli Gorrini.
Al basso anche quest'oggi il simpaticissimo bassista Nicola Nicky Faso Ronconi.
E al sassofono e alla voce la prestigiosa prestazione di questo uomo, il quale indossa molte maschere nella sua vita, oggi ha indossato quelle di Brother Pulene e di Brother Pulegn, ma tolte le maschere appare Luigi Piloni.
E poi un grazie veramente... veramente onesto e sincero a voi che avete... e anche a voi che avete consentito la qualità oro di questa incisione, ma credo che il grazie più grosso vada oltre che ai nostri ospiti Mangoni, Ritz Samaritano, Tonino dei Camaleonti, perché no? Il grazie più grosso vada senza dubbio al vero sponsor di questa serata, a colui che ha fatto in modo che la nostra prestazione anche oggi fosse brillante e di qualità, sto parlando di
Mandingo il segreto dei pornostar. Colui che farà in modo anche che la nostra prestazione nel dopo concerto sia prestigiosa e all'altezza delle aspettative. Un applauso per Mandingo, il segreto dei pornostar, all'uscita come abbiamo detto troverete delle hostess che vi distribuiranno flaconcini del prodotto.
Siete un pubblico pronto, simpatico e allora credo che mi stanno comunicando ora che Mandingo vi offre un altro pezzo.
|
Romantica parodia di
Sono felice di Milva,
uno dei bellissimi brani del filone anti-sanremo del 1990, a tutt'oggi uno dei pochi ad essere stato pubblicato (oltre ai successivi Ameri e In te). A quando una stampa "ufficiale" di Vattene Amore e Verso l'ignoto? :D |
|
La prima sigla di Mai dire Gol
realizzata da Elio e le Storie Tese (correva l'anno 1992). La versione TV aveva una strofa in meno ma il video era molto bello, infatti l'ho messo onlain (sezione video)! Gli Elii sono restii a pubblicare quella versione perché Rocco Tanica utilizzò come base una di quelle "prefabbricate" della sua celebre pianola Yamaha e, come ben sapete, usarla in un disco sarebbe fuorilegge. Il motivo di "Con l'innocenza dei tuoi vent'anni e quel musetto pulito..." sembra vagamente ispirato al ritornello di Palma de Majorca di Fabio Testi (tnx Eastville). Prima della frase "Un giorno mi trovavo..." c'è un fraseggio di fiati che rimanda alla sigla di "90° Minuto" (tnx to Don Diego). "Un diavoletto biondo sei" è una citazione dalla sigla del cartone animato Denny (tnx to AndreA). Sassofono contralto: Daniele "Hermann" Comoglio, tromba: Davide "Airman" Ghidoni, cori: Alex Baroni. |
Praticamente stiamo per eseguire la vecchia sigla di Mai Dire Gol,
questo brano che ci ha portato veramente delle fortune grandizzime,
è stato proiettato nelle televisioni della rete Fininvest, pensate,
completamente gratis, pensate!
Un applauso per la parola gratis!
Fantastici.
Il titolo di questo brano accattivante è Amico Uligano.
|
Bella chicca finale, si tratta di un medley di vecchissimi brani,
ufficialmente tratti dai nastri originali... ho forti dubbi ma...
non stiamo a sottilizzare!:D I pezzi che vengono citati sono, nell'ordine: Elio, Manicomio, El sciur francesco, Catalogna, Mosche, Settore Giovanile Targato Travagliato, Cavo e Giorgio lègnami. Alla fine compare anche un misterioso messaggio telefonico che riporta gli apprezzamenti di tal Nasty Sciura verso il tastiere Rocco e gli altri membri del simpatico complessino, colpevole di "averle rovinato un figlio". Il messaggio è autentico: il buon Sergione Tanica ne fa collezione, altri verranno elargiti al mondo nel corso della mitica Telekommando, altri ancora verranno remixati in L'eterna lotta tra il bene e il male. "È una persona che è artista dentro" commenterà Rocco. Come dargli torto... |
Se vi vengono in mente particolari da aggiungere, cose simpatiche e cervellotiche da scrivere su questo disco, o anche se avete trovato degli errori...
segnalatelo nel Buko!
Ed anche la pheega se ne accorgerà.