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A T T E N Z I O N E PER GLI ARGOMENTI TRATTATI E IL LINGUAGGIO UTILIZZATO QUESTO PRODOTTO POTREBBE RISULTARE SCONVENIENTE E OFFENSIVO. L'ASCOLTO È SCONSIGLIATO AI SOGGETTI PIÙ SENSIBILI. |
Inoltre, se aguzzate la vista notate che gli Elii nel retro del cd hanno una spilla
con l'immagine di copertina. Se aguzzate ancora più la vista,
notate che anche il negro biondo ha una spilla,
che raffigura il retro di copertina, ovvero Elio e le Storie Tese.
Quanta poesia in tutto questo...
Piccola curiosità: la prima release del cd è (novembre 1989) uscì
con la divisione in tracce completamente cannata, perché per errore ogni brano
iniziava con l'intro parlata (quindi per sentire l'inizio del brano occorreva andare
di fast forward). La partita "bacata" conteneva dunque solo dieci tracce, e fu ritirata
dai negozi poche settimane dopo, quindi trovarne degli esemplari è difficilissimo.
Ma il prode Paolo Besser ce l'ha fatta, e ci ha donato in esclusiva questa ghiotta scansione:
(tnx to Nesto & Duccio!)
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Vi ricordate i tempi delle elementari, quando si giocava a figu? No? Meglio! La prima volta che ho fatto sentire Elio ai miei amici handicappati è andata più o meno così... ma col tempo anche loro si sono rassegnati. La scena in sè è probabilmente una citazione dall'intro del primo disco degli Skiantos, ed è ragionevole pensare che il brano in questione sia stato scelto perché al suo interno uno dei protagonisti dice: "c'ho delle storie pese". Quindi, di fatto ne risulta un raffinato ciclo di citazioni... quanta letizia, quanto amore! Ma ritorniamo agli Elii! I nomi delle figurine, ovvero Buso e Facchetti, appartengono a due calciatori che erano famosi quando gli Elii erano bambini: Giacinto Facchetti (difensore 1960-78) e Sergio Buso (portiere 1968-88) (tnx Lorenzo). Le parole "Tua Prinz" che concludono il dialogo sarebbero invece da attribuire ad una simpatica consuetudine in voga nella Milano degli anni 70. Ai tempi esisteva una macchina, chiamata Prinz (per la precisione la Prinz 4), che i milanesi pensavano portasse sfiga. Così, non appena ne vedevano una, toccavano un malcapitato e gli dicevano: "Tua Prinz!"... praticamente una versione alternativa di "Sfiga di suora!". Stranamente la Prinz è presto scomparsa dalla circolazione... (tnx Daiconan). Il brano di sottofondo è On the road again dei Rockets (tnx to Giuseppe). La voce che parla in filippino alla fine del brano è naturalmente quella di Tremoto, uno dei due domestici di Otar Bolivecic. Pressappoco quello che dice sarebbe: "Attenzione, diamo notizia di un grande spettacolo che si svolgerà a Milano il ventinove di agosto. Elio, Confo, Civas, Faso, Fogliasch e Otar, anche detti "Elio and the troubles stories", "Elio e le storie tese" (tnx to Gianni Maiocchi e Uollano... ci avete provato!). Il filippino potrebbe essere una citazione dell'intro in giapponese del lato B di I Sing The Body Electric dei Weather Report, che rientra nel mitico e rarissimo "Live in Tokio" (tnx Alberto). |
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Come meglio aprire il primo disco se non con un degno tributo
ad uno dei più grandi eroi del cinema porno? Voi tutti sapete chi è John Holmes, giovani donne in particolare. Ma non tutti sapete che questo brano era già stato pubblicato all'interno della colonna sonora dello spettacolo tv Lupo Solitario del 1988, che vedeva un ghiotto siparietto di Elio e le Storie Tese. Bellissima la batteria in 13/8, mentre la pianola addizionale è di Feiez che qua si chiama Feiez mentre nel resto dell'album si chiama Mu Fogliash. Strana persona... |
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Prima improbabile intervista al complessino dell'ottimo
Claudio Bisio,
che persevererà anche negli album successivi. Queste interviste potrebbero essere una citazione a quelle di Rattle and Hum degli U2, uscito appena un anno prima (tnx Discostu). Notate quant'è bello Elio in sottofondo che ride tutto il tempo (tnx to Uollano) Non mi chiedete cos'è il Cool del Mac Bisiou perché non ne ho la più pallida idea... :D |
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Uno dei brani più belli di Elio e le Storie Tese,
che riflette sulle abitudini che tutti hanno ma negano di avere. Venne proposto per la prima volta nel corso del tour 1988, con un'introduzione che faceva notare come, di fronte a un water con le righe gialle e marroni, tutti cercano di pulirlo con un bel getto costante di pipì ma chissà perché nessuno lo ammette mai. Il ritornello che recitava: "Ditemi perché se mangio molto bevo poco, brucio i peli delle ascelle con il fuoco!" sarà cambiato in: "La nostra vita è una sciarada, sulle prime sembra xxxxyx, e invece è zxxyxz!" A proposito... siete riusciti a risolvere l'indovinello? Io non ho trovato di meglio che RRRROR ed ERRORE, se qualcuno è più bravo... (anche se più ci penso, più mi viene in mente che non voglia dire assolutamente un cazzo!) Le tastiere attorno al minuto 0.50 sono molto simili all'intro di Sunday morning here with you di Michael Franks (tnx Giorgio). La parte: "Sono abitudinario, non mi giudicate, siete come me" e, nella seconda strofa: "Questi sono i miei costumi, vendo paralumi, siete come me" è, nella linea melodica, una citazione assolutamente chiara del ponte tra strofa e ritornello di Twilight degli Electric light orchestra, dall'album Time, del 1981 (tnx to Stefano "Steve" Rizzo). C'è poi una breve apparizione dei Memphis Horns, ottimo gruppo che nello stesso periodo aveva collaborato con Zucchero, nel brano "Con le mani". Infine, una curiosità: esistono 45 giri con "beep versions" di Abitudinario e Cara ti amo, c'è una versione in spagnolo su E.L.I.O. ed un divertente remake su Del meglio del nostro meglio. |
| Prove di tromba per il mitico duo dei Memphis Horns. |
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All'inizio sentiamo un
"Flew in from Miami Beach" rallentato,
e poi un "Flew in from Miami Beach" a velocità normale.
Da dove arriva? Ma è semplice: da
Back in the USSR
dei Beatles (tnx to Uollano). Poi c'è Nembo Kid, che è il nome del SuperMan taroccato nelle prime edizioni a fumetti italiane degli anni 50, come potete vedere per esempio qua (tnx Il Diego). Durante la prima strofa, da 00:30 a 00:45, l'armonizzazione della voce è stata ottenuta camuffando la stessa voce orientale della "Shidzu" version di John Holmes (tnx Simone). Sui versi "Ma io l'ho fatto, e la donna volante, pericolo costante, mi ha rotto il carro" e ancor di più su "Ai motori farò la benzina, ma alle donne che cosa farò?" la melodia richiama quasi interamente la linea melodica di "si laudato Signore si laudato perché [m'hai donato l'amore per te.]" del brano Francesco, tratto dal musical Caino e Abele di Tony Cucchiara (tnx to Pooloo). Nella parte "Dai proverbi la saggezza, ma dal carro la letizia" viene invece ripresa la melodia di "Einigkeit und Recht und Freiheit", l'inno nazionale tedesco: forse si potrebbe leggere come un omaggio di Elio a Lothar Matthäus e Andreas Brehme, i due campioni teutonici grazie ai quali l'Inter (squadra del cuore del cantante nonché di Mangoni) aveva conquistato quell'anno il suo tredicesimo scudetto (tnx to Don Diego). |
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Seconda intervista dell'amico Bisio.
Il titolo "Una gita a..." è probabilmente ispirato all'omonima rubrica della Settimana Enigmistica con l'indovinello geofotografico (tnx to Steve). La risposta di Elio è invece diventata parte dell'idioma comune di noi giovani. |
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Cosa facevate voi nel 1968? Facevate gli scioperi? Facevate l'ammore? Facevate quelli che non erano ancora nati? Be', Elio faceva il bambino che cantava all'Ambrogino d'oro la canzone "Cinque fratelli, cinque gemelli". All'inizio pensavo che fosse una presa per il culo, invece sembra sia proprio lui. Cosa c'entra in tutto questo il jazzista Tony Martucci? Assolutamente un cazzo, perché si riferisce a un altro Tony Martucci, patron dell'Ambrogino (tnx to Don Diego). |
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Vi ricordate la canzone
Nella vecchia fattoria
che tanto allietava le vostre giornate all'asilo? Ecco... crescendo le cose cambiano... non di molto però! Le parole misteriose che compaiono in fondo, sono in realtà parolacce in tedesco:
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Vi siete mai fermati ad osservare le meraviglie del vostro corpo?
Il nero sotto le unghie? Lo sporco in mezzo alle dita dei piedi? La cacca? La sburra?
Non è un peccato che tutte queste cose vadano perdute? Secondo gli EelST sì, ed ecco perciò l'idea di conservarle in appositi silos, in modo che possano ancora essere utili per gli uomini del ventunesimo secolo... che poi saremmo noi. Silos è una delle prime canzoni scritte dal complessino, ed era già stata incisa nella compilation Elementi, del 1987. La prima scena al ristorante potrebbe essere un omaggio all'inizio di Una donna per amico di Lucio Battisti (tnx Il Diego). Il coro è della polifonica di Bals. Il ritornello riprende il tema di Song for Che di Charlie Haden dall'album Music liberation orchestra del 1969 (tnx to Steve). La seconda strofa è un chiaro tributo allo stile del grande Domenico Modugno, bello il finale country con tanto di Faso vecchietto del Far West! |
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EelST sono sempre dalla parte dei più piccini.
E così di fronte all'orrore di madri che buttano i propri figli nei cassonetti,
propongono di alleviare la risultante sofferenza del nascituro e lo shock dell'operatore ecologico
estendendo anche a loro i benefici della raccolta differenziata:
è giunto il momento di creare un cassonetto differenziato per il frutto del peccato! Curiosità: a 1:08 dall'inizio, si sente per due/tre secondi l'inizio del quarto movimento (Stürmisch bewegt - Mosso tempestoso) della prima sinfonia di Gustav Mahler: Titan - Il Titano (tnx to Rho77). Al minuto 1:58, Elio canta mangiando dei crackers (tnx Helmuth/LeleElDiosSeMiCitiRealizziUnSogno). Ci sono un paio di richiami a Le ragazze di Gaugin di Grazia di Michele ("Donne atletiche, donne che si allenano...") e a I giardini di Marzo di Battisti/Mogol (la melodia di "Ma mettetevi nei panni di chi il cassonetto pulisce..." è molto simile a "Il carretto passava e quell'uomo gridava: gelati"). Il bambino che piange alla fine del brano è un campione accelerato tratto da The Kids di Lou Reed (tnx Meemmow), e l'assolo di chitarra elettrica finale è stato suonato con la mano sinistra da Cesareo e con la mano destra da Confo Tanica. Che grandi artisti... :D Il nick Otar Bolivecic del produttore Claudo Dentes e la canzone Cassonetto sono nati pressappoco insieme. Siccome gli Elii nelle interviste si sono sempre contraddetti, non sono ancora riuscito a capire se sia Otar Bolivecic a derivare da cassonetto o viceversa. I misteri della vita... |
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Una voce registrata al contrario annuncia l'arrivo del bizzarro duo dello Sri Lanka. Il titolo "Introducing The Real Parakramabahu According To Shantha Edirisinghe" è probabilmente una citazione del disco "Introducing the Hardline According to Terence Trent D'Arby", esordio risalente al 1987 del bravo compositore Sananda Maitreya (tnx Uollano). Davanti a una birra e un panino, Rocco il buon tastiere ci rivela che la musica di sottofondo è il livello 8 di un Tetris per Mac. |
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Mah... è tutto così chiaro... mi sembra non ci sia niente da spiegare,
cmq questo brano è piaciuto così tanto a Elio e le Storie Tese
che ne hanno pubblicata anche una versione live sul successivo album natalizio
The Los Sri Lanka Parakramabahu Brothers. Sono cose che fanno pensare. Questo è il primo brano completo degli EelST cantato interamente non da Elio: il cantante è Shatha Edirisinghe, mentre troviamo Elio allo Shinnatsu e ai cori, Monfoglia (Feiez) a Mandoguitar, Tsuhji diatonico e cori. |
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Canzone ispirata a
Je t'aime... moi non plus
di Jane Birkin e
Serge Gainsbourg,
storico brano censurato dalla radio francese nel 1969. In origine il duetto lo interpretavano Elio e Rocco Tanica, già rodati da Cara ti amo. Nell'album invece il buon tastiere è stato sostituito da Peev Agliato, alias Paola Tovaglia, doppiatrice di cartoni giapponesi e conduttrice della trasmissione televisiva "Ciao ciao". Scomparsa qualche anno dopo in seguito a una malattia, a lei è dedicato l'album Italyan, Rum Casusu Çikti. I colpi elettrici computerizzati sono di Confo Tanica, la seconda metà del solo di pianola è di Laras. I gorgheggi all'inizio di Piattaforma sono eseguiti da Feiez, ma attualmente non ne conosciamo il significato. Sappiamo però che sono stati ripresi nella sigla finale di Mai Dire Tv, accreditata ai Malloreddus (tnx to Daniele Caibis). L'incipit strumentale del brano ricorda moltissimo Cold Song di Klaus Nomi (tnx to Il Diego). Quando Elio dice "fra un momento sentirai fluire l'antigelo Paraflu", in sottofondo c'é una musichetta suonata da un qualcosa che ricorda un fagotto: è uno dei temi dei cartoni animati Hanna & Barbera dei primi anni '70, e lo si sentiva quando un personaggio si trovava in una situazione imbarazzante (tnx to Edo). Per quanto riguarda la sibillina frase: "Fremo a immaginarti tra i cateti"... be', pensate a quanti gradi misura l'angolo tra i cateti... devo aggiungere altro? :) |
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Dopo la cozza e la sciarada, ecco un altro riferimento alla settimana enigmistica:
"suspense" è il gioco in cui compare l'indovinello che ha per protagonista
il signor Brando. Ed è l'ennesima intervista di Bisio (l'ultima del disco), non so a cosa faccia riferimento la cosa delle autostrade, probabilmente a qualche esternazione vip dell'epoca, o più probabilmente ancora a un benemerito cazzo. Ma è sempre bello. |
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Divertente introduzione di Cara ti amo, registrata live a Voghera, nel 1989. Fin troppo iperrealistica... :D |
Grrrrrrrrrazie.
Andiamo avanti ora con un brano, invece, di musica classica.
Fino adesso abbiamo fatto cazzate, in realtà noi siamo tutti di Celle Ligure, infatti siamo stati in carcere per molto tempo!
Hai sentito cosa ho detto? Eh! Eh!
Grazie, siamo al meta-humour.
Andiamo avanti con un brano di musica classica che abbiamo scritto noi stessi, che parla, praticamente, essendo stato scritto nel 1716, però parla di fatti attualissimi, cioè, parla del rapporto fra giovani uomini e giovani donne. Cosa succede?
Grazie, ma non è ancora incominciato.
Cosa succede praticamente al giorno d'oggi? Noi giovani... che cosa succede? Che le giovani donne in...gabbiano i giovani uomini, gli fanno degli occhiolini ballando la musica house, tutte queste cose qui, mentre ballano attirano nella loro trappola di mantidi questi poveri esseri implumi, con tanti peli, però inoffensivi e indifesi, e praticamente dopo 15 giorni, dopo avergli succhiato ogni liquido, ogni... ogni umore, praticamente glielo mettono nel culo.
Non si può dire, però è esattamente quello che fanno loro.
E allora, noi che abbiamo vissuto queste cose dall'esterno, ma anche dall'interno, non so se avete capito, c'era un doppio senso... Grazie!
Abbiamo pensato di stilare un freddo campionario delle frasi che queste giovani donne, queste puttane diciamo la verità, dicono ai giovani uomini. Grazie!
Abbiamo stilato un freddo campionario delle frasi che queste qui dicono ai giovani uomini indifesi quando glielo mettono nel buco del ...
E abbiamo composto praticamente questo brano che abbiamo intitolato "Risvolti psicologici nei rapporti fra giovani uomini e giovani donne", nel quale il tastierista e batterista elettrico Rocco Tanica eseguirà la parte del giovane uomo e io invece quello della puttana.
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Ed eccola qua Cara ti amo, registrata durante un concerto a Corsico nel 1989. È una delle canzoni più famose di Elio e le Storie Tese, ed è il primo brano di questo album in cui troviamo il grande Christian Meyer, allora Pupillon, adibito nientemeno che al... piatto del big jim! Io che ho il bootleg originale (e voi no ahaha!) so che durante il concerto Elio aveva anticipato al pubblico che sul nuovo disco avrebbero inserito un brano tratto proprio da quel concerto: La saga di Addolorato. Evidentemente hanno cambiato idea. Curiosità: "Io sono come sono" è una citazione di una famosissima canzone degli Anni Cinquanta di Juliette Gréco chiamata "Je suis comme je suis" (testo di Jacques Prévert e musica di Joseph Kosma). La canzone dice che gli uomini non devono pretendere che una donna cambi per loro, perché lei è come è. Insomma, "Cara ti amo" sembra la degna risposta (tnx Pietro) |
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Questi erano i lontani tempi in cui Elio e le Storie Tese
quando incidevano qualcosa al contrario... avvisavano! :D Non sarebbe durata a lungo... |
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Romantica storia d'amore tra un uomo che viveva a Chicago (IL) e una donna che viveva ad Erba (CO).
Entrambi hanno qualche lieve problema dermatologico, ma si sa, l'amore vince sempre. Anche qua troviamo Peev Agliato nei panni della donna di Erba, poi c'è Faso (steeq) e Fogliash Horns (breaths). Nella versione originale del pezzo, presentata al teatro Magia nel 1987, Jonathan Grass riesce a salvarsi dall'incidente aereo e ad irrorare la salma di lei con tiepido pissing. Sull'album invece crepano entrambi. Fatevene una ragione. Però allietano la condizione di due bifolchi, che rivalutano la figura, spesso sottovalutata, della merda. La voce di Elio è chiaramente alzata di un semitono (tnx Simone). In questo brano Faso suona per la prima e ultima volta lo "steeq" (alias stick), una sorta di basso "alternativo". In un casa Fasani, Faso raccontò di come gli venne ciulato subito dopo averlo suonato, e tutti lo presero per il culo... le matte risate (tnx to Meemmow)! Lo "steeq" è poi stato ritrovato da MC Costa su Internet, dove un ricettatore lo stava vendendo... tutto è bene quello che finisce bene (tnx Pietro) A proposito di casa Fasani: in molti mi avete chiesto il perché del titolo "cateto". E io ho sempre risposto supercazzole. Finché l'inviato speciale di marok.org Otto Orizzontale non è tornato con la risposta, per viva voce del buon Faso: Eravamo in una di quelle fasi in cui andava di moda quel giochino botta e risposta tipo: "e tu starai mica piolando?" "eh?" -pernacchia- [come il nostro "SOOOOKA!" - ndM] E nel mentre di questi giochi fra me ed Elio salta fuori il cateto: "Ehi, hai mica visto un cateto per strada?" "Si l'ho raccolto e l'ho messo in un cassetto" Il cateto era diventato un oggetto fisico e tangibile. Ecco, ed è stato dato questo titolo ad una canzone che ancora non aveva nome!" Quanta poesia in tutto questo. Gnam gnam! Sempre Otto Orizzontale segnala questa frase di Rocco Tanica, tratta da un'intervista del 2001: "In Cateto uno dei temi è l'adagio per archi e oboe di Benedetto Marcello letto al contrario". Sono cose che fanno pensare. Da notare anche la citazione di "Mexican Hat Dance" della tastiera a 0:54 e quella del tema di James Bond, quando Jonathan Grass si presenta all'aromatica fanciulla (tnx to Shake7/Meemmow). Sia la ghost track di Pierino De Luca (alias Grussu) che mangia la merda sborrata dagli animali, sia la frase "la lingua in bocca, per dimostrarle che è vero" sono ovviamente registrate all'incontrario... ma... senza elettronica: è proprio una bobina che è fatta andare nel senso inverso con la mano! (tnx to Gòwno/Don Diego/Mapo Sae). Ad un primo ascolto, la O che fa rima con A, cioè "Rimedio" che fa rima con "Tragedia", sembra una più che evidente citazione di Tex dei Litfiba: "il silenzio taglia tutta la città, grande spirito mi chiama dai falò", vero e proprio tormentone all'epoca in cui Italyan Rum è uscito. In realtà, resta qualche dubbio cronologico, perché abbiamo testimonianze di Cateto (col verso incriminato) già nel 1987, mentre Tex è stato pubblicato con "Litfiba 3" nel 1988. Non escludiamo che gli Elii l'abbiano sentita inedita in qualche live, ma Piero Pelù all'epoca non cantava ancora da coglione (cioè le A non erano tutte uguali alle O), quindi rimane il mistero. Se è una coincidenza, questo mondo è veramente strano. Il finale, da "e la morale di questa storia...." è una probabile citazione di Fantoni Cesira di Guccini. Il tema musicale, però, è indubbiamente quello di "lascia che io viva un amore romantico" di Non ho l'età di Gigliola Cinquetti (tnx Alessio Pusceddu). Infine, sotto le parole "cacca più amore", si sente un campionamento della vecchia sigla del mulino bianco (tnx to Katakill). |
| Vi ricordate gli adolescenti a colloquio in compagnia dei quali avevamo iniziato l'ascolto del disco? Be'... pare siano entusiasti! |
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Questa traccia, che compare solo nell'edizione cd, ha una storia un po' particolare. Un bel giorno MC Costa, cervello elettronico di Elio e le Storie Tese, si stava sentendo la base di John Holmes; lo stesso giorno il fonico di allora, Maurizio Camagna, aveva portato con sé un cd di teatro giapponese. Uno ha premuto play, l'altro ha premuto rec, e così... è nata la Shidzu Version! :D Come faccio a sapere tutte queste cose? Semplice: anch'io leggo le interviste delle Fave Romane! Nemmeno Maurizio Camagna, interpellato, ha saputo darci indicazioni su quel frammento di Giappone. Qualche anno più tardi, ho scoperto che quella traccia faceva parte della colonna sonora di Blade Runner. Solo dopo altri lunghi anni di ricerche, però, siamo arrivati alla soluzione: la cantante è Ayako Handa ed il brano si intitola Ogi no Mato ("The Folding Fan as a Target") (tnx QiQQo). Finché non la levano, potete ascoltarla a questo indirizzo. |
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Un bel gioco dura poco, e sono i fratelli dello Sri Lanka a darci l'addio... ovviamente a modo loro. Ritroveremo queste bizzarre frasi nel brano "La vendetta del fantasma formaggino", dell'album Italyan Rum Casusu Cikti (tnx Simone). |