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CICCIPUT
(CD/MC 2003)


Cicciput



Cicciput
BUDY GIAMPI
GIMMI I.
FOSSI FIGO
CANI E PADRONI DI CANI
LA FOLLIA DELLA DONNA
SHPALMAN
Toscana
AL MERCATO DI BONN
Toscana Reprise
LA CHANSON
PAGANO
ABATE CRUENTO
PILIPINO ROCK
LITFIBA TORNATE INSIEME
Pagano Karaoke


AL MERCATO DI BONN (TANTI AUGURI A TE)

Per motivi legali, questo disco è uscito con una traccia in meno.
Cliccate qua per scaricare l'mp3 della TRACCIA CENSURATA: AL MERCATO DI BONN (TANTI AUGURI A TE) - 2.7Mb

Nota per handicappati:
Scaricare l'mp3 è difficilissimo... ma ho fiducia in voi! CE LA POTETE FARE!!!
Altrimenti andate da un esorcista.


 Cicciput 

Il mago Gennaro D'Auria, eroe di Cordialmente su Radio Dj, svela al mondo chi è Cicciput: è l'angelo dei SOLDI.
L'ultima cosa che avrebbe previsto, probabilmente, è che una band di Milano gli avrebbe dedicato un disco.
La trasmissione di Gennario D'Auria va tutt'ora in onda su Radio Camaldoli Stereo e, nel napoletano, ha un grande seguito di pubblico: è un po' l'erede del Mago Gabriel di Mai Dire Tv.
La cassettina sorgente da cui è tratto questo dialogo è stata fornita agli Elii dalla nostra amica dislessica Manovella, alias Viergefolle, alias MorLaiSt!
La musica che si sente in sottofondo è tratta dalla colonna sonora di Miami Vice e si intitola Crockett's theme. L'autore è Jan Hammer (tnx Cloud7).


G: "Allora, Maria?"
M: "Sì? Dimmi..."
G: "CICCIPUT!"
M: "Ci?"
G: "CI... CICCIPUT!"
M: "Cicciputt?"
G: "CICCIPUT!"
M: "M"
G: "Lo devi pregare dalle ore 21 di sera..."
G: "Sì?"
G: "Devi baciare tuo marito..."
M: "M"
G: "E poi dici: CICCIPUT"
M: "M. È 'n angelo della fortuna?"
G: "È l'angelo dei soldi"
M: "M"
G: "Che, vedrai, ti porterà molta fortuna!"
M: "M. Va bene"
G: "Cicciput, aiutami tu!"
M: "M"
G: "Fammi sentì come lo disci"
M: "Cicciput, aiutami tu!"
G: "Però non te lo devi dimenticare!"
M: "No no, non ti precoc!"
G: "Lo vuoi segnare?"
M: "Sì, adesso dopo me lo segno! Non ti preoccupare"
G: "Mi raccomando, Maria! Non ti dimenticare, CICCIPUT!"
M: "No Gennà!"
G: "Aiutami tu!"
M: "A"
G: "Augu..."
M: "E"
G: "Dimmi?"
M: "E senti, e poi non mi dici niente più?"
G: "HAHAHAHAHAHH"





 BUDY GIAMPI 

Il bungee jumping è una specialità sportiva non olimpica praticata da amanti del brivido. In alcuni paesi potrebbe essere adottata come metodo di esecuzione per i condannati alla pena capitale, allungando leggermente la corda. In Italia, terra del Vater Clos e del sanguis, grazie all'arch.Mangoni bungee jumping diventa "Budy Giampi", tipica canzone da spiaggia per gruppi di amici intorno al fuoco, con bonghi e tutto il resto, quattro accordi e via che si limona, motivetto orecchiabile supportato da un frizzante ritmo rumeno che al primo ascolto ti entra in testa e non ti molla più.

Il preproduttore è Jantoman, il condannato a morte per reati di opinione è Mangoni, il sassofono è di Daniele Comoglio e i cori sono di Paola Folli e Lola Feghaly.

L'inizio "canto una canzone che fa" potrebbe essere un "corto" da A di Francesco Salvi: "CANTO LA CANZONE più bella del mondo che c'ha una nota sola CHE FA" (finché non la levano potete ascoltarla qua - tnx Antonio).
Evidente la citazione da Fotoromanza di Gianna Nannini nel verso "Questo amore è una camera a gas".
Un po' meno evidente la citazione da Ballo ballo di Raffaella Carrà, di cui ricorre un campione sonoro strumentale, specie nella prima parte e in particolare all'inizio (tnx MoRLaiSt)
Un altro campione strumentale che compare verso l'inizio è quello di Slave to the rhythm di Grace Jones, con una nota diversa al basso (tnx Don Diego/Mapo Sae).
Da 2:13 a 2:38 il buon Rocco cita alle tastiere la "Sinfonia n.40" di Mozart (tnx Monnezza3)
La base di batteria in nove ottavi (e pensate che Faso riesce a ballarci sopra) è stata registrata dal vivo al soundcheck del concerto al parco Carlo Ghezzi di Novate Milanese il 9 giugno 2002, non al Parco Acquatico di Inzago come erroneamente riportato nel libretto (tnx Grumo).

La ghost track finale ripete semplicemente il ritornello all'incontrario.


Ballo una canzone che fa
ballo una canzone che fa
ballo una canzone che fa: amor mio
canto una canzone che fa: ballo anch'io,
so che è un po' difficile ma ballo ancora.

La pena di morte, per me, non è giusta,
la pena di morte, per me, è ingiusta,
nonostante questo però vige.

"Nooooo! Non uccidetemi!
La mia morte non ridarà la vita a nessuno!"


Un uomo non dovrebbe essere ucciso mai.

Questo amore è una camera a gas,
questo amore è una sedia elettrica,
questo amore è una Vergine di Norimberga.

Guarda che ti mettono sulla ghigliottina,
attento a non finire impiccato,
guarda che ti mettono al muro.

Attento a non finire garrotato,
attento a non finire lapidato,
guarda che ti fanno la puntura velenosa.

"Il mio avvocato non era presente
all'interrogatorio preliminare,
non avevo denaro!!!"


Un uomo non dovrebbe essere ucciso mai.

Ballo una canzone che fa pensare,
canto un balletto che fa meditare,
rifletto mentre ballo la mia canzone.

Non parlare di corda in casa dell'impiccato,
non parlare di pietra in casa del lapidato,
non parlare di gas in casa del gassato,
non parlare di muro in casa del fucilato,
non parlare di Argentina in casa del desaparecido,
non parlare di fil di ferro in casa del garrotato,
non parlare di elettricità in casa di quello
che è andato sulla sedia elettrica,
non parlare di morte in casa del condannato a morte.

Se la giustizia ti giustizia,
commette un'ingiustizia.
Se la giustizia ti giustizia,
commette un'ingiustizia.
Aizitsuigni nu ettemmoc.
Aizitsuigni nu ettemmoc.


(Intanto, in Casa Ruggeri:)

"Bah, sì... comunque il pezzo sulla pena di morte l'avevamo fatto noi prima, seriamente, col condannato vero, mica Mangoni e sta roba..."
"Enricooooo! Lasciali perdere quelli lì! Vieni in tavola che è pronto, dai!"
"Va bene! Niente... come i Jalisse!"





 GIMMI I.

Il problema degli omicidi causati da un'errata interpretazione del cognome è stato per troppo tempo sottovalutato in un paese come l'Italia che si proclama civile e paladino delle libertà civili. È di pochi giorni fa il caso di Gustavo Ammazzatemi che, recatosi in comune, appena ha declinato le proprie generalità è stato abbattuto dagli impiegati, i quali si sono poi giustificati dicendo: "...Ma... ce l'ha chiesto lui..." Ce l'ha chiesto un corno. Ammazzatemi era il cognome di quel poveretto, non una richiesta! "Gimmi I." costituisce quindi al tempo stesso un atto di accusa contro coloro che non stanno attenti e un appello alle forze politiche, maggioranza e opposizione, perché emanino una legge bipartisan che ponga fine a questa strage degli innocenti.

Ulteriori interpreti: Ike Willis, Enrico Ruggeri.
Cori: Paola Folli, Lola Feghaly, Faso, Cesareo, Elio.

Il nome del protagonista, Gimmi Ilpedofilo, è un richiamo a Jimmy Il Fenomeno, comparsa di film trash anni 70 tra i quali ricordiamo il mitico Attila Flagello di Dio (tnx Marcello).

L'introduzione ricorda molto l'intro di "afx237 v7" di Aphex Twin (tnx Sfredrick).

L'inizio della canzone è un chiaro riferimento a Antenor di Guccini (dall'album Metropolis). Questa la versione originale:

"Antenòr uscì di casa
uscì di casa quella sera
garrivano i suoi pensieri
come fossero bandiera
ma gli occhi erano fessura
e il viso tirato a brutto
come all'età in cui credi
d'aver fatto quasi tutto."

(tnx Nicola)

Il verso "Another innocent pawn/in this cruel game of the life" è invece una citazione di Only A Pawn In Their Game di Bob Dylan.

Il frammento cantato da Ruggeri è una citazione del suo brano Superbia, da "L'uomo che vola" (tnx Grumo), i cori sono un richiamo agli Earth Wind & Fire (tnx Il Pelle)
La frase "Possa dio perdonarvi..." ecc... è inoltre un richiamo al film Giovanna d'arco, di Luc Besson, nel quale Mila-Giovanna lo ripete agli inglesi (tnx Timendum)
"Dimmi quando tu verrai" è un probabile omaggio a Quando quando quando di Tony Renis (tnx Don Diego).

Il finale "Ma se un'idea ve la siete fatta, venite a dirmela di persona. Trovarmi è facile. Sulla lapide c'è scritto il mio nome" è invece una chiara citazione di uno spot di MTV contro la pena di morte. Finché non lo levano da Internet, potete vederlo, ascoltarlo e viverlo all'indirizzo www.youtube.com/watch?v=GHX4ncC2_qk (minuto 2:35 - tnx Matman4).

Invece, ogni riferimento alla Guglielma di Paté d'animo è puramente casuale... Forse. :)


Gimmi Ilpedofilo uscì di casa, ma quel mattino faceva brutto. Nuvole basse, uno di quei giorni nei quali credi di aver visto tutto ma quel tutto è niente.
Gimmi Ilpedofilo fece le scale e fuori c'era gente. Gente arrabbiata lo guardava storto dietro lo specchio degli occhiali da sole ma non c'è il sole.

Sole sole, dove sei? Gimmi Gimmi ti vorrebbe. Dimmi quando tu verrai. Forse forse sarà tardi tardi.

Si sentì perso e gli mancò il fiato. Lungo l'asfalto escrementi di cane. Sguardi pesanti d'odio tutto intorno. Gimmi pensò: "Vada come vada", e tornò a casa ma vennero anche quelli, i genitori col bastone in mano: "Gimmi il pedofilo sei un uomo morto, Gimmi il pedofilo noi ti ammazziamo con il bastone".

Bastoncino pim pum pam, volan tanti scappellotti! Gimmi se la vede brutta, Gimmi se la vede pessima.

"Aspettate, questo è un equivoco!" ci provò Gimmi a discolparsi, ma gli tapparono la bocca, e sangue, poi bastonate, sputi, pugni e calci. Giustizia è fatta, pensò la gente, ma in verità non era stato giusto. Perché okay, sì, Gimmi Ilpedofilo, ma "Ilpedofilo" era il cognome.

Oh no, they thought he was a pedophile
but it's just his family name
since the XVIII century.
Never had problems before!
It's not his job, just his name,
It would be a travesty.

Gimmi Ilpedofilo è morto innocente, vittima solo del proprio cognome.
E ora dall'alto del Paradiso ci guarda col suo sorriso buono in compagnia dei suoi nuovi amici, che già subirono la stessa sorte:

Fabio Uxoricidi, Roberto Ammazzaneonati, ma soprattutto Fabiana Inculamorti.

Oh, poor Fabiana Inculamorti,
another innocent victim
in this stupid misunderstanding.
She was not a necrophiliac,
she was just a just a girl.
Another innocent pawn
in this cruel game of life.
Oh life...

E la morale di questa storia è che la fretta ti consiglia male. Quanti altri ancora dovranno morire per un errore di valutazione? Quante le vedove che piangeranno, o i padri che non vedranno tornare quei figli ai quali hanno dato un cognome che fa paura all'uomo della strada?

Possa il Signore perdonarvi tutti, perché io...
- Enrico, aspetta faccio io! -
- Elio, vai avanti tu! -
Possa il Signore perdonarvi tutti, perché io certo non lo posso fare. Ma se un'idea ve la siete fatta, venite a dirmela di persona. Trovarmi è facile. Sulla lapide c'è scritto il mio nome: Luigi. Anzi, Gianluigi.
Gianluigi Bombatomica.

Gianluigi Bombatomica.
Poverino, Giangi.
Gianluigi. Solo un cognome:
Bombatomica.
Poverino, Giangi.
Poverino!








 FOSSI FIGO

Molti vorrebbero essere fighi e avere tante fighe. Molti altri vorrebbero essere fichi e avere tante fiche. C'è però il problema dei capelli, molto sentito fin dagli anni '70, epoca in cui veniva affrontato solo con Endoten Control. Noi giovani di Forza Italia questo problema lo sentiamo molto. L'aspetto è molto importante, e la prima impressione è quella che conta: cantiamo dunque l'inno dell'aspetto fisico piacevole.
Ulteriore interprete: Gianni Morandi.
Cori: Paola Folli, Lola Feghaly, Elio, Cesareo.

La prima versione del brano (udita al preascolto Fave Only) riprendeva molto da vicino lo stile del signor Finardi, specie per la pronuncia di Elio, la versione dell'album invece la canta Morandi quindi ciccia (tnx la Cicalona).

Nel libretto compaiono tre fototessere.
La foto sul documento Quella di sotto sembra di Faso ed è di Faso.
Quella di sopra sembra di Elio ed è di Elio.
Quella di fianco sembra sempre di Elio ed invece è di Gigi Folino, bassista del "Gruppo Italiano".
E pensate: la grafica del libretto, Raffaella Riva, era una delle cantanti del "Gruppo Italiano", ma, soprattutto, Gigi Folino era vicino di casa di SNAFU negli anni 80! Cioè... mica cazzi! (tnx Matusa SNAFU).
Cmq Elio non è nuovo a questi travestimenti: ricordate Bergomi su Eat The Phikis?

Ascoltando con attenzione, noterete che il brano inizia con il mare in sottofondo, citazione dell'intro di Piccolo grande amore di Claudio Baglioni, nonché un'ovvia autocitazione di Spuma da 100, dal primo album. Il finale invece ricorda molto l'intro di Five years di David Bowie (tnx Meemmow).
L'orrenda rima "vip/jeep" è un richiamo a "Scappa con me", brano di Jovanotti del 1989 (tnx Don Diego).
Da notare il riff di Cesareo a 3:24, che ricorda Bohemian Rhapsody (tnx Fabio).

Verso il fondo del pezzo, "quella strana sensazione che noi giovani chiamiamo..." era seguita, nella prima stesura del brano, dalla locuzione "cazzo dritto", o, secondo alcuni, "cazzo in su" (ci stiamo ancora scannando per questo, ma non vi preoccupate, prima o poi ne rimarrà solo uno. forse)
In realtà è ancora seguita da quell'espressione, ma tradotta in giapponese.
Sul libretto è riportata la trascrizione:
Cazzo dritto in giapponese

Ma l'anale Pelodia segnala che l'amico di un suo amico di Tokyo gli ha detto che è sbagliata. Quella giusta sarebbe questa:
Cazzo dritto in giapponese secondo Pelodia

Ci fidiamo dell'anale Pelodia? Io non mi fido dell'anale Pelodia perché è culo, ma intanto l'amico Esaltato ha abortito una terza versione, perché il pezzo parlato non vorrebbe dire "Cazzo dritto" ma "Il pisellino è all'insù". Siccome però Chinchin (i primi 4 caratteri) andrebbe scritto in hiragana e non in katagana come sul libretto, che si usa per i nomi stranieri/scientifici, la grafia corretta sarebbe questa:
Cazzo in su in giapponese secondo Esaltato

Ma sentiamo cosa ci racconta sua eminenza Cucinotta:
"Dato che io studio giapponese e voi invece di giapponese non sapete un amrone ve la traduco bene io la parte in giapponese di 'fossi figo':
'chin chin ga ue wo muiteiru' che si pronuncia 'cincinga uèo muiteeru' è in forma piana e vuol dire letteralmente 'il pistulinu guarda su'. Inoltre il termine 'chin chin', essendo colloquiale lo si può scrivere in katakana, il che dà anche una certa enfasi (un po' come se fosse in stampatello) anche se come dice l'amico giapponese dell'anale pelodia sarebbe più corretto in hiragana.

Ma ora basta, io un ci sto più dentro, pigliatevi la versione che vi pare e andate tutti quanti affanculo.


Fossi figo frequenterei il locale giusto,
fossi figo conoscerei la gente giusta,
fossi figo indosserei vestiti trendy,
certe volte son dei capi orrendi
che a nessuno li rivendi.

Fossi figo tutti i giorni sarei in palestra.
fossi figo starei ignudo alla finestra.
Fossi figo sarei il principe dell'adduttore,
sarei il re dell'addominale,
sarei il re della finestra.

Ammirerebbero i miei capelli,
si, sono finti ma comunque sono molto belli,
quelli veri sono volati via col vento
e anche la foto sul documento
non mi rassomiglia più.

Capelli, capelli,
sono andati via e non torneranno mai,
in piazza li rimpiazzo
con un prodigio della tecnica frutto di ricerche
e sperimentazioni che ci aiutano nel look.

Fossi figo guiderei una grande jeep
fino in disco attesissimo in zona V.I.P.,
il mio nome sarebbe sempre incluso nella lista,
non dico proprio il primo della lista
ma neanche l'ultimo degli stronzi.

Cubista, cubista,
come balli tu io non ho ballato mai,
ti guardo, tu mi guardi
e si scatena nel mio corpo
quella strana sensazione che noi giovani chiamiamo...
Cazzo dritto in giapponese ("cazzo dritto" in giapponese)

Forse non sono figo, forse no,
ma sono bello dentro, dentro,
fuori stranamente mi vedete come un solitario
ma a me piace stare con la gente.
Io, per piacervi,
mi epilerei per tutto il santo giorno
come le balle di un attore pornorno.








 CANI E PADRONI DI CANI

Il problema degli escrementi di cane sui marciapiedi è molto sentito dagli abitanti delle metropoli e dovrebbe essere trattato da molti più artisti di quanto in realtà non accada. Un sondaggio esclusivo rivela infatti che gli italiani lo vivono come il secondo maggior problema dopo il problema degli omicidi causati da un'errata interpretazione del cognome; seguono il problema dei morti sulle strade e, molto più indietro, il problema del conflitto di interessi. Il problema degli escrementi di cane sui marciapiedi si trasforma molto spesso nel problema dell'eliminazione degli escrementi di cane dalle righine delle suole delle scarpe sportive alla moda. Il nostro sondaggio non prevedeva questa voce, ma da un altro sondaggio risulta che è questo il vero problema. Per finire, quando sul marciapiede vedi una cacca molto grossa, forse è cacca di immigrato senza permesso di soggiorno.

Ulteriore interprete: Danilo Sacco.
Bastoncino: Enrico Ruggeri.
Un padrone di cani: Mangoni.
Un cane: Elba
Un prete: Don Franco (clicca qui per info - tnx Antonella)

Il tema della canzone, e soprattutto la citazione di "MERDAS" (= Merda + Adidas), è un evidente richiamo alla famosa canzone Adidas delle Trombe di Falloppio, vecchie conoscenze degli Elii. Dal loro sito potete scaricare l'mp3 - 5.6Mb (tnx Robycagliari).

"E allora pulisci. Pulisci. Pulisci!" potrebbe essere una citazione dal film western "Winchester '73". Nella scena incriminata, il "cattivissimo" si fa preparare un caff dal povero cristo di turno, poi lo fa inciampare facendo buttare tutto per terra ed infine gli dice "E adesso pulisci. Pulisci. PULISCI!", con la stessa intonazione della canzone (tnx Francesco).

"Bastoncino, tu mi insegni che da un pino si ricava un bastoncino. Tutto il resto, bastoncino, sono trucioli, bastoni e segatura" è invece la citazione di un vecchissimo spot di Tognazzi e Vianello, dove un montanaro della Val Clavicola lavora il legno per farne stuzzicadenti, uno per tronco. Ad aiutare la memoria di quanti guardavano poco la tv negli anni 60, il video su youtube: www.youtube.com/watch?v=buHAZgaQrOc (tnx Alberto)!

Altre citazioni: "Eri piccola così" di Fred Buscaglione (tnx Roberto Incardone), Polvere di Enrico Ruggeri ("non mi cercare, che non mi riconoscerai"), già ascolto forzato nel suo remix del Vitello dai piedi di balsa (tnx Grumo). E non finisce qua: la giovane amica Giorgio ha scovato nella frase: "Bastoncino dimmi tu cosa hai pensato mentre la menta ti si gelava intorno" una citazione di "Non lo sapevi, ma cosa hai pensato quando la strada è impazzita", da "Canzone per un'amica" di Guccini, spesso interpretata dai Nomadi.


"Ah, guardi, per me, non c'è una ra... se ci f... se ci... se c'era la pena di morte, da darla a quelli che vanno in giro a fare fare... lasciamo, cioè, per non usare le robe volgari, a fare i bisognini per terra, che uno esce che ha lavorato tutto il giorno, che è in giro a... a fare... far ballare i piedi, e si trova lì e si trova il regalino del signor tal dei tali, del Lante della Rovere, del Savoia che g'ha il cagnulin, e io ciak dentro nel suo, scus... negli escrementi, scusate perché le cose van dette, negli ESCREMENTI!"

Cani e padroni di cani,
posso stringervi le mani molto forte
in uno strumento di tortura e di morte?
Perché ho appena pestato una merda di cane
che ora è un tutt'uno con le righine
delle suole delle mie scarpe sportive nuove.

Bastoncino di ghiacciolo consumato
da una giovane ragazza (Non mi gettare).
Bastoncino che utilizzo per rimuovere
la merda dalla scarpa (Che poi mi riutilizzerai).
Bastoncino, bastoncino, avresti mai pensato
di finir così, quando fosti ricavato da quel pino lì?

Bastoncino, dimmi tu cos'hai pensato
mentre la menta ti si gelava intorno.
Quanti sogni finiti dentro il ghiaccio,
quante speranze finite nella merdas.
Nella merdas.

Cani e padroni di cani,
le mie scarpe sportive
sono tutte smerdate
e adesso voi me le ricomprate.

"Guardi che porta fortuna,
a tutti è capitato di pestarne una!"

Sì, ma non con le scarpe sportive alla moda
che mi sono costate grandi sacrifizi
e ora sono - come dire? - sporche.
E ora sono - come dire? - sporche.

Bastoncino di ghiacciolo consumato
da una giovane ragazza (Non mi gettare).
Bastoncino di ghiacciolo ti ho trovato
e adesso sei la mia salvezza (Che poi mi riutilizzerai).

Ti ho guardato, mi hai guardato.
Ti ho raccolto, mi hai pulito.
Ti ho gettato e poi, pentito,
ti ho ripreso per tenerti sempre qui.
E allora pulisci. Pulisci. Pulisci!

E pensare, bastoncino,
che risolvi quel problema lì.
(sì, risolvo quel problema lì.
risolvo quel problema lì!)


E forse questa è la missione, bastoncino:
dentro ad un calcetto o fra le righe di una suola
per liberarti dal tuo gelido destino;
il tuo modo di gridare al mondo:
"Sono vivos. Sono vivos!"

Bastoncino, tu mi insegni che da un pino
si ricava un bastoncino.
Tutto il resto, bastoncino, sono trucioli,
bastoni e segatura (o al limite Pinocchio).


"Cosa... cosa ci insegna anche l'ascoltare questa musica che al fin della fiera serve a niente. Però ci ricorda che cosa? Di avere sempre nel cuore in un angolino nel nostro cuoricino dopo tutta una giornata di lavoro che magari ti fa anche un po' girare i chitarrini sentire una bella musica come quella che ci ha regalato Elio e le Storie Tese. Però ricordate di ascoltarla sempre nel Cristo, perché nel Cristo c'è la verità!"





 LA FOLLIA DELLA DONNA (parte1) 

Le donne sono COMPLETAMENTE pazze. Un sintomo di questa patologia pericolosa per sè e per gli altri la loro predilezione per i sabot, ciabatte costosissime da indossare fuori casa con tacco e senza tacco, a punta e non a punta. Il problema principale dei sabot, oltre al prezzo, la possibilità che il tacco a stiletto si infili in una grata, o, peggio ancora, nelle rotaie poco prima del passaggio di un tram; in quest'ultimo caso la vita della giovane donna impegnata nel disperato recupero della calzatura non varrebbe 10 centesimi di euro.

Produttore: Jantoman.
Ulteriore interprete: Nicola Savino.
Chitarra acustica: JT Larsen (se continuate a leggere saprete chi è :D)

Sono evidenti le citazioni ai Pink Floyd:

La base iniziale che fa da sfondo all'intonazione alla Renato Zero è quella di Welcome to the machine, dall'album Wish You Were Here, a cui è sovrapposto l'arpeggio di chitarra di Shine on your crazy diamond, che verrà poi ripreso in "...e io devo accettarlo...". Si prosegue con una citazione da Nobody Home, dall'album The Wall. Alla frase di "Renato Zero" che dice "...e pensare che tutto questo l'han deciso..." c'è un cambio di accordo che si può chiaramente riscontrare nell'interludio centrale di "Dogs". (tnx Cloud7, Zio Arturone, Il Pelle, Daniele Montedoro e Grumo).
La voce di Renato che dice 'I ricchioni ricchioni ricchioni ricchioni ricchioni...' è una chiara citazione ad Hey You di The Wall (tnx Emiliano).

Il Roger che viene nominato all'inizio è ovviamente Roger Waters, mentre la variazione "Non hai mai pensato ad un tatuaggetto" contiene il campionamento di tre brani del "best" di James Taylor, cioè "Something In The Way She Moves", "Fire And Rain" e "Country Road" (quest'ultima portata da Re maggiore a Do maggiore - tnx Don Diego/Mapo Sae). Immagino ora abbiate capito chi è il "JT Larsen" dei credits. :) Il riff conclusivo di pianoforte è un altro richiamo a James Taylor, con "Enough to be on your way" (tnx Dante)

"Parte 1" è probabilmente un richiamo a "Shine On You Crazy Diamond (Part I)" (tnx Assuvdo). Ma non vi aspettate una Part II: per stessa ammissione degli elii, la Part II è l' "assolo mancato" alla fine!
L'attacco di batteria che lo precede è una probabile citazione a Time. I rumori di sabot ricordano On the run, sempre dei Pink Floyd (tnx Ximoteo), ma anche Blackbird dei Beatles, in cui Paul Mccartney suona da solo la chitarra e si tiene il tempo con degli zoccoli di legno (tnx Katoblepa).

Al termine del brano, la frase "per le vie della moda in sabot" è una probabile citazione di "per le vie del mondo o Signor", da "Resta con noi Signore la sera"... canzone peraltro già citata in Born to be Abramo (tnx sig.Gaetano).
A proposito di strumenti strani... quando Elio inizia a cantare "pantaloni a coste..." si sente in sottofondo un accompagnamento suonato col theremin. Non sapete cosè un theremin? Cercatevelo con google! (tnx Mirko)



"Si chi è? Ah ciao, Roger! E no, sto a cantà un pezzo dai! E nun te posso fa salì, ve conosco a voi Pink Floyd, poi ve pijate l'idea mia pe' fa li dischi vostra eh! Mo' te saluto, sta a girà il nastro, devo dì scarpe, ciao!"

Scarpe, di merda, da donna,
che costano milioni all'uomo.
E pensare che tutto questo lo hanno deciso...
i ricchioni.

C'è un cartello di ricchioni
che ha deciso che
l'anno scorso andava il rosso
e quest'anno il blè.
Pantaloni a coste
che costavano al mercato euro 23
oggi li trovi alla boutique
comprati dalle donne ricche.
L'han deciso i ricchioni
e io devo accettarlo.

La follia della donna
quel bisogno di scarpe
che non vuole sentire ragioni
cosa sono i milioni
quando in cambio ti danno
le scarpe.

Non hai mai pensato a un tatuaggetto.
La tua amica sfoggia un tatuaggetto.
Corri, corri a farti un tatuaggetto
d'improvviso hai bisogno di un tatuaggetto,
un tatuaggetto, un tatuaggetto.
D'un tratto non ti piace più,
cosa fai? Lo togli, non puoi.
Ne fai un altro più grosso.

La follia della donna,
il disagio mentale
di iniettarsi l'inchiostro con gli aghi,
sciabattando poi vaghi
per le vie della moda in sabot.





 SHPALMAN 

Dentro ognuno di noi stessi si nasconde un potenziale Shpalman, sia che tu sia panettiere, lavoratore interinale o barman... Direttamente dal Giappone il cartone animato che sta facendo impazzire gli appassionati di tutto il mondo. In una società di vincenti in cui la faccia di merda è necessaria per emergere, un eroe che spalma la merda in faccia sembrerebbe inutile. Invece Shpalman piace per quei suoi modi un po' spicci, e devi stare attento perché quando inizia a spalmare non lo fermi più e colpisce anche chi non c'entra niente, come la mamma quando seda le risse tra due figli menandoli entrambi indistintamente, e non importa chi ha cominciato. È tanto buono ed è convinto di combattere il male, insomma fa tenerezza e alla fine piangevano tutti.

Ulteriore interprete: Max Pezzali.
Annunciatore: Victor.
La chitarra iniziale è un chiaro riferimento ai Queen, ma ricorda anche Mike Oldfield (tnx Cloud7/Vittorio).
Il tema di Shpalman è tratto dalla seconda parte della Bourrée d'Achille, dal prologo dell'opera "Achille et Polixène" di Jean Baptiste Lully e Pascal Collasse, Parigi, 1687. Per saziare la curiosità dei più curiosi, e l'handicap dei più handicapposi... ecco a voi il midi (2.5kb - tnx Snafu e Ilaria) e l'mp3 (2.1Mb - tnx FaberCrackz)!
La cazzuola di Shpalman invece è tratta da qui (tnx La Cicalona e Giggi Fottone).
Al minuto 2.25 fino a 2.30 circa, il basso di Faso sembra citare "My Sharona" (tnx Spad).
Le onomatopee che si sentono in "Shpalman®" sono probabilmente un omaggio al telefilm "Batman" (tnx Don Diego).
"Dixie e le ragazze della palla al piede" è un probabile riferimento al mondo dei cartoni animati... vi ricordate "Mimì e le ragazze della pallavolo"? Ricordatevelo! :) (tnx Meemmow - Fava Handicappata 690)


Fra le maschere che un uomo può indossare
ricordiamo l'argilla.
Fra le maschere che un uomo può indossare
come non citare il bronzo?
C'è la maschera di ferro,
c'è la maschera di Pippo,
ma la maschera di merda
te la fa solo Shpalman.

(Dixie e le ragazze della palla al piede tornano domani,
ma adesso è il momento della cazzuola di Shpalman!)


Un tamarro dietro l'angolo
voleva incularmi la vespa.
Un tamarro dietro un altro angolo
voleva incularmi la catenina.
Ma io ho chiamato Shpalman,
lui mi ha risposto "dimmi"
e io gli ho detto: "Vieni qui
che c'è bisogno di te
per difendere me!"

Attenti cattivissimi
perché è arrivato Shpalman
che spalma la merda in faccia,
aiuto arriva Shpalman
che tutti spalmerà!
Perché è arrivato Shpalman
che spalma la merda in faccia,
aiuto arriva Shpalman
che tutti spalmerà!

Non c'è dubbio che Shpalman
sia un amico con le mani in pasta,
e non credere che a Shpalman gli puoi dire:
"Tipo adesso basta!"

Perché si chiama Shpalman
e il nome dice tutto,
e ad ogni farabutto tinge il viso color maron,
poi l'asciuga con phon.
Ti rende shpalmatissimo!

Perché si chiama Shpalman,
che spalma la merda in faccia.
Aiuto arriva Shpalman
che tutti spalmerà

Eroi dei nostri tempi
non temo il faccia a faccia
di merda una focaccia
sul volto spalmami!

Facc! Zic! Briff! Rottprot! Mingh!
Pat Pat! Zic! Zum! Patatracchete!
Uelalalala! Che super sballo!
Nella confezione di Shpalman megatransformer
super action trovi la cartolina del concorso
"spalma il tuo compagno di banco"
e vinci la cazzuola laser di Shpalman.


Perché è arrivato Shpalman
che spalma la merda in faccia.
Aiuto arriva Shpalman
che tutti spalmerà

Autografi la faccia
di tutti i miei nemici
e il volto gli incornici
con pezzi di pupù.

Arrivederci Shpalman
ci mancherai di brutto
ed ogni farabutto
spalmato resterà







 Toscana 

Non ho parole... poesia pura.


Ciao, sono Maurizio Crozza, e voglio dirti una cosa.
Ogni anno la Toscana è depredata della sua terra stessa.
Ogni giorno un po' di Toscana muore.
Forse per gli incendi? No no no no no.
Forse per i saccheggi? No no no no no.
Forse perché...? No no no no no.
La Toscana muore perché ogni giorno qualcuno porta via un sasso.
Se ognuno di noi portasse via un sasso, la Toscana si espanderebbe in tutto il mondo e nessuno potrebbe riconoscere più la Toscana, perché sarebbe ormai in tutto il mondo, quindi tutto il mondo si potrebbe chiamare Toscana, quindi la Toscana non esisterebbe più.
Non portare via un sasso dalla Toscana, perché altrimenti non sappiamo più dov'è la Toscana.





 AL MERCATO DI BONN 

Questa traccia è molto bella, ma non compare nell'album.
"Perch?" direte voi.
Oh, semplice... contiene un motivetto che NON possibile pubblicare in nessun album: "Tanti auguri a te!"
Ed il bello che vero: il ritornello "Tanti auguri a te!" registrato a nome di due adorabili nonnine, le sorelle Hill. E gli eredi hanno VIETATO agli Elii di pubblicarla.
Fico, no?
Viviamo in un mondo meraviglioso...

Quindi, mi raccomando: prima di cantare "Tanti auguri a te!" ricordatevi di chiedere il permesso ai signori Hill.

Ed "etairuguaitnat"?
Come mai quella pubblicabile?
Oh, ancora pi semplice: i signori Hill non se ne sono accorti.

"Al mercato di Bonn" stato mandato su Radio Dj luned 19 maggio 2003, a Cordialmente... ed io ero l, dall'altra parte della radio, col ditone puntato su REC.
Se la volete scaricare... eccola qua (2.7 mega)!
Alla FACCIA PORCA di tutti i signori Hill.
Tranne Benny e Terence... che sono simpatici.

La parte strumentale che precede il cantato è una probabile citazione di Being For The Benefit Of mr. Kite dei Beatles.
Nel brano sono parecchie le citazioni di Beethoven, "Quinta sinfonia" in primis, ma la prima è nel titolo, visto che Bonn è proprio la città dove nacque Beethoven.
Il titolo "Al mercato di Bonn" richiama anche Al mercato di Pizzighettone, cantata da Achille Togliani e dal duo Fasano nella prima edizione di SanRemo della storia: quella del 1951. Eravamo giovani... (tnx Giuppi1996).

Sul verso "No, no, no, no, non dimenticarlo mai, no, no, no, no, 100 di codesti dì" il gruppo riprende un altro brano classico, il Galop di Offenbach, meglio conosciuto come Can Can. (tnx Ritchie)
Il verso "Le spegnerai - non sento" si riferisce, naturalmente, al fatto che Beethoven era sordo. (tnx Jacopo).

Da notare, soprattutto, la partecipazione straordinaria di Paola Cortellesi. E la raffinatezza della parola "incantate" (-> non cantate). Diffondete questo brano per il mondo... ne ha bisogno!


Tutti conosciamo quella melodia che fa:
"Tanti auguri a te!".
Giusto, proprio quella lì che dopo fa così:
"Tanti auguri a te!".

Ma per cazzeggiar felici
festeggiando con gli amici,
non basta solo un ritornello
che per quanto bello
è un po' fine a se stesso.

Ma a me è capitato un qualche cosa che ha del pazzesco.
- Dai la canto normale -

Guardo sulla bancarella di quel rigattier
al mercato di Bonn,
sai ci trovi questo e quello da quel rigattier
del mercato di Bonn.
E intravedo uno spartito,
obsoleto e manoscrito,
e incomincio a solfeggiare.

E in quell'istante ho capito di avere trovato
l'anello mancante di questa catena
di note incantate nei miei compleanni,
vi giuro ho trovato per caso la strofa di
"Tanti auguri a te".

Era un inedito di Beethoven
che fa così:

Spegni bene le candele
soffia, soffia, soffia sopra le candele!
Non cercare di scappare
vieni a festeggiar con noi,
100 di codesti giorni non dimenticarlo mai.

No, no, no, no, non dimenticarlo mai,
no, no, no, no, 100 di codesti giorni.
Non dimenticarlo mai,
100 di codesti dì.

Vieni qui, dove vai?
È la tua festa.

Tanti auguri a te,
tanti auguri a te,
tanti auguri felici,
tanti auguri a te.

Alles gute zum Geburtstag.
Happy birthday.

Quante sono le candele?
Una, 10, 100, 1000 le candele.
Le spegnerai - non posso
Le spegnerai - non sento
Il genetliaco.

Guarda qui, guarda là,
è la tua festa.

Tanti auguri a te,
tanti auguri a te,
tanti auguri felici,
tanti auguri a te.

Alles gute zum Geburtstag.
Alles gute zum Geburtstag.
Tanti auguri Beethoven,
e la torta a me.





 Toscana reprise 

Sono cose belle.


Ciao, sono Maurizio Crozza.
Ogni anno in Toscana ne sparisce circa un pochettino.
Scusate mi fa... ahahahahahaha... scusascusascusascusa
Quest'anno la Toscana è 52 metri sotto il livello normale della sua Toscanità.
Perchè i sassi sono stati portati via in tutta fretta, così, come se nulla fosse.
Non portare via il sasso dalla Toscana, altrimenti la Toscana non la riconosceremo più.
È una campagna per la Toscana in Italia.





 LA CHANSON 

Ci sono persone per le quali il tempo sembra non passare mai: gli eterni ragazzi. Persone che invecchiano esternamente, ma restano giovani dentro. Per assurdo, G. Morandi non invecchia neanche esternamente. Ci sono poi persone in grado di vivere due, tre, dieci vite; in una vanno alle manifestazioni comuniste, in un'altra alle manifestazioni fasciste, in un'altra ancora alle manifestazioni filoamericane, sempre manifestazioni coerenti con se stessi. Per tutti costoro, senza nessuna eccezione, il discrimine fra gioventù e vecchiaia è dato dall'ingresso in disco. Vai in disco? Sei giovane. Non vai più in disco? Non sei più giovane. Non sei mai andato in disco? Non sei mai stato giovane. Alcuni si fanno prendere dallo scoramento e si ubriacano cantando canzoni tristissime con gli amici; poi di solito rrivano giovani ragazze allettate dai vantaggi che un partner di mezza età può offrire (soldi, macchina di livello, maggior durata nel rapporto sessuale) e c'è un ritorno di fiamma in disco, che quasi sempre però si conclude con una forte delusione. Insomma, la risposta italiana alla canzone di C. Bruni.

Percussionista: Giovanni Imparato.
Sassofono: Daniele Comoglio.
Tromba: Andrea Tofanelli.
Cori: Paola Folli, Lola Feghaly, Paola Cortellesi.
Delay Lama: www.audionerdz.com
Responsabile serbo-croato: Prof. Dott. Wragno.

L'accordo iniziale sfumato è lo stesso accordo finale sfumato di "Discomusic" (che a sua volta cita il finale di "Inbetweenies" di Ian Dury)... quasi come se la Chanson fosse un ideale seguito di Discomusic, una "Discomusic 2.0" o "Discomusic: 4 anni dopo" (tnx Cesare/Michele).
Nelle strofe è forte il riferimento alla musica francese della metà degli anni sessanta, soprattutto la musica da colonna sonora ai film francesi. Dal ritornello in poi è una disco dance orientata più sul '70 (tnx Il Pelle).
Inoltre a 4:49 Cesareo cita Carlos Santana in Corazon Espinado, anche nel suono della chitarra (tnx Lapachiuso).

Le "fiche du bois" sono le famose "fighe di legno", già care ad un simpatico burattino (tnx Grumo e Il Favone Grassone).
La "boirnarde"... beh... intuitelo! :D

Ma intanto vi starete chiedendo cosa vuol dire la parte in dalmato/croato. Non ve lo state chiedendo? Chiedetevelo!
Ebbene, è tratta da un Casa Fasani.
Eh sì, quando il bassista Faso era piccolo, gli capitava di giocare con il figlio della portinaia jugoslava del palazzo. Facevano talmente tanto casino che la signora di cui sopra apostrofava il figlio e Nick con vocaboli in dalmato/croato precisamente riportati nel testo della canzone.
Il "Sior Gallio" citato sempre nello stesso punto, si riferisce all'amministratore di condominio, che, chiamato dalla portinaia, rimproverava spesso e volentieri i due ragazzini (tnx Gmello).

La strofa dice pressappoco:
"Senti cosa ho detto,
sai che cosa? E al cazzo!
Acqua pane acqua pane!
Sai perché si arrabbia con voi il sciur Gallio?
Si arrabbia con voi, si arrabbia...
Senti, questo ho detto!
Sai che cosa, senti che cosa?
Senti, questo ho detto!
Acqua pane!"

(tnx Magdalena)

Ultimata la sequenza rappata in dalmato-croato, c'è il finale "Lesbishka", sempre in pseudo-slavo, che è molto simile alla canzone POLNAJA LUNA della rockband russa DDT (dal loro sito potete scaricare l'mp3), solo che loro dicono ATKROI al posto di LESBISHKA, ma insomma... Non so se gli Elii abbiano preso spunto dai DDT, più probabilmente entrambi si sono ispirati a qualche brano tradizionale slavo o russo.


C'est la chanson du garçon ancien
qui 'ne va plus à la discothèque.
Mais les garçons veulent les jeunes filles
et les jeunes filles sont à la discoteque.

Mais le jeunes filles ne dansent pas
avec un homme de quarante ans,
elles dansent seulement
avec garçons de vingt ans.
Je voudrais des fiches pour moi.
Pas de boirnarde!

"Bonsoir, voilà,
nous sommes les fiches de bois,
monsieur regarde notre boirnarde!
Viens chez nous, vous êtes un vieux garçon
mais vous avez beaucoup d'argent,
la voiture et la maison"

Voilà, le garçon ancien c'est moi.
Barman, je bois caipiroska.
Okay, je suis comme Johnny Halliday,
mes dames acceptent ma superbaguette.
Voilà, le garçcon ancien c'est moi,
mes dames acceptent ma baguette.

"Allez coucher dans le privé.
Allons, couchons dans la maison.
Allez coucher dans le privé.
Allons, couchons dans la maison"

Vive la boirnarde qui plaît à le garçons,
qui plaît à les lesbiches,
qui plaît à tout le monde.
Vive la boirnarde qui plaît à les garçons,
qui plaît a les lesbiches,
qui léchent la fiche à tout le monde.

C-c-c-c-c-c ciuies °to sam izreka
Zna° °ta ii u curac
Voda cruh voda cruh
Zna° °ta se vas beca Sior Gallio
Vas beca sbeca sbeca sbeca,
ciuies to sam izreka.
Zna ta ciuiestam Zna ta ciuiestam Zna ta
ciuiestam
Ciuies to sam izreka
Voda cruh.

Juba! Lesbishka!
Irina! Lesbishka!
Svetlana! Lesbishka!
Galina! Lesbishka!
Tetajuba! Lesbishka!
Olga! Lesbishka!
Natasha! Lesbishka!
Borgogna! Lesbishka!





 PAGÀNO 

L'uomo del XXI secolo si sente spiazzato: la crescente importanza attribuita alle cose materiali, mattoni, lettori dvd, come pure scarpe di marca e lifting, ha cancellato quelle certezze granitiche che avevano i nostri nonni, anche la gente di campagna sta modificando i suoi comportamenti in funzione dei nuovi valori imposti da Centovetrine. Ecco allora che ci si butta sul primo culto che capita: Buddha il più richiesto, ma anche Osho, Ron Hubbard, Geova, il monaco giapponese del gas nervino in metropolitana. Allora perché non passare addirittura al politeismo con un gesto clamoroso e originale, degno di un paese che dello stile ha l'indiscusso primato? Un passo indietro di due millenni, ma fatto bene. Chi ci assicura che Dio esiste e Geova no? Magari Giove ha pensato di rendersi irreperibile all'apice del successo, seguendo l'esempio di personaggi come Lucio B., Renato C., o, più recentemente, Bin L.. Se gli dei sono tanti, ognuno di essi può occuparsi di un singolo settore, proprio come i ministri di un governo dei cieli; ad esempio CICCIPUT, evocato da Gennaro D'Auria De Blase, si occupa di soldi e lo fa bene. Non vogliamo con questo accusare Dio di scarsa efficienza, per noi sta svolgendo egregiamente il suo compito; però accontentare tutti è difficile.

Deus ex machina: Maurizio Crozza.
Giulio Cesare: Enrico Ruggeri.
Cori: Paola Folli, Lola Feghaly, Cesareo, Carambola
Pagani: Mauro Pagani

Il brano è preceduto da una breve ghost track, decriptata per voi dall'anale Pelodia, che vi offre anche l'mp3 decriptato (300kb)!

Subito dopo, un bizzarro sproloquio di Ike Willis. È recitato nello stile del Thing-Fish, personaggio interpretato da Ike e protagonista dell'omonima opera del 1984 di Frank Zappa. A sua volta, il modo di parlare assomiglia a quello dei neri nei "minstrel shows", spettacoli anche radiofonici dove i neri americani erano presentati come rozzi contadini quasi subumani. Spike Lee ha realizzato un film molto bello sull'argomento, dal titolo "Bamboozled" (tnx Adriano Melis).

Il titolo originale di PAGANO sarebbe dovuto essere "UN DITO NEL CULTO"... molto espressivo.
Scioglilingua a parte, il pezzo è un TROIAIO e trovare tutte le citazioni pare un'impresa impossibile... ma noi ci proviamo lo stesso:
  • Dopo "Minerva" c'è un campionamento di Great gig in the sky dei Pink Floyd (tnx AndreA)
  • A 0:59, la chitarra di Cesareo cita "The Knife", dei Genesis (tnx Fabio)
  • "Vieni a prendermi stasera con la tua biga blu" è un richiamo a Giorgio Gaber e alla sua Torpedo blu: "vengo a prenderti stasera con la mia torpedo blu" (tnx Giamma)
  • Subito dopo, le trombe citano il tema di Heaven on their minds da Jesus Christ Superstar.(tnx Chitarrella)
  • Sul verso "Marte ti faccio un gioco" il sottofondo sembra la sigla di Supercar, il mitico telefilm anni '80 di David Hasselhoff (tnx Speedy2000)
  • Da "Ho provato col buddismo" a "je canto questa melodia latina" è "The Captain of her Heart" dei Double, che potete scaricare qua in formato midi. Il pezzettino si sente anche poco prima dell'inizio della traccia, dopo le imprecazioni dell'architetto Mangoni (tnx Lelevez)
  • Sempre là, i "pa-pa-pa" di contrappunto a Elio che canta "Ho provato col buddismo..." sono molto simili a quelli di Scandinavian Skies di Billy Joel (tnx Don Diego)
  • "Parlami de Roma, Tullo, Tullo, Tullo, Tullo, Tullo, Tullo Ostilio!" è sull'aria di "Tulipan", canzone anni 30 (Parlano d'amore i tulli tulli tulli tulipan - tnx Marcello)
  • "Marco Aurelio se n'è andato e non ritorna più" è cantato da Laura Pausini ed è un'autocitazione da La Solitudine
  • "Ti insegna a costruire un ponte" riprende nuovamente l'aria di una frase di Jesus Christ Superstar, sul testo Hosanna Superstar (tnx Marcello e Andrea Babich).
  • La parte declamata da Crozza Deus ex machina: "Ecco quegli stimoli, ecc..." nel sottofondo richiama Atom Heart Mother dei Pink Floyd (tnx Meemmow - Fava Handicappata 690)
  • Il bootleg di Giulio Cesare, declamato da Enrico Ruggeri, è tratto dal De Bello Gallico, libro IV par. XVII (tnx Fabio). Il sottofondo è tratto da The family and the fishing net di Peter Gabriel (tnx Meemmow - Fava Handicappata 690)
  • Da "Grazie Giulio" alla fine della strofa, la base è, secondo il Favone Grassone, Hey Joe di Jimmy Hendrix accelerata, mentre secondo Renzo Stefanel è il ritornello di Hush dei Deep Purple, reinterpretata una decina d'anni fa dai Kula Shaker. Secondo Don Diego si ispira anche un pochino a Simon Zealotes (ancora da "Jesus Christ Superstar"). Chi avrà ragione? Lo scopriremo solo vivendo!
  • Visto che, nel finale, il ponte diventa quello di Messina, allora Giulio potrebbe essere Tremonti, anzich Cesare, mentre sotto le sembianze del "condonatore" Pompeo si nasconderebbe Berluskoni... oppure semplicemente siamo dei malati mentali (tnx Sae).
  • La risata finale ricorda molto quella di Easy Money dei King Crimson (tnx QiQQo).
Al fondo della traccia, un enigmatico dialogo tra Rocco ed il Paolone Feiez che i più attenti ricorderanno dalla traccia 5 di Fave Strapazzate (tnx AndreA).


"Telecom Italia, informazione gratuita! Attenzione, il numero se...sistente... Telecom"

(Mangoni, al contrario:)
"Ma che cazzo di Telecom Italia! Ma porca troia, ma è giusto il numero! Figa impestata troia puttana figa incarnata... fanculo va'!"

"You have reached Free Gods Incorporated.
If you want to talk to God, press ONE.
For Buddha, press TWO.
For Vishnu, press THREE.
And for L. Ron Hubbard, press FOUR.

Sorry, the Gods are busy at the moment.
Please, leave a detailed message, or call back later!
Thank you!"


Io sono pagano, e adoro gli dei pagani.
Ma vivo nel presente.
E sogno di tornare nell'antichità
per rivalutare la paganità.

Minerva, dammi dei Minerva -AHAHAHAHA-
Giove -Sì?- giovami -AHAHAHAHA-
Saturno, sai quando verrà il mio turno?
Vieni a prendermi stasera con la tua biga blu.
Vieni a prendermi, partiamo e non torniamo più.
Marte, ti faccio un gioco. Ripeti:
"Mazzo di carte, carte di mazzo
mazzo di carte, carte di mazzo,
mazzo di carte, carte di mazzo,
mazzo di carte, carte di mazzo,
mazzo di carte, carte di mazzo..."
"Mazzo di carte, carte di mazzo,
mazzo di carte, carte di ma...
cazzo di marte...
merda!
Ho detto cazzo di marte!!!"


Apollo, tuo figlio lo stimo molto,
per quel suo modo di fare le palle,
guarda, tutti i pesci
son venuti a galla per vedere questa novità:
pollo fatto a palle da un Apelle dell'antichità.

Ho provato col buddismo,
ma purtroppo dal buddismo c'era fila
(è di moda).-AHAHAHAHA-
Ho provato Scientology di Ron Hubbard
ma non mi garba
e je canto questa melodia latina.

"Parlami de Roma, Tullo, Tullo, Tullo,
Tullo, Tullo, Tullo Ostilio!"
"Marco Aurelio se n'è andato
e non ritorna più..."

Dee -sì? cosa c'è? cosa vuole? puah-
Datemi delle idee -ooooh-
Dei, mayday.
Idoli, datemi degli stimoli
perché non ne ho più.

Ecco quegli stimoli che tu ci chiedevi,
tu che lamentavi un buco nel culto
ricevi in omaggio un rarissimo bootleg
di Cesare che ti insegna a costruire un ponte:

RATIONEM PONTIS HANC INSTITVIT. TIGNA BINA
SESQVIPEDALIA. PAVLVM AB IMO PRAEACVTA
DIMENSA AD ALTITVDINEM FLVMINIS INTERVALLO
PEDVM DVORUM INTER SE IVNGEBAT.


Grazie, Giulio, di questa dritta per il ponte.
-Della dritta per il ponte-
Mi precipito a costruirne uno qui di fronte
-Costruirne uno qui di fronte-
per unire sponde prima d'oggi irraggiungibili
come sullo stretto di Messina,
approfitto del condono di Pompeo
-del condono di Pompeo-
poi lo appalto all'amico Caio Voluseno
-all'amico Caio Voluseno-
per realizzare un sogno tipo quello di Fonopoli.
-sogno tipo quello di Fonopoli-

Io sono Pagani.
-AHAHAHAHA-





"Non preoccuparti"
"Scandisci un po' di più lavorare"
"Non finisci mai di lavorare? ... ma che cazzo ne sanno? AHAHAHA! Sei già..."
"Vai!"
"AHAHAHAHAHAHA!"
"Boss!"
"Ha!"
"Bastano?"
"Non preoccuparti!"
"Ah no..."
"Non preoccuparti!"






 ABATE CRUENTO 

I sogni son desideri. Il sogno può diventare realtà. Ma cosa accade esattamente quando si sogna di sognare? È complicato perché poi bisogna risvegliarsi due volte e quando ti svegli dal primo sogno credi di essere sveglio mentre invece stai ancora dormendo, insomma un casino. Per assurdo potrebbero anche esserci 10 o 20 sogni uno dentro l'altro come in una matrioska: a quel punto però sogni e non ci sarebbe più tempo per il sogno vero e proprio, insomma un casino. In casi come questo il confine tra sogno e incubo è veramente labile, soprattutto se prima di caricarti hai mangiato pesante: può accadere allora di sognare di sognare che un abate ti ordini di risvegliarti, e che uscito dal sogno tu ti accorga che stai sognando di essere sdraiato accanto a lui che ti esamina, insomma un casino.

Questo brano è nato estraendo a caso tre parole dal dizionario: ABATE, CRUENTO, ESAMINATORE. Pensate, quante cose nate dal caso... eh sì, ma intanto la Cicalona mi segnala che "noci di cocco, banane e tabacco" è una ghiotta citazione da OBA-BA-LU-BA di Daniela Goggi.
La melodia della voce nelle strofe ha una vaga somiglianza con quella di Too Much Time On My Hands degli Styx (tnx Dark Morning).
L'inizio del solo di Cesareo al minuto 1:47 è invece una chiara citazione di Siamo Soli di Vasco Rossi (tnx Francesco Ippoliti).
Il signor Bonaventura è il famoso personaggio del Corriere Dei Piccoli. Siccome il testo di questo brano è stato scritto nel 1994, i valori "milione" e "miliardo" sono espressi in lire.
Il monologo finale del parrucchiere è un richiamo a "Il sogno del coiffeur" di Tutti gli uomini del deficiente, così come la musichetta al fondo, che è uguale sputata! (tnx Andrea SAE)
In sottofondo il basso di Faso accenna a Portrait of Tracy, di Jaco Pastorius (tnx Chitarrella).
Piccola curiosità: Abate Cruento aveva avuto la sua prima formulazione come testo originario di una musica completamente diversa: Sunset Boulevard, la vecchia sigla di Mai dire Gol. Cesareo elaborò solo in seguito un'ipotesi musicale per quel testo, che poi è arrivata fin qui. (tratto da un'intervista pubblicata su www.sonorika.com - tnx Fabio)


Questa notte ho fatto un sogno strutturato a Matrioska:
io sognavo di sognare che un abate un po' cruento
dopo avermi esaminato mi ordinava di svegliarmi.
Io ubbidiente gli ubbidivo, cioè sognavo di svegliarmi
e me lo ritrovavo accanto con quel fare suo cruento,
lui che mi riesaminava, io che gli chiedevo affranto:
"Dimmi, abate, perché insisti nell'esaminarmi attento?
Ho commesso forse un atto che fu inviso all'abbazia?
Egli, colto alla sprovvista, non sapendo fare meglio,
mi ordinò seduta stante di procedere a un risveglio.

Qui il mio incubo, ben lungi dal confondersi, si appiana,
perché torno al vero sogno dove incontro una puttana.
- Oh Buongiorno! - mi rincuora quel simpatico donnone;
mentre prende il sopravvento io le grido: "Giovamento!"
poi propongo delle rate. Lei si arrabbia e chiama: "- Abate! -"
- Chi mi chiama? - esclama quello con incedere cruento;
"La puttana!", io commento roteando il polpastrello.
Ma l'abate più cruento che non mai, con voce dura
mi presenta detto fatto il signor Bonaventura
che, col solito suo fare e il vestito da coglione,
mi regala per fortuna un assegno da un milione.

Abate cruento esaminatore,
personaggio discutibile di un brutto sogno.
Quanti grattacapi che non merito ora.
Quanti milioni di miliardi di problemi in un sogno.

Ecco il riassunto di questa vicenda:
noci di cocco, banane e tabacco.
Poi un giro di assegni, e uno me lo dà a me.

Mi risveglio e sono donna, quindi penso: "Son contenta.
Non più sogni, non più esami, non più abate, né cruento".
Si fa luce nella stanza, mi è scomparsa la paura
e al mio fianco come sempre c'è il signor Bonaventura.
Quanto l'amo, è mio marito. Lui, che interpreta il mio sguardo
per distrarmi mi blandisce con l'assegno da un miliardo".
Sono donna, e donna è amore.
Mi addormento rinfrancata mentre inculo mio marito.
Che portento di nottata. Che marito sodomito.

Abate cruento esaminatore,
personaggio discutibile di un brutto sogno.
Quanti grattacapi che non merito ora.
Quanti milioni di miliardi di problemi in un sogno.

Abate cruento esaminatore,
personaggio discutibile di un brutto sogno.


"Questa dedicata da Shiru a Vishna Sira con tanto amore, e soprattutto tantissima nostalgia di nostra téra."

"Guardi, personalmente io contro i... gli uomisessuali non ho niente di personale contro, cioè, per me sono uguali a tutti gli altri e basta che insomma non vanno in giro a dar fastidio non so io, che ma... che comunque il mondo è sempre girato in un altro modo eh... c'è anche da dirlo eh... cioè che g'ho capì la tolleranza, minga la tuleransa, ma anch... un bel momento anche a me vedere il giro tutti gli invertiti non è che mi fa piacere!"

"Ecco, io volevo... scusate, volevo fare un intervento anch'io, io sono uno studente dell'università artistica di Cosenza, volevo dire che lo stereotipo che diciamo che tutti i media continuano a dare di noi ragazzi meridionali e quindi soprattutto di provincia di Cosenza è assolutamente falso, perché noi abbiamo ad esempio un bellissimo cineforum, che abbiamo fatto qui, sul cinema calabrese, e tutta un'altra serie di iniziative, che non è che perché vengono dal Sud sono una realtà particolare, ma sono volute proprio perché noi giovani, e ci sono molti anche hair stylist, alcuni che fanno i design, e abbiamo appunto una forte realtà qui in meridione. Io invece volevo fare il parrucchiere. Volevo un negozio di tagliato ai capelli"







 PILIPINO ROCK 

Non vorremmo essere accusati di salire sul carro del vincitore oggi che le Filippine sono sulla cresta dell'onda. In realtà la storia del rapporto tra Elio e le Storie Tese e il popolo filippino risale almeno al 1989, con il disco "Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu", successivamente il brano "Giocatore mondiale" ha rappresentato un modello di fusione operosa tra la cultura indiana e quella filippina. In quest'ottica "Pilipino Rock" deve essere letta come appassionante capitolo di un libro ancora in gran parte da scrivere, il libro dell'amicizia fra due popoli che hanno tante cose da raccontarsi e che lavorano insieme alla nascita di una nuova realtà: PORZA PILIPINE, primo tassello di una federazione di partiti FORZA MONDO, che persegua a livello planetario gli obiettivi del nostro partito: fotomodella e macchina veloce per tutti.

L'intro è simile a quella di Burattino senza fichi live, ed è una citazione di Jailhouse Rock. Il brano è di genere SURF, mentre al minuto 2.20 il pezzo vocale a cappella ("e poi con tutti gli eulo...") è in perfetto stile Beach Boys (tnx Il Pelle).

Ma Andrea Babich obietta: "i cori a 2:20 di Pilipino Rock non sono tanto Beach Boys, quanto una fedele riproduzione delle seconde voci della strofa di "Please Please Me" dei Beatles!". Chi avrà ragione? Mah...

Bello il cambio di tempo nella citazione "cosa resterà di questi anni 80" dall'omonima di Raf, notate anche il fine gioco di parole in "al selvizio del bianco", in cui "bianco" è l'uomo bianco, ma è anche il pulito (tnx AndreA).

Inoltre, se fate attenzione ogni tanto si sente un 'Rock' tratto da 'We will Rock you' dei Queen. La citazione diventa chiara alla fine del brano, dove si sente 'Rock you' (tnx Timendum)

Occhio poi al "VAI CLISTOPHER JOHN!" prima dell'assolo di chitarra, è una doppia citazione: Cristopher John era il chitarrista di Elvis, ma Cristopher John era anche un calciatore della nazionale filippina, citato nell'intro di Giocatore Mondiale nell'album The Los Sri Lanka Parakrahmabahu Brothers dal simpatico filippino Tremoto. (tnx Duccio)
Lo stesso per "Adesso basta, pinito!" che ricorda la frase pronunciata sempre da Tremoto alla fine del primo album del complessino (tnx Samle).

"Soltanto una camicia già stilata dentlo un folno a micloonde" invece ricorda un po' la sigla di Mork e Mindy: "ora che mi sei amico non stupirti se ti dico che io parlo con le piante i millepiedi e l'elefante" (tnx Giorgio).

Nella pagina del libretto c'è un richiamo allo "Zamboanga Massacre", un episodio di cronaca avvenuto nelle Filippine il 18 ottobre 2002. Anche il coro verso la fine del brano riprende "Zamboangangang", dove Ang Ang Ang è sempre ripresa da Elio Samaga. (tnx Monnezza3).


Io pulito bagno poi stilato camicia,
poi lavato vetli e stilato camicia,
poi sglassato folno e stilato camicia,
poi sbagliato tutto e messo camicia dentlo folno micloonde,
camicia in micloonde.
Pelò daltlonde
la casa occidentale è difficile da oldinale.

Svuotato pattumiela,
cambiato copliletto,
lavato pavimenti
del gatto pulito gli esclementi,
finita calta igienica, complale anticalcale vim e cif.

Pilipino lock.
Pilipino loll.
Una popolazione di pelfetti pulitoli di case.
Pelò pelò.
La settimana plossima signole io non ci salò.

Ma viene mio palente.
Pulisce celtamente.
Così non cambia niente.
E quando lui finito si scatena col lock.

- Rock! Rock Rock!
Vai, Clistoper John! Heyyyy!
Adesso basta, pinito!


Pilipino lock.
Pilipino loll.
Non siamo un gluppo etnico di sguatteli
al selvizio del bianco.
Pelciò, pelciò.
Scattale tlabocchetto pilipino
e contattale avvocato.

Che dopo fale causa,
e chiedele alletlati
di tutti contlibuti.
È ola di finilla
con il lavolo nelo
così lavolo meno
e guadagno di più.

E poi con tutti gli eulo
mi plendelò un aeleo,
litolno in Pilipine
e non mi vedi più.

Pilipino va, tolna in Pilipine,
- Zamboangangang -
ti manchelà quell'oldine speciale
in cui mettevo le cose.
Cosa lestelà di questi anni 80?
Cosa lestelà?

Soltanto una camicia già stilata dentlo un folno a micloonde.
E un Pilipino lock.

Iiiii Pinito?


"Vogli fare il parrucchiere! Mamma, non m'interess', a me la cultura non m'interess'! Io voglio un bel negozio di parrucchiere! Lo so, mamm' AHAHAHA mamm', ti prego, non piangere che fai piangere pur'ammé, mamma! Io ti voglio bene, però voglio andare fuori, cioé questa realtà mi sta stretta, io dentro di me sento che sono un parrucchiere!"





 LITFIBA TORNATE INSIEME 

Non possiamo assistere senza fare niente alla dissoluzione di un compesso di colleghi, di un'amicizia, di un simbolo. Non possiamo girare la testa dall'altra parte. Ecco perché cantiamo in coro questa canzoncina, che può sortire due effetti: o tornano amici, o si incazzano tantissimo con noi. Corriamo volentieri questo rischio, ben sapendo che le battaglie per la libertà non si combattono da casa, ma dall'ufficio, e che il comunismo non può essere sconfitto senza una mediazione operosa in un contesto liberale di pacifismo ipocrita.

Cori: Cesareo, Faso, Rocco Tanica.
Meewh: Ghigo Renzulli.
Euh: Piero Pelù.
Fine dicitore: il Cabo.

Ci sono ovviamente alcune citazioni dai Litfiba (le nacchere di Cangaceiro, "Toro Loco", "Bomba boomerang", "La stanza dell'oro", "Elettromacumba"), un riferimento ad Azzurro di Paolo Conte ("il treno dei desideri nei miei pensieri all'incontrario va") ed un simpatico remake di una filastrocca degli anni 70, a sua volta parodia di Zum zum zum, sigla di canzonissima 1968 (tnx Brente/Jacopo)

Ecco il testo della filastrocca originale:
Sarà capitato anche a voi
di avere un casino in famiglia:
il padre che incula la figlia,
il nonno finocchio che incula il ranocchio
la nonna puttana che incula la rana (sic)
zum zum zum zum zum, zum zum zum zum.

(tnx Biggo)

La prima versione di "Litfiba tornate insieme", eseguita come inedito nel tour 2002, recitava: "Non è il padre che incula la figlia" al posto di "La Nippona che il gruppo scompiglia". Il cambio è avvenuto quando gli Elii si sono accorti che quella filastrocca, che loro pensavano famosissima, a parte Biggo ed il Favone Grassone non la conosce un cazzo di nessuno! Comunque secondo me era meglio prima.

La "Nippona" della frase naturalmente è Yoko Ono: soprattutto all'inizio della relazione con John Lennon, ha creato scompiglio all'interno dei Beatles, venendo anche incolpata dagli altri membri della band di aver indotto John a lasciare il gruppo ("di te il complesso ha paura"). Da cui l'augurio: "meritavi una doccia scura!" (non vi devo spiegare cos'è, no?). Il ritornello "Ono, Ono, Ono" è comunque un chiaro richiamo al ritornello del telefilm Zorro: "Zorro, Zorro, Zorro, di te chi è cattivo ha paura" (tnx Pietro ed Enderby)

La parte da "doppio camerino" a "stabile signorile" è costruita sul giro della parte finale di "Suite: Judy blue eyes" di Crosby, Stills, Nash & Young (per l'esattezza è in "Crosby, Stills and Nash" del 1969), band di cui si invoca il ritorno e la ricostituzione, che, periodicamente, avviene (tnx Renzo Stefanel)

Andrea Babich ed Edo segnalano nientemenoche la comparsa del tema del Muppet Show, prima al minuto 0:35 (quasi impercettibile), poi a 1:22 (più percettibile).

Verso la fine del brano si parla di "un uomo appeso coi ganci nel petto" riferendosi al film "Un uomo chiamato cavallo". Questo non è casuale: Cavallo, anche detto Cabo, è il nuovo cantante dei Litfiba.

Per quanto riguarda le "mosche" che si sentono al termine della traccia... be'...
"Le mosche? Avevo provato ad usarle per Eat the Phikis ma non sono piaciute. Le ho ritirate fuori dal backup che avevo fatto e le ho messe nel finale di Fossi Figo...Quando Elio le ha sentite le ha messe ovunque e ha pure contagiato la Raf (Riva)!"
A parlare è ovviamente il nostro amico MC Costa, che potete leggere integralmente all'indirizzo www.maxcosta.it/phpBB/viewtopic.php?t=7 (tnx zia Chee!)
In realtà le mosche erano comparse già prima di Eat The Phikis, per la precisione nel disco Nessuno allo stadio. Dove? Trovatele! (tnx Don Diego)

Infine, una curiosità: sul libretto dell'album "In faccia" di Pel, nei ringraziamenti, c' scritto: "grazie a Elio e le sue storie del cazzo tipo 'Litfiba tornate...'." Siamo famosi! (tnx Jacopo).


Litfiba, tornate insieme,
vi ricordate di quell'epoca che fu?
Litfiba, non vi conviene
una carriera da Renzulli e da Pelù!
La scena del musicale
si è impoverita senza dubbio alcuno.
Ricordate quanti "meewh"?
Ricordate quanti "Euh"?
Io temo non ritornino giammai!

E il Toro Loco ci piace poco,
l'oro e la seta nella stanzetta
un po' scarseggiano.

Sarà capitato anche ai Beatles, Beatles, Beatles
di avere un casino in famiglia,
la nippona che il gruppo scompiglia
è quella famigerata Ono, Ono, Ono,
di te il complesso ha paura:
Ono, Ono, Ono,
meritavi una doccia scura!

Doppio manager
Doppio camerino
Doppio cathering
Doppio ufficio stampa
Doppio ingresso
Molto luminoso
Libero subito
In stabile signorile.

Visite in loco servono a poco,
l'oro e la seta nella stanzetta
non ci son più.

E non c'è bomba boomeranga,
non c'è elettromacumba,
dai maremma buhaiola un fate i grulli!

Dai Piero, fai la pace con Renzulli,
dai Ghigo fai la pace con Pelù!

Litfiba, tornate insieme,
vi ricordate di quell'epoca che fu?
Litfiba, non vi conviene
una carriera da Renzulli e da Pelù.

Litfiba, tornate insieme,
[...]
Litfiba, non vi conviene,
[...]

La scena del musicale
s'è impoverita sin dal vostro scisma,
Rivogliamo i vostri "meewh"?
Rivogliamo i vostri "Euh"?
speriamo di sentirne sempre più.

La scena del musicale
s'è impoverita e all'incontrario va.

(pezzo di nacchere alla cangaceiro)

Piange, piange, piange
quell'uomo chiamato cavallo,
mentre è appeso coi ganci nel petto
come quello del famoso film.

- Ehu! -

"Ciao ragazzi, sono Cavallo, il Cabo... eh... qua, sta storia qua di... che avete fatto lì con Piero e Ghigo, cioè va be', ok, pensare anche però insomma, non è molto corretto da parte vostra..."


AHAHAHAHAHAHA!





M: "E qualcosa sull'amore non me lo dici?"
G: "Eh?"
M: "Qualcosa di lui personale non me la dici?"
G: "Vediamo un pochettino..."
M: "M"
G: "Sentiamo un po'"

(qua il tema è di Miami Vice - tnx Ste)

M: "Ma'... ma'... piglia 'a penn', scrivi CICCIPUT, PUT... PUT, PUT!"






(mosche)





"E comunque a me Toro Loco mi garba di molto!
Va bene? O via!"





 Pagano Karaoke 

Versione karaoke dello stesso brano, con intro diversa (apparteneva alla prima stesura del brano)


Nelle notti di tormento
leggo un po' di vecchio e nuovo testamento,
e son contento.
Quando invece sclero vado in paranoia,
leggo Gioia.
E mi dedico ad un culto un po' obsoleto.

...

Io sono Pagani.
-AHAHAHAHA-


Elio vai avanti tu.
Se vi vengono in mente particolari da aggiungere, cose simpatiche e cervellotiche da scrivere su questo disco, o anche se avete trovato degli errori... segnalatelo nel Buko!
Ed anche la pheega se ne accorgerà.

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