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ANTIVIRUS

Ci eravamo dati appuntamento in spiaggia davanti al fitness senza avere la minima idea di dove cazzo fosse, tanto bastava seguire il bordello e la pheega.

Così fu, e come per incanto la realtà si dipinse degli inconfondibili tratti di mille avventure: i backline Angelo & Friends, il maestro Ellade Bandini, il grande Gilson Silveira e, dulcis in fundo, Goofy Blackbread: Pippo Panenero. Di un anno più vecchi ma, non per questo, meno giovani.

Ma, soprattutto, c'era LUI: l'obliquo!!! Per gli amici, il PastranoPastrano.

Vederlo fu meraviglioso: in un anno di astinenza da Percfest, l'angolo di inclinazione del Pastrano era aumentato al punto che adesso poteva essere usato come squadra da disegno umana. Ma non quella da 45 gradi, quella da 60. Bellissimo.

Passò il tempo in spiaggia a filmare la pheega, appoggiato ad un cavalletto. Obliquo. Ma dall'altra parte.
Ogni volta che qualcuno dello staff lo chiamava, il Pastrano si girava nella direzione opposta a quella della sorgente sonora e poi si torceva di 360 gradi usando il cavalletto come un compasso, riuscendo quindi nella difficile impresa di disegnare nell'aria un cerchio obliquo e mettendo di continuo a repentaglio l'incolumità sua, del cavalletto, della telecamera e di tutti gli esseri viventi che gli stavano attorno.
Uno spettacolo, davvero.
Da grande voglio diventare così.

La sorpresa del giorno però fu rivedere Francy ed il Kompagno VIVI! E di buon umore!

"Francy!!! Ma ciao!!! Com'è andata la notte con il Kompagno Gillette?"
"Ma dorme come un angioletto!!!"
"Be'... si sa..."
"Però ogni tanto nel sonno dice TOZOO..."
"Ah..."

CAZZEGGIO

Ci svaccammo in spiaggia a prendere il sole, come tributo all'antilavoro.
Fare un cazzo è veramente meraviglioso, specie se è integrato con il fare incazzare Francy facendo a gara a chi avvista più minorenni e se sono bionde valgono doppio. E poco più in là c'è il Kompagno Gillette, arrotolato nell'asciugamano come un bozzolo, perché non si vuole scottare. Istanti che dovrebbero durare tutta la vita.

"Vediamo di darci degli orari - dissi - Il nostro banchetto apre alle cinque e non prima! Non facciamocelo mettere nel culo!"
"Mi sono unto - rispose KG - però entra lo stesso. E BBRRUUUUUCIA!"

Secondo il Kompagno, il soggetto della sua frase era IL SOLE.

Era decisamente ora di cambiare aria: ci voleva proprio una bella crêpe da Pacàn.
Che anche stavolta era chiuso.
"Apertura ore tre!" diceva un bigliettino.
Fave = Fankulo.

Maria Sole E così, ci dirigemmo al locale del Bastione Saraceno.
La porta era aperta, ma dentro era buio e non si vedeva nessuno.
"È chiuso!" disse una voce roca alle mie spalle.
Mi voltai. Era un vecchio seduto su uno scalino, mimetizzato nell'ombra della porta.
"Ah... e quando apre?"
"Chiedilo al comune!"
"In che senso?"
"Finché il comune non mi rinnova la licenza, qui rimane chiuso!"
"Ah..."
Fave = Fankulo.

E va be', migrammo in un altro ridente locale sul lungomare, le cui principali virtù erano il panino Il mondo (che per fare le foto "il mondo mangia il mondo" andava proprio bene) e, soprattutto, la giovane cameriera.
Si chiamava MariaSole, il nome più poetico che una giovane donna potesse avere: fumo sole e pheega in un solo corpo, amore a prima vista. E il bello è che ci guardava con aria innocente e spensierata, quasi fossimo esseri umani: aveva ancora tante cose da imparare.

"Questo posto è una figata e ci voglio tornare - dissi - vediamo di non farci riconoscere subito!"
Don Diego annuì e, subito dopo, DIEDE FUOCO AD UNA BANDIERA DELLA DANIMARCA, come segno di solidarietà verso AL QAEDA.
Perfetto.

Tribute to Al Qaeda Tribute to Al Qaeda

La giornata prometteva bene, ma il destino decise di metterci del suo: era in arrivo il sesto elemento, Massimo.
Era un tipo del lago d'Orta che due anni prima aveva suonato nella Panchineria, sprizzava voglia di fare un cazzo da tutti i pori e la cosa lo rendeva particolarmente simpatico. Quando vide quanto eravamo handicappati ci chiese se, per divertimento, si poteva unire con noi al banchetto.

Com'è ovvio nessuno ebbe nulla da obiettare, così Massimo entrò a tutti gli effetti a fare parte dello staff.

ANTIVIRUS

Prima che ci capitasse di incrociare il Capo, decidemmo di compiere quella che Uollano chiama "la mossa antivirus", cioè quell'azione di difesa preventiva che, simulando un finto zelo, immunizza da rotture di cazzo future: andammo spontaneamente in magazzino a prendere la roba da vendere.

Quest'anno era ancora peggio del precedente: le magliette erano azzurre come quella dell'Italia ai mondiali, una roba oscena, in più c'erano due sacchi di CANOTTIERE di ugual colore, non le avrebbero comprate nemmeno la setta segreta degli adoratori di Grumo, i DVD dell'anno scorso a 15 euro, che già sono cose che fanno pensare, e, udite udite, i DVD di due anni prima a 35 EURO L'UNO!!!
Quest'ultima idea naturalmente era di una persona a caso: il Pastrano.
Più vedo che testa hanno i musicisti, più mi viene voglia di fargli organizzare Forza Italia.

E va be', ci rassegnammo all'obliquo, portammo tutto in piazza, mimetizzammo Grumo, usammo Francy come ragazza immagine e riuscimmo nell'impossibile: vendere una maglietta il pomeriggio del primo giorno di Percfest. Non era mai successo prima.
L'inizio era incoraggiante e persino il Capo, quando lo incontrammo, fu contento. L'antivirus aveva funzionato, la pheega risolve.

"Mi piace come lavorate quest'anno - disse il Capo - A proposito... ci sono da portare delle PIANTE dal fondo del paese fino a sotto il palco, per cui serve qualcuno giovane e forte!"
Gelo.
Don Diego at work Il Kompagno Gillette si mise lo zaino davanti alla faccia e fece finta di stare dormendo, tutti gli altri rivolsero lo sguardo a terra fischiettando, Gilson Silveira arrivò addirittura a fingersi morto. L'unica tranquilla era Francy perché tanto era pheega quindi era esonerata per natura da ogni incarico che prevedesse noia, informatica o fatica.

"TU!!! - disse Rosario, indicando Don Diego - Ce la dai una mano?"
"Be'... " disse Don Diego.

Sui volti di tutti noi si dipinse il sorriso... ci sentimmo alleggeriti di un anno di vita in un istante.
Il Kompagno Gillette stava per ballare la salsa sul tavolo, poi vide che era fatica e quindi si limitò a mormorare una frase che iniziava con "SBORROH!" e finiva con "TOZOO!" stiracchiandosi sulla sedia.

Eh sì, Don Diego era appena entrato nel magico mondo del Percfest. E l'intera piazza, per sempre, avrebbe amato ricordarlo così, intento a passarci avanti e indietro trasportando dapprima piantine bonsai, poi di piccolo fusto, poi di medio, ed infine sequoie, baobab millenari ed interi mondi vegetali.

Il lavoro è sempre uno spettacolo poetico, stimolante, meraviglioso, passammo il pomeriggio a guardarlo mangiando patatine, bevendo birra e, naturalmente, sparando minchiate.

APPUNTI DI VIAGGIO

Un altro motivo per rimanere in vita era vedere l'autismo di Grumo.
Quest'anno si era portato dietro ben DUE bloc notes: uno per le cose serie ed uno per le cazzate. Quali fossero le cose serie non è dato saperlo, ma quello delle cazzate venne inaugurato subito annotando ogni nostra frase che fosse inferiore ad una qualunque soglia di intelligenza, piccola a piacere e tendente a zero, di cui abbiamo una diapositiva:
Francesca said:"Stasera andiamo a giocare a Cristian Pursuit?"
Marok said:"Prendiamo il treno Testico-Loano?"
DonDiego said:"Savona è il paese di Uollanone?"
Per la cronaca: Uollano è nato a Sava (TA).
E, soprattutto, il resto era peggio.

Quel bloc notes diventò ben presto un vero oggetto di venerazione, tanto che anche MaxMax, il più esteso degli Angelo & Friends, si incuriosì.

"E questo cos'è?" chiese.
"Carta da kulo - risposi - ci scriviamo sopra le nostre stronzate!"
"Ah... - mormorò - 'Francesca saìd'? Cosa vuol dire 'Francesca saìd'?"
Ci guardammo l'un l'altro allibiti, cercando di capire se Max ci stesse pigliando per il culo.
"Francesca sèid! Non saìd!" disse Grumo.
"Francesca sèid? - rispose Max - Cioè?"
Il bello è che era serio.
Stavo per inventarmi qualche palla colossale, di quelle che poi sarebbe andato a sbandierare in giro come oro colato facendosi prendere per il culo dal mondo per tutta la vita, ma l'autistico mi precedette: "Vuol dire 'Francesca DISSE' in inglese!".
"Ah... no, io non conosco l'inglese..."
"..."

Il Kompagno Gillette assistette a tutta la scena ammutolito e schifato, poi, quando Max fu lontano, commentò: "Minchia, Marok, ficcalo nella Cumpa!"
"Bah... - risposi - è prematuro... voglio essere sicuro che sia handicappato al punto giusto..."
"Ma va! Ormai rispetto alla merda che ci circonda la Cumpa è un'elite di intellettuali! No, davvero, è come la musica folk! Una volta veniva vista come la musica del popolo, che faceva cagare. Oggi tutto il resto fa così cagare che è diventata roba da intellettuali!"
"Capirai... il folk piace anche a KASTROX!"
"Sì, ma non alla pheega! La pheega va dove c'è musica da discoteca, r&b, latino... e a me fanno schiiiiifo!"
"Ah... e quindi?"
"E quindi non trombo!!!"

Spiegai al Kompagno Gillette che, da un anno a questa parte, l'ingresso nella Cumpa è regolamentato da un solo, semplice e sano principio: chiunque ci può liberamente entrare a patto che pisci, caghi, sborri o sbocchi su Ivan Piombino. E fornisca testimonianza video.
"E se uno piscia su Ivan Piombino ed è già nella Cumpa?"
"Be', può far entrare un altro a sua scelta..."

Il Kompagno passò ore a bearsi del nuovo spunto di riflessione, pensando a chi avrebbe potuto fare entrare nella Cumpa scrivendo sulla faccia di Ivan Piombino "WWW.IVANPIOMBINO.ORG" con la sborra.
Gli suggerii i baobab che stava trasportando Don Diego, avevano un'aria amichevole e, nei momenti di relax, i tronchi più simpatici avrebbero potuto giocare a tiro al bersaglio nel suo buco del culo. L'idea non ebbe successo. Peccato.

MUSICA!

Primo gruppo del primo giorno di Percfest i Re PercussioRE PERCUSSIO, alias Matteo Manzini, Alberto Paderni, Lorenzo Rotteglia, Manuel Franco, Adriano Cofone e Nicholas Thomas, diretti dal maestro Francesco Repola. Giovani, simpatici e, soprattutto, bravissimi.

Senza nulla togliere alla musica, il meglio però fu rivedere il Pastrano correre inclinato da una parte all'altra del palco, sempre con la telecamera in mano, aumentando l'angolo fino ad appiattirsi sul pavimento. Era proprio come ce lo ricordavamo: un personaggio da leggenda. Stupendo.

Purtroppo, il Kompagno Gillette non lo saprà mai: dopo il primo minuto del primo gruppo del primo giorno di Percfest, si era già addormentato.
Viva la gioventù.

Poi il Paolo Fresu QuintetPAOLO FRESU QUINTET, con Paolo Fresu alla tromba, Tino Tracanna al sax, Roberto Cipelli al piano, Attilio Zanchi al contrabbasso ed Ettore Fioravanti alla batteria.

Già solo a leggere i componenti veniva l'acquolina in bocca, ma i loro suoni superarono ampiamente le più rosee delle aspettative.
Il riscontro di pubblico fu totale ed un fottio di gente passò da noi al banchetto a chiedere il loro cd. Ne avremmo potuti vendere a palate. Ma naturalmente, come tutti gli altri anni, nessuno ce li aveva dati.
Come ampiamente previsto.
PiombinoKastrox.
Pagamento in natura

AFTER

Finito il concerto svegliammo il Kompagno ed andammo a zonzo per il budello, per vedere se c'era qualche jam.

Per Francy e Don Diego era tutto nuovo, così facemmo un ampio giro turistico per tutti i locali di Laigueglia. Al posto del Mayflower, il Percfest aveva okkupato un pub chiamato "La botte ubriaca".
"La botte ubriaca. Carino!" commentò Francy.
"La botte ubriaca. E la moglie piena! - commentò KG - Di SBOOOOOORRA!"

Quando le perle di KG arrivano a tradimento sono micidiali... iniziammo a piangere dalle risate e dallo schifo.
"Be'? Ohu ma che cazzo ridete? Ehi, non è mia, l'ha detta Uollano l'hanno scorso! Minchia, ma non vi ricordate un cazzo! Fankulo!"

Le jam sono la parte migliore del Percfest, musicisti eccezionali dispersi tra birra e pheega ai tavoli dei locali ad improvvisare deliri ritmici e melodie che si fondono e si perdono in un'unica eco che viaggia e ti scopre felice, rapito ed ipnotizzato da una notte che ti promette di non finire mai.

Così Grumo fece per entrare da Pacàn, ma il Kompagno disse che dentro nei locali faceva caldo, c'era gente che sudava, puzzava, pisciava su Ivan Piombino, entrava nella Cumpa e quindi lui non tromba, perciò andammo da Mayflower a bere ed a giocare a Christian Pursuit.
La teoria degli opposti Le Fave Ignoranti rulez!
Il Favone Grassone sarebbe stato fiero di noi.

Rimanemmo là fin verso le due. Poi Francy ci disse di essere un po' stanca, così decidemmo che era ora di svegliare il Kompagno e di andare affankulo, Grumo e Don Diego in direzione nord, Francy e Gillette in direzione sud ed il sottoscritto in moto circolare uniforme per il budello fino alle tre, perché andare a dormire prima era da froci.

Solo allora potei con dignità salutare il mondo, pronunciando l'ultimo, inevitabile vaffankulo.