MENU:

Marok.org > Farinei dla brigna | Elio e le Storie Tese | Cumpa | Inutility | Links | Faq | Ghestbuk

Cumpa > Archivio | Blog | Chi siamo | Disegni | Foto | Perle | Storie | Voci

LOADING...
Sei in: Home > Cumpa > Storie > Percfest 2006 capitolo 1




TOZOO

Laigueglia.
Sole, mare, pheega, fiumi di fumo ed alcool che si perdono tra sabbia e sale, suoni dolci come amanti complici che giocano a rincorrersi nell'aria, orme di piedi obliqui che divergendo tentano invano di fuggire alle mire dei venti, occhi sognanti che, dal tramonto all'alba, raccontano alle stelle le magie della notte... era il mio quinto Percfest. E già lo sapevo: neanche stavolta avrei trombato. PiombinoKastrox.

Così pensavo, mentre l'Agila verde del Kompagno GilletteKompagno Gillette ci portava verso il mare.
Si preannunciava un bel viaggio: nell'autoradio le cassettine di M__nuel, lungo le strade fantastici cartelli FORZA AZZURREN e, intorno a noi, l'universo verde pisello della carrozzeria: eravamo in un mondo perfetto.

"Minchia ma un giorno me lo dirai perché hai preso sta cazzo di macchina verde pisello! - dissi - Non conosco nessun altro così coglione da aver comprato una macchina verde pisello..."
"Boh - rispose KG - a me piace, quindi fankulo. Però è vero, effettivamente ha i suoi problemi... lo sai perché gli altri si pigliano la macchina grigia?"
"Mah... si sporca meno..."
"No. La macchina grigia serve per andare a puttane. Solo chi ha la macchina grigia può andare a puttane. Hai mai visto uno andare a puttane con una macchina non grigia? Ecco. Per andare a puttane serve la macchina grigia!"
"Ah..."
"E io ce l'ho verde!"
"E quindi?"
"E quindi non trombo!!!"

Il Kompagno aveva di nuovo prenotato nello stesso campeggio in culo al mondo degli anni passati, in cima all'ultima montagna del golfo, nonostante ce ne fosse un altro che costava uguale a due passi dalle piazze del Percfest.
Aveva una teoria anche per giustificare questo, ma mi rifiutai di ascoltarla: io avevo l'albergo pagato quindi fankulo.

KG però era lanciato ed iniziò ad aggiornarmi su tutte le sue ultime teorie logico-socio-politico-filosofico-informatiche, capolavori di precisione e ricerca scientifica che nulla avevano da invidiare al canone accademico, sempre originali ed eterogenee nelle premesse (calo demografico, rivoluzione industriale, parità tra i sessi, progresso scientifico, ascesa delle libertà individuali, Berluskoni) ma identiche nella conclusione: "...e quindi non trombo!".

Esaurita la scaletta, fece il bis prendendo per il culo UollanoUollano, che aveva passato tutto l'anno a dire: "Adesso a lavoro mi spacco il culo, faccio le trasferte, i sabati, la notte, però fankulo, almeno così i giorni di vacanza per il Percfest non me li leva nessuno!" e poi, pochi giorni prima della partenza: "Non mi danno ferie, se riesco vengo il weekend...".

Altro assente "illustre" l'artista poliedrico: Ivan Piombino.
Era rimasto in forse fino a pochi giorni prima, all'ultimo aveva paccato. Il motivo non si era capito bene, ma avevamo fondato motivo di collegare la defezione con l'ultima serata che avevamo passato assieme e col relativo incontro con tre giovani donne.
Le avevamo chiamate le MATRIOSKE, perché erano simili nell'aspetto, tondeggiante, ma diverse nel diametro: l'una sarebbe entrata nell'altra e così via. Piombino voleva entrare in quella di mezzo, perché, ci confidò, "è simpatica!"
"Minchia raga - ci disse lei - Sto posto è un cesso! Andiamo in disco? Tuz! Tuz! Tuz!"
Piombino rettificò: gli piaceva perché aveva dei "beiigl'occhi".

Dopo un po' Beigliocchi se ne andò in disco con le altre due Matrioske, infrangendo il sogno di Piombino. Così, il romanticoglione passò la serata ad inventare una realtà alternativa in cui Beigliocchi era sposata con un camionista tedesco, un omone gigantesco perennemente unto di crauti e mostarda, ed aveva un amante: Ivan Piombino.
Tutto filava liscio finché, una notte buia e tempestosa, il marito non fece ritorno da un lungo viaggio e, arrivato a letto, notò qualcosa di strano. Così fece qualche passo indietro, puntò una luce di Wood verso il muro e, incredulo, scoprì delle lettere! Formavano una scritta: "WWW.IVANPIOMBINO.ORG"!!!
Grande quanto l'intera parete e... FATTA CON LA SBORRA!!!
Ecco, mentre noi eravamo al Percfest, Piombino ci piaceva ricordarlo così.

Ma c'era un altra persona a cui era bello pensare con affetto e nostalgia: FotoAldoFotoAldo.
Anche lui avrebbe saltato il Percfest.
Eh sì.
Era bello ricordarlo nel suo negozio nel budello, quando ad Agosto mi spiegava i suoi progetti ambiziosi per il 2006: fare fermare i treni a Laigueglia per tutta la durata del Percfest, mettere su una navetta che di notte collegasse Laigueglia con Andora, organizzare un festival rock prima del Percfest ed uno dopo in maniera da dedicare un mese intero alla musica e trasformare Laigueglia in una piccola Woodstock... "però io probabilmente non ci sarò, perché vado in America... voglio aprire un locale in California!"
Effettivamente non si sbagliava: quest'anno a Laigueglia non ci sarebbe stato più.
Già: il digitale aveva ucciso l'analogico ed ormai le stampe delle foto non se le inculava più nessuno. E così aveva dovuto chiudere il negozio, finendo a lavorare dal padre della sua donna, ad Alassio.
Fantastico.

Insomma, quest'anno tante erano le assenze, però il destino ci aveva regalato una ghiotta new entry: FRANCY!!!
SBORROOOOOOH!
Ah, c'erano anche Grumo e Don Diego, ma chissenefotte.

WELCOME IN LAIGUEGLIA!

Il Kompagno mi scaricò nel budello del paese, per poi proseguire con l'Agila verde omologata per la mano verso il campeggio in culo ai monti.
Grumo e Don Diego non erano ancora arrivati, ero molto preoccupato per loro, gli mandai un sms: "sono in spiaggia, senza telefonino, fankulo!" e segai le comunicazioni per il resto della giornata. Parola d'ordine: cazzeggio.

...e il lavoro? Gli handicap mi raggiunsero in spiaggia un paio d'ore dopo, e mi salutarono con una domanda a caso: "E Francy?"
"Arriva stasera verso le dieci, perché rallenta il mondo!"
"Ma arriva qua a Laigueglia?"
"No, arriva ad Alassio, poi il Kompagno Gillette la passa a prendere con la macchina!"

Di scatto il Kompagno si risvegliò dal coma: "COOOOOOSA???"
"Ah, sì... non te l'avevo detto?"
"FANKUUUUUUUUULO! Ma COL KAZZO che kago la maaaacchina! Ma si piglia il pullmann! E, se non passa il pullmann, se ne va a piedi! E, se si perde perché è donna, kazzi suoi! FANKUUUUUUULO!"
Sarebbe stato un bel Percfest.

Dopo un po' di mare, andammo a fare un salto da Pacàn per farci la prima crêpe dell'estate.
Un po' tutti speravamo di incontrare il prima possibile il nostro capo, il mitico Rosario Bonaccorso, così ci avrebbe immediatamente spedito in magazzino a passare il giorno a contare le magliette e tutti noi avremmo risposto: "Alèèèèèèèè!!!".
E invece niente.
In compenso, Pacàn era chiuso, perché era Lunedì.
Fave = Fankulo.

Il mondo beve... E va be', facemmo un salto da Mayflower e, per una volta, ci andò di culo: aveva appena aperto.
"Ciao Remo! - dissi - Pronto per il Percfest?"
"Pronto una sega! - mi rispose - Mi hanno SEGATO!"
"Come ti hanno segato?"
"Eh sì... mi han detto che da quest'anno il Percfest non lo faccio più!"
Ad ogni richiesta di spiegazione, il signor Mayflower si manteneva evasivo... era evidente che l'avevano inculato per qualcosa che era successa l'anno prima, ma... cosa?
Qualcuno aveva cagato sulle batterie? Qualcuno si era infilato un microfono nel culo? Qualche ultrà di Robert Malone aveva suonato un rullante con il cazzo?

Boh... poco importava il cosa, il come, il quando, il dove, il quindi ed il perché: gli promisi che, anche senza jam, saremmo sempre passati da lui, perché per noi Mayflower È il Percfest.
E ci svaccammo sui tavoli mangiando roba unta e bevendo birra (noi) e Coca (Grumo).

COMUNICAZIONI DIGITALI

Sprofondammo ben presto nel cazzeggio più puro, finché al Kompagno Gillette non venne in mente di dare un'occhiata al suo telefonino.
Lo tirò fuori dalla tasca con aria stanca, ma tranquilla.
"Toh, una chiamata senza risposta... - mormorò - Vediamo chi cazzo è..."
E sbiancò.
"Ma... mi hanno chiamato da... da... LAVORO!!!"

Artisti at Mayflower "Mmm... secondo me ti inculano!" gli dissi.
"Ma col cazzo! - rispose - Ti pare che richiamo? Fankulo!"
"Magari è qualcosa di urgente..."
"Stokaaaazzo! Sono in FERIE!!! Me lo possono solo sucaaaare!"
"Ah... ma al lavoro lo sanno che sei in ferie?"
"GLIELO DICO QUANDO TOOOORNO!!!"
Poi spense il telefonino, se lo ficcò nello zaino, ordinò un'altra birra ed intraprese un'ennesima lunga filippica contro il cellulare e lo stronzo che l'aveva inventato.

Dopo un po' mi arrivò uno squillo di Francy col 4888, cioè l'addebito al destinatario.
"Ah, devo chiamare Francy - dissi - mi ha fatto uno squillo col 4888!"
"La richiami? E perché???" esclamò il Kompagno, con aria schifata.
"Eh, a volte lo fa... si vede che deve dire qualcosa di urgente ma ha finito i soldi sul telefonino... del resto è pheega, la pheega è così..."

Passai uno splendido quarto d'ora ad ascoltare con l'orecchio sinistro Francy che mi diceva che il suo primo treno era in ritardo, quindi aveva perso il secondo e ne aveva preso un terzo che però nel frattempo si era scassato e non sapeva a che ora sarebbe arrivata.
Con l'orecchio destro invece ascoltavo il Kompagno Gillette che mi diceva che non si era mai visto un uomo che pagava le telefonate ad una donna se non massimo cinque minuti prima di una trombata compreso pompino ed ingoio, che il mio comportamento era raccapricciante, che ero una vergogna per l'intero genere maschile, che mi dovevo sotterrare nella merda per tutta la vita per quello che avevo fatto, lasciando però la testa fuori perché tutti i maschi del mondo mi potessero scrivere in faccia WWW.IVANPIOMBINO.ORG con la sborra e "Adesso la faccio io la recensione del Percfest! Ma non tanto eh... solo una decina di righe! Schiiiiiifo!!! Kaaaaaaastrox!!! Il mondo deve sapere, fankulo!!!".

Artisti at Mayflower - atto II In effetti non avrei saputo dire dove il Kompagno stesse sbagliando... alle nove di sera però non sapevamo più nulla di Francy e così, nonostante la ferma opposizione di KG, toccò richiamarla.
"Ciao Francy! Dove sei?"
"A Genova! SI È ROTTA LA STAZIONE!!!"
"Si è rotta la stazione???"

Non capii quasi nulla del resto della telefonata perché le risate del Kompagno, di Grumo e di Don Diego mi sovrastarono di teradecibel. A quanto pare Genova era stata oscurata da un black out ed i treni erano catatonicamente fermi.
"Marok! Dicono che non riparano nulla fino a domattina! Mi lasciano sola in stazione... Come faccio? Mi passate a prendere a Genova?"

Fissai il Kompagno Gillette per qualche secondo: volevo memorizzare il PRIMA, ben pregustando il DOPO.
"Francy chiede se la passi a prendere a Genova..."

Lo shock superò ogni mia più rosea previsione: il volto di KG sfumò attraverso tutti i colori dello spettro visibile, iniziò a maledire il momento in cui aveva deciso di venire giù con la macchina e si mise a generare entropia per far nascere le soluzioni più assurde: "Dai, telefoniamo a SANFRU, è di Genova, va a prendere Francy e se la porta a casa!" "Andiamo ad Alassio da FotoAldo e diciamogli di fare partire il treno!" "Mandiamo il Pastrano a riparare il guasto! Mal che vada il diretto diventa obliquo!" "Diamo fuoco alla collina così Francy chiede un passaggio al CanadAir!" "Schizziamo sul palco WWW.IVANPIOMBINO.ORG con la SBORRA! Non serve a un cazzo però è bello!" "No, dai, andare fino a Genova no... PIOMBINOKAAAAAAASTROX!!!"

LA VISIONE DA VICINO

Verso le dieci e mezza il Kompagno era il ritratto della morte. Autografato. Con dedica.
Pane e pheega per tutti Ormai si era rassegnato: se entro un'ora il treno non fosse partito saremmo partiti noi, destinazione Genova. Con la sua macchina.

Telefonai a Francy per avvisarla.
"Marok! Figata! - rispose - Il treno sta ripartendo! Alèèèèèèèèèèè!!!"
"Ah, il treno riparte?"
Il Kompagno Gillette si illuminò.
"SBORROH, SKIIIIIZZOH, SPRUUUUZZOH, SPEEEEERMOH!!! - urlò, con tutte le sue forze - E AGGIUNGO TOZOO!!!!!!!"
"Cos'è stato?"
"No, niente... un'interferenza! A che ora arrivi?"
"Boh..."
Perfetto.

Raramente avevo visto una persona passare dalla morte alla vita così rapidamente: il Kompagno aveva ripreso colore, era preda di un riso isterico, sembrava galleggiasse nell'aria... si alzò dalla sedia ed iniziò a saltellare, a cantare e ballare come mai aveva fatto da quando era nato. La visione della pheega da vicino

"Piacere figlio d'affanno" diceva il poeta.
"Piacere, Ivan Piombino!" diceva l'artista poliedrico.
"Piacere = pheega!" diceva il dottor Marok.

In effetti, la visione della pheega riconciliò un po' tutti con la vita. Mai però quanto il pensiero dell'intera settimana in cui Francy avrebbe condiviso lo spazio di una piccola tenda con il Kompagno Gillette... iniziai a rimpiangere di non essere in campeggio con loro: i posteri hanno il diritto di sapere.

"Ma anche no! - pensai, chiudendo gli occhi nel mio comodo letto d'albergo - Fankulo!"