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TAMC Skifo IV: L'insulto finale
Lunedì 15 agosto: ESCAPE FROM TODAY
Non avevo dormito, non ricordavo più da quanto fossi sveglio, né quando avessi toccato per l'ultima volta cibo... o ciò che ne fa le veci.
Non mi servivano fonti di energia esterne, quando c'erano la rabbia, la disperazione, la mia vecchia amica Ansia e la grande organizzatrice: la SFIGA!
Poi avevo anche una bottiglia d'acqua, ma non la bevevo: ogni tanto la fissavo, così, per passare il tempo. Era bella!

Il treno, intanto, zoppicava lento in direzione NordOvest: era la Linea Adriatica, che da Lecce percorreva 1200km fino a Torino, fermandosi infinite volte, ma senza spezzarsi mai.
Avrei voluto rinascere Linea Adriatica, puzzavo uguale, ne avrei avuto diritto!!!
Fankulo.

Ero l'unico sveglio in quello scompartimento da sei, avevo un walkman pieno di musica e NON lo ascoltavo, perché vaffankulo.
Stava sorgendo il sole, dal peggiore dei mari d'Italia, e sembrava felice: si divertiva a giocare coi capelli paglia delle mie vicine, due fiamminghe di una bellezza da mozzare il fiato. Si chiamavano Pascale e Kristl, avevano 23 anni ed erano di Affligem, in Belgio: ero stato da quelle parti, un anno esatto fa.
Se mi avessero detto che avrei avuto di fianco un tale bis di pheega a ferragosto del '94, per tutta la notte, l'avrei pensato come il giorno più bello della mia vita!!!
Ed invece.

È destino: le cose più belle capitano quando ormai non te ne frega un cazzo. Come la pioggia che cade dopo mesi di siccità e bagna i cadaveri degli animali morti di sete. Quale senso potevo trovare, adesso, nella bellezza? Vaffankulo. Avevo passato la notte a sentire gli altri tre cazzoni che si baccagliavano le tipe.
Uno avrà avuto la mia età, ma era del Salento, faceva l'operaio a Torino e passava il tempo a guardarsi le braccia: "Tra una settimana sarò bianco, come un lenzuolo! Che schifo il Nord!".
E lo diceva alle fiamminghe.

Gli altri due, invece, sprizzavano felicità: facevano antropologia da qualche parte e viaggiavano per il mondo per conoscere "i popoli"!
Così, alla cazzo!!!
Avrei voluto rinascere con quella parlantina e quel conto in banca... anche se il risultato con le due fiamminghe era stato identico al mio!
Comunque, per un attimo, erano riusciti a distrarmi dai miei guai.
Non potevo tornare indietro alla fine di luglio ed annullare le mie stronzate, ma sarei tornato indietro a Torino, a casa, e cercare una soluzione.

Viste dal basso, le pareti di ogni abisso sono tappezzate di scelte sbagliate.
La memoria vola sempre a prima della caduta, quando ogni appiglio appariva sicuro, fidato, ovvio, persino divertente!
Prendete Niger, per esempio: che danni può fare al mondo un MUTO che vuole fare il DJ?
Niger mi aveva invitato a scendere con lui a Gallipoli, un paesino al fondo della Puglia: aveva una casetta vicino al mare, ad Agosto NON ci andavano i suoi e c'era una grande spiaggia di sabbia bianca che guardava verso Ovest! Gratis! Qualcuno di voi avrebbe detto di no?
Infatti, il suo invito l'avevo accettato volentieri... ad una sola condizione: che non ci fosse Strofode!

E così, mi ero ritrovato a Gallipoli, con Niger e Strofode.

Possiamo forse definirla "vacanza di merda"? Ma sì, forse è una definizione un po' tecnica che non tutti capiranno, ma vediamo il programma della giornata: sveglia al mattino presto Perché Lo Diceva Strofode, dieci minuti di macchina e quattro ore filate senza ombra sempre nella stessa spiaggia Perché Lo Diceva Strofode, pranzo a casa PLDS, la casa doveva sempre essere ordinata PLDS, pomeriggio sempre uguale al mattino PLDS, cena sempre a casa PLDS, la sera un giro veloce senza vedere un cazzo PLDS, quindi a letto presto PLDS... e si ricominciava da capo, sempre uguale: era un incubo!
Strofode era un dispositivo logico programmato per essere... boh... Strofode! Fatemi sapere se vi vengono in mente altri aggettivi che iniziano per STR.
Ma soprattutto, in quella casa non si rideva. Mai.
A questo punto, qualcuno potrebbe obiettare: "Va be', ma almeno Strofode aveva messo la macchina!"
Nø. La macchina l'aveva messa Niger!!!
Esatto, quindi non c'era neanche l'autoradio.

Prima di partire, avevo preso una piccola radio portatile da tenere in macchina, che andava a pile ed aveva anche il lettore di cassette!
La radio era tollerata, però NON si cantava, Perché Lo Diceva Strofode... e perché comunque Niger era muto.
A parte il mare, che in effetti (lontano da Strofode) era una figata, l'unica botta di vita era stata un concerto di un gruppo chiamato "Sud Sound System": erano bravi, però purtroppo facevano cagare Perché Lo Diceva Strofode.
Comunque non è vero che Strofode odiasse la musica, per carità! Tollerava Elio, che un po' faceva ridere, ma l'unica produzione musicale davvero degna di essere ascoltata dopo il primo gennaio del 1900 era "Rondò Veneziano"! Perché Lo Diceva Strofode.
Alla fine, era come se Strofode fosse mia moglie e Niger l'agenzia viaggi.

In tutto ciò, non riuscivo in nessun modo a contattare la scuola per sapere il voto di TAMC. Sapevo di aver passato lo scritto perché minchia, ero pessimista ma non coglione, ma non mi avrebbe fatto schifo conoscere il voto!
Anche in segreteria, evidentemente, erano tutti in ferie: me li immaginavo Mister Hyde e NonnoBerg che si divertivano con le palle a mollo, mentre io me le sfracellavo Perché Lo Diceva Strofode!

Poi l'Ansia ebbe la meglio: monopolizzai una cabina del telefono ed iniziai a chiamare TUTTI, cani e porci!
Qualcuno doveva pur essere a Torino ad Agosto, no?

"Sì, ho sentito mio figlio qualche giorno fa! - rispose la mamma di GM, unica abitante di Torino ad Agosto - I risultati sono usciti! Lui ha mandato qualcuno a vedere e mi ha detto che è andata bene, sì, lui ha preso 30... ma non so il tuo voto! Ma senti, lo vuoi chiamare al mare? Ti do il numero del campeggio!"

La proposta non aveva alcun senso: se anche avessi telefonato al campeggio, mica potevano convocare GM con l'altoparlante o girare per le tende a cercarlo col cordless in mano!
Se solo avessi avuto una segreteria telefonica, di quelle che si ascoltano da remoto col cazzillo a infrasuoni... e invece un normale appuntamento telefonico vecchio stile funzionò. Purtroppo.

Saputa la notizia, feci alla svelta la valigia, mentre Strofode mi salutava con testuali parole: "Adesso pensi che ti portiamo in stazione? Ma chi cazzo credi di essere?"

Fu la liberazione.
Globale e totale.
Ho solo un vago ricordo degli svariati minuti di parolacce (in parte esistenti e in parte inventate) che gli gridai addosso, con tutta la voce che avevo in corpo... e, per un attimo, mi riconciliai con la vita!
Poi Niger mi scaricò alla stazione di Gallipoli, avvisandomi che secondo lui comunque non partivano treni e l'intera stazione era là solo per bellezza.
Per ringraziarlo, gli lasciai la mia radio da ascoltare in silenzio... e rimanemmo finalmente da soli, l'Ansia ed io.
Come due vecchi amici.
DICIASSETTE.
Mi aveva SEGATO con DICIASSETTE.
Ma perché? Gli esercizi li avevo controllati bene, stavolta. Tutti!
Che cosa avevo sbagliato? Qual era stato il mio errore???
Boh, fankulo, un treno c'era e stava per partire in quel momento.
La mia valigia non aveva le ruote, pesava due quintali e mezzo e le porte del treno si erano già chiuse, ma la rabbia annullava la gravità e saltai su, col treno già in movimento, destinazione Lecce!
Poi avrei trovato una soluzione.

Da Lecce non era mai difficile arrivare a Torino, ogni tre ore c'era l'Adriatica, ma comunque avevo preso una decisione: non sarei tornato a casa.
Sarei passato a prendere i libri, quello sì, ma non sarei rimasto vicino al 486 per nessun motivo: mi serviva l'Ansia, il computer la annullava.
Mi serviva un carceriere che mi chiudesse in una stanza priva di diversivi e mi legasse alla sedia, come faceva Elia con Vittorio Alfieri, finché non avessi urlato: "SOKA, sempre SOoOoOKA, fortissimamente Sø¤º°`°º¤øKA!".
Mi servivano il Grillo Parlante di Pinocchio, il Battista di Zio Paperone, il Watson di Sherlock Holmes, il Groucho di Dylan Dog, l'Inga del dottor Frederick von Frankenstein, però con la tolleranza del dietologo Birkermaier di Fantozzi!
Mi servivano un posto lontano dal mondo, due occhi puntati... ma dovevano essere inflessibili!

Da una cabina del telefono costruita probabilmente assieme alla stazione di Lecce nel 1866, girai la rotellina e composi il numero di BabboMarok: non sapevo se ad Agosto fosse a casa, ma odiava il mare, la gente e le ferie, quindi c'erano buone probabilità.

"Ciao! - esclamai - Ho finito le vacanze e torno a Torino, ti volevo solo salutare! Adesso mi ritiro due settimane per studiare... ma sono solo soletto, mia mamma è in viaggio!"
Le sue uniche parole furono: "A CHE ORA ARRIVI?"

Questo era il mio programma: due settimane di carcere a Mappano per evitare 12 mesi di Naja! Era un valido compromesso... forse.

Guardai un'altra volta l'orologio con la calcolatrice: erano passate esattamente 12 ore da quella telefonata.
Da quante ore non mangiavo? Boh...
Le due fiamminghe non c'erano più, chissà quando cazzo erano scese... ma erano esistite davvero o era tutto un sogno?
Non è possibile, non mi ero mai addormentato... però sulla mensola vidi una cartolina indirizzata in Belgio ad una certa Ilse, priva di francobollo.
Forse, nel delirio, avevo visto quella cartolina e la mia fantasia aveva immaginato il resto, tipo "Mirage"? Poteva essere.

Boh, eravamo arrivati, imboscai la cartolina nello zaino e scesi giù, trascinando la valigia da due quintali e mezzo senza ruote per il binario incatramato della stazione, di fianco all'operaio salentino che bestemmiava contro l'aria di Torino, che secondo lui era la cosa più sporca, umida, puzzolente ed appiccicosa del mondo!
Non mi conosceva abbastanza.

Alla fermata del bus di Mappano, BabboMarok mi scattò incontro, strappandomi di mano la valigia... curioso: eravamo bassi uguali, ma le sue mani erano grandi il doppio, era la prima volta che lo notavo.
Sollevò con sicurezza quella cazzo di valigia come fosse una piuma, scattò in avanti e, ci misi un po' a capirlo, ma una parte di me iniziò a riprendere quota!
Come la poppa del Titanic.

L'angelo di BabboMarok mi accolse a braccia aperte, felice come non mai... ed urlò: "Ma cos'hai fatto? Sei pieno di SABBIA!!! Ma... sei dimagrito tantissimo! E i brufoli? Cos'hai combinato???"

In effetti, erano giorni che non mi guardavo allo specchio... e mi spaventai: avevo i capelli chiari come la barba, la pelle nerissima, la pancia piatta e, cosa più inquietante, nessun brufolo, da nessuna parte.
Stavo sognando, vero?

"Ma... sono io?" chiesi, con un filo di voce.
"BUUUUGIA! - urlò BabboMarok - LAVARSI LE MANI, CHE È TARDI!!!"

Iniziava l'avventura.
Réclame: GUERRIERI a LEINÌ



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Lunedì 22 agosto: L'ELEFANTE PORNO
Quel lunedì mattina mi alzai tre ore prima dell'alba, alle nove del mattino: era il miglior compromesso che fossi riuscito a strappare a BabboMarok, che riteneva che per l'individuo sano fosse normale alzarsi alle cinque.
Anche se non aveva niente da fare eh!
Così, perché era bello! Hai tutta la giornata davanti!

"Basta andare a dormire presto la sera!"

Ma infatti.
Per il resto, in nessun'altra parte al mondo sarei riuscito a studiare così bene: il lungo stradone di Mappano, per gli amici "via Rivarolo", ad Agosto offriva serrande abbassate, banca e posta aperte solo al mattino e una farmacia, aperta solo nei giorni divisibili per 3. Fine.
Non c'era neanche un'anima in giro, NIENTE di divertente, solo balle di fieno che rotolavano nel deserto sperando di finire altrove, solo TERRA BRUCIATA, View from CasaBabboMarok - Lato SudMappano era il NULLA più assoluto!
Era perfetto.

Del resto, anche l'Angelo di BabboMarok era felice a Mappano!
Quando non cucinava, guardava telenovele sui canali di Berlusconi e televendite su Elefante TV, quelle con le aste in cui altra gente si aggiudicava cose.
Pensate non abbia senso?
Ripensate alla domanda ricorrente: "Ma perché vi piacciono così tanto le immagini porno? Saranno anche bellissime quelle ragazze, ma sono sullo schermo, non le potete neanche toccare, non le incontrerete mai... cosa c'è di divertente? Perché non vi cercate una donna vera?".
Esistono risposte sensate?
Universi paralleli, quasi identici, che non si incontrano: così è la vita.

BabboMarok invece era un uomo di cultura, quindi ascoltava RadioPadania zappando in giardino.
Un'attività monotona, dite?
Può darsi, ma per fortuna c'erano i miei fratelli, Mozart e BeethovenBeethoven, che giustamente ad intervalli regolari gli incasinavano i cumuli di foglie e gli abbaiavano "SOØÖKA!" con irriverenza.
Quindi, scattava la rincorsa in ciabatte, al grido di: "CALCI IN CULO!!!".

E Leopoldo ripeteva... però fortissimo.

"...ALCINCUUULO!"

Fu allora che presi la storica decisione: a settembre avrei provato due esami, TAMC ed Analisi1.
Solo il destino avrebbe deciso quale dei due sarebbe stata la mia AntiNaja... si accettano scommesse!

Tra l'altro, non c'era NESSUN appello di TAMC a settembre, ma con 17 potevo dare l'orale facoltativo!
Quindi, avrei subito provato l'orale di TAMC.
Se fosse andata di merda, avrei ridato lo scritto, sperando in un altro appello prima del '95.

Nel frattempo, mercoledì 7 settembre c'era lo scritto di Analisi1, poi avrei avuto sei mesi di tempo per dare l'orale (oppure tre, per AntiNaja).
Tuttavia, la cosa più divertente era la figura da secchione che stavo facendo con BabboMarok, che si divertiva a sbirciare i miei libri di nascosto.

"Ma vi fanno studiare in inglese? - diceva - Povera Italia!"
"Già! -
spiegavo - L'informatica è tutta in inglese. Ma alla fine ci si abitua!"
"Boh, i còmpiuter! Mai capito un tubo! Io so solo che ho preso DUE LAUREE senza quelle menate lì! Comunque, datti da fare, ché adesso in Italia la musica cambia! Adesso non paga più PAN-TA-LO-NE! E vedrai che ai Napuli passerà la voglia di sprecare la roba! RUSCARE e RI-CI-CLA-RE! Vedremo chi comanda!"


Mentre BabboMarok dispensava saggezza, condannando il consumismo ed elogiando Berlusconi, sapevo che mi sarei ricordato le sue perle molto più a lungo di tutto quello che stavo cercando di studiare: era incredibile quanto la nostra memoria conceda priorità alle cazzate.

Alle elementari, giocavamo con le figurine Disney: "Cèlo! Manca! Cèlo! Manca!"

Ognuno di noi MAAAASKI, ed in classe eravamo in DIECI, sapeva:
  • quali figu aveva nel proprio album e quali mancavano.
  • quali figu c'erano o mancavano negli album di TUTTI.
  • l'aggiornamento in tempo reale, di TUTTI.
  • la collocazione e il disegno di ogni figu.
  • il margine di errore col quale era incollata, rispetto allo sfondo ed alle altre di fianco, negli album di TUTTI.
E invece una poesia di dieci versi da imparare a memoria? Un cazzo.

Crescendo, cambiavano le vocali ma non la sostanza... e l'inglese era l'ultimo dei problemi: Note aggiuntive per il corso di TAMCla teoria su cui si basava lo Scheme era una PALLA SMISURATA e SOLENNE.
Per non parlare di Analisi1.
Di giorno rendevo un cazzo, memorizzavo solo di notte... ed era incredibile quanto potesse essere lunga, senza computer!

Non mancavano i pericoli, naturalmente.
La faccia di BabboMarok senza occhiali era inquietante, i suoi occhi sembravano enormi, come quelli di un gatto che aveva sniffato colla... il che era anche divertente, sapendo che non ci vedeva un cazzo.

E poi c'erano le zanzare indemoniate, che mi aspettavano al varco ogni volta che andavo al CESSO!
Le zanzare normali non mi pungevano quasi mai, perché erano femmine ed il mio sangue era diversamente figato; queste zoccole puttane troie, invece, pungevano solo ME ed era un vero attacco aereo punitivo, tipo Hiroshima e Nagasaki. Fankulo.
A parte questo, tutto bene, grazie!
Passate anche voi Agosto a Mappano, è bello!!!
SOTTO IL CIELO DI CRODA - L'ARABA FENICE



Lunedì 29 agosto: IL RITORNO ALLA BASE
La rossa ballava sul fuoco, la notte più zoccola di tutte le notti. Le amiche urlettavano e accarezzavano il vento, stuzzicando i doni selvatici della natura, poi il fischio di un treno le richiamò e mi volarono incontro.

"Dove si va in una notte zoccola?" mi chiesero dal finestrino, senza parlare.

Le fissai senza dire nulla: tutti i miei sogni stavano per diventare realtà.

"Realtà? - risposero ai miei pensieri, sorridendo - Tu parli di realtà? Ma tu lo sai che cos'è la realtà?"

"SVEGLIA!!! SVEGLIA CHE È TARDI!!! ALZARSI!!! SCATTARE!!! - tuonò BabboMarok, strappandomi via il lenzuolo - Ma cosa fai lì col PICIO per ARIA???"

Spalancai gli occhi, però uno alla volta, sperando che l'immagine sfumasse più lentamente... ed intravidi BabboMarok che rideva e spalancava la porta; poi frastuono di zampe rotolanti ed i miei fratelli mi saltarono addosso, direttamente dal giardino, con tanto di rincorsa.
Feci appena in tempo a rimettere il cazzo nei pantaloni, prima che due lingue pelose e maaaaskie me lo leccassero di giusto gusto: ero di ampie vedute, ma non ero ancora pronto per l'animal gay incest love.

"Yawn... ma buongiorno!" risposi, però forse senza le consonanti.
"Eh! Allora, oggi riparti? Ma sei sicuro?"

Lentamente annuii, mentre accarezzavo Mozart e Beethoven che scodinzolavano l'addio: mi sarebbero mancati!
Ma anche Leopoldo: un giorno ce l'avrei fatta a fargli dire SOOOOKA! Forse.

L'ultimo pranzo fu eccezionale, l'angelo di Babbo Marok sfornò delle orecchiette fatte in casa che avrebbero resuscitato il cadavere di un elefante morto per la siccità... poi arrivò il momento.
Mi riguardai allo specchio, l'operaio salentino in esilio a Torino aveva ragione: ero di nuovo di un pallore schifoso! Anche i capelli erano ritornati al loro naturale color cacca... era una vera fortuna che non me ne fottesse un cazzo.

Una volta a casa, riattaccai le prese, riaccesi il 486, lanciai il Norton Commander e contemplai le directory dell'hard disk: poche cose rendono più felici di ritrovare ancora tutto al suo posto, dopo l'estate.
Quindi spalancai la finestra sul balcone, per il gusto di vedere uno spazio aperto finalmente privo di zanzare, e trovai tutto okkupato dalle cimici!
Ma dov'è Borghezio quando serve? Mah...

E va be', accesi VideoMusic: stava andando in rotazione un video che mi piaceva molto, "Voglia di gridare" di Daniele Silvestri: lo presi come un segno del destino, era ora di muovere il culo e rivedere la mia città.
Quindi, passai in tabaccheria, imbucai una cartolina per il Belgio (con un po' di rimpianto per non averla fotografata) e feci un salto da La tessera di ObelixObelix.

Il burbero spacciatore di cd aveva già riaperto: tempo di arrivare a casa e mi ascoltai l'album omonimo di Daniele Silvestri, mentre lo registravo su cassetta.
Era bello, cazzo!

La traccia 6, "L'uomo intero", era la mia preferita: parlava di me e di mio padre!
Porca troia, descriveva proprio noi, dall'inizio alla fine: Daniele Silvestri ci aveva riassunti con una precisione impressionante, in cinque minuti.
In alcuni passaggi, l'ironia era amara, beffarda e tagliente: con "Luoghi lontani" si riferiva, ovviamente, ai "Napuli".
C'era solo un errore: babboMarok aveva in effetti una bella voce che gli invidiavo, grave e potente, ma NON cantava! Mai!
Però ogni tanto recitava filastrocche e poesie.
Per quanto riguarda me, direi che non c'è nulla da aggiungere, Vostro Onore: la mia composizione chimica era Ansia allo stato puro.
Non posso pubblicarvi l'audio a qualità smodata perché è troppo elevato il rischio di apriculi (l'etichetta è Sony), ma si trova facilmente su Internet: ascoltatela alla faccia porca nostra!
DANIELE SILVESTRI
L'UOMO INTERO


C'era un uomo che aveva due mani
E le usava nei modi più strani
Per esempio sapeva descrivere
La vita di luoghi lontani

Era un uomo di forza sicura
Molto alto per la sua statura
Soprattutto sapeva sorridere
Ogni volta che avevo paura

E io di paura ne avevo davvero
Convinto com'ero di essere stato
Per tutta la vita invece che intero
Parzialmente scremato
Io di paura ne avevo davvero
Sicuro com'ero di avere vissuto
La vita di un uomo che aveva perduto
Senza avere giocato

Di lui mi colpiva la voce
Così calda, sicura e veloce
Cantava in modo dolcissimo
Malgrado l'aspetto feroce

Aveva due occhi da gatto
Ma li usava in modo distratto
Però vedeva benissimo
La paura che ancora combatto

E io di paura ne avevo davvero
Convinto com'ero di essere stato
Per tutta la vita invece che intero
Parzialmente scremato
Io di paure ne avevo a decine
Ma fino alla fine le ho chiuse nel cuore
Soltanto quell'uomo sembrava capire
Quale fosse il dolore
Mercoledì 7 settembre: LO SCRITTO DI ANALISI 1
Quel mercoledì mi alzai quattro ore prima dell'alba, le otto del mattino... e TUTTO era TERRIFICANTE.

"SVEGLIA! È la voce della tua Coscienza che ti chiama!!! Fuggi dalla melassa della tua ignoranza! Quanta pazienza ci va con te e con quella GATTA GRASSA, stamattina! Che giorni tristi e bui sono questi, me misera! Ripassa padre Dante, ricorda: certo fui che questa era la setta d'i cattivi, a Dio spiacenti e a' nemici sui. Questi sciaurati, che mai non fur vivi, erano ignudi e stimolati molto da mosconi e da vespe ch'eran ivi. Elle rigavan lor di sangue il volto, che, mischiato di lagrime, a' lor piedi da fastidiosi vermi era ricolto!"

MammaMarok era in forma, perché era appena tornata dal mare... e, naturalmente, NON sapeva nulla del mio soggiorno dal suo peggior nemico, il terribile BabboMarok!
Di conseguenza, ero l'unico figio al mondo che teneva nascosto alla madre il fatto di avere studiato.
Avrei potuto dirle che avevo studiato al mare, ma non sarebbe stato credibile.

La più incazzata comunque era la padrona di casa, Sua grassezza Nerina punkNerina: era appena tornata dall'esilio forzato in un prestigioso gattile di Riva di Chieri e continuava a miagolare il suo disappunto tramite parolacce in gattese... tra cui ci tengo a sottolineare: "GNAC!"
Era il suo modo per dire vaffankulo... oppure "TI SEEEEEEEEGA!".

Guardandola, pensavo che dovremmo regalare a Mandingo un merlo indiano o un pappagallo, sarebbe bellissimo... poi l'Ansia mi cacciò fuori di casa e mi sbatté le palle sul tram a calci in culo.

Il Palazzo dei Diversamente Figati a quell'ora era deserto, ma quei pochi erano là con un solo obiettivo: passare lo scritto di Analisi1 con la prof Nazista.
Secondo alcuni, era l'esame più difficile del primo anno, secondo altri se la giocava con Geometria, secondo Mandingo: "TI SEEEEEEEEEEEGA!"

L'unico che non avrebbe dovuto assolutamente avere titolo per aprire bocca (se non per suggerire!) era McLaud... ed invece: "Ragazzi, che incubo! Non ci capisco niente! No, ma io torno a casa. Voglio tornare a dormire. Sì, li ho fatti i compiti vecchi, quelli alla fine mi vengono, ma son tutti diversi, può metterti qualunque cosa, non ce la farò mai, dovevo cambiare facoltà prima..."

Lo mandammo tutti affankulo e, subito dopo, ci sedemmo attorno a lui.

Eravamo stati dei grandi, avevamo okkupato tutto il fondo dell'aula B.
Al centro della terzultima fila c'era McLaud, agli estremi regnava l'ignoranza: a sinistra Mandingo, a destra Budo.
Entrambi avevano 17 di scritto di TAMC (facevamo CAGARE allo stesso modo... era bello!) e quel pomeriggio saremmo andati a prenotare l'orale tutti assieme! Commovente, no?
Fankulo!
Subito dietro McLaud, in penultima fila centrale, c'era il sottoscritto: ero nella posizione migliore del mondo!
Alla mia destra, lo Yeti, il valdostano alto due metri e cinque centimetri che okkupava due sedie ed aveva rinunciato a fare qualunque altro esame per concentrarsi su Analisi1! La stava provando da febbraio e l'aveva sempre SEGATO.
Alla mia sinistra, Streamer! Mi raccontò che, nell'aula di laboratorio, la sorveglianza era diventata più NAZISTA della Nazista, avevano riempito le pareti di cartelli con scritto "VIETATO GIOCARE" e "VIETATO SCARICARE GIOCHI".
Chissà perché, poi?
Che male possono fare quattro personcine che usano la rete per giocare a Doom?
Mah...
Streamer non sapeva nulla... non diteglielo, mi raccomando!
E poi niente, ultima fila vuota, perché era troppo sospetta e non ci voleva andare nessuno.

A proposito di Nazisti, alle nove in punto entrò la prof di Analisi1, ci guardò a lungo... e sfogò la sua ira su Streamer, che venne deportato in PRIMA FILA!
Poi basta: ci lasciò tutti com'eravamo! Figata, cazzo!!!

A quel punto, la Nazista ripeté le regole del gioco: per lo scritto avevamo a disposizione QUATTRO ORE (anzi, SEI, perché oggi era buona!), durante le quali NON si poteva uscire dall'aula nemmeno per andare al cesso... a meno di non consegnare e andare affankulo!
Che paranoia, cazzo.
Come se qualcuno volesse copiare... ad Informatica! Ma per chi ci aveva preso?

Lo Lo scritto di Analisi 1, 7/9/1994scritto era diviso in quattro esercizi:
  1. uno studio di funzione
  2. un limite
  3. una serie
  4. un integrale
Modestia a parte, la mia specialità erano le serie: avevo provato a risolvere decine di compiti degli anni passati (che avevamo preso in copisteria) e non ne avevo mai sbagliata una!
Quindi mi buttai a capofitto sull'esercizio numero due, poi confrontai con McLaud e combaciava. Perfetto!

Già che c'ero, copiai da McLaud la funzione.
Controllai ogni singolo passaggio, sembrava che avesse fatto un buon lavoro.

Sull'esercizio due, invece, McLaud vacillava, quindi copiai il limite dallo Yeti e poi lo passai avanti: sia messo agli atti che IO avevo suggerito a McLaud!
E quindi, per la proprietà transitiva, avevo fatto copiare anche Mandingo e Budo... so che non fa notizia, ma è giusto per puntualizzare.

Per il quarto esercizio, invece, quello con l'integrale, eravamo fottuti: McLaud ci provò fino alla fine, ma NON gli veniva!
Figuriamoci a noialtri!

Comunque, consegnammo in momenti diversi e leggemmo avidamente le soluzioni: i tre esercizi erano TUTTI E TRE GIUSTI!!!
Li avevamo azzeccati, CAZZO!!!

Non sapevamo quanti punti valesse ogni esercizio, ma di sicuro l'integrale da solo non poteva valerne 12, se il massimo era 30! Quindi, signore e signori, diversamente figati e diversamente cazzate, CE L'AVEVAMO FATTA!!!
Analisi1 preparata in DUE SETTIMANE... era un MIRACOLO, cazzo!!!
Dovevamo bere qualcosa, subito.
QUELLI CHE ASPETTANO...
Per festeggiare, andammo tutti al bar del Baffo, che si chiamava come il mio istruttore di Scuola Guida e mi voleva bene allo stesso modo, perché cercavo in tutti i modi di NON pagare un cazzo.
Era un bel locale, molto panoramico: stava all'incrocio tra via delle Merde e via Nole, che è la via delle fabbriche abbandonate e della Copisteria... e fu allora che vedemmo passare Joco!
Così, senza un perché.

"Ohu! - urlammo - Handicappaaaaato!"
"Ohu! -
rispose - Cazzo ci fate qua?"
"Abbiamo appena dato lo scritto di Analisi1!"
"Ah sì? E com'è andata?"
"Da Dio!!!"
risposi.
"Ma col cazzo... - intervenne McLaud - Io non sono affatto convinto..."
"MA VAFFANKULO!!!"
gridò il coro, compreso Joco che assecondava sempre... a patto di fare casino.

In tutto ciò, McLaud ci aveva anche portato la "Guida Galattica di Geometria", cioè i suoi appunti in cui decriptava le soluzioni degli appelli passati, ricostruendo i procedimenti.
In realtà, c'era parecchia confusione, ogni tanto anche lui si arrendeva e metteva dei punti interrogativi perché si perdeva negli errori di calcolo della prof... nell'insieme, però, il testo era splendido: il modo in cui spiegava i passaggi era molto più chiaro di qualunque libro di testo.
Quindi, ci spostammo nella vetrina di fianco al Baffo, che era la copisteria, e facemmo le copie per tutti, Joco compreso.

"Ma tu? - chiesi a Joco - Sei già tornato dalla CAMPAGNA in SICILIA?"

Io ero pronto a raccontare di avere fatto le migliori ferie del mondo, acque cristalline, sole tropicale, pheega in qualità artigianale e quantità industriale... solo che NON c'erano domande: delle mie vacanze non fotteva un CAZZO a NESSUNO! Peccato.

"Sì! Sono tornato un po' prima... - spiegò Joco - ...perché voglio segnare il voto di TAMC, prima che lo perde o se lo dimentica. Il profio riceve oggi, no?"

L'orario di ricevimento dei prof ad Informatica era davvero un concetto astratto, ma lo stimato professor Elton, per fortuna, c'era!

Trattenni il respiro, si andava in scena.
L'ORALE DI TAMC
Per prima cosa, Elton registrò il 28 di Joco, che si allontanò felice!
Poi toccò a me.

"Io ho preso 17 - spiegai - Quindi vorrei prenotare l'orale! Ma... posso vedere il compito?"

Sospirando, lo stimato professor Elton si avvicinò ad una pila di scartoffie che prendeva polvere sul penultimo ripiano di un armadio di metallo già aperto, che sognava di essere qualunque altra cosa.
Tipo un capodoglio o un vaso di petunie in caduta libera dallo spazio.
Quindi, scartabellò per qualche minuto e poi, con pena e schifo, mi porse quel ripugnante pezzo di carta che in un mattino di fine luglio avevo vergato d'inchiostro ignorante e sbagliato...

Ero ALLIBITO.

Su due fogli protocollo, cioè otto facciate, le uniche risposte che mostravano correzioni erano le due di teoria, che valevano solo otto punti. Gli altri quattro esercizi risultavano perfetti, IMMACOLATI!
Lungi da me dare lezioni di matematica, ma avrei dovuto prendere 22!
Anzi, no, col cazzo: la somma totale dei punti faceva 33, non 30, quindi mi spettava 25!!!
E poi, un attimo... perché le mie risposte di teoria non andavano bene?

"Vede... - spiegò Elton - le risposte che ha dato non vanno bene, perché lei non si esprime in modo corretto. Gli esercizi in realtà li ha fatti bene, ma..."
"Le due domande di teoria valgono solo otto punti! -
obiettai - Quindi avrei..."
"Sì, lo so! -
mi interruppe lo Stimato - Ma vede, io sono restio a dare la sufficienza a studenti che conoscono poco la teoria..."

Ero BASITO, frastornato, avevo le vertigini... ma quindi il compito che avevo consegnato a Luglio era PERFETTO, era un compito da 30 e lode... e mi aveva segato solo per dei vizi di forma che NON avevano assolutamente senso... contando i punti completamente a cazzo!
Ma vaffankulo!!!

"Capisco... - continuai, come se fosse tutto normale - In realtà, conosco bene i concetti, altrimenti non avrei saputo risolvere gli esercizi, ma ogni tanto in effetti mi esprimo in modo superficiale, con un lessico che, riconosco, è un po' inappropriato... quindi è tempo di rimediare. Possiamo fissare l'orale?"

Ero pronto a tutto, anche a farlo subito.

"Le propongo un 18!"

Eeeeeeeeeeeeh???
Così???

Tutte le paranoie, tutti i viaggi mentali che mi ero fatto nelle ultime settimane, lo sbattito, il casino, l'Ansia... non avevano senso. Bastava andare là e sparare una stronzata!!!
Ma... ero sicuro di volerlo, quel 18?
Era il mio primo esame di informatica, cazzo!
Oltretutto, non avrei comunque rischiato Naja, perché avevo passato lo scritto di Analisi1: era un appiglio sicuro, fidato, ovvio, persino divertente!
Mi ero spaccato il culo per due settimane, sapevo a memoria TUTTO il libro di teoria di TAMC ed ero L'UNICO, in tutta la scuola. Avevo imparato cose che voi umani non potreste neanche immaginare, se avessi fatto l'orale avrei preso 30 e lode!
E mi proponeva 18?
Dovevo decidere tutto adesso, cazzo...
Dai, datemi una mano... voi cos'avreste fatto???

Ok, grazie del consiglio. I risultati nella seguente diapositiva!
La seconda riga: TAMC


Propedeuticità
L'ORALE DI MANDINGO
La scena si ripeté praticamente identica con Budo, anche lui si portò a casa un 18 ed era la persona più felice della terra... anche se non rischiava Naja.
Quindi, venne il turno di Mandingo.

"Vede, anche lei ha 17... - disse Elton - Però il suo caso è diverso: oltre ad avere problemi con la teoria, lei ha proprio scritto un programma sbagliato, che non ha alcun senso!"
"MA IL MIO PROGRAMMA NON È SBAGLIATO! -
strillò Mandingo - L'ho già provato a casa e FUNZIONA!"
"Ah sì? Senta, facciamo così: lei torni qua martedì prossimo e facciamo l'orale. Se lei mi dimostra che la Sua soluzione funziona, do 18 anche a lei!"


Mandingo rimase di sasso, per la precisione stronzio: si aspettava di portare a casa il voto, come noi... e invece fu L'UNICO ad essere messo in attesa... di essere SEGAAAAAAATO!
Forse.
Ma è veeeeeeeero!

Era una giornata meravigliosa.
I POSTUMI (-3)
Quel martedì, nell'aula di laboratorio c'era tutta la scuola... e tutti volevano assistere allo scontro finale: lo Stimato professor Elton contro MANDINGO!

L'Essere arrivò in perfetto orario, si accomodò al terminale, lanciò il programma... e, indovinate un po'?
FUNZIONAVA!!!
Lo so che sembra incredibile, ma FUNZIONAVA, CAZZO!!!
Lo stimato professor Elton era stato UMILIATO DA MANDINGO!!!

E quindi, alla fine Mandingo prese 19... perché Elton era commosso.
Sarebbe passato alla storia come uno degli orali più epici di tutta la nostra vita.

Quel giorno, per la cronaca, uscirono anche i risultati del nostro scritto di Analisi1!
Siete curiosi di sapere quanto avevamo preso, eh?
A nostra insaputa, la Nazista non usava i voti numerici ma i giudizi, come alle medie... ma la situazione era abbastanza chiara!
McLaud era ovviamente il migliore ed aveva passato lo scritto con "Buono".
Anche lo Yeti ce l'aveva fatta, finalmente: aveva preso "Sufficiente", assieme ad un paio di altri illustri sconosciuti.
Tutti gli altri erano stati SEGAAAAAAATI, con UMILIAZIONE, me compreso... e con la motivazione più assurda che avrei mai potuto immaginare.
Per i dettagli, leggete la recensione dello scritto di Analisi1, no spoiler!

E quindi vaffankulo, se per caso avessi rifiutato il 18 di TAMC, adesso l'Ansia mi starebbe intonando tutto il repertorio di Naja a partire dai canti delle reclute Sith fino alla Terza Guerra Mondiale, passando per le cronache di Petibonum-Laudanum-Babaorum-Aquarium, Brancaleone alle Crociate, Cara Burbetta e Prima Guardia dei Litfiba.

Adesso invece veniva il bello: la festa AntiNaja!!!
Forse.

La Cumpa di GM si disintegrò definitivamente al ritorno dalle ferie.
Perché?
Beh... alcune leggende riferiscono di una pioggia di cartoline di Naja.
Secondo altri, il popolo incontrò i genitori con la ruspa e fu costretto a lavorare, prevalentemente mestieri di fatica, con sveglia alle sei del mattino, lontano da casa, pagato un cazzo e privo di qualunque altro tipo di gratificazione.
Oppure, a scelta, avevano TUTTI trovato pheega!
Scegliete il finale che preferite: se siete arrivati a leggere fino a qua, ve lo siete meritato!

Ogni tanto, comunque, organizziamo ancora rimpatriate per salutarci!
Una tra tutte meriterebbe di passare alla storia: la gita allo SMAU di Milano del '95, quando arrivai terzo al torneo nazionale di Doom!
Notevole anche la festa dei 22 anni del mitico Lubo, a gennaio del '96! Potete ammirare la maglietta commemorativa nella seguente diapositiva (non avevo mai visto nessuno così felice di ricevere un regalo, forse Lubo la indossa ancora adesso... o, quantomeno, ci piace ricordarlo così!).
La Maglietta per Lubo
I POSTUMI (-2)
E Niger? Al suo ritorno a Torino, il muto che voleva fare il dj si ripresentò con la mia radio e tanta voglia di calumet della pace ai Murazzi.
Rigorosamente senza Strofode: per il momento non ho più avuto sue notizie!
Non siamo nel peggiore dei mondi possibili.

Però ci eravamo messi in testa di coinvolgere una nostra vecchia conoscenza: Napalm! Lo chiamavamo quasi tutte le sere!!!
E lui ci faceva sempre e rigorosamente PACCO.
In compenso, per un curioso effetto collaterale, ritornò Jena il Rollatore... e rollava davvero da Dio, cazzo!
E fu così che le notti al Doctor Sax, assieme alla pheega afrocubana più bella del mondo che ci ballava intorno e ci skifava, divennero il primo simbolo di settembre.

Il secondo fu l'hard disk da UN GIGA!
Era un rarissimo esemplare IDE (cioè non serviva il controller SCSI, un vero miracolo!) e me l'aveva trovato il mio rivenditore di fiducia, il signor Cigliano.
Alla fine, ogni strada partiva da Cigliano: il mio primo 486, il mio primo concerto di Elio e le Storie Tese, adesso anche l'hard disk... e domani chissà!

Infine, la segreteria telefonica: ero pronto a ricevere comunicazioni asincrone!
Ogni riferimento al giorno in cui GM mi doveva comunicare il voto è assolutamente casuale.
Alcuni riconobbero nel messaggio di benvenuto una vaga influenza da Elio e le Storie Tese e, francamente, non capisco perché: la voce di Rocco Tanica era una mera coincidenza!!!

A gentile richiesta, allego il mio messaggio originale del '94 ed il video da cui è tratto il resto: "Basta" dei Gemelli Ruggeri!
GEMELLI RUGGERI - BASTA



Download MP4 (77.5 Mega)
I POSTUMI (-1)
Un bel giorno, finalmente, la segreteria registrò il suo primo messaggio... Facciamo karaoke? era pheega?
NØ, era Beat: "Quanto tempo hai perso per fare questa... ehm... segreteria?" (ascoltabile in mp3 dall'apposita sezione).

Si preannunciava una palla solenne!
Sospirai e richiamai.

"Ciao! - rispose Beat - Sei tornato dalle ferie? Vieni stasera in piazza Castello! Ci siamo tutti, c'è Mingo, Niger, Spud, poi c'è un nostro amico della montagna e poi... porto due amiche!"

Il tono di voce era noiosissimo, come sempre.
L'amico della montagna si chiamava Andy.
Le due tipe si chiamavano Betty l'Anoressica e Sally la Cannata.
Stava per iniziare il periodo più bello, offensivo e deliziosamente inutile di tutta la mia vita: quella sera di fine settembre, quando non aveva senso, nasceva la Cumpa!

Fin da subito, Spud cercò di convincere CHIUNQUE a fare Capodanno a Ronco Canavese... e la natura lo ascoltò: a novembre, una seconda alluvione colpì l'intera val Soana (ancora più potente di quella dell'anno prima!), radendo al suolo tutta la roba appena ricostruita!
Lo considerammo un segno del destino.

Se volete sapere cos'è successo da allora, se volete leggere tutto dall'inizio, cioè dall'anno prossimo, provate... CAPODANNO A RONCO!

Intanto, però, andate tutti Tecnicamente Affankulo!
Minchia Cazzo.
Soooooooka!

Uhm...

Boh...

Che c'è?

No, non c'è nient'altro, non guardate la prossima immagine, non c'è nulla di interessante... no?
Fankulooooooo!

Saluti da Ilse