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SGRUMM capitolo 2 - Fave nomadi
Ci svegliammo con le prime luci del mattino. Era mezzogiorno e dalla tapparella di casa Grumo faceva capolino un pallido sole: fuori c'era bel tempo! Tutto nella norma, finché eravamo dentro.

Con chiarore del giorno, l'habitat di Grumo conservava, almeno in parte, quel pizzico di iconografia inquietante che le voci del popolo favico gli avevano attribuito.
Dalla finestra della camera da letto ci scrutavano creste rocciose, le GrigneGrigne, degne di un dipinto sull'inferno dantesco o, a scelta, di uno sfondo di Doom. Fuori l'aria era fredda, nonostante il sole, ed il vento annunciava tempesta.
Mi guardai intorno con aria soddisfatta: eravamo solo all'inizio di un giorno completamente inutile.

L'unico evento sarebbe stato il concerto dei Nomadi, alle dieci di sera, ed era mezzogiorno.
Come impiegare al meglio il tempo?
"Vado un attimo in bagno!" disse Francy.

Ci svaccammo comodi sul divano del salotto e ci dimenticammo dell'esistenza stessa, nel mondo, di una giovane donna chiamata Francy.

KLAPAC STYLE

Per qualche motivo, Klapac si era messa in testa di convincerci che la a430 che aveva comprato era figa. Buongiorno Klapac! Le meraviglie che offriva effettivamente erano tante, dalla pratica modalità "panoramica" in 16:9 (che ovviamente tagliava l'immagine sopra e sotto, ma Klapac era convinta che fosse più grande), al display che girava le immagini quando si girava la fotocamera (fessi noialtri ad avere comprato il display girevole). L'unica cosa che in una macchina foto è essenziale, cioè il controllo dei tempi, naturalmente, non c'era. In più il sensore era un pacco, un 1/3" che già a 200 iso prendeva le foto e ci scriveva sopra l'antiCristo. Ed anche la lente aveva il suo bel perché: f/5.8 a 4x, praticamente si poteva dimenticare l'esistenza stessa dello zoom. Però le avevano messo un tasto "scenario" impostabile su "bambini", "animali", "fogliame", "neve", "spiaggia" e "fuochi d'artificio" (giuro!)... sublime!
Ma la cosa più stupefacente era che le avevano FATTO SCEGLIERE IL COLORE DELLA MACCHINA! Quindi lei era riuscita a comprare una macchina fotografica dicendo: "La voglio FUCSIA!".
Insomma, Klapac aveva trovato l'unica macchina fotografica Canon OTTIMIZZATA PER LA PHEEGA!

"Così, per curiosità - mormorai - come mai tra tanti modelli hai scelto proprio l'A430?"
"Potaaaaaaa me l'ha consigliata il tipo del negozioooo! Io gli avevo chiesto una macchina per fare foto ai concerti e lui mi aveva detto che per i concerti ce ne voleva una con lo zoom potente, così mi ha venduto questa che ha lo zoom 4X! Ho fatto bene, no? Daiiiiiiiiii!"
Ok, avevo un nuovo scopo nella vita: conoscere il negoziante di Klapac. E stringergli la mano. Perché era UN GENIO!

LA FISICA DELLE FAVE

Quando Francy uscì dal cesso era passata almeno UN'ORA da quanto era entrata. Forse anche di più.
"Eccomi! Ho fatto in fretta?"

Un attimo! Mi trucco e sono pronta! Deliberammo così quanto segue:
  • 1 FRANCY = 1 ora (tempo medio di permanenza di Francy al cesso)
  • 1 BORSA = 20 kg (peso medio della borsa di Francy, sempre portata da Grumo perché tanto è handicappato)
  • 1 SENIGALLIA = 8 km (tragitto medio per il quale Grumo porta a piedi la borsa di Francy perché tanto è handicappato, misurato in modo scientifico al concerto di Senigallia)
Perciò:
1 BORSA x 1 SENIGALLIA x 1 FRANCY= GRUMO.

Ma, siccome FRANCY fa parte dell'insieme {x | x è Pheega}, si deduce che:
  • L'unità di misura della pheega è il tempo (ed in effetti questo ha il suo perché)
  • L'unità di misura di Grumo è il prodotto di chilogrammi per metri per unità di tempo. Quindi non si può riprodurre in natura. Infatti è Grumo.
Francy ascoltò l'intera esposizione in silenzio, poi disse: "Fankulo, stasera me ne vado a TRENTO. A vedere ELIO!"
'Fotografiamo una persona a caso! - Marok view A TRENTO.
A vedere ELIO, che avevamo visto la sera prima, perdipiù in qualità soka!!!

Per qualche minuto nella stanza scese il gelo.

Ok, era pheega, quindi per lei il tempo e lo spazio perdevano ogni significato, ma provammo comunque a spiegarle che per arrivare da Valbrona a Trento ci sarebbero volute ALMENO cinque ore di treno, come andare da Milano a Roma!
Niente da fare, ogni tentativo fu inutile: il potere di Grumo aveva annullato la pheega.
The ring

SENZA MOTIVO

Senza Motivo, tristi, rassegnati ed handicappati, facemmo mestamente ritorno a casa Grumo, trovando nuovamente l'automobile misteriosa davanti alla porta del garage.
"Ah no! - disse Grumo - adesso suono a tutti quelli del palazzo finché non scopro di chi è e gliela faccio spostare!"

Alla fine, i pirati del box auto risultarono essere una coppia di ingenui giovani che con tutta probabilità stavano usando l'appartamento dei genitori di lei per l'unico scopo per il quale era stato creato, cioè trombare, senza sapere che nel frattempo era arrivato GRUMO. Ognuno ha i suoi problemi.

Toponomastica creativa Grumo ci portò a fare un giro per il paese ed il volto della natura che ci circondava si rivelò a dir poco sorprendente.
L'autistico ci assicurò che eravamo solo a 500 metri sul livello del mare (quindi parecchio sotto la collina di Superga). Il paesaggio però sembrava d'alta quota, l'aria era gelida e le conifere qua e là cedevano già il passo a terreni brulli di cime rocciose schizzate di bianco ed avvolte nelle nubi.
Questo implicava che lo zero termico della valle era di parecchio fuori norma... quale poteva essere la causa di tutto ciò?

Non facemmo in tempo a darci una risposta che una voce dall'alto disse: "Scusate il ritardo!" ed un violento acquazzone ci ricordò che eravamo nella terra di Grumo.
Ed eravamo in culo al mondo, con le borse della spesa in mano!
PiombinoKastrox.

QUELLI CHE ASPETTANO

Bagnati, schizzati ed handicappati, ripartimmo per Maresso Eupilio alle cinque in punto: c'era una pausa tra un alluvione e l'altro, era bene approfittarne.

Nessuno di noi si ricordava la strada che avevamo fatto all'andata la notte prima, ma in fondo non era una grave perdita visto che era stata una merda. A nostro merito bisogna però dire che ce la mettemmo tutta per fare di peggio: ci impiegammo più di un'ora ad arrivare a destinazione.

L'impatto con il popolo Nomade in compenso fu devastante: era la prima volta che ad un concerto vedevo il pubblico che si portava da casa gli asciugamani e li buttava per terra per tenere il posto in prima fila, come al mare. Li devo fare conoscere a KASTROX.

Danilo Sacco In ogni caso c'era il quintuplo della gente della sera precedente e le prime tre file erano già occupate dagli asciugamani. Avevo il terrore che Klapac, fan dei Nomadi, nutrisse nei loro confronti un autismo simile a quello di Grumo e ci obbligasse a passare tutto il giorno lì in piedi per tenere i posti. E invece...

"No, quarta fila sooooka! O davanti o dietrooo!"
Klapac ci rivelò che soffriva di claustrofobia e quindi ai concerti stava o in prima fila o in ultima.
In questo caso: ultima.
Tirai un sospiro di sollievo: potevamo tranquillamente andarcene affankulo.

Dottor Marok meets Danilo Sacco "Va be', se proprio insisti stiamo dietro - risposi, fingendo sincero dispiacere - Piuttosto, stasera come facciamo a non pagare?"
"Fankulo - disse Klapac - io ho il pass dei Nomadi!"
"Fico! E noi?"
"Soooooooooka!"

Guardai Klapac ammirato: ogni frase che aveva pronunciato nell'ultima mezz'ora conteneva almeno un soka, un fottiti o un fankulo. Ed il bello era che, sentendo noi, le stava venendo l'accento di Killer, che neanche conosceva! Avevamo creato un mostro.

Uscendo, incontrammo anche il papà di Klapac, anche lui fan dei Nomadi. Klapac mi presentò come un ultraNerd, guru di ogni tipo di tecnologia. E volle che mi cimentassi nel convincere il suo genitore a cambiare autoradio e prenderne una che leggesse gli mp3.

Sergio Reggioli "Ma è davvero essenziale che l'autoradio legga gli mp3?" mi chiese.
Chiedere consiglio su un autoradio a me che non ho neanche l'automobile è fantastico.

"Be', sì... - spiegai - Prima di tutto l'mp3 non salta e poi beh... ci sta un fottio di roba in più..."
"Ma perché i cd saltano?"

Nonostante non avessi mai avuto un'automobile nè avessi la minima intenzione di comprarmene una, a Maresso di Missaglia fui nominato esperto d'autoradio. La prossima volta però voglio dare lezione di sport acrobatico.

MUSICA!

Alle prime note dei Nomadi ci catapultammo sotto il tendone, non per un'improvvisa ondata di fanatismo ma perché fuori aveva iniziato a diluviare: si erano accorti che Grumo era uscito.
Oh ma te sei di Cuneo? L'ambiente era pieno all'inverosimile, c'erano persino parecchi esemplari di sesso femminile... tutte over 30, con l'unica eccezione delle bambine che tenevano in braccio.
PiombinoKastrox.

Le canzoni dei Nomadi comunque non erano male, però avevano il morbo di Ligabue: si assomigliavano un po' tutte... dopo la decima, mi venne voglia di generarle con un polygen.
La cosa più singolare, però, era che i Nomadi avevano dedicato un momento dello spettacolo ad una sorta di sfilata degli striscioni che avevano portato i loro fan!!!
Il popolo Nomade era davvero il fan club ideale per KASTROX.
Riferiremo.

BACKSTAGE

Grumo voleva a tutti i costi farsi autografare il libretto di Cicciput da Danilo Sacco, cantante dei Nomadi, per via di "Cani e padroni di cani". Piccolo particolare, se l'era dimenticato: autistico e distratto. PiombinoKastrox!
Comunque non si perse d'animo, strappò un foglio dal bloc notes che si porta dietro tutto l'anno e mandò avanti Klapac perché bloccasse il suo futuro scriba.

La missione ebbe successo e fu stabilito contatto sia con Danilo Sacco che con Beppe Carletti, il tastierista.
Con un unico imprevisto: subito dopo la firma, Grumo fece cadere per terra il foglietto.

"Che schifo, l'hai fatto cadere in mezzo al fango!" mormorai osservando Grumo, quasi sovrappensiero.
"NELLO SCHIFOOO! - urlò Klapac - NELLA MEEEEERDA!!!"
La contemplai ammirato... quando l'allieva supera il maestro.
Ed ora in coro: "HANDICAPPAAAAAATO!!! AUTIIIIIIISTICO!!! NELLO SCHIIIIIIFO!!! NELLA MMMMMEEEEEERDA!!!"
Beppe Carletti ci squadrò a dir poco terrorizzato, e, con voce sommessa, accennò: "Ma... che cosa è successo?"
"Eh, ho fatto cadere il foglietto..." rispose Grumo.
"Ah..."

Optammo per una rapida fuga, prima che l'artista chiamasse la neuro o mettesse in atto qualunque forma di trattamento sanitario obbligatorio. I progressi di Klapac comunque erano sorprendenti, in sole 48 ore eravamo riusciti a rovinare una creatura.

Ci potevamo ritenere soddisfatti, così tornammo alla base, incuranti della pioggia battente e sempre pronti per mandarci solennemente ed improrogabilmente affankulo.