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Capitolo 6 - HANDICAP@HUMID.NET

Un fruscio richiamò la mia attenzione... era la giovane Choolaudia che si preparava ad uscire, armata di pantaloncini vérdi, "salviettone" nero a strisce e costume azzurro.
Guardai l'ora... erano le 12:20.
Mi girai dall'altra parte e ritornai a dormire.

Un violento scroscio mi risvegliò pochi minuti più tardi: era Choolaudia, bagnata fradicia.
Una bella visione.
"PIOVEEEEEE!!!"

Potevo alzarmi.

Recuperati ombrelli, abiti pesanti e l'autistico GRUMO, ed appurato che non avrebbe smesso di piovere MAI, decidemmo che avremmo passato la giornata a mangiare e a bere, vestiti da GROENLANDIA.

Scegliemmo il Pescatore: pioggia o non pioggia, rimaneva sempre il miglior ristorante di Laigueglia, ed il fatto di essere gli unici clienti offriva i suoi vantaggi. Ad esempio, potevamo dire "SKROOOOOOOOOOOOOOOTO!" "VEEEEEEEEEEEERRO!" e "SAAAAAAAAAAKKOMAN!" senza annullare nessuno.
Il triangolo no!
RAPPORTI UMANI
Alle ore 14:20, arrivò un sms. Era di M__nuel. E diceva: Saluti da M__nuel. "ehi uomo!!! domani suoniamo a torino al nofest! Vieni?"
Da una vita aspettavo che l'h__ndicap venisse a Torino... ed aveva scelto la domenica del PercFest. Perfetto.

Alle ore 15, arrivò un altro sms: erano Remo e Marina, i vecchi signori Mayflower, cioè coloro che avevamo rimpianto da quando eravamo a Laigueglia.

Ci raggiunsero e ci regalarono un dvd commemorativo con le foto delle estati passate, per poi iniziare i racconti della loro nuova, pigra e felice vita A tavola con Remo e Marina da pensionati: sagre, mercatini e, soprattutto, SPIAGGIA... per la gioia di Remo, che si chiama Remo, ha sposato Marina, si è trasferito in Liguria ed ODIA IL MAAAARE.
In tutto questo, il Pescatore aveva fatto in tempo a CHIUDERE... ma non ci aveva cacciato dal dehors perché era troppa fatica.

Restammo là fino alle 17, poi la pioggia diminuì d'intensità e andammo a fare in culo per il paese.
Era parecchio che non usufruivo di giornali, telegiornali ed Internet, ma non mi sentivo tagliato fuori dal mondo: le edicole selezionavano i fatti rilevanti del giorno e li esponevano GRATIS in vetrina. Ed il loro oracolo erano i principali quotidiani locali: La Stampa di Torino e il Secolo XIX di Genova.
Oggi, la Stampa diceva: "Gioventù secondo La StampaGIOVANE SI SCHIANTA CON LA MOTO E MUORE"
Il Secolo XIX diceva: "SI SCHIANTA IN MOTO, MUORE A 42 ANNI"

Insomma, per la Stampa si poteva essere "giovani" a 42 anni!!! La notizia mi mise di buon umore. Foniuglia avrebbe approvato.

Poco più tardi, ci spostammo all'Albatros, per il seminario di Giorgio Zanier, e là ci aspettava la seconda sorpresa della giornata: il PASTRANO!
Il PEGGIOR uso possibile di 12x di zoom Finalmente!!!

Nonostante fosse bagnato, nonostante fosse padre, nonostante fosse veeeeekkio... era ancora, meravigliosamente OBLIQUO!

Fu una fortuna, perché il seminario era proprio interessante, soprattutto quando uno può vantare un'ottima cultura musicale: passammo il tempo a scrivere cartoline. E l'autistico GRUMO provò a spiegare a Choolaudia la codifica ROT 13 usandola per scrivere BESTEMMIE a KLÀPAČ. Fu una bella esperienza.
Seminario - reprise
DOPO LA PIOGGIA
Alle ore 18:30 la pioggia cessò, così decidemmo di divertirci tantissimo.
La prima tappa fu sul lato B della casa del veeeeekkio: volevamo cercare di individuare quale fosse la sua finestra sull'altro lato del palazzo, ammesso che ne avesse una, per rompergli i koglioni in STEREO.
GRUMO ed io contammo i passi da un lato e dall'altro della casa, li rapportammo alla differenza di ampiezza delle nostre falcate ed alla fine, nello stesso istante, scattammo una foto comparativa.
Se i nostri calcoli erano esatti (e perché dubitarne?), la finestra dovrebbe essere quella illustrata dalla seguente diapositiva.

Il lato B del VEEEEEKKIO
Subito dopo, ci precipitammo all'anfiteatro, dove si sarebbero dovuti esibire Giorgio Palombino e Walter Calloni... ed ovviamente non c'era NESSUNO.

Faceva pena vedere l'anfiteatro così vuoto... così decidemmo di rimediare.
Nel CUSIO, ci avevano chiesto di fotomontare giovani donne sul campeggio deserto per far credere alla gente che ci fosse pheega.
Noi, invece, decidemmo di moltiplicare i GRUMI.


Ritornati nel budello, ci passò davanti un tipo skifoso, basso, grasso e spoooorko, circondato da due pheeghe da paura!
Chiesi a GRUMO: "Secondo te, lui è FAVA?"
E Choolaudia rispose: "Però se lui vi vede in questo momento e pensa: 'LORO SONO FAVE'... per me non è belloooo!!!"

Giurammo solennemente di celare l'appartenenza al Fave Club, qualora ci fosse stato richiesto.
CACCIA ALL'OBLIQUO
Il Pastrano ci disse che sarebbe già ripartito quella sera: Gilson Silveira avrebbe dovuto prendere il treno da Alassio e lui avrebbe dovuto accompagnarlo con la macchina.
Choolaudia si ricordò che l'indomani avrebbe dovuto spostare la sua, perché l'aveva parcheggiata nella zona del mercato, e non c'erano altri parcheggi in tutta la provincia, isole comprese.
Dunque, la cosa migliore sarebbe stata passare a prendere la Choolaudiamobile, con quella andare tutti assieme al parcheggio del Pastrano e poi, subito dopo, fare lo swap.
Era un programma semplice ed efficace... cosa poteva andare storto?

Alle ore 19, la Satragno improvvisò al piano un notturno di Chopin jazzato, una gioia per le orecchie.
Tutto andava per il meglio!

Alle ore 20:30 ci guardammo intorno: il Pastrano era SPARITO.
Lo chiamai.
Risposta diplomatica: "Non ho TEEEEEEEEMPO di aspettarvi, ci vediamo su!"
Domanda spontanea: "Su dove?"
Risposta esauriente: "Quando vedi una P, GIRA e vai SU, sotto il PONTE c'è posto!"
- clic -

Corremmo a prendere la Choolaudiamobile, imboccammo l'Aurelia, trovammo una P e ci arrampicammo su una strada che si perdeva per le colline.
Non solo era lunga, storta e in salita, ma era anche STRETTA: non si poteva fare inversione.

E Choolaudia disse: "GRUMO, scendi dalla macchina!"
"Perché?"
"Perché sei l'UNICO che TROOOOOOOOOOOOOOOOMBA!"

Fu un bel momento.

L'autistico GRUMO non scese... ma comunque, dopo una serie infinita di giri a vuoto senza il minimo senso, percorsa un'estensione dieci volte superiore a quella del comune di Laigueglia, attraversati paradossi spaziotemporali che AGGIUNGEVANO spazio, riuscimmo a trovare il ponte di cui parlava il Pastrano: era in via Sarosa, sotto la ferrovia.
Il Pastrano se n'era già andato, ma il parcheggio che ci aveva lasciato era ancora libero... ed era OBLIQUO.
Sono soddisfazioni.
MUSICA DA CAMERA
Risolto il problema automobilistico, Choolaudia passò a quello stilistico: Artisti in camera era sera, occorreva vestirsi!
Non aveva tutti i torti, anch'io dovevo cambiarmi di macchina foto.

"VEEEEEEERRO!"
"SKROOOOOOOOOTO!"
"SAAAAAAAAAAAKKOMAN!"

Arrivammo in albergo che erano già le 21.

Sbirciando sui fogli della reception, vuota, avevamo scoperto qualcosa di nuovo ed importante: il numero della camera di SAAAKKOMAN!
Era la 12, proprio quella di fronte alla nostra... e noi avevamo passato TUTTO IL TEMPO ad urlare "SAAAAAAAAAKKOMAN!"
Potevamo ritenerci soddisfatti.
LA FEBBRE DEL SABATO SERA
Alle ore 21:30 lasciai gli altri due handicappati in camera e mi precipitai in piazza con un solo scopo: fotografare i Merlino Acid Trio in finale!

Finale - #1

Arrivai appena in tempo per vedere che se ne STAVANO ANDANDO... e ricominciò a piovere. Perfetto.

Nella speranza che la gente non skifasse il concerto, il Capo aveva fatto riparare sotto la tettoia del palco quel po' di pubblico che aveva deciso di sfidare la furia degli elementi.
Dietro di loro, tutti tenevano gli ombrelli aperti e non si vedeva una minchia... così salii sulle sedie delle prime file, approfittando dal fatto che tutti i potenziali apriculi erano troppo impegnati a rimediare al DISASTRO per avere tempo di rompermi i coglioni.

Finale - #2

Di fronte allo SFACELO, il Capo decise di prendere la situazione in pugno... e disse: "I'm the VOICE of the HUMID night" (pronunciato [nét]).
E fu il GELO.

E poi aggiunse: "Però che bello... quasi quasi anche l'anno prossimo... hehehe..."
E fu GELO elevato a GEEEEEEEEEEEEEELO.

Choolaudia e GRUMO arrivarono al termine della finale.
Stava per iniziare il concerto, così decidemmo di fottercene Vale significante e skifarlo, per andare a mangiare e bere da Zazà.

All'interno, c'era qualcuno degli Angelo & Friends, palesemente imboscato per non prendersi la pioggia in faccia.
"Ma dai! - dissero - Se non state davanti voi, che siete GIOVANI!"
Poi ci guardarono meglio... e non dissero più nulla.

Alle ore 22:30, finalmente, la pioggia cessò e ritornammo in piazza... appena in tempo per vedere la proclamazione del vincitore del concorso PercFest: era il Merlino Acid Trio! Rosario vs Pipppero AVEVA VINTO IL CUUUUUUUUUUUSIO.

Per il resto, la scaletta della serata era stata arricchita da guizzi creativi di immenso pregio... in altre parole, il programma era andato a troie e si faceva tutto a cazzo.
Comunque, non era male, specie le coreografie, perché il VEEEEEEEEKKIO continuava ad aprire e chiudere la finestra a seconda del picco di decibel che raggiungeva l'impianto: era una sorta di equalizzatore grafico analogico.
Andò avanti così fino a mezzanotte... poi chiuse, perché era troppo.
Arte
JAM
All'una il concerto finì e ci rifugiammo da Sirò, dove Palombino stava dando vita ad una jam da paura.
Il locale era strapieno... e, nonostante la presenza dei nostri cazzi, la gente che suonava superava di gran lunga quella che l'ascoltava: finalmente, era un vero festival jazz.

C'erano l'entusiasmo, la voglia, la carica e l'energia per andare avanti a spaccare i culi fino all'ALBA!

Alle ore 2:00 arrivarono i CARABINIERI... e la jam terminò.
Peccato.
Jam

Jam

Jam

Jam

Jam

Jam

AFTER
Il primo caduto fu l'autistico GRUMO, che si arrese alla forza pubblica e ci salutò: per lui era tempo di andare a dormire.
La bella Il mondo beve la mia birraChoolaudia ed io, invece, rimanemmo là per un'oretta ancora, a sparare cazzate e a bere... poi la pioggia cessò e decidemmo di spostarci all'Albatros per vedere se, almeno là, qualcuno suonasse ancora.

Alle ore 3:00 entrammo all'Albatros e la risposta era SÌ: stava suonando CHIUNQUE, era una figata!

Ci sedemmo.

Dal microfono, qualcuno disse: "Grazie a tutti, a domani!"
E la jam terminò.
Perfetto.

Decidemmo di andare a fare in culo per il paese, ma non c'era NIENTE di Cannucce aperto... era il primo anno che tutti i locali erano CHIUSI persino di SABATO SERA: il comitato AntiPercFest aveva stravinto!!!

A forza di camminare, eravamo arrivati al locale di Schopenhauer, cioè il chioschetto sul mare nel quale l'anno prima l'handicappato aveva fatto l'alba, venendo MANDATO AFFANKULO da qualunque forma di vita femminile, umana, animale, vegetale, minerale, digitale o aliena.

Alle ore 3:30, quel chioschetto era l'unica cosa aperta in tutta Laigueglia, ma fermarsi là a bere faceva troppo SFIGAAAAAATI... così decidemmo di portarci due bottiglie affankulo.

Entrammo dentro, il gestore ci guardò in faccia e ci disse: "Le bottiglie da 66 sono là!".
È bello quando la gente sa con chi ha a che fare.

E così, Choolaudia, il sottoscritto e le due Moretti da 66 andarono affankulo in spiaggia... dove non c'era NESSUNO.

Alle 5:00 mandai l'sms di "Buongiorno!" al Favone, da parte nostra e dei nostri culi bagnati. Rispose Saluti dal Favonein modo estremamente poetico.

Sfruttai l'ispirazione per decantare alla bella Choolaudia le meraviglie del promontorio sul quale eravamo appollaiati: due anni prima ci avevo fatto l'alba DA SOLO con il CARTONATO DEL PERCFEST, l'anno successivo invece ero con ANOVEX.
Se solo quelle rocce potessero parlare.

Dentro di me speravo che tutto questo fosse almeno un po' illegale... ed infatti dopo un po' arrivò un guardaspiaggia notturno, di quelli che vanno in giro con la pila per assicurarsi che nessuno passi la notte in spiaggia.

Ci vide.
Ci puntò la pila.
Non facemmo una piega.
Ci continuò a puntare la pila.
Ci girammo dall'altra parte.
"E se viene qua?" mi chiese Choolaudia.
"Non lo farà - risposi - Per venire qua deve camminare sui sassi... ed è fatica!"

Non so se la guardia mi avesse sentito... comunque ci pensò un po' su e poi se ne andò: per quello che pagano, arrampicarsi sul promontorio era veramente troppo! Avevamo vinto.
L'ALBA
Alle ore 5:50, con un anticipo di dieci minuti rispetto a quanto avevo previsto, sorse il sole.
"Oh... - dissi - Finalmente posso fare la FOTO!"
Choolaudia mi guardò senza proferire parola.

Ormai è un rito del PercFest: la La peggiore foto all´alba che sia stata fatta maifoto all'alba la scatto sempre tutti gli anni, per fare il test comparativo.

Scattata la foto, l'osservai... c'era una pessima luce, non si vedeva NEMMENO IL SOLE, i colori erano pochi e quei pochi facevano skiiiiifo.

"Minchia! - mormorai triste, osservando il jpeg - Questa è la peggiore alba della mia vita!"
E Choolaudia: "L'anno scorso eri con ANOVEX..."

Provai invano a spiegare alla giovane donna che mi stavo riferendo alla foto... ma era troppo tardi per riparare al danno. Chissà... se non avessi pronunciato quella frase... forse, quella mattina, avrei I superstiti trombato.
Mi sarebbe rimasto il dubbio per tutta la vita.

Alle ore 6:00 decidemmo di tornare in albergo, portandoci dietro le due bottiglie di birra, per metterle sul comodino a GRUMO e farlo SCLERARE.

Le bottiglie erano vuote... ma il contenuto era ancora tutto nei nostri corpi, sotto forma di allegria, simpatia, euforia, felicità, amore, fratellanza, pace... e qualcos'altro... che chiedeva al più presto di venire alla luce.

"Facciamo in fretta! - disse Choolaudia - E NON farmi ridere!"
"SAAAAAAAAAAAKKOMAN! - risposi - SAAAAAAAAAAAAAAAAAAAKKOMAN!!!"
Choolaudia iniziò a picchiarmi, nel tentativo di corrompere le onde sonore, ma fu tutto inutile: erano comunque a forma di SAAAAKKOMAN.
"SAAAAAAAAAAAAAAAAKKOMAN!"
"Finiscilaaaaa!!!"
"SAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAKKOMAN!"

In quell'istante ci passò davanti un VEEEEEEKKIO, ci guardò e ci SKIFÒ.
Fu un bel momento.

Una volta in albergo, la bella Choolaudia si liberò del peso interiore che la tormentava ed io mollai le due bottiglie vuote sul comodino dell'autistico GRUMO, perché volevo vederlo mentre SCLERAVA.
Choolaudia rientrò in stanza e scoppiò a ridere, GRUMO si svegliò, vide le bottiglie... e mantenne le aspettative.

"Ma siete impazziti??? Quelli sono VETRI! E se io alzandomi li avessi urtati?"
"Ma Grumo... - risposi - non siamo mica stati noi... è stato SAAAAAAAAAAAAAAAAAAKKOMAN!!!"
"No. Non sto scherzando! È pericoloso! Potevano cadere per terra e rompersi! E poi io posavo i piedi a terra! E mi tagliavo! Non si scherza con i vetri! E poi..."

La crisi autistica andò avanti a lungo, ma ai miei padiglioni auricolari non arrivò quasi nulla, perché Choolaudia rideva troppo forte.
Probabilmente, non avevamo svegliato solo GRUMO, né l'hotel Corallo, ma anche tutto il resto di Laigueglia.
Una fortuna, considerato che alle 9:30 ci sarebbe stato l'ultimo Qi Gong!

Con questo pensiero andammo a dormire, pronunciando l'ultimo, inevitabile ed irrinunciabile vaffankulo.