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Il primo giorno di scuola
Martedì 28/9/1993: L'ALBA
Yawn... buongiorno! Sapete cos'è quel coso lungo ed arancione che si vede laggiù? È il mio 36... ed è appena passato!
Poco male, ne arriveranno altri, non c'è motivo per incazzarsi. Ah... piacere, sono Marok, 4d Sports Driving, 1993Marok, ho 18 anni, ieri non esistevo e nascerò oggi, in un luminoso pomeriggio di settembre del 1993!

Lo so, è strana la gente che non ha un passato, però siamo divisi a squadre: la Demenza Senile, l'Alzheimer, casi particolari di amnesia come in "Mirage", uno dei film più belli che avessi mai visto in tv... quando? Mai! Ah... e poi c'erano i coglioni, come il sottoscritto.

Era una giornata splendida, cazzo!
Sì, il cielo era grigio... dettagli. All'orizzonte, ad Ovest, era appena spuntato tutto quello che aspettavo dalla vita: un tram!
Non erano passati neanche due minuti! Come si faceva a non essere ottimisti?
Aléééééé!!!
Sorrisi, tirai fuori il braccio, l'1 salutò il mio ottimismo con un tintinnio gentile... e tirò dritto.
Così, senza fermarsi... SOOOOOOOOOOKA!

Buttai l'occhio alla palina, in quel punto fermavano solo il 36 e il 38.
Ma che cazzo... non ci potevo credere: le fermate di bus e tram, che facevano lo stesso percorso, erano asincrone!!!
Ma chi cazzo c'era all'ATM di Torino? I piloti del Titanic? Gli ingegneri del Vayont? Gli Stronzi della Spaceball One? Ma minchia, ma porca troia, ma VAFFANKULOOOOO!!!

All'orizzonte, intanto, apparve un altro 1... era un mondo bizzarro, però efficiente! Mi toccava farla a piedi fino all'altra fermata, ma erano pochi minuti, poteva andare peggio!
Iniziò a piovere.

Ma sì, avevo l'ombrello!
Gambe in spalla, la vita l'è bela, l'è bela!

Sul versante Est, le nuvole lasciavano intravedere l'ombra di Superga, il posto da cui i miliardari ci guardano e ridono! Voialtri sapete come evitare la Naja ed il lavoro eh?
E va be'... per noialtri normali, esisteva l'università: due esami l'anno per evitare il servizio militare e NESSUNO ci avrebbe rotto i coglioni.
L'essenziale era scegliere con cura la facoltà: non troppo faticosa, né troppo noiosa!
Per iniziare il giro, Informatica sembrava perfetta.

Uno scampanellio mi riportò alla realtà: stava arrivando l'1, schizzai nello scatto più lento del mondo, ma comunque... saltai a bordo! Vittoria!

Quindi, chiusi l'ombrello, misi in cuffia Elio e le Storie Tese e contemplai il viale alberato che lentamente cambiava pelle, fino in piazza Bernini.
Da laggiù, davanti all'ISEF ed all'austerità del Cavour, aspettai il 9 cercando un nuovo confine: la periferia nord!
6.0221409e+23
Pochi isolati più a sud, un giovane alto e magro dal passo svelto era davvero di pessimo umore.

"Fankulo! Uno fa cinque anni all'Avogadro e si diploma come Perito Informatico... quindi? Che CAZZO farà all'università? Informatica, no? Dovrebbe essere normale! E allora perché CAZZO non c'è più nessuno? Perché???"

Così pensava GM, camminando a velocità 3x rispetto al passo di un normodotato e rallentando solo quando ce n'era davvero bisogno: dall'alto, si vedevano benissimo le tette!
A parte gli scherzi, era una catastrofe: di tutta la vecchia scuola, si erano iscritti ad Informatica solo in QUATTRO!
MiOpiO, Spranga, Zool ed il quarto era lui, GM.
E non era tutto: Spranga era finito nel corso A, MiOpiO e Zool nel C... e GM era nel corso B, DA SOLO!!!
Non era giusto, cazzo.
Ogni volta che si cambiava scuola era la stessa merda: si perdevano tutti gli amici.
Era stato così alle medie, alle superiori... e adesso di nuovo!

"Chiedevo mica tanto, bastava UNO dei nostri, in quella CAZZO di aula... fankulo! Ecco, adesso piove pure... ma fottiti, che giornata di merda! Ci manca solo più che perdo il pullman..."

In quell'istante, apparve il 2.
GM fece uno scatto impressionante, bruciò il semaforo, saltò a bordo... e si trovò letteralmente circondato dalla pheega!!!

Bastava così poco, a questo mondo, per ritrovare il sorriso.
INGRESSO AL PDF
Passato corso Regina, le rotaie del 9 si insinuarono nel rettilineo di corso Svizzera e, con somma grazia, si posarono nel suo buco del culo, l'Amedeo di Savoia, l'ospedale delle malattie infettive!
Ero arrivato.

Attraversai il corso ed entrai al centro Piero della Francesca, che sembrava tutto tranne che un'università: dava l'idea di un incrocio tra un Centro Congressi ed un Centro Commerciale, però abbandonato.
Boh... il programma della giornata restava valido: localizzare Informatica, fottere giochi e smanettare con i supercomputer più potenti di Torino... e domani è un altro giorno! Via!

"Scusi signore... - dissi all'usciere - È qua l'università?"

Il vecchio, che avrà avuto i suoi anni, grugnì e mi indicò l'uscita: "Devi fare il giro dell'isolato! L'entrata è in via Pessinetto! Capito?"

Seguendo le istruzioni, raggiunsi una scalinata anonima di un Il Parco dei Diversamente Figatipalazzo anonimo, bianco sporco, privo di insegne, scritte o colori... davvero quella roba conteneva una facoltà?
C'era un solo modo per scoprirlo.

Entrai e sorrisi, la popolazione appariva amichevole: tante voci squillanti, magliette buffe, camicie a quadri, jeans e scarpe da ginnastica... nessuno in giacca e cravatta! Mi infilai in un gruppetto a caso e chiesi: "Ciao! È qua l'università?"
"A quanto pare... - rispose uno di loro, incuriosito - Chi cerchi?"
"Boh... volevo sapere come funziona... cioè, quando inizieranno... le lezioni..."

Capelli neri, pelle chiara, occhiali sporchi ed un accenno di pancetta, l'indigeno sembrava inoffensivo. Mi fissava con aria interrogativa, ma anche divertita.

"Devi guardare in bacheca! - sentenziò - Là!"

I miei poveri occhi si posarono su un elenco di sigle incomprensibili: avrei fatto meno fatica con dei codici Maya su foglia di corteccia! Era giusto così, era il test di intelligenza per dimostrare di essere idonei all'informatica... e lo stavo clamorosamente fallendo.

"Non si capisce un cazzo eh? - disse lui - Non sai neanche da che parte guardare!"
"In effetti... ci vorrebbe quantomeno una legenda... o un decoder!"
"Ahahah! Tranquillo, hai qua lo hacker! Tu sei del primo anno, giusto?"

Il bello di Loacker era la perspicacia... ma non era il momento di lamentarsi: annuii con un cenno del capo.

"Quindi, in questo primo semestre devi seguire tre corsi: Algebra, Geometria ed Analisi1. Come ti chiami?"
"Marok, piacere!"
"Con la M... allora sei nel corso B. Dalla F alla N siete corso B. Quindi, nella tabella dobbiamo cercare ALGB, GEOB ed ANA1B. Vediamo un po'... a quanto pare, sei sempre in Aula B, dalle due in poi!"
"SUL SERIO? NON CI SONO LEZIONI AL MATTINO???"
"No, non mi sembra... al mattino non avete niente..."
"GRANDEEEE!!! Ma questo posto è il PARADISO! E quando si inizia?"
"Che io sappia, ieri..."
"Ah sì? Son già iniziate le lezioni?"
"Sì, ma ti sei perso solo Geometria..."
"Minchia, ma pensavo cominciassero lunedì 4 ottobre... c'era scritto..."
"Guarda, se ti impegni perdi pure il secondo giorno: mancano cinque minuti, inizia alle 2!"

Con il groppo in gola e il cuore che batte, corsi verso l'Aula B: era l'alba di un nuovo mondo... il mio!
L'AULA B (destra)
Nel mezzo delle porte, un oblò quadrato incorniciava l'interno, sembrava la tv del futuro: la definizione era eccezionale, l'animazione era fluida, il disturbo di fondo quasi assente... ma sul contenuto c'erano ampi margini di miglioramento.

"Solo volti anonimi... - pensò GM, squadrando la folla - Che palle! E che orario di merda! Ci hanno divisi pure in quello: gli altri fanno lezione al mattino... tranne il martedì. E che giorno è oggi? Martedì! E loro ci sono? NO! NON sono ancora arrivati! Fankulo... basta aspettare, si fa tardi! Porta sinistra o destra? Destra, via! Anche oggi da soli. Fankulo..."
L'AULA B (sinistra)
Giorno zero, tempo zero, istante zero, corsi verso la porta più vicina, quella a sinistra, presi fiato e la spalancai. Ero nato!
Mi guardai intorno, non conoscevo NESSUNO... figata!!!
Senza un passato, una storia, un'identità, mi incamminai sorridente per il corridoio laterale.
I banchi erano pezzi unici, lunghissime righe bianche; le sedie erano verdi, separate ma strette: non era un mondo per grassi... me ne sarei fatto una ragione.
Non mi andava di stare troppo davanti, ma neanche dietro: non ci vedevo più bene come prima. Prima quando? Mai.

Posai il culo sul terzo sedile della settima fila, da lì riuscivo a leggere la lavagna senza occhiali.
Alla mia sinistra, sedia 4, c'era un tipo coi capelli castani lunghi e sciolti e l'aria assente... sarebbe stato un incrocio perfetto tra un figlio dei fiori e Kurt Cobain, però aveva l'aria di non avere visto la pheega neanche quand'era nato! A parte le immagini porno.

Mancava un minuto all'inizio, quando un essere gigantesco piombò di fianco a me ed occupò ENTRAMBI i posti alla mia destra!
Era enorme, alto, spesso e possente, aveva le gambe talmente lunghe che uno slot singolo gli dava spazio esaurito, quindi si era allocato in diagonale! Da dove cazzo era uscito?
Boh, non ci fu tempo di fare conversazione: spaccando il secondo, la prof arrivò.
LA PRIMA LEZIONE DI ANALISI1
La prof aveva le sembianze di una vecchia nazista, un misto tra Irmgard Huber e Frau Blücher: le bastò un cenno per spegnere il casino della classe e, in un istante, non rimasero voci a parte la sua, stentorea e severa.

"Buongiorno! - disse - Questo è il corso di Analisi Matematica 1. Prima regola: alle lezioni di Analisi1 NON SI PUÒ ARRIVARE IN RITARDO! Una volta che la lezione è iniziata, nessuno deve aprire la porta, perché nessuno di voi ha il diritto di distrarre i colleghi, né tantomeno ME! Ogni volta che io terminerò un discorso, farò un segno e solo a quel punto la porta potrà essere aperta. È chiaro?"

Tanta paura, cazzo.

GM immaginava quanto sarebbe stato epico quel momento se solo i suoi compagni fossero stati lì con lui: avrebbero passato la serata a prendere la Nazista per il culo, ripetendo le sue frasi coi rutti.
Invece un CAZZO: non avrebbe mai rievocato quella scena con nessuno della Cumpa, non sarebbe mai diventata leggenda.

E poi, cazzo... quell'aula NON aveva finestre: la pochissima luce naturale filtrava SOLO dagli oblò delle porticine alle spalle della cattedra; tutto il resto era NEON... l'architetto era un CRIMINALE!

"Fisserò appelli scritti quasi ogni mese - continuò la Nazista - Ma ricordate: ogni anno, potete consegnarne solo tre. Avrete a disposizione SEI ore dall'inizio e potrete tenere con voi qualunque cosa: libri, quaderni, persino calcolatrici... non mi interessa! Però non potrete per NESSUN motivo lasciare l'aula, senza consegnare! Al termine, vi lascerò copia delle soluzioni... e, se non sarete convinti dei vostri elaborati, sarete ancora in tempo per... RITIRARVI!"

La vena di genuina soddisfazione con cui scandiva la parola "RITIRARVI" era agghiacciante, però anche le sei ore senza poter andare al cesso non erano male.

"Chi passa lo scritto, avrà sei mesi di tempo per provare l'orale. Ricordate che gli esami scritti si tengono al PDF..."

Dedussi che "PDF" stesse ad indicare la nostra posizione attuale: "Piero della Francesca", che era il nome del complesso, oppure "Parco dei Diversamente Figati"... a scelta!

"...gli orali invece saranno a Palazzo Campana, la sede di Matematica! Sapete dov'è?"

La folla tacque.

"In via Carlo Alberto 10! All'angolo con la piazza! Segnatevelo, mi raccomando!"

Secondo me non era così normale che gli esami di una facoltà si dessero in un'altra... comunque, la destinazione non era male, era in centro, avremmo visto un po' di pheega.

"Attenzione! - proseguì la Nazista - Il primo appello sarà più facile, perché verterà su una parte ridotta del programma, quindi vi conviene essere pronti... ed il modo migliore è frequentare il corso. Non è richiesta nessuna iscrizione: chiunque può seguire. Se qualcuno cammina in via Pessinetto e piove, come oggi, può entrare a lezione ed imparare un po' di Analisi Matematica! In ogni caso, noi partiremo da zero: anche chi è privo di basi, può recuperare tutte le nozioni che gli mancano! Oggi, parliamo di numeri naturali!"

La vecchia prof prese un gesso ed iniziò a scrivere alla lavagna.
LA NASCITA DI MONOPOLY
Non mi dispiaceva per nulla, quella prof: sarà anche stata nazista, ma era chiarissima! Magari avessi avuto insegnanti di matematica così anche prima... prima quando? Mai!
Tutto era perfetto là dentro.
Ero in pace con l'intero creato, non avevo problemi, non avevo un passato, ero la persona più felice del mondo!

"Ahahahah! - disse una voce dietro le mie orecchie - Ti è piaciuto fare il CLASSICO eh?"

Una cascata di MATTONI si abbatté sulla mia testa.

"Ahahahah! IL CLASSICO!!! Ohu, MonopolyMonopoly! Sì, proprio a te, dico! Monopoly! Ti è piaciuto fare GRECO, eh Monopoly? E adesso che la profia mette le derivate? Eh? Che cazzo te ne fai del LATINO? Che cazzo mi sviluppi, Monopoly?"

Non era possibile.
Là dentro non conoscevo nessuno, ne ero sicuro!
Come CAZZO faceva quel tizio a sapere che avevo fatto il classico? E perché CAZZO mi chiamava Monopoly?

"Ahahahahah! Monopoly! Ascolta la profia, ascolta! Ti piace non capire un cazzo eh? Ma tanto che ti frega? Tu sai il GRECO! Derivate, integrali, serie, sommatorie, matrici... Monopoly! Te le prendi tutte nel cuuuulo, Monopoly! Capito dove? Nel cuuuuulo!"

E va be'. Era tempo di girarmi, guardare che CAZZO di faccia avesse lo STRONZO e mandarlo AFFANKULO.
Così, VAFFANKULO, al TRE!
Uno... due... due e mezzo...

"NICHEL! - disse il tizio di fronte a me, voltandosi - Vaffankulo!"
"ALLORA??! - urlò la prof - CI SONO PROBLEMI? NON HA CAPITO QUALCOSA? MI DICA!"

Monopoly arrossì e farfugliò una supercazzola, Nichel scoppiò a ridere con la faccia nascosta tra le mani, la prof lanciò un'occhiataccia a tutta l'aula e per un attimo regnò il GELO!
Poi ricominciò a distribuire le sue insalate di matematica, come se nulla fosse successo.
IL RITARDO UMANO
Pochi minuti più tardi, la porta si aprì... ed entrò un tizio assurdo.

"LEI??? - urlò la prof - COSA VUOLE?"
"Io? Cioè... è Analisi1... no?"

Aveva una vocina stridula senza senso, da gagno! L'intera aula scoppiò a ridere e la prof si incazzò TANTISSIMO!

"FUORI!!! LE DICO IO QUANDO PUÒ ENTRARE!!! FUORIII!!!"

Col terrore negli occhi, il malcapitato uscì e rimase incollato all'oblò, come un adesivo... finché la prof non ebbe pietà.

"Se solo uno così fosse entrato nella nostra vecchia aula delle superiori... - pensava GM - ...l'avremmo preso per il culo a vita... lui e la profia! Sarebbe stato meraviglioso..."

Invece, adesso sarebbe scivolato via, senza lasciare traccia: nessuno avrebbe mai neanche saputo il suo nome! Una risata passeggera... e nulla più.
Nessuno avrebbe mai rievocato quell'episodio con noi, quando saremmo diventati vecchi... tipo nel !
Questo, per GM, era insopportabile.

"Sono le tre, la prima ora è terminata! - esclamò la Nazista, spaccando il picosecondo - Adesso avete il vostro quarto d'ora accademico, ci rivediamo tra 15 minuti!"
IL PRIMO QUARTO D'ORA ACCADEMICO
Quello che la Nazista chiamava "Quarto d'ora accademico" era un intervallo di 15 minuti che, a quanto pare, si ripeteva ogni ora. Quindi, il 25% di ogni giornata era CAZZEGGIO... era il Paradiso!

Nichel e Monopoly, per la cronaca, passarono l'intero quarto d'ora a mandarsi affankulo... perché si volevano bene, erano belli! NichelNichel era nato con una paletta CGA a 2 bit (4 colori): camicia bianca, capelli-maglietta-pantaloni-anfibi neri, occhi azzurri chiari e pelle marrone... di LAMPADA!
Neanche a farlo apposta, abitava a Nichelino, il paese dei tarri: era perfetto!
Come computer, diceva di possedere un "8088", un modello precedente al 286... probabilmente ci prendeva per il culo.

Monopoly, invece, sembrava un prete di campagna: aveva l'accento piemontese dei vecchi barotti... però con le vocali strette.
Tutto il resto era largo... anche la faccia: esprimeva serenità!
In realtà, faceva una vita di merda: arrivava dalla Val Sesia, quindi in settimana era costretto a farsi ospitare da amici e parenti... e vedeva il computer solo nei weekend!
Io non ce la farei, mollerei solo all'idea.

Le vere anomalie della natura però erano i miei vicini di sedia.
Il rocker figlio dei fiori, che Nichel chiamava McLaudMcLaud, sembrava perennemente assente: adesso si era raccolto i capelli in un codino assurdo, tipo Fiorello, e si guardava in giro con aria dolcemente rassegnata.

"Io non so che cazzo ci sto a fare qua... - diceva McLaud - È tutta matematica, non ci capisco niente. Dov'è finita la storia? E soprattutto, dov'è finita la pheega?"
"Cazzo dici? - rispondeva Nichel - Pensavate davvero di trovare pheega qua dentro? Che branco di handicappati! Mutismo e rassegnazione! Capito? Guardatevi intorno! TERRA BRUCIATA!"

Era una bellissima espressione "terra bruciata", Nichel era un poeta: per un attimo, McLaud sorrise!
Poi tornò a lamentarsi di nuovo.

Dall'altra parte, c'era lo Yeti, quello che occupava i due posti alla mia destra.
Arrivava da Aosta, era alto DUE METRI e cinque centimetri e parlava pochissimo! Per sua fortuna, a Torino l'ospitava una zia, altrimenti sarebbe vissuto in treno... però era paradossale: c'era gente che viveva fuori di casa pur di fare l'università, anziché il contrario!

A concludere il terzetto di immigrati, c'era il Filosofo: vicino di sedia di Monopoly, occhiali e barbetta incolta, arrivava da una sfiga di paesino nel Canavese e... NON faceva Informatica.
Proprio così: era iscritto ad un corso di Filosofia, chiamato "Filosofia ad indirizzo Informatico"!
Sì, esisteva.
Quindi, a suo dire, avrebbe evitato Naja dando gli esami di Filosofia, che ovviamente erano una cazzata, nel frattempo avrebbe visto un sacco di pheega alla faccia porca nostra, poi sarebbe venuto da noi a smanettare.
Se c'era del vero, il Filosofo era un genio.

Infine, c'era l'imperscrutabile vicino di posto di Nichel: BudoBudo! Corporatura media, capelli neri, abitava a Rivoli... insomma, sembrava quasi normale!
In realtà, si vantava di essere un esperto di arti marziali: per questo, lo chiamavano Budo... probabilmente da Budokan, il gioco della Electronic Arts.

"Vi lamentate della pheega... - commentava Budo - Io per un anno ho fatto Naja..."
"Già fatto Naja??? - chiesi - Come mai?"
"Non pensavo di fare l'università, mi volevo mettere subito a lavorare. Quindi son partito per Naja... e ho capito!"
"Ah, io ho già capito prima! Stasera sarò a casa mia, davanti al mio computer!"
"Che macchina hai?"
"Eh? Non ho neanche la patente, devo ancora iniziare Scuola Guida..."

Tutti scoppiarono a ridere... cos'era, un raduno di automobilisti?

"MA NO, COGLIONE!!! - urlò Budo - INTENDEVO IL COMPUTER!!!"
"Ah... scusa! - risposi - 486 dx33, 4 mega di ram, 200 mega di hard disk, scheda video Cirrus Vesa Local Bus, scheda audio AdLib e..."
"Ma CHE FIGATA!!! - esclamò - Ma veramente???"
"SPETTACOLO! - commentò Nichel - Ma ce l'hai un po' di giochi fighi, almeno?"

Entrando là dentro, l'ultima cosa che avrei pensato era che il computer più potente sarebbe stato il mio... era una "macchina" assolutamente normale!
Avevo scelto Informatica pensando di smanettare con dei supercomputer, invece era Informatica che si stava prenotando un posto per smanettare a casa mia... era davvero uno strano pianeta.
ANALISI 1 - REPRISE
Il quarto d'ora accademico era volato via, ma anche l'ora di lezione fu divertente.
La prof nazista era innamorata di alcuni numeri: aveva una vera e propria cotta per "radice di due", quando ne parlava le tremava la voce! Il numero della sua vita però era "e" (che voi sapete benissimo essere il limite della successione (1+1/n)n al tendere di n all'infinito).

Oh, son gusti: a me invece piaceva il pi greco, perché ero nato il 22 luglio... e 22/7 fa 3 e 14.

A pochi minuti dalla fine, come risultato di un calcolo che dava 4, la Nazista scrisse alla lavagna: "4!".
Proprio così: un 4 seguito da un punto esclamativo.

GM era allibito.
All'Avogadro, se un'insegnante avesse fatto una roba del genere, persino i muri avrebbero urlato: "VENTIQUATTRO!".
Invece, là dentro, fu lei stessa a specificare: "4 eh... non 4 fattoriale!".

"Non è possibile... - pensava GM - Non sta ridendo nessuno, non ha capito nessuno! Ma questi si sono cimiti il cervello. O sono morti, tutti, o non sanno cos'è il fattoriale. Ma no, dai... che CAZZO di scuola han fatto, il classico? No, va be', non sarebbero qua. Comunque, che merda. Nessun volto amico, cazzo... nessuno. Oggi ce n'è pure uno nuovo: il nano vicino al gigante valdostano! Siamo al CIRCO, cazzo... però SENZA la pheega. Ne ho vista di gente brutta, ma quel nano li batte tutti! Basso, grasso, peloso e con gli occhi da pazzo! Ne conoscevo uno con quegli occhi, alle elementari: passava il giorno a scrivere le cazzate... mai più rivisto. Oh, e se fosse lui? No, dai, non scherziamo, non può essere venuto su così... che cazzo gli è successo? Dove cazzo le ha fatte le medie, a Chernobyl? Però, in effetti gli occhi sono quelli... a fine lezione vediamo, dai! Ah, è finita? Bene! Andiamo!"
L'INCONTRO
Ma sì, mi ero convinto: Informatica era il Paradiso!
Le lezioni erano di pomeriggio, le ore duravano tre quarti d'ora, c'era un intervallo di 15 minuti per quattro volte al giorno e soprattutto non conoscevo NESSUNO: era il posto ideale in cui ripartire da zero.
Comunque vada, avevo fatto RESET!
Senza un passato, era tutto bellissimo, era...

"ALEX!"

La voce era reale, non arrivava dalla mia testa.
Ok, questa volta non c'erano dubbi.
Spostai con delicatezza i mattoni più pesanti dal mio lobo occipitale sinistro ed inclinai il collo verso l'alto di una trentina di gradi, scorgendo la sommità di un palo di un metro e 90: un viso pulito, timido e buono.
Somigliava vagamente a Tom Hanks, il protagonista di "Big".
E quindi? Chi cazzo era?

"Cinque anni di elementari... ricordi?"

Oh cazzo...

"GMGM!!?" esclamai.
"In persona! Come va?"

Cazzo, GM! Non ci vedevamo da OTTO ANNI... un'era geologica!
Eravamo assieme alla Fattori, una delle scuole elementari del quartiere, ed era il nostro genio della matematica: coi numeri faceva MIRACOLI!
Nel resto faceva CAGARE... dettagli.
In seconda, la maestra lo interrogava di fronte alle quinte, facendogli risolvere i LORO problemi... e la maestra di quinta diceva ai propri allievi: "Imparate, somari!"
Avevo passato ANNI a copiare dal suo quaderno di matematica: aveva la scrittura più incomprensibile del mondo, ma io ero un decoder vivente da GM.ttf ad iso-8859! Erano stati anni meravigliosi!!!

"Grande GM, cazzo! Allora? Come va? Che mi combini di bello?"
"Eh, ho finito l'Avogadro! - rispose GM - Perito Informatico! E tu?"
"È una lunga storia..."
"Ah... boh... comunque anch'io sono da solo: tutti i miei amici dell'Avo sono corso A o corso C! Colpa del cognome... Dai, te li presento, vieni?"
MIOPIO, SPRANGA e ZOOL
Seguendo GM, mi ritrovai di fronte ai cessi, all'aula C e a quei cazzoni dei suoi compagni dell'Avogadro!
Il primo (in tutti i sensi) si chiamava Zool, come il gioco. Secondo GM, era il secchione della scuola, ma il viso pallido e gli occhiali spessi non mi avrebbero mai convinto a sufficienza; quindi, Zool mi raccontò di abitare in un paese chiamato Andezeno e di metterci UN'ORA di pullman ad arrivare a scuola, però era contento perché: "Non so come fate voialtri a Torino! Da me è tranquillissimo, si sta da Dio! Quando devi studiare è l'ideale!".
Forse GM aveva ragione.

Anche il secondo esemplare era notevole: si chiamava MiOpiO on the roadMiOpìO, portava occhiali telescopici alla ragionier Filini e mi stava simpatico perché era basso e grasso!
Il colmo, però, era che abitava a Pino, dove c'era l'osservatorio astronomico!
Sempre meglio che Andezeno.

Il terzo si chiamava Spranga ed era identico a Fantozzi! Però non sembrava così sfigato: abitava a cinque minuti da scuola.

"Nei giorni in cui ho lezione mattina e pomeriggio... - diceva Spranga - ...faccio in tempo a tornare a casa, mangiare e ritornare qua! Mica come loro!"

Quindi, tutti gli altri avevano lezione al mattino!!!
Ero nel migliore dei corsi possibili.

Boh, l'intervallo era terminato.
Per il corso B, era tempo di... Algebra!
LA PRIMA LEZIONE DI ALGEBRA
Con impeccabile puntualità, il prof di Algebra salì alla cattedra e prese il posto della Nazista, ma il modello era decisamente differente: aria mite, occhiali rotondi, baffetti neri, pochi capelli, calmo, paziente e gentile, sembrava un po' Maurizio NichettiMaurizio Nichetti invecchiato di vent'anni e un po' il signor Rossi di Bruno Bozzetto.

"Buongiorno! Benvenuti al corso di Algebra!"

Con voce pacata, tendente ad una democratica e pacifica monotonia, il prof elencò gli argomenti del corso, che comprendeva la teoria degli insiemi, i polinomi ed altri concetti misteriosi: era di nuovo tutta matematica.

"Ma ad Informatica non si fa mai informatica?" sussurrai, in un momento in cui il prof era girato.
"Nel secondo semestre, credo... - rispose McLaud - Ma io scappo prima!"

GM aveva fatto i salti mortali per infilarsi nel nostro settore... e solo adesso si rendeva conto dell'errore!
In compenso, non aveva cambiato grafia: il suo GM.ttf era ancora criptato, a sillabe casuali corrispondevano sgorbi casuali, come alle elementari.

"Infine... - continuò il prof - Ci soffermeremo sugli anelli di polinomi ed anche in questo caso ritroveremo concetti analoghi, quali l'identità di Bezout!"

Bezout era un nome bellissimo... gli stava bene! Al prof, intendo.

"Infine, l'esame! - concluse il professor Bezout - Prevede una prova scritta ed una orale. Durante il corso, però, faremo due esoneri, su metà programma ciascuno!"
"Esoneri? - commentò McLaud - Ma 'sto profio come cazzo parla?"
"Ma che cazzo ne so... - risposi - Tu asseconda!"
"Sono i mezzi compiti... - spiegò GM, paziente - Li fai durante il semestre e ti valgono come lo scritto!"
"Per essere ammessi alla prova orale... - proseguì il professor Bezout - ...dovete aver superato entrambi gli esoneri con un voto non inferiore a 15 trentesimi, con media maggiore o uguale a 18. Chi non ce la dovesse fare troverà altri appelli una volta al mese, che però si terranno nella sede del dipartimento di Matematica, a Palazzo Campana. Sapete dov'è?"

Stavolta eravamo preparati... e Bezout fu contento!
L'ARTE DELLA COPIA
Al termine dell'ultima ora, la mancanza di finestre iniziava a farsi sentire: non c'erano più tracce di ossigeno, in nessuna parte dell'aula, e l'umido amplificava la puzza, tantissima puzza! Era bello!!!
Poi però uscimmo allo scoperto e seguimmo GM, che ci portava in un bel posto.

"Di qua! - disse GM - Chi mi ama mi segua... in Via delle Merdevia delle MERDE!!!"

L'aromatica Via delle Merde (all'anagrafe via Balangero) costeggiava il lato ovest del PdF ed era un concentrato di fatiscienza: eravamo nella periferia Nord!
La parte più pulita era il marciapiede, che era un cesso per cani, mentre ciò che restava dei palazzi colava muffa, blatte e schifo.
Nulla in confronto alla prima traversa, Via Viù, che aveva un gusto ancora più estremo: ricordava l'urbanistica di Cinico TV. Era tutto così sporco, lurido, putrido e rivoltante che, alla fine, mi piaceva: avevo un debole per le case di ringhiera e per la decadenza, in generale!

"Minchia che mmmmerda!- diceva Nichel - Pensa se becchi una tipa, la inviti a casa tua e la porti in VIA VIÙ! Minchia, TERZO MONDO!!!"

Sarebbe stato bello affrescare i muri di via Viù con la scritta: "SKIFATI DA NIKELYNO!".

"GM! - obiettai - Non per farmi i cazzi tuoi... Ma dove cazzo ci stai portando?"
"Tu non c'eri ieri, vero? Si vede! Andiamo a prendere i libri!"


L'ultima traversa, via Nole, costeggiava le fabbriche abbandonate delle Ferriere FIAT: aveva un'aria spettrale! A sorpresa, però, c'era anche una copisteria... e sugli scaffali erano già pronte le fotocopie di tutti i libri di tutte le materie.
Non solo: c'erano anche i vecchi testi d'esame, con le soluzioni, ed erano ordinatissimi e precisi!

Quella facoltà era cresciuta in un brodo primordiale di schifo, tra le favelas di Torino Nord e l'ospedale delle malattie infettive, ma aveva sviluppato un'organizzazione pazzesca!
Dai diamanti non nasce niente, diceva il poeta... ed aveva ragione.

Non sapevo se sarei rimasto ad Informatica, ma decisi comunque di fotocopiarmi i testi di Algebra ed Analisi1: alla peggio, li avrei conservati per ricordo, come souvenir!
ROTTA VERSO CASA
Terminata l'ultima copia e saldata la spesa, giunse il tempo dei saluti.

"Abiti ancora nella vecchia casa?" mi chiese GM.
"Ho appena cambiato! - spiegai - Ho ancora tutto negli scatoloni, tranne la gatta, il cesso e l'elettronica! Comunque, sono rimasto a Pozzo Strada... e tu?"
"Sempre là, dietro la Fattori! Dai, vieni, andiamo a prendere il 2!"
"Eh? Il DUE???"
"Sì... perché?"
"Come cazzo ci arrivi? La fermata più vicina sarà in corso Potenza..."

GM mi fissò con aria incredula, poi rispose: "Sì, corso Potenza! Cioè là!"

Alzai lo sguardo... c'era corso Potenza.
Non aveva alcun senso, non poteva essere là, solo che corso Potenza non lo sapeva e c'era.

Alla fermata del 2, mi guardai intorno: eravamo DIETRO la NichelPELLERINA, il parco dei concerti!
Ero praticamente A CASA!
Eravamo contemporaneamente nella periferia Ovest e in quella Nord. Come se lo spazio si fosse deformato... mi venivano le vertigini!

Nell'attesa, osservai la parte superiore della cartina di Torino, quella che non guardavo mai perché era troppo in alto... e non mi quadrava più un CAZZO!
Avevo sempre avuto in testa uno schema semplificato che si fondava su strade verticali o orizzontali, ma dritte... e la realtà era STORTA!

Avrei tranquillamente potuto farmela a piedi fino a casa, invece scelsi il CASINO ed aspettai il 2 con GM, Nichel e McLaud, che abitava a Mirafiori.

Aspettammo un quarto d'ora... e ne arrivarono due di fila.

"Fankulo a voi! - rispose Nichel - Domani prendo il 9, almeno passa!"
"Sì, il 2 la sera fa così
- commentò GM - Aspetti, aspetti... e poi ne arrivano due assieme!"
"L'opposto della pheega... - osservò McLaud - Aspetti, aspetti e poi arriva un cazzo!"

Era un mondo difficile per tutti.
E VENNE IL BUIO
A cena, MammaMarok mi rivolse mille domande, terrorizzata dall'idea che mi sfiorasse l'anticamera del cervello la decisione di rimanere davvero ad Informatica.
Infatti, l'informatica era l'esatto opposto di quello che lei potesse considerare cultura, perché era donna e perché un tempo insegnava italiano e latino.

"Senti la Voce della tua Coscienza che ti parla: quelli sono i RIFIUTI della cultura! Sono l'indecenza! Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e..."

Sapeva che NON poteva insistere... altrimenti avrei sicuramente scelto Informatica!
Quindi, corresse il tiro: adesso avrei dovuto fare la persona SERIA, perché ci sarebbe stata parecchia matematica, quindi TANTISSIMO da STUDIARE, sapessi! Giorno, notte e persino... MATTINA!
Sempre così, nei secoli dei secoli, fino alla trecentotrentatreesima generazione!
Poi si addormentò davanti alla tv... e fu la pace.

Ora mi aspettava la seconda notte nella casa nuova, la prima dall'inizio dell'avventura.
Il profumo di colla bianca mi riportò alla mente la verginità della tappezzeria, che reclamava affetto; così, appesi al centro della parete la cosa meno rock che avessi in casa: una cartina di Torino, perché ne avevo bisogno.
Fessi quelli che preferiscono le immagini porno.

L'indomani avevo in programma di continuare il giro delle facoltà, ma dove sarei potuto andare? Filosofia, come il Filosofo, a fare un cazzo in mezzo alla pheega? O Psicologia, per poi tornare ad Informatica con cognizione di causa?
Per rilassarmi, passai la serata a disegnare nuovi mondi su Civilization.

Nella penombra, intanto, un paio di La gatta dietro al nastro che scottaocchi gialli mi fissavano e mi giudicavano come solo i gatti sanno fare, poi fu pronunciata la sentenza: "Gnack!".
Nella lingua di Nerina, voleva dire: "SFIGAAAATO!"

"Sì, hai ragione, Nerina... - risposi - Sono le cinque, è ora di andare a dormire!"

Ma sì... l'indomani sarei tornato ad Informatica! C'erano ancora parecchie cose che dovevo sapere, prima di decidere... per esempio, ero curioso di seguire anche la terza materia: Geometria!

Era solo l'inizio dell'avventura.
Torino 93