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Elio e le Storie Tese
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-----Messaggio originale-----
Da: MaRoK
A: Handicap@wc.net
Data: Sabato 21 aprile 2012 2:41
Oggetto: Ucronie


Cari diversamente figati,
vi ricordate quand'eravate bambini e giocavate a: "che cosa sarebbe successo se..."?
No? Ma che infanzia avete avuto?!?

Esempio: se l'America non fosse mai stata scoperta, nessuno di voi mangerebbe la pappa al pomodoro!
Se non avessero inventato l'informatica, pochi tra voi porterebbero gli occhiali!
Se le donne incinte avessero imparato per tempo a leggere il DNA del neonato che recavano in grembo, molti di noi sarebbero stati respinti al mittente... compresi quelli che si sono iscritti alla niusletter per sbaglio!

Pensate, le prospettive che ho appena elencato potrebbero regalare un destino migliore alla maggioranza delle specie animali e vegetali del pianeta, eppure vi fanno cagare... e solo perché ne andrebbe della vostra esistenza. Egoisti!

E così, vi regalo un frammento di uno dei miei libri preferiti di quand'ero bambino.
Chiedo scusa per i nomi storpiati... sono qualcosa di osceno, ma ho preferito mantenerli esattamente come li ho trovati nell'originale.
Tratto da "L'ora di fantascienza", Giulio Einaudi editore, va ora in onda: "La via delle indie" di Ph. J. Farmer.

***

Il frate ricetrasmettitore era seduto davanti al suo apparecchio. Tutto in lui era immobile, salvo il dito indice e gli occhi. Di quando in quando, l'indice batteva con rapidità sul tasto, e gli occhi, grigio azzurri come il cielo della sua natia Irlanda, giravano per gettare un'occhiata oltre la porta aperta della toldilla, l'angusta cabina sul ponte di poppa della Santa Trinidad.

Fuori era sera, e una lanterna era già accesa. Due marinai se ne stavano appoggiati alla murata. Oltre le loro teste, oscillavano le luci di prua e le sagome scure della Niña e della Pinta, la nave dell'Ammiraglio. Un sanguigno chiarore all'orizzonte indicava che la luna stava per levarsi dal nero ciglio dell'Atlantico.

All'interno della toldilla, una fioca lampadina a filamenti di tungsteno faceva brillare la tonsura del monaco e rischiarava il suo grasso volto lucido di sudore.
L'etere crepitava e fischiava, questa sera, ma attraverso la sua cuffia il frate RT riceveva, insieme alle scariche, i ritmici punti e le linee trasmessi dal suo confratello della stazione di las Palmas, nella Gran Canaria.

- Zzsss... Cosa stavamo dicendo? ... pop... Nient'altro di nuovo, comunque. Cioè, le solite chiacchiere, le solite beghe... crac... Da Vienna chiedono aiuto contro i Turchi e a Roma... uisss... Pare che sua Santità stia perdendo la pazienza contro quel frate predicatore di Firenze, Girolamo Savonaroldo, che non la smette di prendersela con tutti. Figurati che ultimamente... zzz... il Savonaroldo s'è scagliato contro il nostro stesso Ordine e il nostro fondatore San Ruggero Bacone! Dice che con le nostre invenzioni, noi frati baconiani stiamo superando i limiti posti da Dio alla... crac... crac... alla scienza umana. Poi continua a tuonare contro la signoria dei Visconti perché... zzzzz... Cosa dici? ... crac ... Come? ... Sì, già, sarà meglio chiudere... zzzzz... uisss... Troppi disturbi, stasera. PV... PV...

Il frate della Santa Trinidad trasmise a sua volta il segnale di chiusura di PV, Pax Vobiscum, si alzò pesantemente, togliendosi la cuffia, ed uscì dalla soffocante toldilla.

I due marinai, Salcedo e Torres, erano sempre appoggiati alla murata e chiacchieravano a bassa voce. La grossa lanterna elettrica di poppa rischiarava i loro volti abbronzati e gettava rosei riflessi sulla faccia lustra del frate, che era vestito della rossa tonaca con cappuccio dei Baconiani.

- E allora, fratello RT, - disse familiarmente il giovane Salcedo, - che notizie da Las Palmas?
- Niente di speciale. E poi gli angioletti dell'etere sono troppo disturbati, stasera. Colpa di quella là! - disse, indicando la luna piena che spuntava all'orizzonte.
- La luna? - chiese Torres - Perché? Cosa c'entra col vostro apparecchio?
- Non lo so, ma si direbbe che i disturbi vengano da laggiù - disse il frate.

Alzò le spalle.

- La nostra scienza non è così avanzata come dice quel predicatore di Firenze, - continuò. - Ci sono tante cose che non sappiamo, a questo mondo.
- Lo so, - disse Salcedo, che prima di imbarcarsi con Colombo era stato studente a Saragozza. - Non sappiamo neanche se questo mondo sia il solo!

Il frate ricetrasmettitore sorrise. Le osservazioni astronomiche del grande Tommaseo Tommasei, un connazionale del Savonaroldo, avevano accertato aldilà di ogni dubbio che le stelle e i pianeti erano semplici buchi nel cielo, per cui era stata scartata l'audacissima ipotesi che ci fossero altri mondi nello spazio.
Ma c'era ancora chi favoleggiava di mondi paralleli nel tempo, sostenendo che l'onnipotenza di Dio non poteva essersi limitata alla creazione di "un solo tempo e una sola storia". Secondo costoro il mondo doveva esistere in un'infinità di modi "alternativi", alcuni dei quali somigliantissimi, quasi identici al nostro, e gli altri via via più differenziati. "Tra tutti i mondi possibili", scriveva a un suo dotto amico il celebre Erasmo da Mombello, "ce ne sono alcuni in cui tu esisti e io no, altri in cui esisto io e non tu, altri in cui nessuno dei due esiste, o in cui esistiamo entrambi ma sotto altri nomi, in una Terra storicamente e forse anche geograficamente diversa dalla nostra".

- E allora, - scherzò il frate, - ci saranno mondi in cui la proposta dell'ammiraglio Colombo è stata accettata dal Portogallo, oppure è stata respinta anche dalla Spagna. In entrambi i casi, noi non siamo qui ma siamo rimasti a casa.

Torres si mise a ridere, poi cambiò tono.

- Magari! - disse. - Ma per fortuna l'ammiraglio ha promesso che se non avvisteremo terra entro tre giorni, torneremo finalmente indietro.
- Faremo come Dio vorrà, - disse filosoficamente il frate.

Salcedo, che era rimasto soprappensiero, riportò la conversazione sul tema dell'etere.

- Fratello RT, - disse, - non vorreste illuminarci un po' meglio sul funzionamento del vostro apparecchio? Sempre che non sia un segreto assoluto del vostro Ordine.
- Lo è stato, - disse il frate, - ma dopo che i portoghesi se ne sono impossessati non lo è più. E del resto l'energia che usiamo per trasmettere non è diversa da quella che fa brillare le lampadine inventate da Bacone. Ciò che abbiamo scoperto in seguito è stata solo la presenza degli angioletti nell'etere.
- Ma questa è soltanto un'immagine, - lo interruppe l'altro. - Quando voi dite invece, per esempio, che trasmettete su una frequenza di 1800 kc, che cosa...
- Non è affatto un'immagine, e kc si riferisce proprio agli angioletti. La lettera k sta per "kilo", che in greco significa mille, e c sta per la parola ebraica "cherubim", cioè cherubini, piccoli Angeli. Angelo viene dal greco "angelos" e significa messaggero. Ciò che abbiamo scoperto è che l'etere formicola di questi cherubini, di questi piccoli messaggeri, che attendono soltanto un segnale per entrare in funzione.
- E il segnale glielo date col vostro apparecchio?
- Proprio così. Ogni volta che premiamo il tasto, trasmettiamo un segnale che schiere di angioletti si incaricano di portare a tutti gli altri apparecchi pronti a riceverlo. La cosiddetta "frequenza" indica d'altra parte il numero dei cherubini impiegati. 1800 kc significa che ogni schiera volante si compone di un milione e ottocentomila angioletti. Questo serve anche a evitare interferenze, perché le schiere di numero diverso riconoscono ciascuna il proprio segnale, e non si disturbano tra loro.
- Ma se è così, - insisté Salcedo, - come potete pensare che i disturbi di cui vi lamentavate provengano dalla luna? Non penserete che in quel buco, - indicò di nuovo il disco rossastro all'orizzonte, - ci sia qualcuno che trasmette con la vostra stessa frequenza?
- Se ci fosse, - rise il frate, - non direi che trasmette, ma casomai che sta cercando di riparare un apparecchio guasto, perché le sue interferenze consistono soltanto di rumori confusi. Sollecitati a casaccio, gli angioletti battono le ali in tutte le direzioni!.... Be', - concluse, - buonanotte, ora me ne vado a dormire.

Ma Salcedo lo trattenne.

- Un momento, fratello RT. Non avete sentito dire anche voi che il Portogallo, dopo aver respinto l'offerta del nostro Ammiraglio, avrebbe segretamente organizzato una spedizione per conto proprio? Quando abbiamo fatto scalo alle Canarie, si parlava di una nave portoghese partita per destinazione ignota pochi giorni prima di noi. Se quella nave ci avesse preceduto e fosse provvista di un apparecchio come il nostro, non potrebbe essere lei che sta cercando di trasmetterci un messaggio?
- Ma quale messaggio! - disse Torres - Se veramente una nave portoghese ci avesse preceduto in segreto, perché vorrebbe informarcene proprio adesso? Sciocchezze.
- Potrebbe trovarsi in pericolo, - disse il frate ricetrasmettitore, che s'era fatto improvvisamente serio. - Se fosse stata sbattuta da un uragano contro qualche scogliera... laggiù... ora tenterebbe di chiederci aiuto col suo apparecchio sfasciato. Questa storia della nave portoghese l'avevo sentita anch'io. Ma - aggiunse voltandosi a Salcedo, - possono esserci tante altre spiegazioni! La nostra scienza, come dicevo, è ancora...

Ma Salcedo s'era distratto a guardare l'acqua lungo il fianco della caravella. Poi alzò preoccupato lo sguardo verso le vele, che il vento da nord-est tendeva appena.

- Questa corrente aumenta sempre, - disse con voce alterata.
- E te ne lamenti? - disse Torres. - Così arriveremo prima!
- Ma dove?... Che cosa ci aspettiamo di trovare?... Chi ci dice che la Terra sia veramente rotonda?... Perché se non lo fosse...

Gli altri due lo guardarono sbalorditi.

- Ma cosa dici? - disse il frate. - La rotondità della terra non è solo un'idea di Colombo. Secondo tutte le moderne teorie...
- Teorie, appunto! - gridò Salcedo. - Ma voi stesso ammetterete che in pratica non ne sappiamo niente. Perché questa corrente continua ad aumentare così? Guardate!

La nave aveva subìto quasi una scossa, per l'aumentare della velocità, benché le vele cominciassero addirittura a tendersi in direzione opposta a quella di navigazione. E al loro fruscio si mescolava ora una specie di debole sussurro, come di lontana risacca.

- Sentite? - disse Salcedo. - Quando si credeva che la Terra fosse piatta, si pensava anche che all'ultimo orizzonte ci fosse un'ultima, precipitosa scogliera, e poi... più niente. Se la nave portoghese fosse incagliata laggiù, saprebbe che nessuno può più aiutarla, ma trasmetterebbe per avvertire noi del pericolo. Per dirci di tornare indietro finché siamo in tempo.
- Pazzesco! - borbottò Torres. - E poi a questa storia portoghese io non ci credo. I disturbi verranno dalla luna come diceva il fratello RT, in altri mari ci sono correnti quasi forti come questa, e scogliere possono essercene da qualsiasi parte. Voi cosa ne dite, fratello?

Ma il fratello RT aveva voltato le spalle ed era rientrato nella toldilla, dove si stava riaggiustando la cuffia.

- Non ci credo neanch'io, - disse a Salcedo che lo guardava interrogativamente, - ma la tua idea di un trasmettitore guasto non è assurda. E - aggiunse mettendosi a battere rapidamente sul tasto, - se nel frattempo fosse stato riparato...

Torres e Salcedo restarono ancora un po' accanto alla toldilla, guardando il frate che ripeteva le sue chiamate e si preparava anche a scrivere, penna d'oca alla mano, nel caso che qualcuno avesse trasmesso un messaggio. Poi si avviarono verso prua per controllare di lì la corrente.
Sotto la lanterna di prua il mare sembrava immobile, ma era soltanto perché l'acqua fuggiva in avanti con la nave. L'aria che batteva in volto i due marinai e fischiava tra cordami rivelava che la velocità stava crescendo paurosamente di minuto in minuto. Torres, che pure navigava da trent'anni, dovette riconoscere, pallido in faccia, che in nessun mare aveva mai visto una corrente simile. E Salcedo tendeva l'orecchio verso quel rumore, ora non più così lontano, che non era però un fragore di risacca ma qualcosa di diverso, non ritmico ma continuo e crescente.

- Ehi, - disse una voce tremante alle loro spalle, - ma che sta succedendo? Io che devo fare?

Era il giovane marinaio di vedetta, sceso dalla sua gabbia dove aveva continuato inutilmente, finora, ad aguzzare gli occhi verso l'orizzonte, benché la luna fosse ormai abbastanza alta per rischiararlo.

- Dalla gabbia si vede niente? - chiese Torres.
- Niente. Nessuna terra. Ma questo rumore, allora?

Silenziosamente, altri della ciurma s'andavano intanto raccogliendo a prua e restavano a fissare come imbambolati, mentre il vento della corsa continuava a crescere, la vuota linea d'orizzonte che sembrava avvicinarsi insieme al fragore.

- Fanno segnali dalla Pinta, - disse Torres che s'era voltato a guardare indietro, dove la nave dell'Ammiraglio e la Niña procedevano sempre nella stessa formazione, trasportate alla stessa incredibile velocità.

Ma prima ancora che il frate ricetrasmettitore uscisse gridando dalla toldilla, Salcedo capì che ogni segnale era ormai inutile.

Il frate si avvicinava ora agitando qualcosa, un pezzo di carta, e gridando parole che restarono incomprensibili nel frastuono, finché non fu anche lui verso prua.

- È la nave portoghese!... È la nave portoghese!... - gridò. - Sono incagliati ma stanno continuando a sfasciarsi, ormai cadranno da un momento all'altro... Avvertono noi di tornare indietro!...

- Indietro? - rise isterico Salcedo.

Nel rombo continuo e assordante, l'orizzonte non sembrava avvicinarsi, ma s'avvicinava davvero. Sotto la luce spettrale della luna già biancheggiavano, precipitosi, gli scogli dell'ultima scogliera. E poi non c'era altro, salvo il fragore dell'Oceano che si riversava nello spazio.

***

Ed ora... cazzeggio!

Buttate una giornata nel cesso, viaggiando nel tempo:
www.youtube.com/tippexperience2

Come apparirebbero i banner, se Internet fosse stato creato nell'america degli anni 50?
izismile.com/2011/06/28/what_if_the_internet_was_invented_decades_ago_8_pics-3.html
(la maggioranza dei nostri banner "salutisti" sono mediamente più idioti di quello... un osservatore del 2100, probabilmente, non noterebbe la differenza)

Come sarebbe facebook, se l'avessero inventato negli anni 90?
www.youtube.com/watch?v=xrYRH3PYYT0
Notare: "If you don't have a scanner, you can send your picture to the facebook company, and in only ONE MONTH, they'll put your digital picture online!" "Message of Kylie1968: I try to call you, but you the line is busy because you are on the internet!"
Capolavoro!

Come sarebbe il mondo, se OGGI CHIUDESSERO INTERNET?
www.cracked.com/photoplasty_90_the-world-tomorrow-if-internet-disappeared-today_p21/#5
(tranquilli, si fa per scherzare!)

Siete "diversi"? Bravi! E se foste nati nel medioevo?
fumaga.com/i/being-left-handed-in-the-middle-ages.jpg
Per fortuna, queste cose non capitano più. A proposito: in alcune parti del mondo, essere mancini è ancora immorale... però scrivono da destra verso sinistra. Fico, no?

Che video meravigliosi sarebbero potuti venire alla luce se la tecnologia "blu ray" fosse esistita già nel 2012, ai tempi del mitico TRIO BOBO?
www.youtube.com/watch?v=-YRXbGevQCo

Che cosa sarebbe successo se ad interpretare il grande Lebowsky fosse stato FRANK ZAPPA?
visualnews.columnfivemedia.netdna-cdn.com/wp-content/uploads/2012/01/Peter-Stults-What-if-Movie-Posters-from-Another-Time-12.jpg
(ce ne sono milioni di queste ucronie cinematografiche sull'Internet... ma non ho trovato niente di altrettanto trash)

E se all'estero BERLUSKONI diventasse un AGGETTIVO nelle serie tv? So che è impossibile, ma, secondo voi, se accadesse davvero... in Italia se ne accorgerebbe qualcuno?
vimeo.com/40707098
(il significato dell'aggettivo lo lascio alla vostra libera interpretazione)

Ed infine...
come sarebbe cambiata la vostra vita di tutti i giorni se nel '98 io avessi passato le notti a CHIAVARE, anziché creare marok.org?

Una possibile risposta, nell'allegato.

Alla prossima!
MaRoK
(tnx costiquelkecosti/Flanella/Huber/Pastrano/Pelle)
www.marok.org


Immagini allegate:


No single





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