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Capitolo 5 - Venerdì 17/6/2016 - GOATSE COL PALLONE

L'orologio segnava l'una, ma nel letto c'era pheega: alzarsi o non alzarsi? Questo il dilemma!
Alla fine, andai al cesso... incrociando l'autistico GRUMO.

"Allora! Com'era il fitness?"
"Eh, mi sono alzato tardi... non l'ho visto!"


Ci sono giorni che iniziano di pomeriggio per tutti.

Comunque, fuori splendeva il sole: era un bel venerdì 17, mica come quello del 2011!
Quindi, la cosa più saggia sarebbe stata correre a buttare i "salviettoni" in spiaggia, finché c'era posto... ma la bella Choo aveva altri programmi: "CAFFÈéÈèÈëÈèÈèÈ!!!"

E va be', non era un dramma: era solo venerdì.
Così, accompagnai la giovane donna al chioschetto dei Grossi Colpi, a ricordare i bei tempi andati... e Choo passò l'intera colazione a lamentarsi del fatto che gli inglesi l'avevano svegliata alle otto del mattino.
Era patologico... era veramente perseguitata dall'Inghilterra!

Per fortuna, sembrava che gli inglesi se ne fossero andati definitivamente affankulo... quindi, CESSI LIBERI!!!
YEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!

Sì, era decisamente una splendida giornata.
GOATSE COL PALLONE
La spiaggia era mezza vuota, quindi i nostri culi trovarono facilmente l'ampio parcheggio all'ingresso.
L'emergenza semmai era un'altra: da quando era arrivato a Laigueglia, l'autistico GRUMO non aveva ancora fatto il bagno, perché era veeeekkio! Quindi Trentacinquenni al mareChoo cercò in tutti i modi di trascinarlo in acqua, senza grossi risultati.

Comunque, il mare era PIÙ SKAGERRAK: non avevo mai fatto il bagno in un'acqua così fredda... a parte in Sicilia, nelle gole dell'Alcantara.

Così, dopo una ghiotta permanenza a mollo di circa un minuto, però lunghissimo, ci rifugiammo da Diversamente MariaSole, Il disgelo della pheega perché nel 2006 c'era pheega.

E nel 2017 c'era... la... PARTITA!!!
Ebbene sì: era la giornata di Italia-Svezia!
PiombinoKastrox.

E quindi, Choo si ipnotizzò di fronte al televisore, l'autistico GRUMO terminò velocemente di mangiare e scappò via, mentre io feci firmare le cartoline alla giovane donna ed approfittai di quel raro tempo morto per aggiungere altre cazzate.

Alle quattro, però, iniziava il seminario del maestro Ellade all'Albatros... quello che si chiamava "Il cappello a cilindro di Ellade Bandini".
E non si può fare pacco al Maestro!
Quindi, salutai e me ne andai... e la cosa incredibile fu che Choo decise di seguirmi!
Risultato? PACCO: Ellade era stato KICKATO dall'Albatros!
E perché? Perché c'era la partita!
Gli avevano fatto GOATSE COL PALLONE!!!

E va be', secondo il programma, a quell'ora c'era anche il seminario di Gilson Silveira alla stazione... e quella, di solito, non la chiudevano per la partita.
Così, ci incamminammo per il lungomare... e beccammo il Capo!

"Ragazzi! - disse - Non siete a vedere Ellade oggi?"
"L'hanno CACCIATO!
- risposi - C'è la partita!"
"SIAMO PROPRIO IN ITALIA!"


Per una volta, mi trovai d'accordo con il Capo al 100%.
Quindi, la bella Choo iniziò un lunghissimo pippone femminile in cui diceva che per la gente normale il calcio è importante, che i pub devono pur campare, che non si vive di solo jazz e che eravamo noi a non capire un cazzo!
Subito dopo, mi seguì a sentire il jazz, dentro la stazione.

Era una bella immagine: una decina di persone sedeva in cerchio attorno al Samba ferroviariopandeiro del buon Gilson, che faceva del suo meglio... nonostante la spalla fuori uso.

Era un seminario notevole: Gilson aveva la capacità di spiegare in modo chiaro concetti non traducibili secondo una logica naturale.

Alle sei, però, anche il Brasile si arrese, così andammo a fare un giro sul molo spazzato dal Vento femminile vento, a fotografare capelli ed uccelli, trovando per caso l'autistico GRUMO.

E quindi, per completare i diversamente figati, ritornammo al Corallo, dove apparvero Len e Franz Crack: avevano passato TUTTO IL GIORNO chiusi in albergo a vedere la partita!!!
"Peccato solo che non si vedesse la RAI... Per il resto, è stato bello!"
"Eh, vallo a dire a Miriam..."
"Già...
- rispose Franz Crack, fingendo di aver capito... - Ma vi incazzate se ora io e Len andiamo a andare a cenare al Pescatore? Lunedì non ci siamo, i prossimi giorni non c'è tempo... e Len adesso mangia peeeesce!"
"Ma sì, dai, teniamo noi i posti... è venerdì, non ci dovrebbe essere guerra..."
"ALÉÉÉËÉÉÉÊÉÉÈÉÉÉÉ!"


Bastava poco a rendere felici delle creature.
QUELLI CHE ASPETTANO...
Arrivammo in piazza poco dopo le sette ed okkupammo le sedie senza problemi: non c'era troppa gente.
Però Il VEEEKKIO ci spia!affacciato alla finestra c'era il Veeeekkio, ancora più curvo del solito... secondo me stava studiando il vento per calcolare la parabola degli sputi.

Sotto di lui, comunque, c'era Rese, in piedi, da solo, che guardava il cielo!
E nessuno di loro due si accorse di noi.
Peccato.

Una mezz'ora più tardi, Rese era ancora immobile a fissare il cielo, quando arrivò Marta e gli disse: "Rese, mi tieni due posti?"
Rese NON rispose, Marta si allontanò e lui LA SEGUÌ.
Erano bellissimi.
Alla fine, avrebbero trovato il modo di dare la colpa a noi?

Comunque, visto che la situazione era tranquilla, Choo andò in missione a prendere un po' di focaccia al Galeone ed io andai a prendere il caffé alla Coenda, con una banconota da 5 euro.

"Non pretenderai che cambi una banconota Il vento che rompe i coglioni da 5 euro!" mi disse il signor Coenda, parafrasando un decimo di Farmacista.
"Ah... e quindi?"
"E quindi metti pure via, bevi oggi e paghi domani!"


Al ritorno, raccontai l'episodio a GRUMO, che però non se ne volle approfittare e andò là coi soldi contati.
Gli risposero che si era ROTTA la MACCHINA del caffé, quindi SOOOOKA!
Di Rese, intanto, nessuna notizia. Adesso la piazza iniziava a riempirsi, quindi decidemmo di lasciare liberi i due posti aggiuntivi che avevamo tenuto per lui e Marta, in un raro moto di pietà.
La cosa assurda era che nessuno arrivava a riempirli... anzi, si alzò persino della gente dai Un Franz Crack un perché posti di fianco, liberando altre sedie.
Quindi, arrivò Milla... e le occupò tutte.

"Grazie, Marok!"

Il Dottor Marok risolve.

Alle ore 21:25, con la massima calma, giunsero in piazza MiOpìO, Marta, Len e Franz Crack... stavolta coperti a dovere. E, per ultimo, persino Rese!!! Non c'erano più scuse: il concerto poteva iniziare.
JAZZ atto I
Alle 21:30 in punto, il Capo disse: "Siamo a NOVEMBRE!"
GEEEEEEEEEEELO... in tutti i sensi: soffiava un vento polare Rosario Bonaccorso introducing... e faceva un freddo porco.

Comunque, il primo gruppo era una FIGATA!
Scusate il tecnicismo.
Si chiamavano Sparkle Trio ed erano Luca Mannutza al piano, Matteo Bortone al contrabbasso e Lorenzo Tucci alla batteria.

Tutti e tre erano bravissimi, brillanti e travolgenti, ma Lorenzo Tucci aveva una carica particolare... forse perché era anche il compositore di tutti i brani o forse perché, semplicemente, era un mostro.
L'unico rimpianto fu la breve durata: un'ora. Saremmo andati avanti a sentirli fino all'alba!
Sparkle Trio
JAZZ atto II
Al termine, il Capo salì sul palco per cazziare qualcuno che stava urlando dentro Zazà.
Per scherzo, dissi agli altri: "Sarà il TAPPO!"
Poi guardammo meglio... era VERAMENTE il TAPPO!!!
Iniziava quasi a starmi simpatico... ma anche no.

Comunque, il secondo gruppo era il Trio di Norma Winstone, con Glauco Venier vs Norma WinstoneNorma Winstone alla voce, Glauco Venier al piano, Klaus Gesing al clarinetto basso e sax soprano.

Anche loro erano bravi, però troppo "soft"... era un cambio di registro troppo brusco, dopo lo Sparkle Trio.
Milla e MiOpìO si addormentarono quasi subito e parecchia gente si alzò. A me in realtà non dispiacevano, ma ci terrei che passasse alla storia il messaggio che Len, rapita dalla musica, scrisse a me e a GRUMO durante il concerto: "Quando eri piccolo, ti hanno mai raccontato una favola dove tra i personaggi ci fosse una regina?"
Entrambi rispondemmo in sincrono: "NØ!"
Norma Winstone Trio
JAM!
Il concerto terminò a mezzanotte e mezza, quindi ci spostammo rapidamente all'Albatros, dove la jam era già iniziata.
La formazione era identica all'altra sera: Dario Carnovale al piano e Lorenzo Conte al contrabbasso, mentre alla batteria Jam all´Albatros si alternavano Alfred Kramer ed Ellade Bandini.
Però avevano spostato il pianoforte... per COLPA NOSTRA, che la sera prima eravamo rimasti incastrati!
È bello lasciare un segno a questo mondo.

Lo sapeva bene il Tappo, che ad un tratto fece il suo ingresso trionfale nel locale, puntò direttamente verso il cesso... e, mezz'ora più tardi, non era ancora uscito.
Che avesse sbagliato porta e fosse finito nel gabbiotto del teletrasporto?
Boh... nel frattempo, uno sconosciuto dal vago accento francese Pubblico jazz approfittò di una breve pausa per comunicare ai musicisti che "C'è il problema del RITORNO!"

Anch'io, come tutti, pensai ad un problema audio... anche se non mi ero accorto di nulla.

Invece, senza molti giri di parole, il francese voleva che il pianista andasse affankulo, per lasciare posto alla sua donna... perché, dopo il concerto, sarebbe toccato a lui riportarla in macchina fino a Nizza e non voleva fare tardi!
Sospirando, il pianista le cedette il posto.

Nonostante le premesse, che erano le peggiori possibili al mondo, La donna del francesela donna del francese seppe stupire: era una cantante cubana, suonava molto bene anche il piano ed aveva una voce splendida!

Quindi, restammo ad ascoltarla fino alle due e poi ce andammo al Mayflower, a bere e sparare cazzate.
AFTER
Il destino del Mayflower era veramente uno SPREGIO: aveva un palco pieno di strumenti già montati, tra percussioni, tastiera e batteria, e comunque NON veniva a suonare nessuno.
Però c'eravamo noi... e Len si era portata dietro un barattolo di SANGUE FINTO.

"Me l'ha regalato RESE!" disse.
"Ah be'... - commentò GRUMO - Vedi di non fare casino sul MIO tavolo!"

Grazie a queste parole, Len ritrovò finalmente uno scopo nella vita ed iniziò a Ultima foto scattata prima dell´esplosionemischiare il SANGUE FINTO alla CERA della candela.
E GRUMO si incazzò TANTISSIMO!

"Allora??? La smetti di fare CASINO???"

Poi Len ci confessò di essere fan di YŌKO ONO, la tipa giapponese famosa per aver fatto litigare John Lennon con i Beatles... e nessuno si doveva azzardare a sostenere che Yōko Ono avesse fatto litigare John Lennon con i Beatles... altrimenti si arrabbiava.
Chiaro?

L'autistico GRUMO, tra le altre cose, era anche fan dei Beatles... quindi si preannunciava una bella serata!
Ma in realtà CHIUNQUE, a quel tavolo, iniziò a prendere per il culo Yōko Ono... compresi quelli che non avrebbero neanche saputo dire se era donna, pianta, marsupiale, cetaceo o pesce. E alla fine Il PercFest. Per molti, ma non per tutti.i due si eliminarono a vicenda. Peccato.

Verso le tre, Milla e MiOpìO ci salutarono: era giunta la loro ora.

Così, li accompagnammo per un tratto di budello e ce ne andammo affankulo da Sirò, che anche stasera era completamente VUOTO... a parte Barbara e Felix! Era il nostro regno!!! Quindi, ogni tanto spalancavamo la porta, per fare uscire le cazzate.

Ebbene, eravamo sulla soglia, quando ci sfrecciò davanti un vecchio in bici.
Andava parecchio forte!
Però all'improvviso frenò... e si girò a guardare le tette di Choo.

Era ELLADE... e NON ci aveva riconosciuto!

"Siamo noi, Maestro!"
"Oh... ciao Marok! Com'è andata la serata?"


Il Maestro iniziò a parlare a ruota libera del più e del meno, spaziando dalla politica all'economia alla pheega... finché non gli venne un barlume e mi chiese: "Ma che ora è?".
"Le quattro, Maestro!"


In realtà, erano le quattro e mezza.

"LE QUATTRO??? Come le quattro? Ma... io mi alzo tra DUE ORE!!!"

Ellade rimontò in sella e si preparò a scattare, quando dal nulla sbucò un tris di pheega! A volte capita.
Quindi, il Maestro si soffermò a contemplare ed analizzare, con calma, meraviglia ed attenzione! E poi, pedalando, scomparve nella notte.

Potevamo andare a dormire.

In quindici anni, forse era il primo venerdì notte in cui tutti andavamo a letto alla stessa ora... compreso l'autistico GRUMO.
E compreso il maestro Ellade... distrazioni permettendo!
Che cosa voleva dire tutto ciò?
Semplice: che stava per finire il mondo!
Perciò, probabilmente arrivava Uollano.

Voi però non aspettate così a lungo, siete giovani!
Quindi, andate tutti prontamente, rigorosamente ed improrogabilmente affankulo.