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L'orale di Algebra
Venerdì 28/1/1994: RICOMINCIO DA CAPO... DI NUOVO!
Quel venerdì mi alzai come sempre all'alba, mezzogiorno.
Come sempre quando? Mai!

Alle spalle nessun passato, davanti agli occhi infinite strade... e tutte costeggiavano l'orlo dell'abisso: la NAJA.
Elettrizzante, no?
NØ! Se ci avete creduto, siete PIRLA! Siete il MIO pubblico! Yeeee! Ottimismo, cazzo! Ma vi pare che avrei potuto buttare nel cesso questi mesi ad Informatica, quando avevo la soluzione in tasca? Eh? Ma certo, quando uno è un genio c'è SEMPRE una soluzione! Capito? Ottimismo! Parola d'ordine, ottimismo! Cambierò facoltà, quello sì, ma... al lato pratico, cambierà poco o nulla, continuerò a vedere tutti come prima! Perché io sono il giovane Marok, capito? Ho sempre una soluzione in mano!
Sorrisi e presi il 2: era pieno di pheega, come sempre! Ottimismo!!!

Certo, restavano gli spregi:
  1. Mi aveva SEGATO per UN punto.
  2. L'appello completo, a detta di tutti, era PIÙ FACILE dell'esonero.
  3. All'esonero, Mandingo aveva preso 28... IL DOOOOOOPPIO!
Poi restava il mito, cioè il Pazzo: ormai avevamo capito che non dava esami perché NON gliene fotteva un CAZZO, si divertiva a seguire e basta, tanto non partiva per Naja!
Aveva trovato la sua ricetta della felicità... ma anch'io avevo in mente la mia e sarebbe stata ANCORA MEGLIO! Ottimismo!

A scuola, non si parlava d'altro che di Berluskoni, ma non ci feci caso: trovai il Filosofo chino sul quaderno di Algebra, vicino a Mandingo e a McLaud: stavano preparando l'orale.

"Ciao! - esclamai - Ti posso chiedere una cosa?"
"Uè, Marok! - rispose - Certo, dimmi... ma ti avviso che non ho soldi!"
"Ma sooooka! No, volevo sapere... ma il tuo corso di laurea, esattamente, come si chiama?"

Scoppiarono a ridere tutti e tre... ma TANTISSIMO!
Ci avevo messo un po', in effetti, ma adesso avevo le idee chiare, mi sarei iscritto al corso di laurea del Filosofo ed avrei fatto come lui: ogni anno, avrei dato un paio di "esami farsa" di Filosofia e, per il resto, avrei cazzeggiato ad Informatica. Geniale, no?

Il Filosofo rispose: "Ho come un dejavù!"
"Cioè?"
"Cioè gliel'abbiamo già chiesto TUTTI E DUE! - spiegò McLaud - Ed il Filosofo ha risposto: Filosofia ad indirizzo Informatico! Quindi, Mandingo è andato fin là ad informarsi..."
"...e Filosofia Informatica NON C'È PIÙÙÙÙ! - gridò Mandingo - È SEMPRE ESISTITA e L'HANNO TOLTA QUEST'AAAANNO! Quando siamo arrivati NOOOI... e mi DISPIAAAAAAAACE... che ti ha SEGAAAAATO! Ihihihihiiiii!"

Un PIANETA di MATTONI esplose... e TUTTI mi entrarono nel culo, quindi uscirono dalla bocca, quindi mi rientrarono nel culo. Edilizia circolare.
Non era possibile, cazzo.
Ok... e adesso?

Per qualche secondo, fissai inebetito la parete... poi arrivò Joco.

"Che c'è? - chiese - Perché ridete?"
"Perché vi SEEEEEEEEGA!!!" rispose Mandingo.
"Ne riparliamo dopo il TUO ORAAAALE! - risposi - Sempre che non vai in overflow... di SKIIIIFO!"
"Ohu, Marok! - disse Joco - Dove ci mettiamo?"
"Eh? A fare cosa?"
"Eh, a fare cosa, a studiare! Qua è tutto pieno... vediamo di là?"

L'ultima cosa che avrei mai pensato di fare quel giorno era studiare!
Dovevo cambiare facoltà, cazzo!!!

Come sempre, mi lasciai convincere dal più handicappato a fare scelte senza senso e camminai con Joco fino all'ultima stanza del Dipartimento, dove c'era una specie di gabbiotto con un paio di banchi liberi.

Nello zaino, avevo il quaderno di Algebra... e non perché l'avessi messo: semplicemente, non l'avevo mai tolto.
Così, senza alcuna ragione logica, iniziai a fare esercizi di fianco a Joco.

"Partiamo con quelli facili - dissi - Che siamo handicappati!"
"Ok... - disse Joco - Questo ti va?"
"Scusate..." disse una voce alle nostre spalle.

Era una donna. Non troppo giovane, ma comunque, donna. Cazzo ci faceva lì?

"Scusate... - continuò - Ma, se dovete fare esercizi, perché non andate da un'altra parte?"
"Eeeeeeh?"
"Potete parlare a bassa voce?"

Tirai fuori delle scuse di circostanza e funzionò: l'übertrentenne capì e si spostò da un'altra parte. In un mondo perfetto, ce la saremmo ritrovati all'esame, come assistente... e ci avrebbe DOPPIAMENTE SEGATO.

E va be', ricopiammo il testo, mettemmo via la soluzione ed iniziammo a fare i calcoli... era esattamente quello che odiavo: una divisione di polinomi!

Contro ogni previsione, mi venne giusta al primo colpo.
Joco, invece, sembrava in alto mare: gli venivano risultati assurdi e non trovava l'errore.

"Guardiamo in due... - proposi - Magari... ehi, ecco qua! Proprio nella prima riga, guarda! Hai dimenticato una x..."

Joco bofonchiò qualcosa di incomprensibile: quando cercava di parlare sottovoce, generava fonemi inintelleggibili, però a volume fortissimo!

"Dai, facciamone un altro!"
"Ok!"

Stavolta, fu Joco a trovare il mio errore... e continuammo così fino alla fine della giornata, raggiungendo un sostanziale pareggio.
Avevamo lo stesso ritmo: i calcoli li facevamo molto lentamente, però male! Eravamo i più handicappati del Parco dei Diversamente Figati... eravamo nel posto giusto!!!
Per questo, decidemmo che ci saremmo trasferiti da un'altra parte.
Lunedì 7/2/1994: GRUPPO DI STUDIO A CASA MAROK
Quel lunedì mi alzai come sempre all'alba, mezzogiorno.
Avrei avuto una guida, ma avevo deciso di mettere in pausa la patente fino allo scritto di Algebra! Quindi, passavo il giorno al computer o alla TV... ma non era colpa mia: su Rai3 era iniziato un nuovo programma spettacolare, "Tunnel".

Due tizi, uno alto e uno basso, comunicavano gridando "FOTTITI!" e "FANKULO!": erano GM ed il sottoscritto... uguali!
Ci dovevano pagare i diritti, cazzo!
L'idea stessa del programma era geniale: la "galleria che ci avrebbe traghettato fino alla Seconda Repubblica"! Secondo loro e secondo il Mago Gabriel, sarebbe stato il trionfo di Berluskoni... e potevano anche aver ragione.

Per la cronaca, non sapevo chi avrebbe vinto le elezioni del 27 marzo, stavano capitando cose incredibili in continuazione, ma l'unica luce di intelligenza erano i pirla di Tunnel: "SFORZA ITALIA, le gocce da prendere! SFORZA ITALIA, per essere liberi!".

Era l'inno di un lassativo: nel lontano futuro, tipo nel , la gente l'avrebbe celebrato e rimpianto come l'ultimo canto libero del Novecento? O avrebbe pensato che noialtri facevamo cagare?
In effetti, una cosa non escludeva l'altra: se l'Italia fosse rimasta una repubblica democratica basata sugli stronzi, forse ci sarà un perché: NOI!!!

Boh, adesso però avevo altri problemi: mancavano dieci giorni allo scritto... ed ero nella merda come prima! A prescindere da chi avesse vinto le elezioni, la Naja sarebbe sempre rimasta Naja.
Concentrarsi a scuola era diventato un casino... e non solo perché tutti parlavano di Berluskoni: era periodo d'esame e le aule studio erano strapiene. Così, quel giorno avevo invitato Joco a studiare a casa Marok: sembrava una buona idea, no?

Joco arrivò alle tre, perché gli avevo dato appuntamento alle due.
Quindi, suonò il citofono, salì le scale, buttò lo zaino e la giacca sul letto, salutò Nerina che l'aveva subito okkupata, tirò fuori il quaderno di Algebra, il libro, la penna, si sistemò gli occhiali... e poi disse: "Ma allora com'è questo Doom?"

Il resto è storia.
Mercoledì 16/2/1994: LA PRIMA VOLTA A PALAZZO CAMPANA
Quel mercoledì mi alzai alle otto del mattino, ma non saprei dire se avessi dormito: l'Ansia mi aveva martellato per tutta la notte ed il resto l'aveva fatto il GELO.
Fankulo, non aveva mai fatto freddo come quell'inverno... e PEGGIORAVA: erano quattro giorni che il termometro non saliva sopra lo zero, neanche a mezzogiorno. L'unica cosa positiva era Neve a casa Marokla neve che cadeva su quelli che aspettavano il pullman... così li potevo prendere per il culo, al caldo, dietro la finestra di casa.
Era bello!!!

E adesso, invece, con una temperatura esterna di -2 e l'umore a meno infinito, ero in viaggio verso Palazzo Campana!
Non era esattamente quello che intendevo col cambiare facoltà.

Sciai sulle rotaie dell'1 fino in piazza Statuto, con l'Ansia che mi cantava le canzoni di Naja, e da lì presi il 13, in mezzo a vecchi di ogni età, disperati perché andavano a lavoro.
Ognuno aveva i suoi problemi.
Per tutti i giorni di quella che chiamavano vita, si sarebbero alzati a quell'ora, avrebbero attraversato la città in mezzo ad altri zombie ed avrebbero perso ogni energia dietro a qualcosa che NON avrebbero voluto fare. Cazzi loro.
Da quanto tempo non trovavano un modo di sentirsi liberi, che non fosse andare a cagare? Da quanto tempo non urlavano con gli amici fino all'alba? Sempre che ne avessero ancora di amici...

Quando si rendevano conto che nella vita avevano perso, le persone inventavano ridicoli colpevoli esterni: la società, il Sistema, la sfiga, è normale, un incidente, quella puttana, Dio.
Nessun fallimento, compreso quello di oggi, mi avrebbe rincoglionito al punto da farmi dimenticare che era colpa mia.

Forse esiste un luogo in cui la creatività va a dormire, dopo che gli anni del liceo l'hanno narcotizzata. Per molti è normale, è "la crescita": lo diceva il mio medico quando avevo male da qualche parte! Poi non ero mai cresciuto, i dolori erano rimasti, quindi tra un po' dirà che è la vecchiaia.
Nulla mi potrà rincoglionire fino a quel punto, l'avrei gridato al mondo, l'unico colpevole c'est moi! Ero io che non avevo difeso abbastanza la mia creatività, se a spegnerla è bastata una scuola di merda; ero io che non avevo voluto perdere qualche pomeriggio in più ad allenarmi a fare calcoli... e adesso rischiavo di buttare nel cesso tutta la vita in una facoltà pacco... tipo LETTERE, minchia. Mi faceva noia il solo pensiero.
Del resto, in qualche modo dovevo evitare Naja... fankulo, fankulo e fankulo.

Boh, dai... non era ancora detta l'ultima parola, oggi poteva ancora succedere il miracolo: potevo evitare di fare errori!
Sorrisi di fronte al vetro sporco, in semitrasparenza sui portici di fine ottocento che portavano in via Barbaroux, la vecchia via delle puttane.
Quanta gente s'era divertita, là dentro? Una felicità così breve e così effimera che la vedevo ancora: un brindisi, cazzoni e lucciole!
Vestiremo tante luci dove non esiste il tempo ed i sogni d'altri mondi sono quadri appesi al vento! Poi, finalmente, apparve piazza Castello.
Ma quanto CAZZO sarebbe bella Torino senza le macchine?
Invasa da pedoni felici, che non dovevano andare da nessuna parte ed erano lì per fare un CAZZO, ascoltando musica o guardandosi intorno, sorridendo perché stavano bene, perché era una bella giornata... e tanto bastava!
Invece, il freddo era ovunque: nell'aria gelida e pesante, negli sguardi bassi della gente che andava a lavoro... e nel fatto che mi avrebbe SEGATO.

Attraversai la Galleria Subalpina, sbucai in piazza Carlo Alberto e contemplai la fatiscienza: Palazzo Campana.

L'effetto era pittoresco: non c'era NESSUNO in giro, la neve era GRIGIA di SCHIFO e l'intero isolato era avvolto da enormi impalcature semipericolanti... sembrava un panorama post-apocalittico... era bello, cazzo!
In altre giornate, avrei scattato una fotografia!
Adesso, mi interessava solo localizzare l'ingresso, che era la porticina più invisibile del mondo e dava su un androne disastrato; da lì in poi non c'era NESSUNA indicazione.
Ma era davvero là dentro la facoltà di Matematica? Possibile?
Oltretutto, c'era pheega... strano.

Ne fermai una a caso: "Scusa, mi sai dire dove sarà l'esame di Algebra?"
"Algebra? - rispose lei - Sarà a Matematica..."
"È probabile... - sospirai - E dov'è?"
"Sali le scale fino all'ultimo piano, poi la vedi!"

Non c'erano ascensori, ma i piani erano solo due... così come le direzioni: a destra SOLO pheega, "Dipartimento di Biologia".
Dalla parte opposta, c'era scritto "Matematica" e, soprattutto, c'era uno zaino che ben conoscevo.

"STREAMER!!! - urlai - SOOOOKA!!!"
"MAROK! - rispose - GRANDE! PURE TU, OGGI?"
"Sì! Facciamo entrambi cagare!!!"
"Ahahah! No, dai, ho buone notizie: CE L'HO FATTA!"
"Eh?"
"IL MASTERIZZATORE!!! L'ho comprato!!! L'ho pagato UN MILIONE, cazzo... mi è arrivato ieri e non ho ancora finito di montarlo... ma ce l'ho fatta!!!"
"Ma che spettacolo!!! Quindi ora puoi scrivere su cd-rom?"
"Sì, MUSICA e DATI! Anche multisessione! Dai, sarai uno dei primi a ricevere i miei cd pirata!"

Grande Streamer! Quando sei in terra straniera, è bello incontrare qualcuno dei tuoi, che ti fa sentire a casa... annullando la pheega.
Là a Matematica sembravano tutti seri, parlavano a bassa voce, poi sentimmo un gran casino: era un'enclave di Informatica?
Incredibile ma... sì: avevamo trovato l'aula dell'esame!

"Cazzo, è piccolissima! - commentò Streamer - Si copia alla grande!"
"Sì... e da chi? Siamo la selezione della feccia dello schifo della merda..."
"MAROK!!! - urlò una voce - Vieni qua, dai!!!"

Lo riconobbi: era Budo, quasi in ultima fila.
Di fianco, c'era Monopoly!

"Vengo, vengo! - risposi - Siete pronti?"
"Prontissimi! Insieme ce la facciamo, dai! Mettiti qua davanti a noi! Quando dico Marok 1, Marok 2, mostra il foglio, ok?"

Ci misi un po' ad inquadrare la situazione: LORO volevano copiare da ME.
Persino Streamer scoppiò a ridere... era l'esame più pazzo del mondo!
L'ORA X
Il professor Bezout apparve alle nove spaccate, assieme ad un assistente dalla faccia cattiva. Con pacata disinvoltura si tolsero la giacca ed il cappello, quindi Bezout iniziò a spiegare le regole del gioco, ma si interruppe subito... perché capitò una cosa incredibilmente fastidiosa: la porta dell'aula si aprì.
Stava entrando una persona che era in ritardo... indovinate chi?
Esatto: JOCO!

Riuscì comunque a sedersi attaccato a noi... e NON era una buona notizia.

"Buongiorno, ragazzi! - riprese il professor Bezout - Vi ricordo che il voto minimo per accedere all'orale sarà di 18 su 30. Chi intende sostenere l'orale oggi pomeriggio lo faccia presente e correggerò il suo compito per primo. Gli altri potranno visionare i risultati a partire da venerdì. Vi ricordo che il prossimo appello orale sarà martedì 2 marzo. Ci sono domande? No? Bene, avete due ore di tempo, possiamo cominciare!"

L'esame era diviso in cinque esercizi e solo uno era del tipo che mi stava simpatico: gli insiemi.
Lo terminai per primo e lo feci copiare agli altri handicappati.

Quindi, attaccai con le operazioni tra polinomi.
Liberare la mente, cazzo. Non dovevo pensare ad altro che ai calcoli, fissare la riga superiore mentre scrivevo il risultato in quella inferiore, non fare caso agli altri che ci mettevano la metà pur essendo gli scarti della discarica umana della vita, quindi passare ad un altro esercizio e poi, una volta terminato, rileggere i passaggi di quello di prima... tutto chiaro?

Tra Joco, Streamer ed il sottoscritto, gli stessi esercizi davano tre risultati diversi.
Budo e Monopoly non erano affidabili, perché copiavano da noi.
Fankulo, rifacemmo i calcoli da capo.

Concettualmente, era DAVVERO l'esame più facile del mondo: i procedimenti erano facili, tutto il resto erano SOLO calcoli, bastava farli giusti!
E noi li stavamo cannando, TUTTI.
Era INCREDIBILE che TUTTI E TRE facessimo COSÌ TANTO CAGARE!!!
Eravamo nella merda.

Solo alla fine, dopo l'ottava volta che Bezout aveva detto: "CONSEGNATE!", riuscimmo a fare quadrare i conti... nel senso che ci venivano gli stessi risultati, non che fossero giusti.
Aléééééééééééé!!!

Feci appena in tempo a scrivere fisicamente l'ultima cifra, quando l'assistente cattivissimo del prof Bezout salì fin da noi e ci tirò via i fogli, aggiungendo testuali parole: "Sgrunt!".
LA FUGA
Una volta fuori, non vedevamo l'ora di tornare a casa a riabbracciare i nostri computer.
Tuttavia, a qualcuno di cui non faccio il nome (cioè Streamer), venne in mente di fermarci a Palazzo Campana, mangiare un boccone ed aspettare le interrogazioni dei nostri eroi: conoscevamo parecchia gente che avrebbe dato l'orale quel pomeriggio.

"Davvero non vi fermate?" - insisteva Streamer - Ci sarà pure DUE DI PICCHE!"
"Due di picche? E chi cazzo è?"
"Come? Dai! È sempre vicino a te, in aula pc, che scarica giochi! Quello basso, biondino, con la testa enorme ed i capelli a spazzola..."
"Ah, MANDINGO!!! Ma perché due di picche?"
"Boh... è una CARTA DI MERDA..."


Ridemmo talmente forte che l'eco si sente ancora oggi in corridoio... comunque, fermarsi a sentire Mandingo era davvero una grande idea! Purtroppo si presentò un inconveniente insormontabile: non ne avevamo voglia.
E quindi, vaffankulo!
Venerdì 18 febbraio 1994: I RISULTATI (atto III)
Quel venerdì mi alzai come sempre all'alba, mezzogiorno... ma non avevo dormito sonni tranquilli.
Fottermene degli orali era stata una cazzata, perché i pochi fortunati presenti all'interrogazione di Mandingo l'avevano raccontato come qualcosa di epico, il trionfo della supercazzola applicata!
Comunque, alla fine aveva preso 20... ci avrei messo la firma.

In realtà, nessuno era stato segato all'orale.
I migliori erano stati GM e McLaud: 30.
Tra l'altro, GM aveva anche già dato l'orale di Analisi1 ed era L'UNICO ad avere già due 30 sul libretto!!!
E va be', conoscevo GM da 14 anni, tutto normale: aveva persino organizzato la festa AntiNaja (perché aveva fatto il rinvio... a FEBBRAIO!) ed era stata una figata.

Il problema, semmai, era McLaud: se un giorno, per caso, avesse osato anche solo INIZIARE una frase in cui diceva che lui non poteva restare ad Informatica perché non capiva un cazzo, l'avrei preso a calci in CULO fino in JACUZIA, andata e ritorno!

E adesso non c'era più un cazzo da ridere: quel giorno dovevano uscire i nostri risultati.
L'Ansia stava suonando death metal col flauto delle medie... e alla fine entrava tutto nel culo, comprese le borchie.
Fankulo, cazzo. Fankulo.
E poi fankulo.
Fankulo, presi il tram, direzione Palazzo Campana.

Stavolta, l'orario era accettabile... il freddo NØ: il termometro continuava a NON salire sopra lo zero da troppi giorni, non era una cosa normale... probabilmente si era piantato! Bisognava spegnere e riaccendere... oppure emigrare a Cuba. Magari dall'Italia si sarebbero dimenticati che devo fare Naja... potrebbe essere una soluzione. Sarei riuscito a procurarmi un computer? Boh, forse sì. Di questo passo, tra l'altro, mi avrebbero riformato per deficienza mentale... come il Pazzo! Oppure no: all'ultimo piano di Palazzo Campana, la pheega di Biologia riuscì ancora a strapparmi un sorriso, non ero messo poi così male! Oppure vaffankulo, vaffankulo e soprattutto vaffankulo.

"Ohu, Marok!!!" urlò una voce alle mie spalle.

Mi voltai, era Budo.

"Ohu! - risposi, pronto al peggio - Allora? Sono usciti?"
"Boh... sono appena arrivato! Vediamo!!!"

Camminammo per il corriodio paralleli, per darci coraggio.
Fino a pochi mesi prima, Budo avrebbe canticchiato: "Di una cazzata così di esame voglio 30! Minimo! Se uno lo sega a 'sta stronzata, è meglio se si ritira! Ahahahah!".
Adesso era terrorizzato quanto me... e non cercava nemmeno di nasconderlo: era bianco come un cadavere.

"DI QUA, MAROK! - urlò Budo - GUARDA!"

Cazzo... i risultati c'erano davvero.
Mi sentii gelare... non dissi nulla, corsi contro la bacheca, lessi ed iniziai ad urlare, con tutto il fiato che avevo in corpo.

"VITTORIA!!! FANKULO! FANKULO! FANKULOOOOOOOOO!!!"

I pochi matematici che avevamo intorno ci guardarono terrorizzati, ma Budo, ormai sollevato e felice, aveva ritrovato il suo abituale aplomb... e pronunciò una frase che merita di passare alla storia: "Ragazzo mio, sei uno dei pochissimi che è messo ancora PEGGIO di me e sei CONTENTO?"

Ebbene sì! Modestamente, di tutti quelli che avevano passato lo scritto, ero il PEGGIORE: ero l'unico 18!
Budo, Joco e Streamer si erano classificati a pari merito: 19.
Tutto il resto dell'aula aveva fatto meglio di noi, ad eccezione dei pochissimi segati tra cui... udite udite... MONOPOLY!
Sì, Monopoly.
Monopoly del "prendo 30!", Monopoly del "corso di memorizzazione", Monopoly del "se uno viene segato ad Algebra, conviene che si ritira!" era stato DI NUOVO SEGATO ad ALGEBRA, perché aveva FALLITO nel COPIARE!
Cose che capitano.

Proposi a Budo un brindisi, ma aveva fretta di andare via: qualcuno era in attesa della notizia... eravamo tutti sulla stessa barca.
Una volta a casa, però, MammaMarok non mi diede neanche il tempo di togliermi la giacca: "Com'è andata???"

Subito dopo, la Voce della mia Coscienza rivolse le mani al cielo, si lasciò andare su una sedia, guardò in alto ed urlò: "GRAZIE! GRAZIE!!!".
Fu una scena divertente... persino Nerina ci guardava e ci prendeva per il culo, entrambi.

"RIMANGO AD INFORMATICA!!! - urlai a Nerina - CONTENTA?"

Nerina rispose: "Gnack!", si girò di culo e se ne andò!
Buon segno, era felice.
Martedì 22 febbraio 1994: THE JAPAN'S VICTOR COMPANY
Quel martedì mi alzai alle dieci del mattino, perché il secondo semestre era impietoso: Fisica1, dalle 9 alle 11, e TAMC, dalle 11 all'una.

Una volta ero stato così pazzo da seguire Fisica alle 9 del mattino, poi ero guarito, però non potevo perdere TAMC: era il primo corso di informatica ad Informatica! Fankulo.

Su Rai3, in compenso, continuava Tunnel... e io... squillino le trombe... trombino le squillo... avevo di nuovo un VIDEOREGISTRATORE!!!
Yeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!

Al grido di: "Beh? Hai fatto solo il tuo dovere!", BabboMarok aveva sganciato e persino la Voce della mia Coscienza ci mise del suo... anche se mi toccò tirarmela dietro come una zavorra fino allo Stereomarket di corso Peschiera.

"Mi interessa soprattutto l'audio... - spiegai al negoziante - Registro parecchia musica dalla tv! Avevo un Philips VR6180, andava bene ma poi si è rotto e..."
"È NORMALE! - rispose - I Philips sono una m... ops..."

Un'occhiataccia del collega anziano gli impose il silenzio: sembravano le diatribe tra fan dell'Amiga e del PC. Erano belli!

"Ehm... comunque non vendiamo Philips... - continuò - Abbiamo Sony, Pioneer, Saba, Panasonic... oppure, se vuoi andare sul sicuro, JVC!"
"JVC? - commentai - Mai sentita..."
"CHE COSA? NON CONOSCI LA JVC??? È la marca più importante in assoluto, è quella che ha CREATO il formato vhs! Come fai a non conoscerla???"

Contraddire non sembrava carino: uscimmo dal negozio con un JVC HR-J605EG, sei testine, di cui DUE dedicate interamente all'audio HI-FI.
Ebbene... andava da Dio!
Supportava la compressione LP: le cassette vergini duravano il DOPPIO.
Come audio era ECCEZIONALE: zero fruscio!
Piacque molto anche a Nerina... soprattutto la Nerina in scatolascatola.

"Quindi adesso sei contento? - chiese MammaMarok - Hai risolto?"
"Certo che sì! - risposi - È meraviglioso!!!"
"Quindi, possiamo togliere l'antenna dal salotto... No?"
"NØ!!! Quella deve stare lì... PER SEEEEEMPRE!!!"

MammaMarok NON era contenta. Peccato.

Comunque, NO alle registrazioni compulsive!
Quella settimana iniziava SanRemo, quindi livello di allerta Defcon1: dovevo evitare il rischio di registrarne anche un solo fotogramma per sbaglio!!!
La prima cassetta del '94 doveva contenere qualcosa di EPICO!

"SERVE THE SERVANTS"
NIRVANA Live a TUNNEL (27/2/1994)

Ultima apparizione TV dell'intera storia della band.



skarica in MP4 (80 Mega)
Martedì 1 marzo 1994: LA VIGILIA DELL'ORALE
Per l'ennesima volta, mi alzai due ore prima dell'alba... ed ero una LARVA UMANA: per colpa di TAMC, mi dovevo svegliare tutte le mattine alle DIECI! Capite il mio dramma?

Per fortuna, nel weekend mi ero letteralmente SFASCIATO... e domenica sera avevo registrato una figata: i NIRVANA dal vivo a TUNNEL!

Questa invece, aveva tutta l'aria di essere una settimana "speciale", come dicevano le maestre alle vostre mamme quando facevate l'asilo.
Telekommando, la trasmissione di VideoMusic, era a casa di Rocco Tanica! Avevo il miglior videoregistratore del mondo, la migliore antenna del mondo... e si era CIMITO il ripetitore di VideoMusic.
Così... puf!
Per la cronaca, non era neanche mai ritornato il segnale di RadioDj: questa recensione sta migliorando, no?

E va be', però GM mi aveva portato la novità dell'anno: il Dos6 con DoubleSpace, il programma della Microsoft che raddoppiava la dimensione dell'hard disk... era come registrare in LP!
Il mio hard disk era passato di botto da 200 a 400 MEGA!!!
E poi a zero.
Ebbene sì: nel giro di pochi giorni, DoubleSpace era SCHIATTATO... e l'hard disk risultava VUOTO!!!

Avevo voglia di lanciare tutto dalla finestra: 486, antenna, videoregistratore e televisore... però col sottofondo di "Bohemian Rhapsody" dei Queen mixata con "L'Italiano" di Toto Cutugno, come nella sigla di Mai dire TV!
Per fortuna, avevo copia di tutto su dischetto... altrimenti avrei ucciso GM, senza passare dal via.

E adesso, dulcis in fundo, mi aspettava... L'ORALE DI ALGEBRA!!!

Mancavano meno di 24 ore... più che Ansia, TERRORE! PANICO TOTALE!!!
La teoria di Algebra era davvero facile, si imparava in un pomeriggio e NESSUNO era stato segato all'orale MAI, ma COMUNQUE non chiusi occhio tutta la notte... perché stavo rischiando TUTTO! Poi spuntò il sole, o qualcosa del genere, ed ogni cosa mi fu chiara.
Era la profezia dell'Apocalisse, era il giorno di un giudizio già pronunciato: sarei passato alla storia come il primo essere umano che in un rapporto orale se l'era presa nel culo.
Mercoledì 2 marzo 1994: IL GIORNO DEL GIUDIZIO
Nerina mi trovò alzato ben prima delle otto del mattino, quindi tirò indietro le orecchie, allargò gli occhi, gonfiò il pelo nero della schiena e della coda e scappò via.
Persino l'Ansia si sentiva poco bene.
Dicevano che l'orale era una cazzata, gli stronzi che l'avevano già dato, ma la posta in gioco era totale: se, per qualunque motivo, mi avesse segato, l'avrei presa tutta NEL CULO, longitudinalmente, di TRAVEEERSO!
Ormai, era TROPPO TARDI per cambiare facoltà.
E quindi?
Non avevo più un piano B... sarei stato, semplicemente, fottuto!

L'Ansia era accesa su canzoni metal in cui Leone di Lernia partiva per Naja in una caserma di Nazisti Padani, i tram sboccavano gente spenta e disperata perché andava a lavorare, ma comunque NESSUNO era messo peggio di me.
Il 13 svoltò in piazza Castello, era ora di scendere... e non ne potevo più del freddo. Si congelava, cazzo!
Per l'essere umano, il mattino era sempre una condizione ostile, ma d'inverno andrebbe abrogato, per legge. E non mi scassate la minchia: marzo è INVEEERNO!
Vaffankulo.

Mi arrampicai sulle scale di Palazzo Campana contando gli scalini che mi separavano dalla morte; poi avvistai la pheega di Biologia e mi accorsi con ORRORE di avere momentaneamente smarrito il mio cazzo, la mia mano, il mio equilibrio mentale ed anche l'aula: le passai tutte, non c'era nessuno dei nostri da nessuna parte!!!
Non riuscivo a CAPIRE dove fosse l'esame: mi ero dimostrato IGNORANTE persino prima di iniziare l'orale.

Dopo un po' di giri a vuoto, beccai Budo... e ne sapeva quanto me: ci avrebbe segato entrambi, per labirintite!

Fu uno studente di Matematica, serio e noioso, a darci il consiglio giusto: ci ritrovammo in un piccolo stanzino povero di ossigeno, dove un esercito di maaaaski aspettava in piedi, carne sporca stipata come bestiame di fronte al prof Bezout! Eravamo nel posto giusto.

In quella compressione a massima perdita di qualità, riconobbi una sola persona: Streamer!
Era di pessimo umore, il che non mi stupiva, però fu utile: ci fece recapitare un misterioso brandello di carta straccia stropicciata e macchiata a penna, che rappresentava l'ordine ufficiale dei candidati all'esame.
Fankulo, ci segnammo per ULTIMI ed iniziammo ad ascoltare gli orali.
LA CODA DELLA MORTE
C'era poca differenza tra la nostra coda e la stampante dell'aula computer: ore di attesa e di ansia per buttar giù UNA riga.
Ad esempio: "Algebra 18/30".
Magari... fankulo.

In realtà, l'organizzazione era notevole: il professor Bezout interrogava in parallelo con l'assistente con la faccia kattiva (lo stesso dello scritto), quindi la carne si smaltiva in fretta.

"Quei due non se la sono cavata male... - osservò Budo - Le sapevate le risposte?"
"Quelle degli altri? Sempre! - esclamai - Poi arrivo io... e mi chiede qualcosa di impossibile! E ti aspetti che venga fuori il cartello 'MAROK, SEI SU SCHERZI A PARTE!'. Invece, è tutto vero, mi sega e basta!"
"Guarda... - commentò Streamer - La mia settimana non può peggiorare: non mi gira il masterizzatore..."
"Che cosa? E perché???"
"Eh, boh... non va..."

"Azz! Peccato... però so che è un casino farli funzionare! Hai provato a forzare manualmente i parametri? A cambiare il driver SCSI? Magari c'è un conflitto..."
"Ho già provato qualunque cosa... è evidente che è rotto! E adesso ci manca solo che mi sega..."
"MA CAZZO! - commentò una voce - Se permetti, son due cose un po' diverse! SE TI SEGA, PAZIENZA... MA IL MASTERIZZATORE!"

Mi voltai incuriosito: quale organismo era dotato di nervi così saldi da preservare fino a quel punto la propria lucidità mentale?
Era un tipo basso, magro e pelato, con la carnagione scura ed un accenno di barbetta nera: assomigliava a Puddu di "Pasqualino Cammarata Capitano di Fregata".

"Giusto! - commentai - Quando passi?"
"Bella domanda... fammi un po' vedere il foglio..."
"Guarda... - rispose un suo amico, coi capelli brizzolati - Ci siamo quasi!"

La necessità favorì le presentazioni: si chiamavano Pongo e Portorotondo... e in effetti mi ricordavo di averli già visti, ma NON a lezione: erano sempre al piano di sopra, su Internet, in coda a Ridge!

"Allora? - chiese Portorotondo - Quante volte l'avete provata Algebra?"
"Due volte lo scritto... - risposi - L'orale invece è la prima volta..."
"Ahahah! Dilettanti! - intervenne Pongo - Per me è la SESTA VOLTA!"

Porca puttana... sembrava tutto troppo facile, lo dicevo che c'era l'inculata, me lo sentivo!

Dalla parte opposta, intanto, si manifestò la creatura più bizzarra che potessimo trovare in quel posto: sembrava di sesso femminile e si mise in coda con noi! Non era esattamente una modella, ma comunque là in mezzo faceva più strano di un terrone punkabbestia disokkupato e travestito ad un raduno della Lega Nord!
Era la vittima ideale da sacrificare al Dio Bezout.

Infine, apparve l'anello mancante della realtà: JOCO!
Era arrivato!!!
Era segno che c'eravamo tutti: dopo di lui, non ci poteva essere più nessuno.

"Come sta andando?" chiese Joco.
"Boh... - risposi - Sembrano tranquilli, non hanno ancora segato nessuno..."
"Però non sembrano di buon umore..."
"Ma no, perché?"
"Eh, boh... guardali..."


Al patibolo erano saliti Pongo e Portorotondo e, sui volti dell'assistente e di Bezout, si erano dipinti stupore, fastidio ed autentici scatti di rabbia, intervallata da schifo.
L'assistente, in particolare, sembrava un metallaro che ascoltava la prima volta una cassetta della Pausini, dopo che gli amici stronzi avevano scritto in copertina "BURZUM".

"Andiamo bene... - commentò Budo - Arriviamo noi e sono già incazzati!"
"Mandiamo avanti la pheega... - commentai - Lei placherà la sua ira!".
"Non basterebbe Claudia Shiffer..."
"Addormentiamoli con le scorregge!
- suggerì Streamer - Il gas funziona!"
"Semmai, soffiamo della morfina nel condotto di aerazione?"
"Non c'è il condotto di aerazione, handicappato! È un palazzo del '600!"


I due inqualificabili, alla fine, furono liquidati con un 18 a testa: c'era ancora speranza!
Anche l'ambiente stava migliorando, perché la densità di persone era dimezzata, come i floppy dell'Amiga; parecchi avevano posato il culo a terra e stavano rifacendo la scansione veloce degli appunti, come se potesse fare la differenza, ma la pace era solo apparente: la tensione era altissima.

Per fortuna, mi ero fatto gli anticorpi quattro anni prima, all'esame più inutile della mia vita: "Teoria e Solfeggio".
Non me lo dimenticherò mai: centinaia di persone ammassate in un corridoio del Conservatorio di Torino, dalle otto del mattino, SENZA alcun tipo di indicazione... e si passava uno alla volta, con ordine random.
L'orale NON era pubblico e parecchia gente ne usciva segata, ma NON si sapeva per cosa. All'ansia e al panico, si affiancavano gare di solidarietà per correre a chiamare chi non ce la faceva più ed aveva fatto un salto al cesso... rischiando di essere segato a tavolino.
A metà pomeriggio, un professore era uscito fuori e, con naturalezza, aveva annunciato che eravamo davvero troppi! Quindi, qualcuno sarebbe passato il giorno successivo.
Qualcuno chi? Boh, non si poteva sapere. Così, a cazzo!
Il mio turno era arrivato alle cinque di pomeriggio, avevo preso un voto incredibile (9.5 su 10) grazie al "dettato melodico" e nonostante la mia voce fosse ORRIBILE... così, avevo imparato che:
  1. Anche i professori a fine giornata fondono di cervello.
  2. Se un prof appare rozzo e stronzo, può essere meno severo di quello che sembra... oppure no; se invece ostenta dolcezza e cortesia, è sicuramente stronzo.
  3. Se un argomento sembra troppo facile, è quasi sicuro che c'è un'inculata.
Per questo, ero pronto al peggio... avevo una sensazione pessima.

Budo e Streamer furono chiamati contemporaneamente.
Quei due andavano alla grande, cazzo! Madre natura aveva regalato ad entrambi un'ottima parlantina, una delle tante virtù negate al sottoscritto... potendo, però, avrei scelto i soldi.
Mentre rispondevano alle domande, l'Ansia mi faceva i controcori: "Sì lo sai anche tu, che lo sai anche tu, non lo chiede più, uh-uh-uuuuh! Quello che sai tu, non lo chiede più, te lo prendi in cu, uh-uh-uuuuh! Perché è Bezouuuut! Lo mette in cuuuuuu!"
Quando arrivi a cantare roba del genere, sei fottuto.

Si alzarono assieme, mi venne un brivido.
Era il mio turno, mio e della tipa: ci avvicinammo.
Lentamente.
Budo e Streamer sorridevano, col libretto in mano, ma non feci caso ai loro voti!
Se erano di castità, il mio era differente: stavo per prenderlo in culo.
L'ORALE
A me toccò l'assistente con la faccia bastarda ed era giusto: l'unica ragazza era la Vittima Sacrificale per placare l'ira del dio Bezout!
Posai il libretto vergine sul tavolo, perché tutti avevano fatto così.

"Parliamo di anelli di polinomi... - disse - Mi enunci il teorema di Ruffini!"
"Un polinomio a(x) appartenente a K[x] ha una radice s se e solo se è divisibile per x-s..."
"Mh. Me lo sa dimostrare?"

Avevo classificato quell'argomento come "facile". Buttai giù i primi due passaggi esattamente com'erano scritti negli appunti del prof Bezout... per poi scoprire che all'assistente stavano sulle palle!
Nel giro di pochi minuti, mi contestò praticamente TUTTO quello che avevo scritto: ogni tentativo di spiegazione suscitava l'accoglienza di una bestemmia ruttata in un convento. Però l'interrogazione andava avanti... dovevo tenere duro, cazzo!
Ad un tratto, l'assistente si alzò.
Porca puttana.
Andò da Bezout.
Porca puttanissima puttana.
Bezout stava interrogando la tipa e sembrava che andasse bene... cioè, non avevo idea di come andasse, ma sembrava sereno, pacifico, gentile, cortese, tranquillo.
L'assistente sussurrò qualcosa, Bezout aggrottò le sopracciglia, mi guardò e scrisse qualcosa su un bigliettino.
Quindi, tornò indietro, prese il mio libretto e, senza consultarmi, lo sverginò!

CAZZOOOOO!!!
Era finita! CE L'AVEVO FATTA, non ci potevo credere... VITTORIA!!!

Oltretutto, avevo preso 21! Con QUELL'interrogazione mi aveva alzato il voto dello scritto di tre punti?
FIGATAAAAAAAAAAAAAAAAAA, CAZZO!!!
La prima riga: Algebra
L'ORALE DI JOCO
Mi guardai intorno e notai che la coda si era ridotta a due persone: il primo era Joco, che fissava il muro in stato di coma, l'altra era Budo, che era rimasto lì per disipnotizzare Joco quando fosse arrivato il suo turno.
Streamer invece era già corso via, a litigare col masterizzatore... peccato.

"Complimenti, sei stato bravissimo!!! - disse una voce femminile alle mie spalle - Magari fossi capace di parlare bene come te!"

Mi voltai, era la tipa di prima, la Vittima Sacrificale... e sembrava seria.

"Eh... insomma... - risposi - Com'è andata?"
"Ho fatto un disastro, io non sono un granché negli orali, me l'ha abbassato tantissimo, ho preso 18... ma non importa! Complimenti ancora!"

Subito dopo, sparì... ed era il colmo: il 100% del pubblico femminile mi apprezzava per l'eloquenza matematica!
Boh... comunque a Joco, nel frattempo, era toccato il prof Bezout.

Lo stile era diverso: il prof Bezout era molto più gentile del suo assistente e lasciava parlare, interrompeva poco, non correggeva e metteva a proprio agio. Sembrava così conciliante, non si lamentava mai!
Infatti, mi sembrava che Joco andasse benissimo... come la tipa di prima.
Alla fine, il prof Bezout indicò il foglio e scosse la testa: sembrava che fosse tutto cannato!
Probabilmente era vero.

L'interrogazione andò avanti più a lungo del previsto, seguendo sempre il medesimo cliché: Joco scriveva, Bezout non faceva una piega... e poi alla fine, con la massima gentilezza e cortesia, gli diceva che tutto quello che aveva fatto era una merda... probabilmente, non solo di Algebra, ma in generale nella vita!
Comunque, il libretto di Joco venne scritto... quindi, tutto bene.

"Allora?"
"HHHHHHHHH!!! - urlò Joco sottovoce - PASSATOOOO!!!"
"Grande!!! Con quanto?"
"VENTI! 'STO PROFIO... PENSAVO CHE MI SEGAVA, INVECE ME L'HA PURE ALZATO DI UN PUNTO!"

Bezout aveva chiaramente sentito, ma fece finta di nulla... anche perché in fondo gli facevamo pena: eravamo contenti per un 20 ed un 21 all'esame più facile dell'intero piano di studi: eravamo lo SCHIFO dell'università!
Ero nel posto giusto!!!
THE END
Avremmo tutti passato la serata a festeggiare la fine dell'incubo: saremmo rimasti ad Informatica per sempre!
Gli esami erano in tutto 18: dandone 2 all'anno, avremmo scampato la Naja ed il lavoro per i prossimi 9 anni... praticamente l'eternità.

Intanto, ci aspettavano altre sfide: ce l'avrebbero fatta GM ed il sottoscritto a prendere la patente?
E Monopoly sarebbe mai riuscito a passare Algebra?
E Lo Yeti? Sarebbe mai riuscito a passare Analisi1?
E il Pazzo? Avrebbe mai provato a dare un esame, per il gusto di?
E Joco sarebbe mai riuscito ad arrivare puntuale da qualche parte?
Nichel avrebbe mai ritrovato la lente a contatto azzurra che gli mancava?
Mandingo avrebbe mai trovato il modo di rallentare il computer via software?
Streamer sarebbe mai riuscito a far funzionare il masterizzatore?
Mister Bean avrebbe mai visto Mister Bean in tv?
Berluskoni avrebbe vinto le elezioni?
E io sarei mai riuscito a vedere dal vivo Elio e le Storie Tese? E i Nirvana? E De André? Ed avrei trovato tutti i video che non ero riuscito a registrare, a cominciare da Telekommando?
Lo scopriremo solo vivendo!

Adesso, per completare l'AntiNaja, ci aspettava il secondo esame dell'anno: TAMC... il primo esame di informatica ad Informatica!!!
Quella però è un'altra storia.

Adesso andate tutti algebricamente, campanamente e rigorosamente affankulo!!!

TELEKOMMANDO a casa di ROCCO TANICA
(Puntata 5, venerdì 4/3/1994)




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(registrazione anal by Daiconan, digi by Ivan Piombino)