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Elio e le Storie Tese
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-----Messaggio originale-----
Da: MaRoK
A: Handicap@wc.net
Data: Sabato 7 novembre 2015 2:31
Oggetto: Il cantico delle creature



Cari diversamente figati,
benvenuti nel mese Nebbioso!

Io l'ho iniziato nel migliore dei modi: mi son preso l'influenza!
Ho fatto bene, vero?
Sono anche contagioso: ho già infettato della gente... venitemi a trovare, è bello!!!

E così, da una settimana sono ai domiciliari. Però non è male: quando c'è il sole, vedo tante montagne; di notte, invece, al salire della febbre, mi capita di vedere la casa riempirsi di mostriciattoli verdi.
Proprio così: nel delirio notturno, vedo questi esserini che riempiono la casa.
Sono simpatici, non danno fastidio.
Ci parlo anche, li tratto bene, gli indico il frigo, prendete pure se avete fame e cose così.
Dicono di non dargli da bere dopo la mezzanotte, ma magari vi parlerò meglio di loro un'altra volta.

Questo numero 714 della niusletter, piuttosto, vuole essere un cantico dedicato ad altre creature: quelle di San Francesco, a cui va la mia massima solidarietà.

San Francesco al Campo è un piccolissimo comune in provincia di Torino, in cui 22 ragazzi delle medie, la Mario Costa, sono stati sospesi perché hanno fotografato e filmato i prof, durante le lezioni, e, chattando tra loro, si son fatti beccare mentre - udite udite - li prendevano per il culo.
Massima solidarietà.

La lezione che voi avete imparato oggi, care creature di San Francesco, io l'avevo già imparata alle elementari.
La mia colpa? Per sopravvivere alle ore più noiose, scrivevo poesie.
La metrica era impeccabile, anche se si trattava di banali rime alternate ricavate dalla falsa riga di quelle che trovavo su Topolino o sul Corriere dei Piccoli... ed il contenuto era quasi esclusivamente composto da PAROLACCE.
Tantissime PAROLACCE.
A lato delle pagine, c'erano anche disegni esplicativi... di soggetti di vario genere, che lascio alla vostra immaginazione.
Qualche poesia poi diventava anche una canzone... e molti dei miei compagni mi chiedevano una copia dei testi.
Così, nella mia beata innocenza, li ricopiavo a mano e glieli passavo, con tanto di immagini esplicite e con la benedizione di tutti... tanto, se c'è una cosa che non manca nella scuola dell'obbligo, è il tempo.

Il risultato è stato spettacolare: un consiglio di classe convocato CONTRO DI ME, perché tutti i genitori si lamentavano del fatto che avessi corrotto i loro bimbi innocenti con parolacce irripetibili... portando come prove le copie delle mie poesie, sequestrate.
Per fortuna, i miei sono state persone di buon senso, in pubblico hanno fatto la faccia severa perché son cose che non si fanno eccetera e non sono questi i valori che eccetera eccetera e, in privato, si sono fatti con me una grassa risata.
"Però non farti più beccare... ok?"
Credo sia l'unica cosa che abbia messo d'accordo i miei... l'unica volta che siamo stati tutti e tre d'accordo su qualcosa.
Comunque, crescendo, ho imparato a correggere il tiro.

Fare foto tra compagni di classe è la cosa più normale del mondo e chiunque pensi il contrario può andare affankulo... sempre con la massima ironia, naturalmente.
Le foto le abbiamo sempre fatte anche noi, con quello che avevamo, cioè le macchine a pellicola. Qualche volta in aula, altre volte in gita e chiaramente si vedevano anche i prof, perché stavano là. Una volta per sbaglio, mi era pure partito il flash durante un orale all'università... per fortuna è andata bene.
La foto no, è venuta una merda.
Anche l'esame, credo.

Però la nostra vera specialità, alle medie e alle superiori, erano i disegni: col tempo, eravamo diventati bravi.
Per fortuna, non occorre avere talento per imparare a rendere somigliante un ritratto: basta avere infiniti giorni a disposizione per allenarsi... e noi li avevamo, purtroppo... eravamo condannati a sederci di fronte ai nostri soggetti per tutte le mattine della nostra vita e non potevamo dormire, perché se ne accorgevano. Avevo anche pensato di comprare gli occhiali con gli occhi disegnati, ma ho sempre avuto il problema del colore.
Una condanna nella condanna.
E i modelli erano sempre là, imbalsamati: invecchiamento zero!
L'opposto del nostro amico Schopenhauer, insomma.

Nei nostri disegni, chiunque avrebbe potuto riconoscere i prof che prendevamo per il culo: con pochi tratti, la loro faccia era più somigliante di una fotografia... un vero capolavoro.
E c'erano CAZZI, tanti CAZZI, in tutti i disegni.
Gli entravano in bocca, nel culo, qualche volta anche negli occhi.
E poi, immancabilmente, le vignette con le peggiori frasi che dicevano durante le cosiddette "spiegazioni": concetti che non avevano senso, che si contraddicevano nella frase successiva, o puttanate da para-analfabeti-fascionazisti che sparavano a intermittenza con frasi lette pari pari dal libro.
Alla fine, le puttanate per le vignette erano gli unici appunti che ci segnavamo su carta. Se fossero stati furbi, avrebbero ficcato delle date in mezzo alle cazzate... almeno le avremmo imparate.
I disegni erano i pochissimi momenti di felicità di cinque anni di liceo, l'unica luce di creatività che filtrava attraverso le grate della prigione. E avevamo il terrore, costante, di essere beccati... non tanto perché a casa ci avrebbero fatto il culo, quanto perché il gioco sarebbe finito... e, senza la nostra unica valvola di sfogo, sarebbe stata la morte, quella vera.

Così, mentre i ladri del nostro tempo stavano in cattedra a parlare con voce lenta e monocorde di argomenti inutili, mentre nelle prime file le rincoglionite scrivevano nei loro appunti ogni singola parola pronunciata dal personaggio in cattedra, senza nemmeno provare a capirla, in fondo c'eravamo noi, bassi di statura e coperti da pile di libri di testo, che disegnavamo i nostri cazzi.

Il principale disegnatore si chiamava Niger, era quasi muto e voleva fare il dj.
La maggioranza dei disegni, però, era collaborativa: uno iniziava a disegnare qualcosa, poi passava il foglio e un altro continuava... e così via.

Cinque anni di disegni che vagavano per l'aula, senza che NESSUNO fosse mai beccato... magari qualche prof aveva visto qualcosa, ma del resto non sporcavamo, non disturbavamo, non facevamo rumore, perché far scoppiare un casino? Meglio lasciarci ai nostri passatempi innocui e proseguire la stanca, inutile e squallida esistenza di mediocri ladri di giornate perdute.

Quindi, qual è stato il principio base? Semplice: quando fate qualcosa di moralmente giusto (anzi, lodevole!) ma illegale, pensate soprattutto a proteggerlo.
Noi non avevamo Internet, colpa nostra... però non abbiamo nemmeno MAI divulgato in nessun modo i nostri disegni, non li abbiamo appesi alle pareti dei cessi, né del resto della scuola, né alle fermate del bus, né sui muri delle case dei prof.
Io conservavo i disegni, nella mia cartellina, sempre... la gente mi chiedeva le fotocopie, ma io avevo già imparato la lezione alle elementari e rispondevo SOOOOOOOKA: se i disegni fossero circolati, i prof non avrebbero più potuto fare finta di niente... e, per far circolare un'immagine in una scuola in modo "virale", non serve certo Internet.
Con Internet, però, siete SICURI di prendervela nel culo.

Care creature di San Francesco al Campo, come CAZZO pensavate di farla franca, si può sapere?
Quello che mettete su Internet arriva a CHIUNQUE, che lo vogliate o no.
Quando e se andrete a lavorare, scriverete su facebook: "Il mio capo è uno stronzo!", magari taggando il capo?
Tipo così:
www.lamebook.com/fired-via-facebook/

Ecco, quello che avete fatto è ancora più idiota: non serve a un cazzo usare un'area riservata, o WhatsApp o il cazzo che avete usato, perché non potete avere il controllo su un file che può essere duplicato all'infinito e che riconduce inequivocabilmente a voi.
Una volta che la foto di un prof, grazie ai giri più incredibili che comprenderanno vostra nonna e il panettiere, arriverà al prof stesso, o magari al preside... come pensate di giustificarvi?
Chi può aver scattato quella foto dal vostro banco, un drone?

Comunque, massima stima per il punto di partenza, che è quello giusto.
La vera satira è quella che ride di chi è più potente di voi e vi può schiacciare con un dito:
www.marok.org/Arte/Mix/coraggio.png
Però, ricordate: la stima del rischio è una delle cose più importanti da imparare.
Il pericolo è qualcosa dal prendere sul serio, sempre... soprattutto perché, visti i precedenti, sicuramente vi verrà voglia di continuare il gioco.
Per questo, per non farsi male, è bene imparare alcune regole.

Cercate su youtube le scene di Rémi Gaillard, che prende per il culo mezza Francia, a cominciare dalla polizia:
www.youtube.com/watch?v=D5iXb82-PKA

Chiaramente, Rémi non ha inventanto nulla: si ispira a una lunga tradizione che, nel cinema, è vecchia quanto il cinema (pensate a Charlie Chaplin...) e, nel teatro, è vecchia quanto il teatro (pensate un po' a chi vi pare).
Documentatevi e vedrete che non tutte le storie sono finite bene: deridere l'autorità può causare perdita di varie parti del corpo, elezioni anticipate e morte.
Il mio giovane coetaneo Rémi, però, è ancora vivo... e un po' gli sono debitore, per gli accessi che mi aveva fatto fare con "Rocky is back"... più o meno quando a San Francesco nascevano le creature: era il 2003.

L'elemento chiave di Rémi e dei colleghi è portare scompiglio in sistemi repressivi, soffocanti e che si prendono troppo sul serio, sfidando direttamente i tutori dell'ordine, soprattutto se rappresentati da gente grossa, incazzosa e, possibilmente, armata.
E temo che una squadra di agenti in assetto antisommossa potrebbe essere leggermente più pericolosa dei vostri prof... che peraltro non ho il piacere di conoscere.

Tuttavia, in tutte le sue azioni:
- non ci devono essere effetti collaterali: non si deve rompere nulla (beh, al limite si sporca qualcosa...) e nessuno si deve mai fare male (a parte forse lo stesso Rèmi ed il suo cameraman, ma siamo disposti ad accettare il problema)
- il rischio "collaterale" è sempre ridotto al minimo: quando corre in maniera apparentemente incontrollata e disordinata, in realtà Rémi non urta mai niente o nessuno. Nella scena in cui esce dal tombino o attraversa col rosso, guarda con attenzione da entrambi i lati ed il socio con la telecamera gli dà indicazioni. Se vi buttate in mezzo alla strada col rosso siete semplicemente dei pirla.
- il rischio "ricercato" è sempre calcolato: ogni sfida contro quelli "grossi" prevede una via di fuga in cui Rémi si ritiene avvantaggiato rispetto al potenziale inseguitore (nel suo caso, tipicamente, è un percorso ricco di salti in alto... costruitevi sempre un percorso uguale, su misura per voi).
- soprattutto, la sconfitta è calcolata come possibilità: quando va male, quando Rémi viene preso, quando i poliziotti lo caricano di mazzate... lui se le prende.
Ovvero: NON VA A PIANGERE DA MAMMA E PAPA'.
Perché no? Perché FA SCHIIIIIIIIFO!

Questa punizione senza senso (8 giorni di sospensione!?!?), oltre a regalarvi una bella vacanza premio da impiegare in modo costruttivo (e, per Natale, magari ci compriamo una bella videocamera?), vi dovrebbe anche regalare un po' di prudenza, per il futuro.
Gli anni di reclusione nella scuola dell'obbligo prima o poi finiscono, e sarete liberi di prendere la vostra strada... ma, se non avete imparato nulla da questa storia, sarà una strada molto breve. E i vostri sogni finiranno ben chiusi in un cassetto... col rischio che nessuno pagherà la cauzione.
In teoria, è questo che dovrebbe insegnare la scuola: far convivere prudenza, coraggio, creatività e, soprattutto, cervello.
Voi, però, da bravi, fate la vostra parte... e, passata l'incazzatura, tirate di nuovo fuori l'entusiasmo e la voglia di metter le birbe alla berlina... facendo un pochino più d'attenzione, però. Altrimenti, alle superiori non vi passerà davvero più!

E adesso, aspetto con gioia di ricevere le note sul registro di quei mattacchioni dei vostri prof!
Io son sempre qua e, se interrogato, rispondere sarà un vero piacere.

Ma ora... cazzeggio!

Idee per le vostre vacanze:
tinyurl.com/p6eltxq

Dedicato a quelli che passano il tempo ad invidiare le vite altrui su Facebook:
www.youtube.com/watch?v=MFUVTkLYP1k

Volete annullare DAVVERO la pheega? Provate con l'umorismo in CSS!
saijogeorge.com/css-puns/

Scienza e tecnologia: scoperto il materiale del futuro! È la cacca!
www.repubblica.it/ambiente/2015/11/03/news/energia_riciclo_deiezioni_umane_puo_alimentare_138_mln_case-126555481/?rss

Florida: nel paese di Brandenton Beach le elezioni finiscono in pareggio... quindi?
Chi pesca la carta più alta diventa sindaco!!!
www.lastampa.it/2015/11/06/multimedia/esteri/vince-la-carica-di-sindaco-pescando-dal-mazzo-la-carta-giusta-5TkMCdowQAQHer4voitN8K/pagina.html

Grottaglie (TA): un ammiraglio, in visita alla caserma, ha visto l'erba alta e, sarcastico, ha detto: "Se non bastano i soldi per falciare i prati, potete comprare delle caprette!".
I militari ovviamente hanno eseguito alla lettera!
E non perché volessero prendere per il culo il superiore... ci siamo capiti.
Dopo qualche mese, nessuno sa più come badare a queste capre (tra l'altro, usavano come pastori i soldati di marina!)... così il preposto ha scritto al comandante per chiedere lumi.
E il comandante gli ha dato TRE GIORNI di CONSEGNA di RIGORE per aver RIVELATO SEGRETI MILITARI:
www.ilfattoquotidiano.it/2015/10/28/marina-militare-lammiraglio-ironizza-erba-alta-comprate-delle-capre-e-i-marinai-eseguono-alla-lettera/2166067/
(ho dovuto controllare più volte che non fosse Lercio, ma sembra tutto vero...)

Firenze: è panico ZOMBIE!
www.quinewsfirenze.it/non-pagano-la-spesa-e-mordono-il-vigilante.htm
Ce la faranno?

Milano: un ultrà vegano ha minacciato un ristoratore.
"Sei un rivenditore di cadaveri al soldo dei macellai"
"Hai un mese di tempo per togliere la carne dai tuoi menù!"
Firmato: Ernesto Che Vegano.
Tra le minacce, il fatto di inondare i vari siti di recensioni (tripadvisor e simili) di giudizi negativi sul ristorante... una personcina simpatica, insomma.
Il ristoratore, però, si è dimostrato all'altezza della situazione: in tutta risposta, ha chiamato il "Subcomandante PORCOS"! Ovvero, ha organizzato per il 12 novembre la cena del DIVIN PORCELLO, invitando anche l'amico Che Vegano... che nel frattempo, stranamente, ha fatto perdere le sue tracce.
milano.corriere.it/notizie/cronaca/15_ottobre_30/ultimatum-chat-basta-carne-ristoratore-invita-vegano-cena-fd308c3c-7f20-11e5-882e-dcc202b27802.shtml

Settimo Torinese: preso atto dell'impennata turistica di diversamente figati, l'amministrazione comunale ha deciso che il comune di Settimo deve entrare in tutti i numeri della niusletter di marok.org.
Quindi, si inventerà in continuazione qualcosa.
Questa settimana, hanno deciso di dedicare una via a BRAILLE... ed è un VICOLO CIEEECO:
www.lastampa.it/2015/11/03/cronaca/via-braille-una-via-cieca-r3HntGepH05xEB6hChlUII/pagina.html

Ebbene, cari amici di Settimo, siete arrivati tardi!
L'avevano già fatto a Piacenza:
www.repubblica.it/cronaca/2014/02/21/foto/piacenza_dedica_via_a_braille_ma_ha_scelto_un_vicolo_cieco-79247451/1/#1

Ah... ultima cosa prima che mi disattiviate: appuntamenti per l'analogico!!!
Niente.
Siccome io sto a casa perché ho l'influenza... non uscite manco voi.
Fankulo!

Alla prossima!
MaRoK
(tnx Forz/Huber/GRUMO/Rombo)
www.marok.org


Immagini allegate:





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