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La canzone impegnativa

Una canzone impegnata non nasce per caso,
bisogna passare tre notti sul vaso,
sentire all'interno un dolore che sfianca
e usare chilometri di carta bianca.
Può esser compatta e così dura
che il solo pensarci ti mette paura,
un po' di protesta e un po' proletaria,
dev'essere solida e non solo aria.
E poi, e poi e poi, restiamo solo noi.
E poi, e poi, e poi, pulenta ris e coi.

La canzone impegnata è concreta e non vola,
però se è ben fatta sta in piedi da sola.
Ci vuole la forza e la resistenza,
per farne anche un pezzo ci vuole pazienza.
Se viene di getto non devi aspettare,
perché in un momento potrebbe sfuggire.
Ho visto un collega seduto in un fosso,
non ha fatto in tempo e se l'è scritta addosso.
E poi, e poi e poi, restiamo solo noi.
E poi, e poi, e poi, pulenta ris e coi.

La canzone impegnata non nasce per caso,
ti prende alla gola e la senti nel naso.