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LA VERA STORIA DEI FARINEI DLA BRIGNA

L'unica biografia ufficiale del mitico gruppo Piemontese
A cura di Michele Delmastro


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Tutto inizia nel lontano 1986, quando cinque amici di Asti (Linus Binello, Bob Sabatini, Lucas Frassetto, Fabrizio Rizzolo e Susi Amerio) si trovano presso lo studio di Andrea Passarino (il Boomerang studio) per registrare la cover di un pezzo di Ivano Fossati "La mia banda suona il rock" e trasformarla in "La me Panda a perd i toch".
Il gruppo di amici continua ad incontrarsi e ad incidere varie cose, senza continuità e per divertimento. Fino a che, qualche anno più tardi, nasce il progetto Farinei dla brigna.

All'inizio del 1989, Fabrizio convoca gli amici e dice che nel suo studio (il Thetastudio) si può registrare un intero lavoro del gruppo. Tutti aderiscono entusiasti.
Fabrizio Rizzolo: "Il nostro obiettivo sarebbe stato quello di diventare il gruppo piemontese più famoso. Scrivemmo e registrammo i brani insieme e, mentre loro lavoravano durante il giorno nelle loro normali occupazioni, io continuavo a registrare e buttare giù delle idee, poi ci trovavamo tutti alla sera e le vagliavamo facendo tardissimo! Era molto divertente!"

Ed ecco che mentre la radio passava "Gimme five" di Jovanotti, esce la cassetta Ij farinej dla brignaFarinei dla Brigna 1 - clicca per ingrandire.
L'idea iniziale era di fare canzoni in lingua piemontese divertenti e di vario genere, con il passare degli album le composizioni diverranno sempre più vicine al gusto musicale delle nuove generazioni, staccandosi dai canoni tradizionali del Piemonte.
Fin dal primo pezzo della cassetta si sente la freschezza musicale del gruppo, "Cant'anche mi" ha dato inizio ad una rivoluzione nel campo della musica dialettale.

Oggi sono tanti i gruppi che hanno seguito quella strada o che, partendo da quella base, sono poi approdati ad un loro stile personale, un esempio per tutti i Loscki Bosky.
Alcuni invece si sono spinti oltre ed in un periodo in cui sono di moda i TRIBUTI hanno creato un gruppo di cover dei Farinei (i Mejdalmass della zona del biellese), mentre alla creatività di alcuni fan milanesi si deve il rifacimento in dialetto lombardo della canzone "Balengo", rinominata "Pistola"!

Ma tutto ciò è ancora di là da venire nel lontano 1989.
Il successo della cassetta è fulmineo, la prima edizione viene bruciata in pochi giorni, le successive ristampe vanno a realizzare un successo senza precedenti, le vendite superano presto le 2.000 copie.
Da un giorno all'altro molti giovani del Piemonte possono cantare "ma cuma l'è che tüti ciulu e mi ciul nen" sulle note della canzone "Tutti frutti", questo mette immediatamente di ottimo umore il loro produttore discografico Piero Montanaro, con la cui casa discografica "Canterò" comincia un binomio di collaborazione che dura tuttora.

Tutti vogliono sapere chi sono queste persone che nessuno conosce. Del resto l'immagine della copertina li ritrae da bimbi ed il nome stesso, che in italiano suonerebbe "monelli della prugna", non fa che attirare l'attenzione.
Ci sono i primi contatti per vederli e loro, il cui progetto inizialmente era di essere un gruppo fantasma (ovvero di incidere solamente ogni tanto e non farsi mai vedere), devono per forza cambiare le loro strategie!
Linus, Bob e Lucas fanno così la loro prima apparizione alla discoteca CAB 3, mentre Fabrizio per il momento rimane in disparte a causa della carriera di cantante (nella musica dance con lo pseudonimo di "Brian Ice"). Ma li segue fuori dal palco.
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Nel 1990 esce il secondo lavoro, intitolato semplicemente Farinei dla brigna IIFarinei dla Brigna 2 - clicca per ingrandire, che va a consolidare la loro fama.
Partecipano al Canta Piemonte e giungono secondi con il brano "Il safari cun la jeep".
Da questo momento in poi a chiunque chiediate in Piemonte il loro nome non è più sconosciuto, tutti i visi si aprono in un sorriso e li riconoscono.
Nella nuova cassetta c'è la registrazione di "La me Panda a perd i toch" (l'incisione è quella del 1986 nel Boomerang studio!), che diventa un inno che i Farinei suoneranno dal vivo fino ai giorni nostri.

Nell'ottobre di quell'anno Linus Binello ha un incidente in moto, alcune date sono già state confermate e Fabrizio Rizzolo lo sostituisce per il periodo in ospedale.
Subito dopo, decide di mandare al diavolo lo "status di "Brian Ice", troppo divertente uscire con i Farinei, e diventa parte del gruppo a tutti gli effetti.
In questo periodo, con le canzoni "Son due ore che ti aspetto" e "Machu Picchu", partecipano a "Sanremo Follies", "Cera una volta Fluff" e diverse volte vengono persino catturati da "Blob".

A proposito del pezzo "Machu Picchu", Giosef P. Baronio, che allora iniziava a seguire il gruppo in qualità di fonico (soprannominato "l'albanese volante" anche per alcune sue inimitabili danze alla console) sentenzia: 'pezzo di rara fattura, ricco di contenuti, basato sull'assonanza relativa a "piciu" ...cagata pazzesca! Io allora seguivo i Farinelli come tecnico (avevo già suonato le chitarre a partire da "Balengo", primo brano suonato da me) e come amico. Denotavo già balengheria a iosa, infatti ero talmente poco invadente che un addetto della RAI esclamò "...ma i Farinei sono in quattro o cinque...?"...e mi cacciarono in malo modo dal palco. La cosa mi valse l'elezione a "PICIU DELL'ANNO". Un must...'
Le richieste per cantare dal vivo si moltiplicano e gli impegni si susseguono, alcuni brani compaiono su varie compilations e discomix.
Dall'amico/produttore Piero arriva il premio per avere venduto 10.000 cassette, un vero record italiano!

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Nel 1992 è la volta di Farinei dla brigna IIIFarinei dla Brigna 3 - clicca per ingrandire, la consacrazione definitiva ed il termine di un ciclo.
Se infatti nella prima copertina venivano ritratti da bambini, nella seconda da adulti (un po' truccati da delinquenti), qui abbiamo tre arzilli vecchietti alle prese con i loro mestieri, tra le altre cose per queste copertine il truccatore ha nome Francesco "Cirio" Martinetto, che ritroveremo più tardi.
Ma sopratutto durante l'anno di uscita di questo lavoro vengono chiamati a fare più di 35 date in tutto il Piemonte.

Nell'anno successivo arriva il primo scossone: Bob Sabatini, voce solista, lascia il gruppo!
Al suo posto, viene chiamato proprio lui, Giosef P. Baronio, che aveva già collaborato nella stesura dei brani e dei testi di "Farinei dla Brigna II" e "Farinei dla Brigna III".

Fabrizio Rizzolo ci racconta: "Eravamo in autostrada, credo, quando dopo estenuanti ricerche per sostituire Bob, tra cui contatti con cantanti di Torino, ecc. ci rendemmo conto di una cosa semplicissima. Dissi: Ragazzi, diciamoci la verità. è inutile andare a cercare in giro quello che abbiamo in casa. Non possiamo ignorare che il naturale sostituto se non come cantante sicuramente come componente per la nuova formazione è Giosef l'albanese volante! Linus disse che effettivamente anche lui ci aveva pensato, e anche Lucas fu d'accordo. Quello fu forse il primo vero momento in cui capimmo che stavamo creando una tradizione più che un gruppo musicale. Che i componenti erano importanti, sì, ma che comunque potevano essere addirittura INTERCAMBIABILI, come era successo quando non c'era Linus ed ora quando era uscito Bob. E questo modo di pensare continua a tutt'oggi, se è vero, come è vero, che nelle formazioni ufficiali dei Farinei si sono ormai alternati decine di elementi, andati e tornati e tornati e poi riandati, e tutti balenghi a ragion veduta..."

Giosef P. Baronio ricorda: "Quando Bob se ne andò, ci fu un periodo di circa due settimane di "black-out", in cui i tre Farinei pensarono a lungo, e poi decisero di chiamarmi...una mazzata! Mi fece un piacere immenso, ma d'altro canto mi spaventai a morte...Ricordo che la prima serata fu assolutamente disastrosa, con il sottoscritto che tentava di imitare Bob...non riuscendoci affatto! Bob è unico ed inimitabile, e prima di sviluppare il "personaggio" Giosef, dovetti mangiare un bel po' di minestre..."

Il loro spettacolo dal vivo è preceduto da una breve introduzione di quattro brani cantati da Susi Amerio, che continua a collaborare con loro come corista e in fase di composizione della musica e dei testi in sala d'incisione fin dal primo album.
Poi parte lo spettacolo di quattro scatenati "balengo" che, cantando dal vivo su basi musicali pre-registrate, fanno fare un sacco di risate grazie ai loro intermezzi comici, oltre che alle loro trascinanti canzoni.

Ancora Giosef P. Baronio: "Lasciai il posto di tecnico a Francesco Martinetto detto "Cirio" (per via dei folti capelli) e mi trasferii a far danni sul palco. Allora viaggiavamo con le basi e quattro microfoni sul palco, presto sostituiti con quattro radio-microfoni: l'idea era di fare uno spettacolo con niente! Palco vuoto ma tante gag. Fabrizio conduceva e faceva il fine dicitore, Linus gli rompeva le balle facendo il barotto/terrone, io cercavo di fare il figo come Fab ma combinavo solo dei casini e Lucas faceva il cattivo della situazione: situazioni azzeccate!"

Partecipano in TV a "Sanremo giovani" con il brano "Pumpa la musica" e a "C'era due volte", subito dopo parteciparono anche a "non Sanremo famosi" sull'allora Telemontecarlo, ma non solo, Pippo Baudo li richiama ancora a "Uno su mille" a ripresentare il pezzo.
In quest'anno nasce il fan club ufficiale, prima solo nella mia natia Chieri, poi grazie al grosso apporto di Massimo Ratti che è stato presidente del fan club a lungo, in tutto il Piemonte si supererà la quota di 500 iscritti in un anno, ed una fanzine dedicata completamente al gruppo (scritta da me, ancora oggi...).

Fabrizio Rizzolo ci parla di quel periodo: "La formazione Lucas, Linus, Giosef ed io è forse quella che personalmente mi ha fatto più ridere. Perché come sai noi ridevamo di brutto anche sul palco (come succede tuttora), e con quei tre era impossibile stare seri. Con Bob era diverso, lui trascinava di più, era molto bravo, cantava quasi tutte le canzoni, quindi bastava qualche tocco qua e là, ma con Giosef e gli altri era tutto un casino, non sapevo mai dove andava a finire la gag, e spesso neanche la frase che stavo dicendo! Una delle cose più naturali è stato che al debutto è quasi caduto sul palco, una delle cose più assurde quando alla stadio di Asti ha gonfiato un palloncino con il naso..."

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Ma presto ecco la vera rivoluzione: basta con i concerti cantati su basi, i Farinei vogliono far sapere che sanno suonare!
Il gruppo si allarga con strumentisti in grado di accompagnarli dal vivo: Fabrizio Spinoso alle tastiere, Giorgio Gardino alla batteria, Paolo Borio al basso e Susi Amerio come corista.
E nel 1994 esce Sort a ForaSort a Fora - clicca per ingrandire, che presenta in copertina un piccolo pulcino che fa capolino da una porta (foto scattate da Linus stesso!), il disco è musicalmente molto più vario dei precedenti, presenta diversi brani di più ampi orizzonti musicali.
Persino un lento cantato in duetto da Fabrizio e Susi dal testo serio!

È di quel periodo un primo approccio con Gipo Viarengo (attuale tastierista) che viene contattato per la tournee estiva; a tal proposito ci confida: "mi chiamò Fabrizio e mi fece andare in sala prove con il resto del gruppo... per me era una grande soddisfazione poter approdare ad un gruppo affermato come i Farinei e quindi accettai l'incontro, quella sera conobbi musicisti ed entourage. L'idea di fare serate in giro con loro era artisticamente allettante ma proprio poco prima ero stato contattato da Danilo Amerio che, dopo un buon piazzamento al Festival di S. Remo, stava mettendo su la band che lo avrebbe accompagnato in giro per l'Italia. Così, anche se a malincuore, fui costretto ad abbandonare i FdB prima ancora di esibirci in pubblico, e accompagnai i concerti di Danilo Amerio fino al 1997. Volli però, anche se da spettatore, continuare a seguire le vicende dei FdB che per me rappresentavano una realtà musicale da non lasciare perdere."

Infatti la tournee che segue è un successo che travalica i confini del Piemonte, si comincia a pensare più in grande, così nascono le partecipazioni alle trasmissioni TV "Festival Italiano" e "Tappeto volante" nonché "Regalo di Natale".
Entrano diversi nuovi elementi e si raggiunge questa formazione: Linus Binello, voce e basso, Fabrizio Rizzolo, voce, Lucas Frassetto, voce e tastiere, Giosef P. Baronio, voce e chitarra, Roberto Cazzato, chitarra, Fabrizio Spinoso, tastiere, Davide Calabrese, batteria, Paolo Borio, basso e Susi Amerio, cori.

Nel corso dell'anno viene inaugurato un nuovo "mega show", che gli organizzatori potevano scegliere in alternativa al tradizionale. Oltre ai componenti succitati offre tre coristi in più: Daniele Valenzano, Cristina Fassio e Silvia Benzi, poi Beppe Di Filippo al sax e Francesco "Cirio" Martinetto agli effetti speciali, ben 14 persone sul palco!
Fabrizio Rizzolo: "Di questo periodo il concerto a Castagnole Lanze è sicuramente uno dei più bei ricordi. Tutto dal vivo, 14 elementi, come musicista mi sono sentito realizzato. Mai lo avrei pensato il giorno che ho iniziato coi Farinei! Di realizzarmi come piciu magari sì, ma non come musicista... e invece! Tutti i fans con le candele, gli striscioni, e noi con i costumi, Paul "the kid" Borio, tutti vestiti da preti per "C'è modo e modo"... non ho parole, è stato emozionante.

Purtroppo il gruppo ha una nuova defezione: Giosef P. Baronio lascia a fine tournee.
Si comincia ad intravedere un successo nazionale, esce quindi "Porti sfiga" (1994) che è una raccolta di vecchi brani con un inedito (che da il titolo all'album) e presenta in copertina i tre superstiti Farinei alla loro apparizione da Mike Bongiorno a "Festival Italiano".
Il pezzo ha successo, viene anche scelto come sigla per alcune trasmissioni radiofoniche tra cui "L'ambaradan" su rete 105, il gruppo comincia così una nuova serie di concerti e si onora anche di fare da band per il grande Franco Fasano, accompagnandolo nel suo tour nazionale che li porta addirittura a Caserta, dove "Pumpa la musica" ottiene un successo strepitoso.

Nonostante la tremenda alluvione del novembre 94 che quasi distrugge il Thetastudio, i "nostri" non mollano.
Anzi, ricostruiscono la sala d'incisione, finanziandosi anche con alcune date nei pub, fuori dal Piemonte.
È un segnale: il brano "Ten dür" non è solo un motto, ma uno stile di vita.

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Nel corso della tournee del 95 arriva così Fabrizio Berta alle tastiere al posto di Spinoso ed anche al sax c'è un avvicendamento con l'arrivo di Michele Lazzarini (attuale sax di Tricarico e dei "Binario", gruppo spalla ai concerti di Eros Ramazzotti nel 1998).
Esce il video "All thats Farinei" subito rinominato "Farinei 1989-1995 de celebrescion", che racconta la vita del gruppo di allora ed i clip delle canzoni "Sort a fora" e "Ten dür", nonché il nuovo lavoro Vivi dal vivoVivi dal vivo - clicca per ingrandire, (1995), la registrazione del concerto eseguito ad Asti del 24 settembre 1995, che conta circa 3000 persone tra il pubblico incurante della pioggia battente!

Di quella memorabile serata Giosef P. Baronio ricorda: "Ricordo quella sera...ero stato invitato da Fabrizio ad intervenire e magari a cantare una canzone o due... peccato però che io fossi reperibile di anestesia in sala operatoria. Beffa del destino: l'operazione era una torsione di testicolo... posso dire di aver perso il concerto per un coglione! Arrivai giusto giusto per sentire le ultime note..."

Fabrizio Rizzolo: "Quello è stato un altro momento assolutamente unico. L'uscita sul palco con le luci blu (vedi il video di "Sort a fora") e gli applausi scroscianti sotto la pioggia hanno segnato letteralmente la mia vita. È stato il coronamento del mio sogno. Lì ho capito che ce l'avevamo fatta, e forse è lì che ho deciso che ero arrivato alla fine del mio lavoro con i Farinei."

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Arriviamo al 1996, parte il nuovo tour con brani ("Nati stunky" e "Voglio essere una star") che ad oggi non sono mai stati incisi, ma con i Farinei non si sa mai!
Purtroppo in quell'anno arriva il momento più difficile nella storia dei Farinei: viene il momento di scegliere se fare il grande passo, snaturare veramente l'anima del gruppo e cominciare a fare canzoni in italiano per raggiungere un pubblico più vasto oppure mollare.
Fabrizio Rizzolo e Lucas Frassetto sono convinti che, per il momento, non possono dare di più al gruppo, dopo più di 40 brani composti è il momento di dedicarsi a nuovi progetti.

Linus Binello invece decide di continuare e di questo noi non possiamo che ringraziarlo...
Fabrizio Rizzolo: "Ricordo quando Linus venne in studio e mi disse che lui avrebbe voluto proseguire e, se non avevo nulla in contrario, lo avrebbe fatto. Io fui molto felice di quella scelta. Così la tradizione continuava. Se i Farinei potevano fare a meno di quasi tutti i componenti iniziali, significava che avevamo ottenuto qualcosa di più di un gruppo, avevamo ora un movimento. Sembrerà strano, ma per me è motivo di orgoglio non essere nei Farinei e vedere che se la cavano così bene. Non posso ignorare il fatto che è stata un'idea mia, anche se non si sarebbe assolutamente realizzata senza gli altri, e quindi per me è come vedere un figlio che non ha più bisogno di te, che va per la sua strada e così sai che anche se non sei lì hai lasciato qualcosa per il futuro. Se consideri che l'atteggiamento dei Farinei è una delle cose più belle e giocose della vita, penso di aver contribuito a qualcosa di grande, e non c'è motivo per cui debba farne parte a vita se non nello spirito. "

Così nel 1997 Linus sforna un nuovo, fiammante, gruppo: prende Daniele Valenzano e lo promuove a alla voce solista, mantiene Susi Amerio come seconda voce e cori e Fabrizio Berta alle tastiere, chiama un nuovo batterista, Maurizio Dondi ed un nuovo chitarrista, Daniele Montanaro, che tra l'altro è il figlio del produttore Piero: così il sodalizio si rinforza!

Parte un nuovo tour, qualche titubanza iniziale, ma i Farinei sono sempre loro e non finiscono di stupire: partecipano al salone della musica di Torino ed è nuovamente successo.

Nel 1999 Fabrizio Berta abbandona ed alle tastiere arriva Jonathan Ruckman, niente meno che un israeliano! Non fa in tempo ad imparare qualche parola di piemontese che anche Daniele Valenzano lascia.
Dalle ceneri del passato torna alla grandissima Bob Sabatini, il mai dimenticato cantante di tutti i successi "storici" dei Farinei, che per l'occasione cambia anche il suo nome d'arte in "Bobo".

Capitolo precedente 2000 - SEMPRI FARINEI!

Qualche mese ed anche Susi Amerio abbandona l'attività live, si va in sala di registrazione (il Boomerang studio di Andrea Passarino) per incidere l'ultimo lavoro dei Farinei: Sempri FarineiSempri Farinei - clicca per ingrandire (2000) l'album più suonato di tutti, che fa da ponte verso gli altri futuri lavori e che presenta una trascinante cover di "Another brick in the wall" intitolata "The cicu".

E arriviamo al 2001, in cui Jonathan Ruckman lascia il suo posto ed arriva Gipo Viarengo, un grande acquisto per il gruppo!
All'inizio del 2002 il gruppo sta componendo i brani per la nuova fatica discografica insieme ad un redivivo Giosef P. Baronio, cui viene proposto non solo di comporre ma di entrare in pianta stabile anche dal vivo come chitarra e voce. Giosef accetta prontamente, risalendo sul palco dopo un incidente in moto che gli causò un grave problema alla mano sinistra.

Giosef P. Baronio: "...non credevo di tornare a suonare mai più dopo che, nella primavera del 2000, mi sono fatto male... cos'è successo? Venite a scoprirlo nei concerti! Pensate che ora mi firmo Giosef "nine fingers"! Comunque, gli amici sono amici e, dopo essere ritornato a suonare e a comporre canzoni con il gruppo, Linus, dopo essersi consultato con gli altri, venne da me e mi chiese: "Cosa fai quest'estate? ...non prendere impegni, perché devi venire a suonare con noi...!" è stato uno dei momenti più belli della mia vita..."

Così viene accantonato il disco nuovo per fare partire il tour con 6 elementi che porta il gruppo in giro per il Piemonte ed in vetta alla classifica di Happy Music tra le band più scaricate.

In autunno il gruppo è ospite negli studi di Cologno Monzese di RETEA ALL MUSIC, ove registra 14 brani per la trasmissione MUSIC ZOO, e vi ritorna, a grande richiesta di pubblico, nel Febbraio 2003 presentando altri 12 brani. A Febbraio riceve come riconoscimento una pergamena come artisti più votati nell'ambito della manifestazione nazionale "Miss Padania" e si esibisce sempre a Milano al Palalido assieme a Charlie Cinelli e Davide Van De Sfroos.
Attualmente sono chiusi in sala d'incisione a preparare il prossimo CD (in cui si avvarranno di collaborazioni di vari artisti) e a preparare il concerto per la prossima stagione.