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Sashimi
Da: <LaBolbo>
A: Uno sbrego di indirizzi tutti in chiaro tra cui <Marok>
Data: venerdì 23 aprile 1999 3.42
Oggetto: le novità dal FAVE CLUB

MARTEDI' 5 MAGGIO - MILANO
registrazione di Sushi e Sashimi con Andrea pezzi per MTV a MILANO. Spazio Antoloico di via Mecenate 84, int. 10; potranno partecipare 50 fave ma solo e unicamente con previa prenotazione alla segreteria del fave club (02.6707XXXX) dove dovrete lasciare nominativo e numero di tessera. Ancora non è stato fissato l'orario (si pensa nel pomeriggio), vi terrò informati.
Importante: indossare la maglietta del Fave Club.
LA PRENOTAZIONE PARTE DA VENERDI' 23.04
Tutto iniziò così.
Presto avrei rispolverato la tessera del Fave, per la prima volta sarei andato ad MTV, e per la prima volta avrei ascoltato le anteprime dei brani del nuovo album, Craccracriccrecr.
E anche stavolta di trombare non se ne parlava.

In compenso, più passava il tempo e più oscure e contorte diventavano le modalità della partecipazione.
Prima di tutto, dal pomeriggio si era passati alla sera (e questo comportava lo sbattito di trovare un pirla che mettesse la macchina) e per prenotarsi bisognava sorbirsi un'intera puntata di una trasmissione chiamata "Cordialmente", su Radio DJ, aspettare che la Bolbo desse il via con la frase: "Ok, prenotatevi!" e telefonare al Fave Club lasciando un messaggio nella segreteria.
I primi 50 sarebbero stati prenotati, gli altri si sarebbero attaccati al cazzo.

La cosa generò scene di panico collettivo, Ivan Piombino aveva già creato a casa sua una postazione multimediale per essere sicuro di essere il primo a telefonare al Fave, io pensandoci e ripensandoci pensavo: "Ma chi cazzo la cambia la segreteria quando la Bolbo dà il via in radio?"
Considerati i potenti mezzi a disposizione dell'organizzazione, mi sorse un legittimo sospetto.
Così, prima dell'inizio della puntata telefonai al Fave Club, trovando già la segreteria con il fatidico messaggio. Lasciai il mio nome, e alla fine risultai il primo della lista.

Intanto a Cordialmente avevano mandato la ghiotta anteprima di un brano dell'album, EVVIVA LA VISIONE (della figa da vicino). Era una simpatica parodia del rap alla Jovanotti ed era un passo avanti verso la scoperta del nuovo album, ma non risolveva il problema di fondo: come cazzo saremmo arrivati a Milano e, soprattutto, come cazzo saremmo tornati a casa la notte?
L'ORGANIZZAZIONE
Occorreva una macchina.
Questo era l'unico scopo che mi poteva convincere ad instaurare relazioni umane con altri individui della mia specie, cioè quella degli handicappati. Così consultai rapidamente le poche fave torinesi conosciute finora, ottenendo questi risultati: Fortunatamente si fece avanti una new entry nel boschetto della nostra fantasia, ovvero un tale Michele Calleri, che accettò, ma ad un patto: "Da casa mia ve la fate a piedi!"
"Ah... e dove abiti?" gli chiesi.
"Vicino alla Tesoriera..."
Era a due minuti da casa mia.
"Affare fatto!"
Gli altri si potevano attaccare al cazzo.
Aveva inizio l'operazione Sashimi!
PARTENZA!
L'ingresso ad MTV era previsto per le ore 19, Ivan Piombino disse che voleva partire alle due di pomeriggio, Calleri gli rispose che saremmo partiti alle 5, zitti e vaffanculo.
Se ne fece una ragione.

L'equipaggio CalleriKavaPiombinoZazaMarok arrivò a Milano MTV via Mecenate 84 interno 10 in largo anticipo, e ben presto condivise con le altre Fave presenti il proprio handicap nonché i propri indirizzi email. Sempre a proposito di internet, qualcuno mi chiese se per caso non avessi un sito, perché si ricordava di avermi visto da qualche parte.
"Come no? - risposi - www.marok.org, il sito con i cessi sullo sfondo!"
"Come?! Hai un sito sui cessi?"
Mi avevano dato una grande idea.
SI ENTRA!
Intanto le porte del recinto si erano aperte e la mandria di handicappati con maglietta gialla aveva fatto irruzione negli studios.
Prima dell'esibizione degli Elii ci sarebbe stato un live di JovanottiJovanotti. A me le sue ultime creature non dispiacevano affatto, un po' diverso era il parere delle altre Fave che bestemmiavano in turco perché si levasse prontamente dai coglioni. Ma si sa, siamo in un paese libero.
In ogni caso ero riuscito fin dall'inizio ad accaparrarmi un posto in prima fila, a neanche un metro dal rapper milanese che mi fissava come se fossi un esemplare di qualche specie sconosciuta, forse perché cantavo tutte le sue canzoni cannando tutte le parole, ma nessuno è perfetto.

In compenso l'audio dello studio era pessimo, ed il conduttore del programma era un tale Andrea Pezzi, che a occhio e croce mi sembrava abbastanza handicappato. Infatti il primo del pubblico con cui attaccò bottone fu subito Ivan Piombino star della TVIvan Piombino.
Per suggellare l'idillio prontamente mandò un cameraman ad inquadrarlo, probabilmente per spedire il filmato a www.rotten.com. Ivan Piombino in pochi secondi riuscì a realizzare uno spot terrificante pro Fave Club, esibendo alla telecamera il corpo di una povera malcapitata chiamata Marzia, girandola con il culo alla telecamera e urlando: "Guardate dietro, che c'è tante belle cose!"
Se il Fave Club è sopravvissuto a questa dura prova dev'essere immortale.
GLI ELII
Dopo un'oretta di show di Jovanotti, fecero il loro ingresso quei buontemponi di Elio e le Storie Tese. Elio inkazzato Speravo in un duo con Jovanotti in EVVIVA/LA VISIONE, visto che il pezzo lo prendeva per il culo integralmente, ma a quanto pare il rapper milanese se ne era già andato.
Per un fan di vecchia data come me vederli salire sul palco in cinque lasciava comunque un po' di malinconia: era il loro primo vero concerto senza Paolone Feiez.

Partì il primo brano inedito. Era piuttosto orecchiabile, il titolo l'avremmo scoperto solo in seguito: DISCOMUSIC. L'acustica era talmente orrenda che non si capiva una parola della canzone, però musicalmente mi sembrava carina. Certo ascoltare dei brani di Elio senza capire nulla del testo non era il massimo, ma non si può avere tutto nella vita.

Secondo brano una roba lentissima in cui Elio cantava con un bicchiere sul microfono. Non vorrei dire puttanate ma dal poco che avevo capito il titolo dovrebbe essere LA BELLA CANZONE DI UNA VOLTA. Boh... sarà che sono un fervido sostenitore del punk trash, sarà che non distinguevo le parole, ma ad occhio e croce mi è sembrata una minchiata. Mi riservo di avere torto in futuro.

Terzo brano la bellissima BIS! Finalmente!!! Era ora che si decidessero a tirarla fuori!
Noi tutti la conoscevamo ovviamente dalla Ghost Track di Eat The Phikis, dal poco che riuscivo a decodificare dalle distorsioni che arrivavano ai nostri padiglioni auricolari il testo mi sembrò più o meno lo stesso, eccetto il frammento di Paolone che invece di bistrattare biscrome "pensa alla fregna"... come dargli torto!
Bello anche il finale: "Ma ora siamo di fronte ad un bivio: o andare affanculo o suonarvi un bis!" Chissà cosa sceglieranno? Mah...

Quarto brano, una sorpresona: CATETO!
Era un pacco di tempo che non la suonavano, ed è sempre bella.

A seguire due brani più movimentati, ovvero FARMACISTA e IL ROCK AND ROLL. Di entrambi non si capì ovviamente un cazzo, tranne che spaccavano da paura.
Bene bene, se i testi sono all'altezza sarà un bel disco.
L'INTERVISTA
Ma ora veniva la prova decisiva: l'intervista con Andrea Pezzi.


L'intervista con Andrea Pezzi


Alla prima domanda rispose Mangoni: "Ritengo!"
"Ritiene le urine!" precisò Elio.
Sono cose che fanno pensare.
Della seconda domanda non si capì niente, ma per fortuna fu anche l'ultima, e gli Elii tornarono sul palco.
GRAN FINALE
Ultimo brano, la ghiotta chicca che avevano già trasmesso come anteprima su Radio Deejay: EVVIVA/LA VISIONE. Avendola già ascoltata riuscii più o meno a capire qualcosa di quello che stavano dicendo, tra cui i due versi finali "Ti lecco la fì" e "Ti sborro nel cù", che diedero al tutto un tocco di classe e poesia. Mangoni indossava un abito scuro e si dimenava per il palco con movenze stile boss del ghetto di New York, una persona inquietante.
I RAPPORTI UMANI E GLI ADDII
Il concerto era già terminato ma Ivan Piombino doveva ancora regalare alla storia qualche altro momento idilliaco, cercando di spacciare ad Elio una delle sue orrende cassettine bootleg, di quelle che registrava urlandoci sopra per fare vedere che era al concerto.
L'effetto fu quello che ben potete immaginare.

Mi accorsi che Faso parlava spesso di baseball. Fino ad allora avevo avuto notizia di quel bizzarro sport solo attraverso i fumetti di Charlie Brown e mi chiedevo quale strano trauma avesse attaccato la sua corteccia cerebrale per condurlo su quella via.
Tanica invece chiese consiglio a me e ad un altro handicappato sugli effetti di Photoshop perché voleva piazzare un effetto luce su una foto di Feiez che c'era nel libretto dell'album. L'effetto in realtà era un banalissimo Lens Flare, praticamente l'unica cosa che sapevo fare con Photoshop, ma solo perché manca a Photostyler con cui faccio tutto il resto. Per avere risposto a quella minchiata alla quale avrebbe saputo rispondere anche un invertebrato passai per ultraNerd... le soddisfazioni della vita.

Intanto stavo ancora pensando alle cassettine di Ivan Piombino. Sia lui sia io sia Francesco Zaza avevamo registrato il bootleg del concerto, così decidemmo di metterli tutti e tre nell'autoradio per sentire quale fosse venuto meglio.
Fu una ghiotta sorpresa: non ne era venuto nessuno dei tre.
Ma non nel senso che si sentissero di merda, proprio non era partita la registrazione, o, se era partita, si era cancellata.
A tutti e tre.
Sono cose che fanno pensare...

Ma ormai era troppo tardi per insultarsi a vicenda, erano le tre di notte ed il buon Calleri ci aveva già lasciati a casa sua ed io mi ero già incamminato per colmare i due minuti che la separano da casa mia, pensando divertito all'oceano di merda in cui si erano ritrovati gli altri tre handicappati che abitavano dalla parte opposta del mondo e sarebbero dovuti arrivarci a piedi.
Avranno fatto autostop?
Avranno aspettato l'autobus delle cinque del mattino?
Saranno andati a troie?
Chi lo può dire... anche questo è amore.
Ma per adesso vaffankulo.