MENU:

Marok.org > Farinei dla brigna | Elio e le Storie Tese | Cumpa | Inutility | Links | Faq | Ghestbuk

Elio > Biografia | Recensioni | Midi | Video ed mp3 | Disegni | Foto | Links | Discografia | Dizionario | Ghiotti scambi

LOADING...
Sei in: Home > Elio > Recensioni > Cordialmente Handicap




Cordialmente Handicap - Ivan Piombino's revenge
C'era una volta un re, c'erano una volta vassalli, valvassini e valvassori, e c'erano una volta i Servi della Gleba.
Giovani uomini provati dalla vita e dalla geometria, resi desaparecidos dal miraggio di forme triangolari, per lungo tempo sparivano dall'orbe terracqueo lasciando nella loro compagnia un insperato senso di liberazione.
Ma prima o poi sarebbero ritornati, handicappati sì, più di prima forse, ma con un bagaglio in più alle loro spalle.
Anzi, sotto.

E fu così che alla domanda: "Perché, dopo due anni e mezzo di assenza, è tornato Ivan PiombinoIvan Piombino?" il 100% degli intervistati, consultati vari volumi di epistemologia comparata, etichetta feudale moderna e, soprattutto, handicap applicato, fu alfine in grado di rispondere senza ombra di dubbio: "L'HA MOLLATO LA TIPA!"

Eh sì.

Il resto è storia.
SI PARTE!
Quale modo migliore di festeggiare il ritorno della fava squilibrata se non compiere un'allegra gitarella a Radio DJ?
Come nella migliore tradizione, appuntamento con il Cherokee verde del giovane Iko al benzinaio di piazza Massaua, ore 18:30, Torino.
Ivan Piombino aveva detto che probabilmente non ce l'avrebbe fatta, dimostrandomi molto comprensivo gli avevo risposto: "Se non ci sei ti attacchi al cazzo!", alle 18:20 mi telefonò dicendomi che era già arrivato.

Rivederci dopo due anni e mezzo fu un'esperienza fantastica.
"Minchia ma ti sei ingrassato!"
"E tu ti sei pelato!"
È sempre bello rincontrare i vecchi amici.

Il giovane Iko invece arrivò verso le 19, più o meno l'ora alla quale avevamo appuntamento con il Il Favone GrassoneFavone Grassone al casello di Carisio, il luogo della puzza di merda.

Ivan Piombino amava ricordare il Favone Grassone con la frase: "Ma è lui??? Minghia ma fa più schifo di Fedro del Grande Fratello!!!".

Il Favone Grassone invece amava ricordare noi con simpatici sms:
19:05 - Stavolta non c'è puzza di merda ma ci sono le troie. Dove cazzo siete?
19:10 - Se è uno dei tuoi scherzi di merda...
19:18 - Le troie mi hanno abbandonato. Però è pieno di zanzare.
19:28 - Porco DXX Bastardo Cane Madonna Impostora Gesù Bocchinaro Merda Cazzo Culo Puttana Troia Eva Vacca Il Cristo Marcia La Sborra Lurida Impestata Di Tarzanelli Del Culo Di Bagascia Kastrox
19:29 - Ah, ho dimenticato "Testa di cazzo!"
Arrivammo all'appuntamento verso le otto meno un quarto, con calma, tanto non c'era fretta.
Appena visto Ivan Piombino il Favone Grassone bestemmiò contro le divinità di tutte le religioni passate, presenti e future, e, non contento, fondò anche nuove religioni per il gusto di bestemmiare il loro Dio. Ma quando si rese conto che nemmeno così sarebbe riuscito a far incenerire da un fulmine il Cherokee ed i suoi passeggeri, decise di neutralizzare i suoi cinque sensi ed isolarsi dal mondo, comunicando con noi solo via sms.
Dei quali il più ricorrente era: "LO COMPATISCO MA LO ODIO!"

Intanto il Servo della Gleba ci raccontava cose interessantissime sulle sue ferie e sulle sue improbabili avventure amorose, esibendoci tre anni di foto della sua ex.
Le foto parlavano chiaro: all'inizio era discretamente figa, dopo un anno di convivenza con Piombino era già diventata una larva umana. Vi lascio immaginare il suo stato nella fase finale.

L'handicappato ci disse anche che da quando la tipa l'aveva mollato se la spassava alla grandissima, aveva conosciuto bianche, nere, maggiorate, minorenni, ninfomani, più un tizio che gli aveva confidato di avere il dono della predizione del futuro.
"Ivan Piombino, tra pochi giorni qualcuno ti picchierà!".
Ma lui non credeva a queste cose, era troppo intelligente per cascarci.

Pochi secondi dopo la fuoriuscita di questa frase dalla sua deforme cavità orale, il telefono di Ivan Piombino squillò. Era la voce di un gentile signore che cortesemente gli comunicò che se non avesse lasciato in pace la sua donna gli avrebbe spaccato la faccia.
Seguì un lungo applauso, unito a premi in denaro per un rapido svolgimento della vicenda alla quale ci auguravamo di poter assistere con tanto di telecamera e popcorn.

Intanto Zio Piomby continuava a telefonare a tutte le donne che aveva trovato sull'elenco del telefono.
Però a parte gli scherzi bisogna riconoscere che l'amico in fatto di donne ci sapeva veramente fare.
Questo il suo dialogo con Marzia:
"Ohu, sei a Milano oggi? No? Be', dai, quando torni dimmelo che PIGLIO UNA BOTTIGLIA e VENGO A CASA TUA!"
Stranamente l'approccio non riscosse il successo sperato.

Tra le diecimila telefonate che aveva fatto invitando cani e porci in radio, l'unica giovane donna che non lo aveva prontamente mandato affanculo era una certa La PiombinaSara.
Già immaginavamo che fosse un caso clinico, ne avemmo la conferma quando il Piomby ci comunicò che lei era stata la prima donna della sua vita e lui era stato il primo uomo della sua. Convenimmo che, dopo un trauma simile, lei non poteva che essere diventata lesbica oppure monaca di clausura. Non vedevamo l'ora di incontrarla.

Nel frattempo la fedele autoradio ci avvisò che poche vie dietro la sede milanese di Radio DJ c'era un pazzo che dalla sua finestra stava sparando a tutti quelli che passavano per la strada.
"Ma tanto non ci passiamo davanti - disse Iko con l'aria di chi la sa lunga - è nel quartiere Fiera!"

Appena usciti dalla tangenziale ci accorgemmo di avere sbagliato strada, e di essere finiti nel quartiere Fiera.
Subito cercammo di fabbricare un bersaglio da attaccare alla faccia di Ivan Piombino. Purtroppo, prima di riuscire in questo lodevole intento, il giovane Iko ci aveva già portati in corso Sempione, all'angolo con Via Massena 2.
VIA MASSENA 2
Per una volta eravamo abbastanza puntuali, così decidemmo di non aspettare Grumo (anche perché se no avrebbe iniziato a piovere) e penetrammo prontamente nell'edificio.
"Quinto piano!" recitò la voce al citofono.
Ovviamente l'ascensore era guasto.

L'unica consolazione nel colmare a piedi un dislivello di una ventina di metri fu che il sempre in forma Ivan Piombino rantolava già al primo piano ed ogni scalino che faceva era un passo in più che lo portava verso il coma.
Il Favone Grassone invece ad ogni piano cercava di convincerci che eravamo arrivati al quinto ed apriva tutte le porte che vedeva ai pianerottoli per dimostrarci che conducevano a Radio DJ.
In effetti non aveva tutti i torti, le porte conducevano a Radio DJ.
Ai magazzini però.
D'altronde nella vita basta accontentarsi.

Una volta in cima, Ivan Piombino era in coma profondo. Ma il suo telefonino squillò: era la sua amica Sara, che gli disse di scendere giù perché a salire da sola si annoiava e voleva che l'accompagnasse lui.
Piombino obbedì senza opporre resistenza.
Un giorno avrà un monumento sul pianeta Glebas.
IL QUINTO ELEMENTO
Pochi minuti dopo arrivò anche il nostro quinto elemento: GrumoGrumo.
A dire il vero nell'omonimo film il quinto elemento era una figa. Ma si sa, la realtà è sbagliata.

"Me l'hai portato il cd?" mi chiese con una delle sue rare espressioni intelligenti (vedi foto).
"Quale cd?"
Non c'è gusto a fare incazzare uno che poi non bestemmia.

Quando fu arrivato anche nonno SNAFU, ovvero la Nikon con il grasso intorno, l'handicap fu finalmente al gran completo.
E mentre il giovane Iko filmava Grumo per vedere se in trenta secondi riusciva a fargli cambiare espressione almeno una volta (con i risultati contemplabili in questo filmato), e Linus scappava dal Favone Grassone urlando: "Aiuto! E' arrivato il rompicoglioni!", avvenne l'inenarrabile: l'incontro tra Elio e Ivan Piombino.

Elio passò di sfuggita in fondo all'atrio e il tempo di esposizione della sua immagine sulle nostre retine fu di al più un paio di secondi. Ma l'Ivan Piombino a cui nulla sfugge prese la rincorsa e gli si buttò addosso, mentre il cantante atterrito cercava di divincolarsi con improvvisati colpi di karate. Pochi minuti e Zio Piomby, tutto contento, venne da me e mi disse: "Ohu, hai fatto la foto?"

Il buon Rocco Tanica alla vista di tanto scempio provo pietà e ci diede il modo di riscattare i nostri peccati proponendoci un veloce test: non ricordava se avessero già mandato in radio un foglio pieno di stronzate, e ce lo fece leggere per chiederci se ne sapessimo qualcosa.
Iko e Grumo non avevano mai ascoltato cordialmente da un anno a questa parte, ovvero dall'ultima volta che eravamo stati a Radio Dj. Ivan Piombino era Servo Della Gleba, perciò da due anni e mezzo e in questo periodo non gli era stato consentito accendere la radio a meno che ci fossero i Lunapop, pena l'evirazione. Io ne avrò ascoltato sì e no cinque o sei puntate, ma sempre, rigorosamente, facendo tutt'altro. Il Favone Grassone invece l'ascoltava sempre, ma non si ricordava assolutamente un cazzo.
Ma decise di giocarsi un aiuto.
"Telefono a casa di uno che lo sa!"

Questo "uno che lo sa" era il Caciorrone, dotto individuo che rispose con fare sicuro: "Mah... boh... forse no..."
"Ok, non l'avete mai fatta!" annunciò al buon Rocco, che prese per buona la notizia con animo sereno.
QUELLI CHE ASPETTANO...
Come sempre, la prima mezz'ora di trasmissione gli Elii ci fecero stare fuori dallo studio, perché entrare subito non è bello.

E così, per ingannare il tempo il Favone Grassone chiese conferma del test mnemonico di Rocco al suo amico chitarrista Andy che gli rispose, conciliante: "Piciu, quella stronzata l'hanno letta la settimana scorsa!".
Peccato che ormai fosse troppo tardi per entrare dentro ad avvisarli.
Ivan Piombino intanto stressava l'orbe terracqueo con frasi tipo: "No, io non resisto, quando entro e rivedo Elio urlo!!!" e Grumo considerava che, per quanto noi fossimo handicappati, l'unico in tutta la storia di Radio Dj al quale avessero chiesto i documenti per fotocopiarseli era LUI.

Davvero non sapevamo più cosa fare per ingannare il tempo...

Finché... primo break pubblicitario, Rocco uscì dallo studio.
"Complimenti - disse al Favone Grassone - sai quella cosa che mi avevi detto che non avevamo mai fatto? Be', l'abbiamo appena ascoltata noi ora nel corto della scorsa puntata!"
Fu un bel momento.

Finalmente le porte dello studio si aprirono, ed il fatto che fossimo in quindici in una stanza predisposta ad accogliere cinque o sei persone, e soprattutto il fatto che uno di noi quindici occupasse tre posti e sudasse per cinque, assestava gravi colpi alla nostra stabilità mentale.
Ma non era il caso di Ivan Piombino: era completamente impazzito.
AGAMENNONE
Eravamo tutti un po' curiosi di sentire il nuovo singolo Shpalman. Grazie al preascolto Fave-Only lo conoscevamo già, ma correva voce che la nuova versione la cantasse Max Pezzali.

Invece, preceduto dall'inedito Agamennone, ecco SHPALMAN, ed ecco che la voce era ancora quella del buon Rocco Tanica.
La notizia che il cantante di Shpalman sarebbe stato Max Pezzali era dunque da ritenersi infondata?
"No! - ci risposero - Max Pezzali la canterà nell'album!"
Sono cose che fanno pensare.

Intanto ero stupito di come Ivan Piombino dopo ben dieci minuti da quando era entrato nello studio, non avesse ancora trovato il modo di nuocere all'esistenza di Elio e di Radio Dj.
Rimediò prontamente alla grave lacuna estraendo dal suo zaino la sua arma segreta: i terrificanti tre album di foto della sua ex.
Inutile dire che obbligò Elio a guardarseli tutti.
MYRTILLO
Cercai di contrastare i suoi armamenti estraendo il degno figliolo della Krupnik, alias Myrtillo, la famosissima grappa al mirtillo. L'unico obiettivo raggiunto fu quello di stendere l'analcolico Grumo.
Fu in ogni caso un buon risultato.

Il Myrtillo avrebbe comunque sortito curiosi effetti secondari. Passi per Amorele scene di sano amore che fanno sempre bene, ma non avrei mai immaginato che sarei riuscito a veder comparire e-mail allucinogene e addirittura sentire Rocco Tanica pronunciare dai microfoni di Radio DJ testuali parole: "Tra le fave presenti, gradite ospiti in studio, c'è sia Gigi D'Alessio che Rocco Siffredi nella stessa persona: salutiamo il ritorno di Ivan Piombino!"

Ivan Piombino sarebbe evaporato per molto meno, e infatti stava già omaggiando i presenti in studio tentando di suicidarsi a testate contro la tastiera. Prima che questo tentativo potesse portare alcun frutto, Elio gli diede la botta finale aprendo per il mondo la rubrica "Casa Piombino". Aveva rinunciato a sposarsi per seguire Elio e le Storie Tese... che uomo.
Faso decise di puntualizzare: "Anche perché magari sposandosi avrebbe dovuto rinunciare all'attività di traghetti per l'Elba!"
Battuta un po' criptica, ma sforzandovi anche voi riuscirete a capirla.
Forse.

Intanto i deliri non erano finiti, perché di lì a poco un altro squilibrato di nome Stefano chiamò in radio per far sentire la suoneria di Shpalman, una merdata totale che venne acclamata come la meraviglia dell'anno.

Ottima invece Budy Giampi, seconda traccia del singolo, già Pena di morte. Potevo finalmente constatare come il mio suggerimento di chiamarla Rondò della Forca, dal nome della famosa piazza dell'impiccagione, si era definitivamente incamminato nei condotti idraulici di casa Elio e le Storie Tese.
In ogni caso il testo era rimasto una monnezza, ma la base era splendida.

L'applausometro decretò comunque il successo di Agamennone. Non c'erano cazzi. Il resto della puntata scivolò diarroicamente via grazie al sempre suggestivo Karaoke di Mangoni
Il Karaoke di Mangoni
Il brano era il famosissimo "In da club" dei 50 cents Se non l'avete mai sentita neanche nominare ritenetevi fortunati.
Come non citare inoltre qualche email di handicappati che chiedeva se avessero potuto rimettere il singolo perché loro erano arrivati tardi e non se l'erano registrato?
Gli Elii decisero di accontentarli rimandando in onda Agamennone, regalando così un degno finale a tale e tanta puntata.
AFTERHOUR
Una volta fuori dallo studio, Ivan Piombino propose di andare a festeggiare il suo ritorno nel beato mondo del Fave Club con una bella pizzata, visto che lui non aveva ancora cenato.
Gli Elii schizzarono via a razzo in tutte le direzioni contemplate dalla cartografia, più qualche punto cardinale non ancora esplorato.
Grumo si volatilizzò dicendo che doveva cercare le rotaie del tram perché quella sera le avevano spostate.
Persino la giovane Sara schizzò via, adducendo scuse puerili del tipo: "Si è fatto tardi, domani mi alzo presto!" e considerando meno pesante il rischio di venire sparata dal pazzo del quartiere Fiera rispetto ad un altro quarto d'ora con Ivan Piombino.

E così il giovane MaRoK, il giovane Iko, il giovanissimo SNAFU, l'eterno Favone Grassone e lo squilibrato Zio Piomby si ritrovarono nella pizzeria più cara del mondo, a bere per dimenticare.
"Però in fretta - disse il Favone - che domani mattina mi alzo alle cinque SBORROH!"

A mezzanotte eravamo già in autostrada.
"È la prima volta che esco con te e torno a casa prima delle quattro!" constatò Iko con fare stupito.
"Abbi fede!" gli dissi con l'aria di chi la sa lunga.

Tempo pochi chilometri e trovammo l'indicazione di "autostrada chiusa per lavori" all'altezza di Novara Est.
"No, ma vuol solo dire che non puoi uscire ma devi andare dritto!" ci spiegò il Favone con fare sicuro.
Continuò a spiegarcelo anche quando il cantiere ci obbligò ad uscire a Novara Est e ci ritrovammo in una strada buia in aperta campagna senza avere la più vaga idea sulla natura del territorio che ci circondava.

Non c'era nessuna traccia di civiltà umana nel raggio di chilometri e chilometri.
Era il luogo ideale per commettere un delitto.

La nostra attenzione subito si rivolse ad Ivan Piombino, ma stava dormendo e ammazzandolo avevamo paura di svegliarlo.
Così continuammo a girare a vuoto fino alle tre, quando riuscimmo finalmente a raggiungere l'autostrada, a scaricare al casello di Carisio il Favone Grassone "vaffanculo tra due ore mi alzo SBORROH!", a scaricare in Piazza Massaua Ivan Piombino ancora addormentato ed a concludere la serata nell'unico modo possibile, ovvero con un cordiale, sentito e indimenticabile vaffankulo.