MENU:

Marok.org > Farinei dla brigna | Elio e le Storie Tese | Cumpa | Inutility | Links | Faq | Ghestbuk

Elio > Biografia | Recensioni | Midi | Video ed mp3 | Disegni | Foto | Links | Discografia | Dizionario | Ghiotti scambi

LOADING...
Sei in: Home > Elio > Recensioni > Rapallo 2001


Elio e le Storie Tese live in Rapallo - 7/8/2001

STUPESCIU - Back to live in Massa 6/8/2001
È sempre bello quando uno si sveglia e tutte le sue ossa, una per una, lo mandano affankulo.
Ed è solo quando al coro delle cartilagini si uniscono anche le fibre muscolari e l'apparato digerente che un giovane uomo capisce che finalmente in questo porco mondo non è più solo.
Fu più o meno così che affrontai l'alba quella mattina. Ma bando alle nostalgie... era il momento di partire e di lasciare casa Manu: proseguiva il minitour, destinazione Rapallo!!!

Abbandonati JJ e la Churra, che tornavano alla capitale, ci dirigemmo verso casa Rese a San Rocco di Camogli. Del resto era la nostra meta designata fin dall'inizio, non potevamo non visitarla!!!
Fu una saggia decisione.

Appena penetrati nell'edificio si scatenarono scene di delirio collettivo, Rese iniziò a cucinare degli spaghetti con Nutella e acciughe, il Capo, Betlemme e Manu intrapresero una guerra a colpi di palline rimbalzine, mentre Lees@ e le fave etrusche Elena e Zooma si biodegradarono sui loro stessi zaini, formando un tutt'uno col pavimento.
In ogni caso, e lo dico per chi viaggia nel tempo, prima della nostra invasione la casa era molto carina, circondata dal verde e con una bella veduta sul mare.
"Ci devo far crescere qualcosa..." mormorava Rese guardando il giardino.
"Ehm... forse è meglio andare..."

Il concerto era sul lungomare, e la logica conseguenza fu che già solo a parcheggiare impiegammo mezz'ora. Il Capo riuscì comunque ad infilarsi nell'ultimo buco di un parcheggio non lontano dal molo, Rese invece andò a finire in culo al mondo. Ovviamente ero con Rese.

Decidemmo di dividerci per andare a compare da mangiare, era un ottimo modo per ottimizzare le risorse, così ci lasciammo incamminandoci in due direzioni opposte. Ci ritrovammo tutti al medesimo supermercato, le fave romane ad acquistare il necessario per lo striscione Zio Cantante, io, Manu e Rese a cercare qualcosa che desse una svolta alla serata.
IL BEVERONE
La perizia del giovane Manu ci vide tornare al lungomare con una bottiglia di Derby mela e pompelmo, della vodka liscia e qualcos'altro di indecifrabile.
"Tranquilli, ai cocktail ci penso io!".
La prima sorsata sapeva di merda, la seconda era leggermente peggio.

In quel momento incontrammo SanfruSanfru.
"Vuoi un sorso?"
"Mmmm... buona!"
"Ehi non la finire tutta!", esclamò Rese scolandosene metà.
Capii di essere precipitato nel nucleo del pianeta handicap.

E fu allora che vidi l'ultima persona che mi sarei aspettato di trovare a Rapallo: Kava

Era in compagnia di Wizard e della consorte e contemplava pensieroso Leesa e le fave etrusche che confezionavano lo striscione Zio Cantante.
"Bel posto qua!" esclamò di fronte ai residui di olio combustibile che galleggiavano nelle limpide acque del porto.
La natura, ridente e rigogliosa, tracciava lieta i presupposti per un nuovo incontro: era in arrivo la bella favetta epifania, ovvero la Epi, ovvero Sara Caiazzo, ovvero l'incubo della serata. Sara Caiazzo cavalca Sanfru Appena adocchiato l'implume Sanfru, al grido ti "Ti stuproooooooooo!!!" gli saltò addosso e non smise di cavalcarlo finché lui esasperato non la scagliò contro la ringhiera del molo.
"Era iniziata così bene questa giornata!" pensai, mentre cercavo di mimetizzarmi con le piastrelle del lungomare. A quanto pare il camaleontico travestimento non la trasse in inganno quando, urlando a Sanfru: "fai una foto presto!!!", si gettò sul mio giovane corpo e sui vestiti che lo circondavano, cercando di ricrearne un look il più adamitico possibile.
"Oh, cazzo - esclamò Sanfru - mi è finita la macchina fotografica!"

Fallito lo scopo di immortalare Marok nudo su internet (che poi bastava chiedere...), la Epi si riversò sul povero Kava, che non la mandava affanculo solo perché gli compilava il novanta per cento del forum.
Ma era solo una follia passeggera, e ben presto mi ritrovai tra lei e Betlemme, con alle spalle Sanfru e di fronte la borsa con le bottiglie. Vuote.


Tutti assieme appassionatamente


IL CONCERTO
Grazie al cielo i decibel di "mangio sangue con bistecca, bevo fumo col caffè, leggo tutto quel che c'è" stesero un velo pietoso sull'impetuoso tormentone delle limitrofe cazzate, finché risuonarono le auliche note dell'armonicista pazzo: il concerto era iniziato, era il momento di CASSONETTO!

In effetti l'effetto del palco sull'acqua non era male, nonostante non avessi visto tanta sporcizia in un liquido nemmeno quando mi ritrovavo a tu per tu con il minestrone alla mensa dell'asilo delle suore.

"Ok Rapallo! Ora una barzelletta che fa molto ridere mia nonna!"
Trattavasi ovviamente della VENDETTA DEL FANTASMA FORMAGGINO.
Il cantante proseguì prendendo per il culo quelli che avevano pagato per stare in una tribuna laterale dalla quale non si vedeva assolutamente un cazzo.
"Loro hanno speso venticinquemila lire - continuò Elione - e i loro soldi sono stati interamente utilizzati per il trucco di Mangoni!"
Intanto in sottofondo si sentivano gli accordi che in Made in Japan introducono la Terra dei cachi.
"È Piattaforma!!!" urla Sanfru. Cesareo guitar man "Il pezzo - annuncia Elio - non è più suonato da Rocco Tanica, che ha lasciato Elio e le Storie Tese per intraprendere una carriera da solo, con la Rocco Tanica Acustic Experience! Stasera suona a Portofino... pensate c'è uno spettatore solo, ma paga un miliardo!"
Nonostante tutto c'era ancora chi prendeva il discorso sul serio.
"Invece noi abbiamo il sostituto di Rocco Tanica, 16 anni, proveniente da Porto Oggiaro! Ed è Carambola!!! Quarto anno di pianoforte, 16 anni compiuti da quattro giorni!"
Chi l'avrebbe mai pensato, quella lontana sera ad Agliana...

La sedicenne new entry di Elio e le Storie Tese inserì un suono orrendo stile tastiera Bontempi e, cimentandosi negli arpeggi da primi giorni al conservatorio, diede avvio a... LA TERRA DEI CACHI!
Anche quella sera Elio ebbe modo di inserire qualche presa per il culo di attualità, come "il falso in bilancio" inserito tra un "uè" e "una pizza in compagnia", o "c'è uno con il casco, la schiuma da barba e la lattina vuota, forza pubblica venite a picchiarlo, dev'essere un black block!"

Tutti ora ci aspettavamo come di consueto Caro 2000, la canzone che gli Elii da tre anni a questa parte avevano reso la nostra flebo.
Invece, l'azione diversiva delle fave romane a Pontremoli, che alle note della canzone si erano girate esibendo il culo al palco, aveva sortito i suoi effetti: la scaletta proseguiva con CARRO, finché inconfondibili accordi di organo annunciarono una canzone sull'amore.
"Mi sembra Urna!" commenta la Epi. Super Mangoni Trattavasi ovviamente della bellissima CARA TI AMO.
"Ti lascio per uno che è andato al G8, l'hanno picchiato tantissimo, è ritornato che era il pesto alla genovese." Quanta poesia in tutto questo...

Lo spettacolo continuava con IL SIGNOR SPEZIALE, FARMACISTA, UOMINI COL BORSELLO ed EVVIVA/LA VISIONE, con relativo finale soft: "qualcuno mi ha detto che avete fatto la pipì nel mare... non fatelo più!"
Poi NÉ CARNE NÉ PESCE, EL PUBE e SUPERGIOVANE, dedicata nientemeno che a quell'handicappato di Kava che "al G8 non ha preso le botte perché indossava le Tepa".
E dopo il finale CASA DELLE LIBERTÀ è il momento del breve intervallo, subito seguito da LARGO AL FACTOTUM, e, dedicata ai coglioni che avevano speso 25 carte, TAPPARELLA.

"Grazie Rapallo, comprate il nostro disco, fateci superare in classifica le Lollipop!"
BACKSTAGE
Il concerto era finito, e le giovani fave si addensarono liete dietro alla cancellata che le separava dalla zona VIP, aggredendo a colpi di maglietta e tessera quei simpatici buttafuori le cui mamme si dedicavano ai mestieri più antichi e i cui padri vedevano spuntare dalle folte chiome strane appendici di cui tuttora si ignora il significato.

In ogni caso, giostrandosi con destrezza sull'esile orlo di cemento che separava i nostri piedi dalla melma putrida e oleosa che i Rapallici chiamano mare, gli Elii si avvicinarono festosi ai nostri giovani corpi. Aveva inizio il lieto backstage.

"Ero preoccupato - mi disse Elio - non ti vedevo da un paio di giorni..."
"Ma come! - risposi - ieri ero a Massa!"
Il cantante si allontanò rassegnato e schifato.

Nel frattempo Sanfru stava facendo amicizia con Rocco il buon tastiere.
"Ciao Rocco, sono Sanfru!"
"Ciao Sanfru, sono Rocco! Come mai sei Sanfru?"
"Eh... deriva da San Fruttuoso... il mio quartiere..."
"Ahahah! Io abito in Zona Due, d'ora in poi chiamatemi ZONAD!!!!"
Per fortuna Christian lo trascinò via al grido di: "Ci aspetta un aereo addio!"

"Meno male che se ne va, ogni volta che c'è Rocco io inciampo!" commentò la signora Wizard osservando la fogna che ci circondava.

Intanto l'imberbe Sanfru riuscì finalmente a concretizzare l'agognato incontro con Elione.
"Ciao Elio, io voglio fare la musica come la vostra!"
"Ah... bene! Che strumento suoni?"
"Be', nessuno, ma che ci vuole, imparo..."
AFTERHOUR
Fu un bel momento, così come fu bello recuperare Rese che vagava per il lungo mare con lo sguardo perso nel vuoto.
"Marok, mi chiami?"
"Come?"
"Mi chiami sul telefonino?"
"Perché?"
"Eh, l'ho dato a uno prima, ma non so chi è..."

L'amico Rese era completamente partito. Fu per puro caso che, setacciato ogni più remoto angolo del lungomare, trovammo finalmente il suo cellulare che, dopo mille peripezie, era approdato nelle mani di un suo amico che mi osservava chiedendosi che cosa avessimo fatto per ridurre Rese in quello stato.

"ASPETTAMI QUA E NON TI MUOVERE!!!" intimai all'etilista parcheggiandolo su una panchina, mentre recuperavo le altre giovani fave; tempo dieci secondi e del bevuto compagno non c'era più traccia.
"Speriamo abbia ancora il telefonino..." pensai mentre digitavo il suo numero sulla tastiera.
"Sì sì, sono ALLA MACCHINA, ci vediamo al parcheggio!"

Le probabilità che Rese fosse arrivato da solo al parcheggio e si trovasse di fronte alla macchina giusta erano di una su un milione. In ogni caso, come per evitare un ecatombe nucleare, valeva la pena fare un ultimo tentativo.
E così, mentre la Epi e Sanfru ci lasciavano e l'amico Betlemme ci raccontava della sua romantica contemplazione di un calumet della pace nel cesso del bar più sudicio di Rapallo, ci incamminammo verso il parcheggio di Rese, chiedendoci quali altre sorprese ci avrebbe riservato la serata.

Contro ogni previsione dentro la macchina di Rese trovammo Rese, che rideva come un disperato.
"Che ne dici se stasera guido io?" azzardò Manu (che tra l'altro si era scolato l'altra metà della bottiglia)
"Ah... non puoi!"
"E perché?"
"Perché... perché... io... devi sapere..."
"Sì?"
"HO PERSO LE CHIAVI DELLA MACCHINAAAA!!!"
E riprese a ridere come un pazzo.

Considerammo due aspetti importanti di tutta questa vicenda:
  1. Rese era dentro la macchina
  2. La porta era aperta.
Questi due elementi sembravano giocare a nostro favore, ma il vero colpo di genio fu notare come i preziosi strumenti giacessero in bella mostra sul tetto della vettura.

Nel frattempo arrivò una coppia su un motorino.
"Oh, ma non è che lo fate guidare, eh!"
Erano Irene e Compa, due amici di Rese.

"No no, guido io - rispose Manu, che era messo quasi peggio di Rese - Ma c'è un problema: col cazzo che ritroviamo la strada!"
"Ah, nessun problema - ci rassicurò il Compa - vi guidiamo noi!"
Non facemmo in tempo a contare fino a due che si erano già volatilizzati.

Fu un bell'inseguimento, i più tranquilli erano quelli sulla macchina del Capo, che ancora non sapevano nulla sulle condizioni psicofisiche del nostro padrone di casa, che in ogni caso erano in netto miglioramento: ad ogni curva delle strade di San Rocco dipingeva la volta del cielo stellato di nuovi racconti d'amore.
La fantasia di Rese abbondava, tranne per un particolare: la protagonista era sempre la Cicalona.

"Ok, ora si va tutti a fare il bagno di mezzanotte!!!" ci disse mentre si denudava e partiva a piedi verso punta Chiappa. Lo rincorsero Irene e Compa, che dopo un po' riuscirono a riportarlo a casa, ma non certo alla ragione.

Per fortuna a casa Rese gli oggetti contundenti non erano molti, per cui le sue potenzialità distruttive erano piuttosto limitate; sembrò comunque prediligere l'autolesionismo, dal momento che al grido di: "AAAAAAAH! HO PERSO SEI DIOTTRIE!" manifestò l'intenzione di bersi il liquido delle lenti a contatto.

"Uhm... secondo me non ti fa bene" gli disse il Capo.
"Sul serio? Oh..."
Rese, preoccupato per la sua salute, fissava la bottiglietta con aria stupita.
"Ma sei sicuro?"

Dopo un po' posò la bottiglietta e disse: "Ok vado a dormire!".
Questa frase venne ripetuta circa ottocento milioni di volte nell'arco delle successive due ore, passate osservandolo mentre andava avanti indietro tra la porta della camera da letto e la porta del frigo, alla ricerca del limoncello che avevamo preventivamente imboscato.

Crollò dal sonno finalmente verso le tre, e anche noi potemmo riprendere le nostre postazioni di combattimento, distendere i sacchi a pelo e riprendere l'eterna lotta tra noi e il nostro giovane corpo, pronti per l'indomani quando i nostri organi ci avrebbero fatto l'ultima volta il dito prima di seccarsi, cadere e rimbalzarci dritti nel culo.
Ma nemmeno questo ci impedì di mandarci ancora una volta e per sempre affankulo.